Mauro Severoni

ZioGiorgio.it: Mauro quali sono le strutture che partecipano alla produzione audio di San Remo?

Mauro Severoni: non contando la fornitura di parte del materiale che viene affidata a partners esterni (Audioequipment per diffusione in sala e parte delle regie impiegate) il personale e la gestione dell’evento è affidata esclusivamente alla RAI.
Con l’appoggio di “radiofonia e riprese esterne di Roma” per quel che riguarda la parte audio “pura”, vale a dire la parte musicale televisiva e di sala, e “riprese esterne TV di Milano” per il video.
Abbiamo diverse postazioni di regia. Cominciamo dall’OB-van, un pullman all’interno del quale ci sono i nostri tecnici che operano su una console digitale Stage Tec Cantus controllando direttamente i “collarini” (i parlati dell’Ariston). In aggiunta arrivano diversi segnali provenienti da regie poste sia in teatro che in altre postazioni. Questa regia è chiamata regia televisiva ed è posizionata nell’adiacente p.zza Colombo.
Alla regia televisiva quindi arriva l’audio della regia musicale – posta in una sala del secondo piano del teatro Ariston – i contributi degli RVM esterni, eventuali collegamenti da postazioni differenti quali ad esempio il Casinò per il DopoFestival, contributi registrati, audio da altri studi televisivi ecc… Insomma, tutto quello che ascoltiamo durante le dirette passa da questa regia.
Questa postazione è collegata in fibra ottica con una zona molto importante che noi chiamiamo Base Device (Stage Tec Nexus Star N.d.R.) – che è il punto di interfacciamento di Fibre – e con lo “smistamento”. Lo smistamento è il punto dove vengono preparati i segnali per poi essere messi in trasmissione in alta frequenza ed è collegato alla regia televisiva sia in analogico sia in digitale.

ZioGiorgio.it: cominciamo ad orientarci. Esiste una regia musicale?

Mauro Severoni: certo, esiste una regia musicale che è il luogo dove si mixa effettivamente la parte strumentale del festival su due Cantus e da cui parte il master out destinato, in primis, alla regia televisiva. Nella regia musicale non ci si occupa del parlato che, come dicevo prima, viene gestito direttamente dai tecnici del pullman.

Poi c’è tutta la parte riguardante la diffusione all’interno del teatro Ariston che viene gestita ne più ne meno come fosse un qualsiasi concerto in teatro. Quindi a fondo sala c’è la regia audio divisa in due postazioni diverse, una Cantus sulla quale si mixano i famosi “collarini” e i contributi provenienti dall’esterno destinati alla diffusione interna e una nuovissima Studer Vista 8 dove si mixa lo strumentale vero e proprio.
Ovviamente esiste anche una regia di palco posta al alto destro guardando il palcoscenico dove troviamo un’altra Vista 8.

ZioGiorgio.it: per la diffusione in sala vi siete affidati ad esterni invece vero?

Mauro Severoni: la gestione del P.A. e del monitoraggio sono affidati a Audioequipment nella persona dell’ing. Alessandro Gianelli che ha la sua base operativa in un palchetto al secondo ordine del teatro e in cui trovano alloggio i finali di potenza, i processori di segnale e il resto dell’attrezzatura.
(ed è proprio con l’ing. Gianelli che più avanti tratteremo nel dettaglio la parte della diffusione in sala N.d.R.)

ZioGiorgio.it: Maurizio più tardi ne parlerò con il diretto interessato, ma preparaci la strada. Dal palco partono tutti i segnali di parlato e strumenti ed arrivano agli stage-box, e poi?

Mauro Severoni: si ok, come avrai capito è importante distinguere appunto il parlato dal musicale ma comunque tutti questi segnali partono da un “centro stella” verso le varie regie.
Questo centro è nella zona degli stage box in (che Stage Tec chiama Base Device N.d.R.) cui il segnale analogico viene convertito in digitale e smistato attraverso il protocollo MADI alle varie regie, da questo punto in poi il segnale alle varie regie avviene esclusivamente in dominio digitale. Nella realtà uno “spare” analogico è previsto in uscita dalle console principali verso il P.A. e verso la regia televisiva (posta in esterno) e verso il centro di trasmissione ponti.

ZioGiorgio.it: ti fermo un attimo, quindi il gain e la phantom come vengono gestiti?

Mauro Severoni: si gestiscono tramite la Main console Cantus che controlla gli stage box posti in prossimità di palco, ma ovviamente, ogni console avrà la possibilità di intervenire sul gain attraverso un guadagno digitale proprio.
E’ auspicabile che se un guadagno è giusto all’origine non necessiti di molti aggiustamenti, a questo prestiamo molta attenzione già in fase di prova.

ZioGiorgio.it: ogni regia, fatta eccezione di quella di palco, ha sempre banchi di mixaggio raddoppiati, è un’esigenza dettata dal numero di canali?

Mauro Severoni: anche, ma in realtà si cerca di distribuire i canali su due console per non appesantire troppo il sistema e in un certo senso scongiurare eventuali blocchi.
In questo modo poi è possibile lavorare a più mani sul mix generale facendo sì che ogni fonico prenda in gestione determinate sezioni o strumenti. Per esempio per la regia musicale una console si occupa della sezione dei fiati e degli archi e l’altra della ritmica, delle voci e i rimanenti strumenti dell’orchestra.
Tieni conto che si parla di oltre 150 canali totali.

ZioGiorgio.it: non vedo preamplificatori esterni o dinamiche esterne, tutto on-board?

Mauro Severoni: si, la qualità dei mixer è talmente alta che non si sente la necessità di outboard esterno per preamplificare o comprimere i canali. Ci saranno invece dei Lexicon 480L e dei PCM series per i riverberi e i delay.
Qualche volta è capitato, su specifica richiesta di alcuni ospiti, che abbiamo adoperato qualche preamplificatore valvolare ma forse più per una questione di “gentilezza” che per reale esigenza. Una questione psicologica…
Tieni conto che poi il prodotto finale è un’emissione televisiva che, per quanto possa essere di qualità il prodotto di partenza, subirà per forza di cose delle “devastazioni” dovute alla modulazione in alta frequenza.
Il giudizio sereno che si può dare all’audio di un evento di questa portata è riconducibile a quello che un utente ascolta a casa.

ZioGiorgio.it: accennavi al fatto che la modulazione in alta frequenza introduce inevitabilmente problemi sulla fase?

Mauro Severoni: assolutamente, devi sapere che molto dipende anche dalla zona in cui ascolti la trasmissione; non in tutte le parti in Italia (e nel mondo) quello che si ascolta del festival è uguale. Ci sono zone in cui alcune carenze su certe frequenze sono imputabili a un non perfetto allineamento delle fasi, altre dove la cura è maggiore, abbiamo riscontri reali di sonoro con miglior qualità.
Ti assicuro che l’ascolto ideale lo si avrebbe dai nostri monitor in regia, anzi, dal nostro televisore posto in regia. Già perché nella regia musicale, oltre che alle diverse tipologie di monitor, siamo dotati anche di un normalissimo televisore per capire cosa succede realmente nelle case degli Italiani!

ZioGiorgio.it: dalla regia musicale esce il mixato dell’orcheestra. Quanti segnali escono? C’è qualche controllo in dinamica?

Mauro Severoni: qui la sicurezza non è mai troppa…
Escono 3 segnali L+R stereo di cui due digitali (uno spare) e un ulteriore spare analogico.
Per quanto riguarda il controllo in dinamica, sì, controlliamo in dinamica i master out.
Credo sia logico, perché dobbiamo fare un prodotto per la radio e per la televisione e quindi abbiamo l’esigenza di uniformarlo a quello che abitualmente senti in tv e in radio.
I cd in commercio subiscono un processo di mastering che ne controlla molto la dinamica e, nello stesso modo, quando dobbiamo mettere in onda contributi audio che non siano il sonoro in diretta del festival (contributi esterni, la gara canora è tassativamente live N.d.R.) mettiamo lavori fatti in studio e quindi anch’essi lavorati e controllati nella dinamica.
In questa regia usiamo dei TC Electronic BDmax Finalizer proprio per ottenere un sound il più possibilmente omogeneo tra il nostro mixato “live” televisivo e il resto dell’audio esterno.

ZioGiorgio.it: operano solo tecnici RAI in questa regia o capita che magari qualche ospite si porta il proprio fonico?

Mauro Severoni: no, sulle consoles intervengono solo i nostri fonici. D’altra parte la RAI ha fatto investimenti sia in termini di materiali sia in termini di risorse umane importanti e i nostri fonici sono certamente in grado di ricoprire il ruolo.
Negli anni si è creata una squadra molto affiatata che si è specializzata in eventi “live”, probabilmente il primo input è stato proprio il Festival di San Remo.
Qualche anno fa l’azienda ha deciso di provvedere da sola agli aspetti tecnico-logistici del Festival, fatta eccezione per il discorso “sound reinforcement” (la diffusione di sala e il monitoraggio N.d.R.) che continua ad affidare ad esterni per scelta di base.
E’ fondamentale che tutti lavorino nella stessa direzione e a stretto contatto, siamo un gruppo insomma. Per questo sono diventati fondamentli anche i rapporti umani, l’affiatamento del team possibile solo quando si ha questa passione per il proprio lavoro.
Nell’arco dell’anno seguiamo anche altre manifestazioni ma probabilmente la più impegnativa rimane questa.
Abbiamo deciso di impiegare solo nostri tecnici in generale per quanto ti dicevo sopra, quindi anche i fonici sono solo interni RAI.
Altro discorso è quello della collaborazione, ma è un discorso riconducibile all’aspetto umano e artistico della questione…
Nel senso che non vieteremo mai a nessun fonico o produttore che voglia in qualche modo dare delle “dritte” in merito al sound di una band o di un artista, di intervenire durante i lavori. Ma il lavoro “fisicamente” inteso lo svolgiamo noi.

Altro aspetto interessantissimo del quale parlavo con Mauro è la gestione dei canali di interfono, talmente tanti, da richiedere l’ impiego di una matrice particolare posta sul pullman della regia televisiva. Per questo motivo approfondiremo il discorso col diretto interessato nei prossimi appuntamenti.

continua…

Aldo “hucchio” Chiappini
ZioGiorgio.it staff

Luigi Di Guida
ZioGiorgio.it staff

Vai alla barra degli strumenti