Rosario Aloisio

Il mondo del service in Italia sta da tempo attraversando una situazione economica che non sembra vedere una vicina soluzione. Un incontro con Rosario Aloisio, titolare della Music service di Siena anche nota per il recente tour di Vasco Rossi con un dispiego di mezzi tecnici veramente impressionante, non può non spingerci ad effettuare con lui alcune considerazioni.
Allora Rosario, dal punto di vista economico dove sembra andare il mercato?

Il mercato del service nel musicale versa a mio avviso in una condizione piuttosto drammatica. I budget che gli impresari e le agenzie di produzione stanziano alla voce service sono gli stessi di quelli che giravano circa dieci anni fà. Questo perchè in Italia le vendite dei dischi sono sempre andate a diminuire e di conseguenza gli artisti hanno avuto sempre più bisogno di attingere personalmente dalle scarse economie dello show. Scarse in quanto lo spettacolo non viene economicamente supportato da alcun investimento della casa discografica e pertanto la sola vendita al pubblico dei biglietti per assistere ad un concerto deve servire a far quadrare l’economia generale dell’intera operazione. Se consideriamo che in un concerto oltre che al costo del service bisogna aggiungere quello del palco, del gruppo elettrogeno, della fornitura enel, dei facchini, del catering, della security, dell’affissione pubblicitaria, dell’affitto del teatro o del palasport, dei vigili del fuoco ecc…… e proviamo ad immaginare un biglietto a 20.000 lire con un affluenza di 2.000 persone ( questa potrebbere essere un buon compromesso per uno spettacolo medio ), ci possiamo rendere benissimo conto che se i 40.000.000 lordi incassati ridotti ulteriormente da circa 8.000.000 di SIAE, sono una cifra veramente ridicola per far fronte ai costi predetti e per lasciare anche un lauto margine al promoter locale, all’agenzia di produzione che ha venduto lo spettacolo ed all’artista stesso con tutta la propria band.
Personalmente non sò bene dove stia andando il mercato, ma mi sono perfettamente reso conto che i promoters locali stanno sempre più scomparendo ( in quanto organizzare concerti non è assolutamente più un business ) e pertanto la possibilità di andare a lavorare in tour giustamente retribuiti rischia di diventare sempre più improbabile in quanto chiaramente artisti e produttori fanno quadrare le difficili economie riducendo il costo dei tecnici, dei materiali e dei trasportatori.

Vista la tua esperienza nel mondo del service professionale, quali pensi che siano le possibili mosse realmente attuabili da parte di aziende come la tua per dare un pò di ossigeno alla situazione?

Il musicale stà diventando sempre di più ( anche per i predetti motivi ) un lavoro necessario a mettersi alla prova e a farsi conoscere nel mercato globale. Molte aziende vanno in tour esclusivamente per farsi promozione e per poter giocare sul nome dell’artista in modo da avere credibilità in altri settori. Noi personalmente non abbiamo mai aderito a questa linea politica ed abbiamo sempre ritenuto giusto e fondamentale avere dei ricavi da ogni lavoro da noi svolto.
Se un tour può portare ad altri interessanti lavori si può arrivare ad applicare degli sconti particolari ma mai ad una situazione di utili troppo bassi o addirittura a deficit economici veri e propri. Ossigenarsi secondo me vuol dire cambiare direzione drasticamente mirando al mercato delle convention, della moda, della televisione, tutti settori dove le economie sono sicuramente molto più interessanti .
Sono molti infatti i service italiani che ad un certo punto della propria storia hanno svoltato per altri lidi e sono andati a guadagnare come si suol dire “i soldi veri” allestendo spazi fieristici o amplificando o illuminando marketing e politica.

Parlando di professionalità individuali, abbiamo notato un’aumento delle nascite dei corsi per fonici ma niente o quasi per chi si occupa di luci. Esiste una effettiva richiesta di personale specializzato che giustifichi la creazione di scuole del settore?

Questa domanda rappresenta per me un vero dito nella piaga. E’ vero che ci sono molti corsi per fonici e pochi per datore luci ma è altrettanto vero che gli attuali corsi non servono assolutamente a niente per chi vuole andare a lavorare in un service.
Ho avuto molti giovani che con tanto di attestato rispettabilissimo si sono presentati per lavorare nella mia azienda, e con tutti quelli con cui ho iniziato un rapporto di lavoro ho avuto modo di constatare la mancanza delle nozioni di base sia a livello elettrico, che elettronico nonchè umano. Credo che fare un corso per fonici possa essere utile se si ha l’intenzione di intraprendere la dura carriera del fonico di studio partendo quindi dal fare l’assistente fonico a condizioni economiche molto limitate in chissà in quale studio di chissà quale città.
Per il settore del live non c’è formazione, e pertanto è sempre più duro per noi riuscire a trovare personale specializzato. Io credo che ci sia una forte e reale necessità di formare i giovani interessati a questo tipo di lavoro in vere e proprie scuole ben condotte ed organizzate sia sul versante audio che su quello luci. Io stò personalmente formando da circa due anni nuovi giovani che affiancati al mio personale specializzato e personalmente seguiti sulla parte teorica tecnica e personale stanno piano piano dimostrando di quanto tempo e di quanta energia ci possa volere per portare una persona ad un livello tecnico ed umano accettabile.

Tranne rare eccezioni, per lo più estere, le aziende produttrici sembrano stranamente disinteressate al problema della formazione dei tecnici. Non pensi che alla lunga riceverebbero un utile, non solo economico, se istituissero dei corsi di formazione?

Se esistessero veramente delle scuole capaci di formare dei professionisti veri, sono convinto che questo giocherebbe a favore di tutto il settore. Purtroppo nelle aziende costruttrici ci sono spesso dei geniali cervelloni che però non sanno capire o prevedere le necessità del mercato.
Corsi di specializzazione e non di formazione ( in quanto non è nelle aziende costruttrici che si può formare un giovane ) potrebbero portare i tecnici già esperti ad un dialogo sicuramente molto positivo e produttivo con i progettisti stessi ed i prodotti di conseguenza sviluppati e creati a seguito di questi confronti sarebbero sicuramente più apprezzati e quindi meglio venduti e commercializzati.

Da tempo si parla di un’associazione di categoria per i service. Esiste anche una specifica associazione formatasi qualche anno fa ma, in tutta franchezza, non esiste in pratica nessuna associazione che abbia saputo imporsi come punto di riferimento e di guida per i service esistenti.
Quali pensi che siano i motivi che hanno consolidato questa frammentazione del settore?

Secondo me, il settore professionale del service è talmente ampio e frastagliato che creare una unica associazione di categoria non porterebbe ad alcun risultato. Questo perchè non è possibile generalizzare il nostro lavoro così come si può fare con gli elettricisti, gli idraulici, gli imbianchini ecc….
Questo non per voler denigrare altre categorie di lavoratori ma in quanto i service andrebbero a mio avviso inquadrati in categorie ben precise a seconda della propria dimensione, delle tecnologie in dotazione, del personale a disposizione ecc….. Come si può pensare di poter unire in un unica associazione aziende vere e proprie con dei piccoli artigiani? Sarebbe come voler unire in una associazione unica di categoria dandosi regole e costi la Barilla Spa con il panettiere del nostro quartiere. Il confronto non potrebbe reggere in alcun caso.
Forse l’associazione di categoria potrebbe anche essere unica, ma all’interno della stessa dovrebbero esserci altre varie sezioni ( così come esiste per gli hotel ) in modo da poter diversificare le aziende e per informare anche il cliente sul tipo di struttura di cui si intende avvalere.
Non credo che ci siano dei motivi in particolare che abbiano frammentato il settore; sono convinto che è il settore in sè e per sè che è naturalmente frammentato, cioè suddiviso in molte varie gategorie.

Cosa consigli ad un giovane aspirante tecnico che, sia nel campo audio che nel campo luci, senta il desiderio di intraprendere quello che più di un lavoro, pare presentarsi come un’avventura enormemente avvincente e faticosa?

Il mio consiglio è di cercare un’ azienda valida in grado di ritagliare uno spazio per un giovane ambizioso, volenteroso e disponibile senza porsi immediatamente il problema del compenso economico, dell’orario di lavoro, delle ferie ecc…., in quanto solo dando la propria completa disponibilità e dimostrando un elevato entusiasmo si può avere la speranza di trovare qualcuno disposto ad impegnarsi nella dura ed impegnativa figura del maestro. Pertanto trovare un posto dove poter attingere con bramosia tutto quello che si può in tecnica, tecnologia, esperienza ecc….. diventa per alcuni la componente fondamentale della propria formazione.

Vuoi dare qualche indicazione utile anche per i futuri imprenditori che stanno pensando di aprire una struttura di service e noleggio?

Il consiglio che mi sento di dare è quello di essere molto accorti negli investimenti evitando di acquistare seguendo le proprie aspirazioni ma bensì osservando bene il mercato e le esigenze della propria ipotetica clientela. Inoltre consiglio a tutti di cercare sempre il dialogo e l’armonia con altre aziende concorrenti in modo di poter creare un “giro” di materiali e di ottimizzare gli acquisti in modo da avere ” tutto in tutti ” evitando così di doversi dotare di troppi articoli nel proprio magazzino.
Il futuro è sempre più la specializzazione e la collaborazione tra le aziende. Questo permette anche di poter gestire e rialzare i costi nel mercato anzichè essere gli artefici di un continuo abbassamento del costo dei servizi. Inoltre credo che sia di fondamentale importanza crescere e migliorarsi senza troppa fretta e senza bruciare le tappe necessarie. Ci sono in giro molte strutture che si propongono su lavori troppo impegnativi rispetto alle proprie possibilità; questo porta solo a “bruciarsi” nel settore nel giro di pochissimo tempo. Solo l’esperienza data dal passare del tempo nell’ organizzazione dei propri uffici, magazzini, tecnici ecc…, può portare a tangibili risultati di competenza, affidabilità e di qualità.

Speriamo che questa nostra “chiacchierata” possa servire a far muovere qualcosa, o quantomeno a responsabilizzare un pò di più chi opera giornalmente in questo difficile settore. Ti ringraziamo di aver ritagliato un pò di tempo per i lettori di ZioGiorgio e ci auguriamo che quanto detto non resti lettera morta ma serva invece ad aprire un vivo dibattito sulla questione, oggi più che mai urgente e seria.

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