I Pooh e i proiettori ClayPaky

Cento di queste vite con Astroscan e gli altri proiettori Clay Paky

Dal 25 gennaio 2001 i Pooh sono impegnati in una tournée che farà tappa nei Palasport di 19 città italiane, portando in scena il nuovo album “Cento di queste vite” e tanti altri brani del loro storico repertorio.

L’album rappresenta un altro successo artistico e commerciale dell’inossidabile quartetto, che da oltre 30 anni propone un discorso musicale in grado di abbracciare un vasto pubblico, producendo album che finiscono puntualmente ai primi posti nelle classifiche.
Le cifre parlano chiaro: nella loro carriera i Pooh hanno all’attivo 41 album (di cui 25 inediti), oltre 20 milioni di LP venduti, oltre 2100 concerti, quasi 600 settimane di presenza in classifica, 20 dischi di platino, 14 d’oro e 14 telegatti; “Cento di queste vite” sembra nato sotto i migliori auspici, tant’è che in pochi mesi ha già venduto oltre 300.000 copie, conquistando 3 dischi di platino.

Ogni concerto di questa tournée prevede una scaletta di 40 brani, tra nuovi, recenti e storici, con l’australiano Tommy Emmanuel – uno dei maggiori virtuosi di chitarra al mondo – in veste di guest star. Come di consueto, il tour promuove importanti iniziative collaterali: “Cento di questi incontri” è un ciclo di incontri dove i Pooh si trovano con personaggi del mondo della cultura, intesi come momento di scambio e per testimoniare il proprio impegno sociale, che quest’anno si concretizza nelle iniziative WWF-Federtrasporti e Rock No War-Pigna.

I Pooh sono conosciuti nell’ambiente per essere fra i pochi artisti che riescono a fare tre ore intere di spettacolo: infatti non si limitano a proporre il loro messaggio musicale, ma dialogano con il pubblico, scherzano, sottolineano il proprio impegno sociale, rivivono le emozioni dei loro pezzi storici e ne propongono di nuove.
Molti degli addetti ai lavori vengono ai concerti del gruppo spinti dalla curiosità di vedere quale nuovo spettacolo siano ancora una volta riusciti a inventare.

Ecco perché i Pooh non sono solo ottimi musicisti, ma una vera e propria macchina organizzativa, che prepara i tour con meticolosa attenzione sia dal punto di vista tecnico che promozionale.

Alla data di Verona abbiamo incontrato Renato Neri, proprietario della Xenon, il service che cura l’organizzazione e l’allestimento dello stage e fornisce l’impianto audio e luci, che ci ha svelato alcune caratteristiche di questa tournée.

Come vengono scelte le location per i concerti, e quali sono le caratteristiche di questo Palasport?

Le location vengono scelte in base alla disponibilità delle strutture. A seconda che si tratti di un palasport, un teatro oppure un ambiente all’aperto, si presentano determinate caratteristiche, che fanno propendere per alcune scelte tecniche anziché per altre. Per esempio, il parco luci ha la possibilità di essere molto più ampio in un palasport piuttosto che in un teatro, per cui lo spettacolo, da questo punto di vista, risulta ancora più coinvolgente.

A proposito di luci, parliamo di Astroscan, il nuovo proiettore CLAY PAKY

Astroscan è un effetto spettacolare, capace sia di creare atmosfere tenui e rilassate, che di dare vigorose sferzate di luce.
Può essere posizionato sia a livello stage, che in alto, sui truss, e copre l’intera area intermedia grazie alla testa piramidale oscillante a velocità e inclinazioni variabili a piacere, che permette una diffusione del fascio luminoso su più assi a 360 °.
Con Astroscan, oltre a disporre di un effetto che si integra perfettamente con il resto del parco luci, abbiamo potuto per la prima volta illuminare in modo creativo la platea, cingendola completamente e rendendola parte attiva dello show.

E’ una novità abbastanza importante, o sbaglio?

Certamente! L’interazione fra pubblico e artisti è fondamentale, tanto più se parliamo dei Pooh, che da sempre curano questo aspetto con molta attenzione. E poi non dimentichiamoci che ai concerti dei Pooh vengono sia i giovani che i fans di vecchia data: il renderli protagonisti è anche un modo per ringraziarli dell’affetto che ci fanno sempre sentire.

Parliamo del palcoscenico e del grosso sipario che lo circonda

Il palco copre una superficie di 16×12 metri circa. Un sistema di carrelli elevatori si apre e chiude a vari livelli, facendo ad esempio comparire il pianoforte di Roby all’attacco di un pezzo lento. Il sipario che circonda lo stage è un grosso telo bianco che funge da maxi-schermo, che viene utilizzato in vari modi: per la spettacolare entrata in scena degli artisti, la cui silhouette viene retro-proiettata in formato gigante a sipario chiuso; per la proiezione di mega-diapositive (grazie a un proiettore Pani posto in cabina regia), che accompagnano i pezzi “storici” del gruppo; per proiezioni e retro-proiezioni varie di effetti grafici.

Mi sembra di capire che assistiamo a qualcosa di più di un semplice concerto

I Pooh esistono da trent’anni anche perché hanno sempre saputo rinnovare la propria immagine, pur rimanendo fedeli nello stile. Bisogna sempre proporre qualcosa di nuovo, musicalmente e anche a livello di produzione dello show.
In questa occasione abbiamo voluto dare al concerto una componente teatrale, che favorisse la vicinanza con il pubblico. Accorgimenti come il grosso sipario-schermo e gli effetti inediti e coinvolgenti di ASTROSCAN sono stati specificamente studiati per coinvolgere la platea.

Renato Neri è proprietario della Xenon, un service che da sempre ha impiegato prodotti Clay Paky. Vuoi dirci qualcosa?

A mio modo di vedere Clay Paky è in assoluto il meglio che si possa trovare sul mercato.
I prodotti dell’azienda bergamasca sono robusti, affidabili, potenti e offrono una uniformità d’illuminazione senza pari.
Ho sempre proposto e utilizzato Clay Paky nei concerti, e anche in molte produzioni televisive, perché sono molto versatili, e capaci di lavorare al meglio in ogni situazione ambientale.

Sentiamo allora Giancarlo Toscani, Lighting Designer del concerto, che fa parte dell’entourage Pooh dal 1980.
Mi parli del disegno luci?
Come è nato?
Come è stato realizzato?

Un disegno luci nasce innanzitutto dalla valutazione del materiale che il service ti da. Devo dire che con Xenon ho potuto disporre veramente di tutto quanto desideravo, anche perché sia io che Renato Neri siamo realmente convinti della superiorità dei proiettori Clay Paky rispetto alla concorrenza. Ho installato i Super Scan Zoom sul truss centrale sopra al palco insieme agli Stage Color 1200 per l’illuminazione di fondo. Un gran numero di Stage Zoom 1200 erano disposti sul truss superiore, su quelli perpendicolari al palco e a livello pavimento, mentre gli Astroscan, i nuovissimi proiettori Clay Paky, erano disposti sul palco e a soffitto.

Quali sono le richieste dei Pooh?

Con i Pooh ho un rapporto di grande fiducia, mi lasciano libero di sbizzarrirmi con gli effetti che preferisco, anche se poi valutano insieme a me il risultato finale dello show che ho prodotto.
Sono tutti molto competenti e professionali in materia, spesso sanno fornire delle indicazioni molto importanti. Il disco “Cento di queste vite” è molto vario, e mi ha permesso di giocare a fondo con il colore.

Ci sono delle fasi e delle modalità diverse per applicare il disegno luci all’interno di questo show?

Sì: La prima parte del concerto propone i pezzi del nuovo album. Spesso succede che il pubblico non li senta ancora come suoi.
Il Lighting Designer allora cerca di dare un colore, un’identità a questi pezzi. Diverso è il discorso per quando si suonano i pezzi “storici”: Il pubblico sa già tutto, canta con gli artisti, e allora le luci si fanno soffuse e poco invadenti, per favorire questa atmosfera intimistica.

Come accade in tutti i mestieri, a certi livelli, un professionista si propone per una propria caratteristica, un proprio stile. Quale è la tua principale caratteristica?

Cerco sempre di conferire un senso d’imponenza allo stage, combinando tutti i proiettori che ho a disposizione. Un mio disegno luci ha sempre una forma se guardato nell’insieme, ma può assumere forme diverse se guardato separatamente, scomponendo le varie parti.
Non amo mischiare più di due colori sulla scena, per non disperdere l’intensità del colore. Uso colori vivaci, in genere evito le atmosfere “dark”.
Grazie ai proiettori Clay Paky, in questa tournée ho potuto realizzare un disegno luci esattamente come avevo in mente.

Gli spettacoli dei Pooh hanno sempre utilizzato Clay Paky. Quale è l’importanza di un parco luci per la buona riuscita di un light show?

E’ fondamentale: un Lighting Designer può dare la sua professionalità, il suo talento, ma deve avere a disposizione i mezzi adeguati per realizzarlo.
E’ importante che possa disporre di strumenti con i quali si trova perfettamente a suo agio, che realizzino le sue idee, che sappiano adattarsi alla musicalità degli artisti.

Come si combinano i fasci di Astroscan Clay Paky nell’economia del concerto?

Astroscan è un effetto innovativo, perché è in grado di produrre 10 fasci luminosi utilizzando una grande quantità di effetti – gobo rotanti, colori, iris, stop, strobo, oscuratore – e di proiettarli in qualsiasi direzione e a qualsiasi velocità.
Li ho utilizzati per coinvolgere la platea, e per dialogare con i fasci degli Stage Zoom 1200 e dei Super Scan Zoom.
E’ sicuramente un prodotto molto interessante, per i concerti e non solo, che può contare sull’affidabilità e la potenza del Golden Scan, proiettore dal quale deriva.

SCHEDA TECNICA
Service audio e luci: Xenon di Renato Neri
Direttore di Produzione: Bruno Emiliozzi
Direttore di Palcoscenico: Carlo Pallieri
Lighting Designer: Giancarlo Toscani
Ingegnere del suono: Renato Cantele
Fonico di Palco: Valerio Kot
Luci Clay Paky: Stage Color 1200; Stage Zoom 1200; Super Scan Zoom; Astroscan
Impianto audio: EAW

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