Leggende Metropolitane (sarà vero?)

Sempre più costruttori di sistemi di altoparlanti propendono per l’architettura “chiusa”, dove l’elettronica interna comprende filtri, controller e amplificatori all’interno della cassa (Meyer Sound, per esempio), oppure l’elettronica esterna è configurata per uno specifico altoparlante (d&b audiotechnik, per esempio).
Anche Turbosound, con l’introduzione del sistema Flashlight, aveva creato un sistema chiuso con amplificatori e controller.
In un sistema chiuso, il costruttore assicura all’utilizzatore che il sistema funzionerà “come ha deciso il progettista” e non come “le circostanze del caso hanno consentito”.
Tecnologia collaudata, dunque, che offre diversi vantaggi all’utilizzatore (semprechè questi voglia buttare a mare i suoi amplificatori esistenti).

Ecco la chicca, sentita ad una fiera di settore: un visitatore parla con un addetto nello stand di un costruttore di altoparlanti a proposito di un sistema chiuso.

“No, cioè, le vostre casse sono casse bbbuone, mi piacciono assai, le ho anche sentite” (e se non le avesse sentite, gli sarebbe piaciuto cosa, di ‘ste casse? Forse il colore?).
C’è solo che con ‘stamplificatore incorporato non posso adoperarle per il mio lavoro, minchia, sennò le comprerei sùbbbeto”.

Il rappresentante, incuriosito, chiede perchè.

“Le spiego una cosa, a lei che non è pratico.
Quando si fanno i festival, e io faccio molti festival, spesso non si riesce a cambiare batteria tra il primo e il secondo gruppo, e neanche i suoni della batteria, e lo stesso succede con l’ampli della chitarra, o del basso…
Va afffinire che il pubblico manco s’accorge che è cambiato il gruppo, tra il primo e il secondo, perchè è la pissicoacustica, è una legge fisica.”

(giuro, è andata proprio così, ziogiorgio non mente).

Il rappresentante chiede lumi, dove va a parare questo discorso?

“Allora, io ho un trucco che ho rubbato a un fonico americano, che in America i festival sono fatti meglio, quelli sanno fare, non come noi che siamo capaci.
Ma io si, con questo trucco. Glielo racconto semmiggiura di non dirlo a nessuno”.

E il rappresentante, bugiardo come ogni rappresentante, glielo giura, poi lo racconta a ziogiorgio.

“Tra la prima e la seconda band, quando non c’è tempo per rifare i suoni o cambiare gli strumenti, io vado dietro al PA e cambio le regolazioni del crossover: frequenza di tajiho, limitatore, certe volte persino il delay tra le vie se è la terza o quarta band.
In questo modo, quando il gruppo inizia a suonare, il pubblico si rende conto che la band è cambiata perchè sente un suono diverso.
Efffunziona, minchia, la pissicoacustica è tttroppoppotente quando la conosci, ti aiiiuta.”

Certo, usata in questo modo ti aiuta ad avere un impianto che nessuno potrà equalizzare, l’equivalente di un auto senza volante.

“Ecco, ammo’ con le vostre casse che non hanno regolazioni non si possono fare i festival, quindi è una cassa buona per turnè”

(non “tournée”)

“ma non per festival. Le casse per festival sono sempre di meno, dove andremo a finire?”

A distribuire cuffie a infrarossi al pubblico, piuttosto che ad ascoltare un festival amplificato da te in questo modo!

ZioGiorgio.

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