Emilio Logozzi

ZioGiorgio.it: Emilio a proposito della microfonazione, come avete risolto il problema dei rientri tra i vari strumenti?

Emilio Logozzi: Quest’anno, memori dell’esperienza passata, abbiamo cercato di mettere le varie sezioni dell’orchestra il più possibile isolate e separate tra di loro.
Questo grazie anche alla scenografia che in questa occasione lo permetteva.
Quindi abbiamo la parte della batterie e delle percussioni da una parte e isolata tramite plexiglass, la sinfonica e i brass da un’altra ancora e poi una parte sulla sinistra in cui abbiamo ricavato una zona dove è ubicato il pianoforte e nella quale “squinta” anche Baudo durante i cambi palco e le esibizioni.
In questo modo siamo riusciti ad ottenere un palco più pulito e con meno problemi di rientro tra i vari microfoni.

ZioGiorgio.it: avete attuato qualche ripresa microfonica particolare?

Emilio: la novità più significativa di quest’anno a livello di microfonazione è l’impiego dei silent-box per le chitarre.

In pratica gli altoparlanti sono chiusi un uno chassis isolato esternamente e l’emissione sonora risulta molto bassa. Nello stesso tempo è possibile “tirare” ad un volume adeguato gli amplificatori facendoli rendere al meglio.
Il microfono è posto direttamente dentro i silent-box.

ZioGiorgio.it: quindi che monitoraggio hanno i chitarristi?

Emilio: l’orchestra quest’anno è tutta in in ear monitor, chitarristi compresi.
Tieni conto che si tratta di una trasmissione televisiva e per questo bisogna lavorare tutti in funzione della miglior messa in onda possibile.
La diffusione di sala, seppur molto importante, deve essere in qualche modo pensata in base alle esigenze della regia musicale e di messa in onda.
Per questo è buona norma tenere a bada tutti i suoni diretti e mantenere volumi accettabili all’interno del teatro, volumi eccessivi andrebbero a disturbare l’operato dei colleghi della regia musicale.
In secondo luogo un volume troppo alto non sarebbe ben tollerato dalle varie signore impellicciate sedute in sala non molto avezze ai concerti rock…(risata distensiva N.d.R.)


Foto in alto da sinistra: Massimiliano Mattia, Emilio Logozzi e Edoardo Scognamiglio a destra l’outboard di sala e il rack Studer. Nella foto a sinistra in basso la Studer Vista 8

ZioGiorgio.it: quanti canali prevedete per basso o per le varie chitarre?

Emilio: il basso viene preso semplicemente in D.I. e per le chitarre invece di norma contiamo sempre due canali, quindi una microfonazione stereo.
Appena poi abbiamo certezza dell’organico e degli elementi dell’orchestra ci confrontiamo col Maestro per capire dove sia realmente necessaria una chitarra in stereo o in mono.
In effetti quando noi prepariamo la nostra channel list non sappiamo come i pezzi sono stati arrangiati, è solo durante le prove che ottimizziamo questo aspetto.

ZioGiorgio.it: che tipo di microfoni usate? Avete qualche modello nuovo da provare?

Emilio: il parco microfoni è abbastanza standard ed è pressappoco quello che abbiamo utilizzato anche lo scorso anno.
Di nuovo ci sono le nuove capsule di AKG che, a quanto ci raccontano, hanno una sopportazione al feedback molto più alta rispetto ai pari modello in commercio, anche 6, 7 db in più.
Questi microfoni verranno dati al coro e si vedrà subito come si comportano, sono molto curioso di provarli.

ZioGiorgio.it: anche voi come negli altri casi gestite i parlati e il musicale in due regie separate.

Emilio: esatto, anche nella postazione FOH sono presenti due console: una Cantus per i “collarini” e una Studer Vista 8 per lo strumentale (Emilio si occupa dello strumentale in quest’occasione, ma mi diceva che sarà lui a dare una prima “raddrizzata” anche ai collarini in attesa del collega N.d.R.).
Per fortuna separate, perché difficilmente si potrebbe gestire tutto da unica console, anche se è vero che col digitale puoi lavorare su più layer.
Inoltre sono due modi di operare diversi, con equalizzazioni diverse e che necessitano di accorgimenti differenti, meglio che siano figure distinte ad occuparsene.
Certo chi segue i collarini non toglie mai le dite dai fader per tutta la sera…

ZioGiorgio.it: vedevo che i “collarini” hanno capsule cardiodi, ma non avete sempre usato le omni?

Emilio: esatto, quest’anno grazie ad una serie di cambiamenti anche a livello di gestione del P.A. abbiamo potuto cambiare diagramma polare sui microfoni del parlato.
La novità maggiore è che per la prima volta la diffusione di sala prevede anche dei font-fill (incassati nella scenografia) e questo ha permesso di alzare la copertura del MAIN P.A. (il VerTec appeso N.d.R.) con il risultato di ottenere meno pressione sul palco e più pulizia scongiurando il problema dei feedback.
Per le prime file le JBL VRX fanno un ottimo lavoro restituendo brillantezza e presenza difficilmente ottenibili con le prime VerTec appese che, comunque, rimangono ad almeno 5 metri di distanza dai primi ascoltatori.
Devo dire che questa situazione mi lascia un po’ più tranquillo perché per la prima volta possiamo far lavorare al meglio i Cluster, contando sull’aiuto dei “refresh” davanti, e soprattutto perché l’orchestra è tornata sul palco!
Ribadisco poi che la disposizione degli strumenti di quest’anno, che abbiamo concordato grazie al disponibilità e alla collaborazione del M° Pippo Caruso, sembra essere veramente ben fatta.

ZioGiorgio.it: negli anni in cui l’orchestra era davanti al palco, come posizionavate il P.A.?

Emilio: era costretto a venire molto avanti, se non più avanti rispetto all’orchestra almeno allineato.
Purtroppo ne faceva le spese la diffusione di sala, ma per la produzione giustamente è molto più importante far contenti i milioni di telespettatori che seguono la diretta che non il migliaio scarso di spettatori in teatro.
Come ti dicevo sopra lavoriamo tutti in funzione della buona riuscita della kermesse che non può certo prescindere da un ottimo audio televisivo.

ZioGiorgio.it: comunque c’è da fare i conti con l’emissione di un’orchestra come questa che ha un bel volume sonoro.

Emilio: appoggiarsi al solo volume dei diretti è pura fantasia. L’impianto per la sala serve eccome e anche un P.A. importante come il VerTec.
Devi affrontare un sacco di situazioni e la potenza non è mai troppa, puoi trovare anche l’artista che ha un’emissione ridicola e ti devo avete margine per farlo uscire dalla diffusione.
Inoltre il suono dei diretti ovviamente non sarebbe timbricamente compatibile con i suoni amplificati, una batteria va ripresa e fatta uscire dal P.A. anche per avere controllo sul balance generale del sonoro. In questo caso la batteria è posizionata alla destra del palco…

ZioGiorgio.it: Emilio i monitor a scomparsa sono fantastici, che ci dici in merito?

Emilio: quella è stata un’intuizione nostra mi permetto di dire, insieme ovviamente al resto dello staff capeggiato da Mauro Severoni che ha portato la proposta in sede di discussione.
Dunque, si ventilava la possibilità di mettere i wedge monitor sotto a delle grate perché la direttiva era “palco pulito”.
Capisci bene che mettere due centimetri di “gratachelle” (Emilio è Romano N.d.R.) sopra un qualsiasi monitor ti distrugge il suono.
Per fortuna l’idea è piaciuta e siamo riusciti a salvare il prodotto televisivo e a rendere giustizia al suono.


I tecnici della regia FOH

ZioGiorgio.it: parlami del lavoro sulla console.

Emilio: operiamo in due io e Massimiliano Mattia e ci occupiamo della regia FOH da quando la RAI ha deciso di svolgere da sola anche questa mansione senza far riferimento a service esterni.
Siamo arrivati 6 o 7 anni fa da quando è partito il progetto “digitale” con l’implementazione delle Cantus e devo dire che siamo una coppia affiatata.

ZioGiorgio.it: che approccio hai al mix? Ad esempio che uso fai di dinamiche e ambienti?

Emilio: ma sai, non ho una linea predefinita. Ci sono orchestre che, come mi piace dire, si miscelano da sole e altre che vanno aiutate.
Per esempio il batterista dell’orchestra di San Remo è Maurizio Lazzaretti ed è di una precisione dinamica incredibile: quello aiuta non poco. Se comincia con un colpo di rullante alle 10 di mattina, alla sera tardi il “braccio” sarà identico, con questi musicisti ti dimentichi i compressori.
Comunque spesso le correzioni vanno fatte anche in corso d’opera. Solitamente noi facciamo due giri di prove e l’ordine del secondo giro è fatto ad estrazione. Può capitare che un musicista, piuttosto che un corista o un cantante si trovino a dover fare una parte impegnativa con poco tempo per il risposo, ecco che un aiutino di compressione ad una tromba o a un corista può compensare le mancanze del momento. Per questo è sempre meglio aver pronte le compressioni, anche senza usarle, tanto più che le console digitali permettono di usare dinamiche praticamente su ogni canale.

ZioGiorgio.it: in un Festival come San remo le voci sono certamente importanti. Adotti qualche tecnica particolare per rendere al meglio le voci?

Emilio: sinceramente no, cerchiamo solo di ottenere il meglio dalla voce protagonista.
Abbiamo una bella pila di Lexicon (una botta di PCM e 480L e 960! N.d.R.) che sinceramente non molti possono permettersi quindi cerchiamo di usarli al meglio.
Anzi, ricordo che una volta venne giù da noi un produttore – o era il fonico – di Dolcenera che sembrava avere aria minacciosa. Noi, sinceramente, eravamo pure convinti che fosse uno dei pezzi che suonasse meglio. Si avvicina e ci dice che doveva parlarci, ci stavamo preoccupando…
Beh alla fine ci disse che era incavolato perché il pezzo in regia musicale suonava bene, in sala da noi suonava bene e nella pratica l’unico mix di cui non era tanto contento era quello fatto da lui! (risata N.d.R.)
Ovviante la cosa era in tono scherzoso, ma questo per dire che alla fine è una manifestazione molto importante ma c’è spazio anche per i rapporti umani e per un lavoro in serenità.

ZioGiorgio.it: ecco ma a livello di sonorità dovete cercare di stare un po’ “tranquilli” per non dare fastidio alla regia musicale televisiva?

Emilio: ma sinceramente questo è un problema che probabilmente ha più l’altra regia, noi qui possiamo darci dentro, è un concerto a tutti gli effetti e in alcuni brani c’è pure una discreta botta.
Può capitare, raramente a dire la verità, che dagli interfono i nostri colleghi ci chiedano di fare un po’ di attenzione con i volumi.
Noi qui non abbiamo controlli in dinamica sul master out, andiamo di kilowatt! (risata N.d.R.)

ZioGiorgio.it: anche voi avete i monitor Genelec in regia, a che servono?

Emilio: per un motivo di “educazione” e adesso ti spiego…
Nel senso che quando arrivano musicisti, cantanti e fonici della regia musicale, loro, arrivano da un mesetto di prove in via Asiago a Roma con un’idea del mix e del balance generale abbastanza definita. Per noi è praticamente il primo ascolto.
Facciamo un paio di “tornate” a impianti spenti, trovando un mix decente sulle Genelec e quando accendiamo il P.A. quello che esce è una cosa comunque ascoltabile.
Sai, non sarebbe molto bello con discografici e direttori artistici in sala, mettersi a far i suoni come in una piazza, è pur sempre un teatro…


Il glorioso Mururoa Team!

Un’altra bellissima chiaccherata con Emilio che non è stato certo parco di parole, svelandoci anche qualche sfizioso aneddoto.
Massimiliano ed Emilio hanno un divertentissimo sito dove hanno raccolto un sacco di foto dei loro lavori: www.mururoateam.com

…La prossima intervista è sempre con un fonico, quello della regia musicale…

Aldo “hucchio” Chiappini
ZioGiorgio.it staff

Luigi Di Guida, HTML editing
ZioGiorgio.it staff

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