Continuando il discorso…

Caro Zio Giorgio,
a seguito dell’intervista che mi hai effettuato, ho ricevuto moltissime e-mail di consenso soprattutto inerenti al discorso ” personale tecnico “.
Mi fa molto piacere che il mio punto di vista abbia suscitato molto interesse soprattutto nei più giovani interessati ad iniziare questa professione.
Ad alcune e-mail ho risposto personalmente ma vorrei utilizzare nuovamente questa rubrica per dare un seguito e quindi una risposta generale a quanto precedentemente dichiarato e a quanti mi hanno offerto la propria disponibilità.

Vorrei che fosse ben chiaro il fatto che personalmente ritengo il piccolo o medio service di provincia, la migliore scuola per iniziare questa attività. Questo in quanto in una piccola azienda si può imparare a fare un pò di tutto.
Partecipare alla scelta degli acquisti dei materiali più congeniali; cablare i rack e confezionare le apparecchiature da portare poi fuori; caricare e scaricare i camions; studiare il modo più corretto di stivare le apparecchiature per curarne meglio l’eventale degrado derivante dal trasporto; imparare a spostare i carichi spesso gravosi utilizzando dei sistemi e dei principi per la movimentazione delle merci atti a contenere al massimo lo sforzo fisico ecc… ecc…

Ma anche andare ad allestire situazioni di vario genere ossia la convention, il concertino rock, lo spettacolo teatrale, il balletto, la sfilata di moda ecc… ecc…

Tutto questo serve moltissimo a capire i cardini generali di questo lavoro ed a trovare poi in seguito la strada giusta e la giusta vocazione.
Purtroppo tanti giovani in alcune realtà locali trovano anche il disinnamoramento verso questo lavoro in quanto non tutti i gestori dei service riescono nel tempo a mantenere vivo l’interesse a la passione che normalmente originariamente li aveva coinvolti e stimolati nell’apertura della propria azienda.
Questo accade perchè spesso tutte le difficoltà economiche che si incontrano in questo settore finiscono per generare questa sorta di demotivazione, ma di questo magari ne potremmo parlare in una ulteriore occasione.
Vorrei pertanto rimanere sul discorso intrapreso per dare qualche consiglio a quanti mi hanno scritto.

Cercate nella vostra regione di appartenenza un ditta che vi sembra essere attenta non solo all’aspetto economico di questo mestiere ma soprattutto a quello tecnico. Affidatevi a quel punto all’esperienza di queste persone proponendovi con tutta la vostra energia e disponibilità.

Imparate a fare le domande intelligenti ed interessanti e soprattutto a farle solo quando è necessario in quanto il miglior metodo di apprendimento rimane sempre comunque l’osservazione. Siate pertanto sempre molto attenti nel vedere e nel valutare i metodi di lavoro degli altri e chiedetevi sempre il perchè delle cose e cercate sempre di darvi delle risposte ragionevoli.

Non cercate mai di strafare e di superare la soglia dei vostri limiti; in questo lavoro un atteggiamento presuntuoso può spesso causare dei veri e propri disastri.

Una cosa molto importante da non trascurare è secondo me la perfetta conoscenza del materiale. Passate più tempo possibile in laboratorio; imparate bene a cablare i connettori, le prese di corrente e tutte le caverie curandone in maniera “maniacale” tutti i vari aspetti (dalle saldature ai capicorda, dalle guaine termorestringenti al silicone ecc…) e cercate una volta “on stage” di lavorare bene tecnicamente e soprattutto umanamente nei confronti anche degli artisti meno noti e meno preparati.

Spesso c’è troppa arroganza e troppa mancanza di disponibilità da parte dei tecnici soprattutto in quelli meno preparati.
Cercate di mettervi sempre in discussione e non in competizione con gli altri tecnici.
Il confronto con altri metodi di lavoro a volte può essere molto interessante e redditizio!

Curate sempre la pulizia e l’immagine dei materiali in quanto anche l’aspetto esteriore delle cose è di fondamentale importanza in questo mestiere.
Inoltre per concludere vorrei ricordare a tutti che non esiste un tecnico in italia (tra quelli che io stimo e ritengo “tecnici veri”) che non abbia fatto questo iter, che non abbia affrontato sacrifici e difficoltà, che non abbia iniziato dalle basi.
Questo è secondo me un dato molto importante in quanto dimostra che “alla fine” se si lavora bene, se si fanno i giusti sacrifici e se si rispettano i tempi (facendo i passi giusti al momento giusto) questo lavoro ti può premiare e ti può sicuramente gratificare tanto sotto molti aspetti.
L’importante è avere pazienza, costanza, umiltà e tanta, tanta passione!
Pertanto concludo facendo un sincero augurio a tutti i giovani che si sono interessati a questo argomento.

Cordiali saluti!

Rosario Aloisio.
Music Service Siena.
www.musicservice.it

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