Renoir con VIP Clay Paky

Dal 31 gennaio al 16 marzo 2003, nel nuovo spazio espositivo dei Musei del Canal Grande di Trieste, presso Palazzo Gopcevic, si è tenuta l’inaugurazione della mostra “Renoir e la luce dell’Impressionismo”.

La mostra, curata da Maïthé Valles-Bled e Vincenzo Sanfo, è stata ideata e realizzata dalla New York Masters Exhibitions di Roma e da Nuova Tavolozza Eventi di Palermo.
Dopo una prima esposizione al Palazzo dei Normanni a Palermo, è stata successivamente ospitata presso la Fondazione Mazzotta e quindi – fino all’8 gennaio scorso – nella Sala della Regina presso Palazzo Montecitorio in Roma, e infine a Trieste.
La mostra propone 30 dipinti e altre 30 fra gouaches, matite e sculture provenienti sia da importanti Musei internazionali, sia da istituzioni e grandi collezioni private francesi, statunitensi, italiane, inglesi e svizzere.

Per richiamare l’attenzione su questo straordinario evento, la Allestimenti & Co., in collaborazione con la ditta Altair, ha impiegato un V.I.P. 1200 Clay Paky che proiettava sulla facciata di Palazzo Gopcevic il nome dell’insigne artista. La proiezione è stata ottenuta impiegando un obiettivo 150 mm, e utilizzando un gobo dicroico, particolarmente adatto per ottenere scritte molto precise, fondamentali quando l’immagine proiettata è così ampia: la minima imperfezione impressa sul filtro, infatti, si noterebbe immediatamente.
Il logo della mostra – che riportava la vera firma dell’artista – proiettato da quasi 50 metri di distanza, è apparso perfettamente nitido, luminosissimo e in grande evidenza sulle pareti dell’edificio storico.

“La proiezione della scritta Renoir ha assolto a più funzioni” – ci dice Pietro Tondello di Altair, distributore dei prodotti Clay Paky per il Triveneto – “dare il benvenuto in modo originale alle migliaia di visitatori che provenivano da ogni parte del mondo, fare loro da richiamo e guidarli fino all’interno dell’edificio grazie alla proiezione, visibile fino a diverse centinaia di metri di distanza. Inoltre, abbiamo voluto dare una dimostrazione di come la tecnologia, e nel caso specifico l’illuminazione, possano dare un contributo fondamentale per promuovere, valorizzare, abbellire le nostre città, senza impiegare pannelli enormi che spesso nascondono o addirittura deturpano palazzi storici e ambienti pubblici, presentando inoltre seri problemi di posizionamento e di istallazione”.

Gli fa eco Mariella Corzani della ditta Allestimenti & Co., che ha curato l’allestimento della mostra e l’impiego del proiettore in esterno.
“V.I.P. 1200 ha risolto tutta una serie di problemi legati all’impossibilità di installare qualsiasi struttura fissa sulla facciata di Palazzo Gopcevic, poiché appartenente ai Beni Culturali. L’impiego della proiezione luminosa nel settore degli allestimenti è piuttosto innovativo, e offre una versatilità di impiego eccezionale, che intendiamo riproporre in futuro: con V.I.P. 1200, per esempio, è possibile promuovere, segnalare, informare in modo elegante, pratico ed economico, e quando l’evento finisce è sufficiente spegnere il proiettore. Per poi riutilizzarlo – con la sola spesa di produzione di un nuovo gobo – in tutte le altre occasioni in cui si desidera proiettare un marchio, una scritta, un’immagine.”

www.claypaky.it

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