Diffusori da esterno

Tutte le aziende produttrici di apparecchiature luci per lo spettacolo concordano nell’affermare che, dal punto di vista delle vendite in Italia per il settore discoteca, la situazione non è delle migliori.
La concorrenza basata essenzialmente sul prezzo dei paesi orientali si fa sentire sempre più pressante e niente lascia intravedere un cambiamento di tendenza.
Esiste però una tipologia di prodotto che sta portando una salubre boccata d’ossigeno al mercato. Stiamo parlando dei proiettori dedicati all’illuminazione architetturale per esterni, più semplicemente chiamati “Diffusori da esterno”. La quasi totalità delle aziende sta producendo questo genere di macchine in più versioni ed è facile prevedere come diventerà presto terreno di rincorsa al prodotto migliore, proprio come è successo prima agli scanner e poi ai proiettori a forcella.

Cerchiamo di esaminare da vicino quali peculiari caratteristiche dovrebbe avere una di queste macchine per poter essere definita “ideale”;
Provando ad immaginare il tipo di utilizzo a cui ogni progettista di questo genere di apparecchi può aver pensato, è evidente l’uso dedicato alla valorizzazione di monumenti, edifici, grandi aree e comunque in larga misura ogni tipo di evento che presuppone una grande quantità di luce distribuita con un’ampia apertura, in grado di essere gestita a distanza e perfettamente in grado di lavorare sotto ogni condizione atmosferica.

TIPO DI LAMPADA.
Contrariamente a quanto è accaduto nel mercato degli scanner e dei proiettori a forcella, dove si è cercato di ridurre peso e costi utilizzando lampade di minore potenza (lo standard affermato è senza dubbio la 200 e la 250 MSD con durate in alcuni casi superiori alle 2.000 ore), ovviando alla minor quantità di luce semplicemente diminuendo i gradi di apertura del fascio luminoso, nel caso dei diffusori in esame invece, trattandosi di apparecchi per definizione impiegati con gradi di apertura molto elevati, si è dovuta mantenere una potenza della lampada adeguata. Anche ciò ha contribuito a mantenere il tipo di prodotto in una fascia media o alta.
Difficilmente vengono utilizzate potenze inferiori ai 1200w e mai (a meno di un utilizzo teatrale o studi dove è fondamentale un controllo costante della temperatura colore) vengono utilizzate lampade alogene.Da segnalare tra le tante lampade scelte, la Philips 1800 MSI con una durata di ben 3.000 ore.

COLORI.
La miscelazione dei colori è elemento fondamentale come pure il controllo tramite segnale DMX 512 standard ed in molti casi anche la possibilità di eseguire piccoli programmi preimpostati e modificabili nei parametri.
In pratica dovrebbe essere possibile all’utilizzatore poter anche fare a meno di acquistare un controller facendo in maniera che al momento dell’accensione il proiettore inizi ad eseguire il programma di rotazione dei colori selezionato. Inutile dire che ormai in tutte la macchine, la miscelazione dei colori avviene con la sovrapposizione di filtri dicroici (definita tecnicamente “sottrazione”)nei tre colori primari (CMY).

ESTETICA E COSTRUZIONE.
L’utilizzo ampiamente dedicato al settore architetturale indica una tendenza ad utilizzare pressofusioni ed estrusioni di alluminio nei colori nero, metallizzato ed in qualche caso bianco. Le pressofusioni hanno il vantaggio di poter essere realizzate esprimendosi al meglio per quanto riguarda il design, inoltre, visto l’utilizzo all’aperto e quindi la necessaria “chiusura” del proiettore, permette la realizzazione di numerose alette di raffreddamento.
Ovviamente sarebbero da evitare gli apparecchi costruiti essenzialmente in lamiera verniciata che a volte vengono proposti a prezzi interessanti e che in molti casi si trasformano in inutili blocchi di ruggine in tempi veloci. Per le necessarie parti in lamiera, l’utilizzo di acciaio Inox, permetterà all’apparecchio di mantenersi integro ed efficiente negli anni.

DIMMER.
La presenza di un dimmer meccanico unita alla sincronizzazione di più apparecchi, permetterà di realizzare vere e proprie scenografie luminose, inoltre non dovrebbe mai essere sottovalutata la possibilità di dosare esattamente la quantità di luce necessaria.

INSTALLAZIONE.
Nel caso di installazione in luoghi anche parzialmente accessibili, è bene assicurarsi del grado di protezione antivandalismo dell’apparecchio. Se il ballast è separato, controllare che il cavo sia di lunghezza adeguata al tipo di installazione. Ogni frizione meccanica per il bloccaggio del puntamento del faro e della regolazione delle eventuali bandiere paraluce, dovrà avere un robusto bloccaggio. Da non sottovalutare inoltre, il grado di protezione IP, che nel caso di ballast separato, potrà anche essere di tipo diverso tra i due corpi dell’apparecchio.
Assicurarsi che il bilanciamento e l’entita del peso sia adeguato al tipo di installazione da eseguire e (naturalmente) assicurarsi che l’assorbimento del proiettore sia corrispondente alla disponibilità nel luogo dell’installazione.

SVILUPPI FUTURI.
E’ probabile che prossimamente tutti i costruttori producano anche uno o più modelli di diffusori montati su forcella e comandati via DMX512.. Per adesso è più facile trovare installati all’aperto tradizionali proiettori wash a forcella funzionanti all’interno di cupole trasparenti rigide o gonfiabili… ma anche in questo caso… Sarà il mercato a deciderne lo sviluppo.

Mi auguro che questi pochi e semplici suggerimenti possano essere di aiuto nella scelta del proiettore più adatto alle proprie esigenze.

Sauro Martella.

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