Clay Paky a Ciao Darwin

Grande successo televisivo da 4 anni, per questa edizione di Ciao Darwin sono state fatte le cose in grande, allestendo lo studio 20 del centro di produzione Mediaset a Cologno Monzese in linea con il carattere sopra le righe tipico del programma, dove tutto – i protagonisti, le gare, i “viaggi nel tempo” – è portato all’eccesso.


Lo studio prevedeva un palcoscenico centrale, dove si fronteggiavanono le opposte fazioni in gara, e sullo sfondo del boccascena una doppia rampa di scale che fuoriusciva da paesaggi surreali, laddove discendevano i protagonisti della serata. L’allestimento ha richiesto diversi mesi di lavoro, ne è scaturita una location di grande impatto, fantasiosa, esteticamente elaborata e curata fin nei minimi dettagli.


Siamo saliti sul set di ciao Darwin, durante una giornata di prove. Abbiamo scambiato due chiacchiere con Franco Fratus, direttore della fotografia, sicuramente uno degli artefici principali di quest’opera.

Come sono nate le ambientazioni per questa edizione di “Ciao Darwin”?
Si voleva ricalcare il carattere un po’ esagerato e goliardico tipico di questo programma, per cui è stata fatta una scenografia ad hoc, contemporaneamente maestosa e divertente. In fase progettuale ci siamo incontrati io, il regista Beppe Recchia, lo scenografo Claudio Brigatti per tracciare le linee di base attorno alle quali lavorare.
Occorre tenere presente che si sta lavorando per uno spettacolo televisivo, e quindi l’illuminazione, l’angolazione delle proiezioni, gli elementi scenografici devono essere calcolati sulla base delle esigenze di ripresa.
Questo va definito subito, prima ancora di iniziare a montare il set.

Quale è il rapporto che intercorre fra la luce e la scenografia?
Il primo aspetto da valutare è come inserire le strutture portanti di sostegno dell’impianto d’illuminazione all’interno del contesto scenografico. I vari truss, le americane devono essere mascherati nel miglior modo possibile.
Ad esempio, nel nostro caso i proiettori sono stati nascosti dietro un boccascena rotondo, che funge anche da elemento scenografico: la stessa circolarità degli elementi viene richiamata sulle tribune, dove è ospitato il pubblico, e sulle americane dove sono alloggiati i proiettori.
C’è un set specifico, esterno allo studio, per la prova “viaggio nel tempo”: le scenografie in questo caso cambiano di volta in volta.

Mentre il rapporto con la ripresa televisiva?
E’ necessario prevedere quale sarà l’effetto televisivo delle proiezioni in base alle modalità e alle angolazioni di ripresa. Ciao Darwin è ospitato in un ambiente piuttosto ampio, vi sono più angoli di ripresa, e Bonolis si muove in continuazione da un lato all’altro dello studio: bisogna tenere presente tantissime possibili variabili nella disposizione delle luci ancora prima della fase dell’installazione, in modo che queste vadano a coprire tutte le esigenze di ripresa. Inoltre, ci vuole esperienza e capacità di intuire quale sarà l’effetto finale, filtrato dall’occhio della telecamera. Non è bello accorgersi che le luci creano uno splendido effetto davanti ai tuoi occhi, ma che in televisione non verrà fuori così!

Come sei arrivato ai nuovi sagomatori a corpo mobile della Clay Paky, gli Stage Profile Plus SV e come giudichi le loro prestazioni?
Ho fatto esplicita richiesta dei “Profile Plus” in fase di studio del progetto luci, perché sembravano gli unici capaci di dare qualcosa di veramente nuovo.
Mi sono affidato alla Xenon di Renato Neri, che era in grado di fornirmi il materiale richiesto in tempi brevissimi, e di supportarmi con la solita encomiabile professionalità.
Sono veramente entusiasta di questi prodotti: sono in grado di disegnare immagini e figure geometriche come non ho mai visto, scomponendole e ricomponendole a piacere. La nascita del “sagomatore” intelligente ha introdotto nel settore dell’illuminazione professionale un nuovo concetto di creatività dell’immagine. Tante composizioni grafiche dapprima impossibili da realizzare ora sono facilmente accessibili al LD. E lo Stage Profile Plus SV della Clay Paky è sicuramente il sagomatore più sofisticato, completo, preciso e versatile attualmente presente sul mercato.

Scambiamo due parole ora con Andrea Mantovani, Lighting Designer e operatore luci dello staff di ciao Darwin e con Doriano Frenda, Responsabile tecnico Xenon, service che ha fornito tutto l’impianto audio e luci.

Che rapporto intercorre fra un light design e il direttore della fotografia?
Il direttore della fotografia cura l’immagine nel suo contesto scenografico, formula l’idea per un disegno luci e dà delle direttive generali che rispecchino il suo progetto.
Il Lighting Designer, tramite i suoi collaboratori, studia il modo di realizzarla nel miglior modo possibile.

Abbiamo sentito delle problematiche relative all’illuminazione di un programma televisivo. Possiamo andare più nel dettaglio?
L’immagine non è curata per la gente presente in studio, ma solo ed esclusivamente per la messa in onda, tutto si fa in funzione del prodotto televisivo. La difficoltà dell’operatore sta nel creare un disegno luci per la televisione, cioè passato in elettronica; ci sono alcuni colori, alcune figure che la telecamera non è in grado di leggere: i disegni dei gobo, le posizioni di ripresa devono essere ricercate ogni volta. La programmazione deve essere fatta sulla base di quello che si vede nel monitor. Contrariamente alle esibizioni “live”, ci sono più punti di ripresa da tenere in considerazione: una volta può essere frontale, una volta laterale. Si fa una scelta accurata, si studia il singolo dettaglio in modo che la telecamera possa “vederlo” nel miglior modo possibile (ad esempio, l’inclinazione dei gobo sulla superficie di proiezione viene ulteriormente “schiacciata” dalla telecamera).

Ci illustrate il parco luci e le funzioni dei proiettori?
16 Stage Profile Plus SV sono montati sull’americana di 8 metri di diametro che sovrasta la pista.
Hanno una funzione molto importante nell’ambito dello show, perché concorrono a dargli movimento con proiezioni grafiche multiformi, particolarmente evidenti soprattutto nel lancio e al ritorno dagli spot pubblicitari.
Sull’arco del boccascena troviamo 15 Stage Zoom 1200 (all’interno) e 14 Mini Scan HPE (sull’esterno).
Degli Stage Zoom 1200 e degli Stage Color 1200 sono alloggiati sull’americana circolare di 4 metri di diametro, 16 Stage Light 300 sul boccascena opposto e altri 6 Stage Zoom per i controluce.

Qual è la categoria di prodotti luce preferita dai LD in TV?
I fari motorizzati sono sempre più impiegati negli studi televisivi, perché sono versatili. Possono indirizzare la luce sui protagonisti della scena, ma possono anche muoversi e creare luci di taglio o controluci. Il corpo mobile ha permesso di coprire ogni angolo dello studio, e questo ha molto facilitato il nostro compito.
Generalmente suddividiamo due diverse situazioni d’intervento per l’illuminazione della scena. La prima è quella della luce bianca, che permette di “vedere”, di illuminare persone, oggetti, scenografie, e per la quale preferiamo ancora l’impiego di lampade alogene. La seconda è la luce da effetto, sia per vivacizzare la scenografia, sia all’interno di un contesto musicale: è sicuramente la più caratterizzante ai fini dello show.
Questa edizione di Ciao Darwin è fortemente marcata dagli effetti luminosi dello Stage Profile Plus.

Perché vengono così spesso utilizzati i prodotti Clay Paky nei set che Xenon allestisce per spettacoli tv e “live”?
Sono anni che la Xenon utilizza i prodotti Clay Paky – ci dice Doriano Frenda – perché danno la massima affidabilità in qualsiasi condizione, hanno notevole flessibilità d’utilizzo, una grande potenza luminosa, un’ottica eccezionale e sono resistentissimi all’uso prolungato.
Dal 2002 possiamo disporre anche dello Stage Profile Plus, che ha veramente aperto nuove frontiere dell’illuminazione professionale e per lo spettacolo. Abbiamo pensato che fosse perfetto per un programma come Ciao Darwin. Visti i risultati, abbiamo avuto ragione.

Scheda dell’impianto luci:
16 Stage Profile Plus SV
27 Stage Zoom 1200
6 Stage Stage Color 1200
16 Stage Light 300
14 Mini Scan HPE
centralina di controllo: 2 spark 4d

Info: www.claypaky.it

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