Rumore Ambientale

Suoni assordanti e non graditi (RUMORE) invadono il nostro mondo e la nostra vita, sia nell’ambiente di lavoro che in casa.
Di ben seimilioni di italiani con problemi o disturbi uditivi, due milioni sono colpiti da Sordità in età lavorativa, talvolta proprio a causa del lavoro rumoroso, con ripercussioni che possono assumere carattere di particolare gravità sulla capacità produttiva e sulla vita di relazione del soggetto, nonché sui costi sociali.

I limiti di rumore imposti per la sicurezza sul lavoro, benché fissati dalle norme comunitarie e recepite dalla nostra giurisprudenza con il D. Lgs. 15 agosto 91 n.277, sono provvisori e non tutelano in maniera certa le persone esposte e comunque non esistono mezzi di controllo adeguati alla vastità del problema.

Le richieste di indennizzo per la Sordità in ambito industriale che erano già al primo posto (53%) nel 1988 fra le malattie da lavoro, sono balzate ancora più avanti (70%) nel 1993 (dati INAIL) ed ancora oggi oltre il 50% delle invalidità professionali sono dovute alla sordità.

Suoni non graditi (rumore), anche con basso livello di pressione (minore di 80 decibel) generalmente non hanno effetti diretti e patologici sul nostro orecchio, ma se interferiscono con il riposo e la qualità del sonno possono provocare gravi effetti EXTRAUDITIVI.
Un mancato sano riposo provoca STRESS, oltre ad effetti collaterali: dalla zona limbica del nostro cervello partono controlli alterati che regolano funzioni essenziali: dalla pressione sanguigna (ipertensione) al controllo delle pulsazioni (cardiopatie), ecc. ecc.

Infatti l’inquinamento acustico nell’ambiente di vita ha raggiunto in molte città livelli inaccettabili, fuori dai limiti raccomandati dall’Organizzazione Mondiale di Sanità ed imposti dalla normativa di legge vigente (Legge quadro n. 447/95), colpendo senza esclusione l’apparato uditivo di bambini, adulti ed anziani e provocando inoltre alterazioni importanti a carico di organi ed apparati diversi (apparato cardiovascolare, sistema nervoso ed endocrino, sfera psicologica, emozionale e sessuale, ecc.) e comunque incidendo negativamente sulla qualità della vita dei cittadini, sulla qualità delle comunicazioni, sul ritmo sonno-veglia e sulla esigenza di riposo, ecc..

L’inquinamento acustico è diventato intollerabile e combattuto con norme di legge, in Italia non sempre adeguatamente applicate.
Oggi TUTTE le attività potenzialmente rumorose (dalla discoteca all’artigiano sotto casa) devono far fare una perizia fonometrica da un “tecnico competente” specialista in acustica per verificare se vengono superati i limiti stabiliti dalla legge, sia all’esterno che all’interno delle vicine abitazioni; tale perizia deve essere presentata agli uffici comunali preposti al controllo ambientale per il rilascio di un “Nulla Osta” di impatto acustico.

Ogni cittadino può tutelare la propria salute pretendendo l’applicazione delle leggi, chiedere che un’attività rumorosa, dalla piccola e media impresa all’associazione culturale, abbia fatto la verifica d’impatto acustico (in visione presso la sede rumorosa) ed abbia ottenuto il NullaOsta.

In presenza di rumorosità eccessiva si consiglia comunque di farsi assistere da un “tecnico competente” preparato e scelto in base alla sua professionalità ed alle sue referenze e non in base al costo (una seria valutazione peritale è un investimento che può far modificare completamente una situazione di inquinamento acustico).

Gli esposti per inquinamento ambientale, corredati dalla necessaria documentazione e perizia, possono essere presentati o spediti all’ufficio comunale preposto (a Roma: Ufficio Prevenzione Inquinamento Acustico, Dipartimento X), alla ASL o all’ARPA di zona, al NOE (Nucleo Operativo Ecologico) dell’Arma dei Carabinieri.

Assistenza può essere chiesta all’AIRS ed alle associazioni di tutela dei cittadini e dell’ambiente.

La musica merita una trattazione particolare perché non può essere assimilata al rumore di un ambiente di lavoro: la musica è cultura ed arte, è religione e magia, è guerra o pace, è musicoterapia, è ritmo che provoca “sensazioni” nell’essere umano ed agisce in profondità a livello limbico e psicologico.

La musica può rilassare, spaventare od eccitare, addormentare come una “ninna nanna” o svegliare, può stimolare la danza od il ballo, può provocare effetti identici a quelli di uno psicofarmaco, tanto da poter modificare un elettroencefalogramma (EEC).

La musica, per interagire con il comportamento umano, deva avere un livello sonoro adeguato: ritmi sonori ad alto livello (95-110 decibel A), anche in sinergia con impulsi luminosi, stimolano il movimento ed il ballo.

I livelli di pressione molto alti delle discoteche possono essere pericolosi, ma se l’esposizione non è troppo lunga, sono perfettamente sopportabili dalle persone normudenti senza danni; ma attenzione: un allarme di esposizione eccessiva viene percepito come un abbassamento temporaneo dell’udito o dalla presenza di fischi od “acufeni” e senso di stordimento.

L’esposizione a rumori superiori a 90 decibel (A) per otto ore al giorno e per molti anni provoca una perdita uditiva permanente; l’esposizione alla musica (ritmo desiderato) di una discoteca non può essere semplicemente associata al rumore dell’ambiente lavorativo perché i tempi di esposizione sono molto brevi e l’atteggiamento dell’individuo al suono ritmato è differente.

Non si può dire lo stesso per l’ascolto in cuffia con i “walkman” ad alto volume: il livello di pressione sonora può superare 110 decibel (A) ed i tempi di esposizione possono essere di ore al giorno per cui una perdita uditiva (sordità permanente) è quasi garantita.

Il diritto di ascoltare la musica ad alto livello in discoteca e ballare fino all’alba non toglie il diritto primario alla salute ed al riposo dei vicini.

Tutte le attività rumorose non possono superare il limite della normale tollerabilità di ogni cittadino che desidera quiete e riposo, come stabilito dalle vigenti disposizioni di legge; tutte le sorgenti rumorose devono essere acusticamente isolate in modo che suoni e vibrazioni non si trasmettano nelle vicine abitazioni.

I giovani sono sempre più esposti a livelli sonori traumatizzanti a causa delle sofisticate tecnologie di ascolto musicale in HiFi ed in discoteca, dove possono essere superati 110 decibel (A) per una o più ore, mentre il limite massimo di legge è di 95 decibel (A).
Lo stress acustico può sommarsi poi agli effetti della stanchezza fisica, dell’assunzione di alcolici e contribuire sensibilmente al verificarsi di incidenti talvolta molto gravi.
La nostra raccomandazione è di alternare l’esposizione al suono di alto livello con pause di “decompressione” dello stress uditivo. Prima di guidare fate sempre una pausa necessaria a ridurre l’effetto “psico-stimolante” della musica sul cervello: il recupero dei normali ritmi fisiologici può evitare i tristemente famosi “incidenti del sabato sera”.

CHE POSSIAMO FARE?

Incrementare la ricerca scientifica sui danni alla salute prodotti dal rumore, sulle tecnologie di protezione e sull’individuazione di sostanze bio-farmacologiche in grado di ridurre la vulnerabilità al rumore.

Educare ed informare adeguatamente i giovani ed i cittadini sui rischi uditivi ed extrauditivi dell’esposizione al rumore.

Contribuire all’emanazione di precise norme di tutela, migliorare ed APPLICARE quelle esistenti, per i luoghi di divertimento e per l’ambiente di vita cittadino e domestico.

Sensibilizzare le Amministrazioni ad incrementare e migliorare i controlli in ambiente di lavoro ed i datori di lavoro ad attenersi scrupolosamente alle norme vigenti.

Dobbiamo lavorare in ambienti ERGONOMICI, cioè “a misura d’uomo”, non solo per la postura o l’illuminazione, ma anche per l’acustica ambientale che deve essere corretta per avere una buona intelligibilità.

QUALI SONO LE PIU’ RECENTI NOVITA’ SCIENTIFICHE E LEGISLATIVE?

Oggi la ricerca scientifica in medicina dimostra che l’uomo, quando l’agente di rischio ha valori o dosi minime e tali da non generare una correlata patologia, è parte di un sistema aperto, dove il rapporto fra fisiologia e patologia non è lineare e non è sempre facilmente prevedibile: constatiamo dissipazione di energia (entropia), auto organizzazione biofisica con scambio qualitativo tra le funzioni fisiologiche, il comportamento e le informazioni cibernetiche biofisiche.
Questo nuovo approccio è dimostrato dalla sperimentazione in biocibernetica e termodinamica che evidenzia come i sistemi biologici non abbiano un comportamento lineare (regole del non equilibrio).
Il comportamento non lineare, e quindi la difficoltà di stabilire un rapporto causa/effetto, è evidente in tutte le situazioni di esposizione ad agenti chimico, fisici, ecc., di intensità o livello anche alto, dove si riscontra comunque un danno nell’eventualità di lunghe esposizioni ad alto dosaggio. L’organismo è un sistema controreazionato per mantenere costante l’omeostasi dinamica.

L’ergonomia acustica è la ricerca di equilibri tra benessere psicofisico e suono: si riducono i rumori, cioè suoni indesiderati, e si ottimizzano i segnali acustici graditi.
La musica (con il ballo e la luce ritmata e colorata) ha importanti effetti sul nostro organismo che variano secondo il ritmo, il tono e modificano il nostro comportamento.
Questi effetti sull’uomo sono estremamente complessi e difficilmente correlabili con il livello in decibel.
Il suono, la musica e la luce sono stimoli che con determinata intensità, durata e frequenza, sono in grado di modificare l’omeostasi dinamica e quindi lo stato di salute con fenomeni di stress.

Le orecchie sono l’organo di senso più importante: la luce degli occhi è la luce esterna, mentre quella dell’orecchio è la luce interna (da un antico trattato cinese).

I bioritmi sono come dei pacemaker cerebrali con oscillatori endogeni, aree cerebrali preposte alla coordinazione ed al controllo della cadenza ritmica delle funzioni biologiche.

Il bioritmo può essere influenzato anche da fattori ambientali (luce e buio, suoni ritmati e stress) in grado di agire ciberneticamente sui sistemi di controllo e regolazione specifici.

La musica e la luce insieme hanno un effetto sinergico: agiscono come sostanze psicoattive nel modificare i comportamenti anche a livello più profondo. Basti pensare alla musicoterapia ed alla cromoterapia.

Luci e suoni trasmettono determinate frequenze all’occhio ed all’orecchio ed attivano nel cervello reazioni controllate che, a secondo della frequenza, possono rilassare od eccitare, modificare i tempi di reazione agli stimoli esterni, come documentato dal tracciato elettroencefalografico.
Per evitare danni psicosomatici ed audiologici gli stimoli musicali ed ottici andrebbero presi con dosi adeguate.

Nuove sofisticate metodiche di studio delle alterazioni provocate sulle cellule uditive dall’esposizione al rumore.

L’isolamento di sostanze bio-farmacologiche e l’individuazione di meccanismi psicologici in grado di proteggere l’apparato uditivo.

Nuove metodologie tecnologiche di trattamento degli ambienti, basate sull’equilibrio tra riflessione ed assorbimento delle onde sonore, evitano le riflessioni nocive e rendono l’ambiente meno rumoroso, con una miglior intelligibilità delle parole e della musica in un ambiente ergonomico.

La legge quadro sul rumore n. 447 del 26 ottobre 1995 ed il D. Lgs. n. 626/94.

Alla legge quadro sul rumore 447/95 sono seguiti numerosi decreti sia per i limiti di rumore che per la metodologia di misura.

prof. Mario Mattia

Per informazioni ed approfondimenti:
www.bruel-ac.com
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