Claudio Conti

Con Claudio Conti parliamo della realizzazione dell’ impianto di ripresa, seguendo le varie fasi della cablatura dell’impianto dal trasporto dei segnali analogici fino alla gestione delle matrici digitali.

ZioGiorgio: Claudio in cosa consiste il suo lavoro in dettaglio?

Claudio Conti: il mio impiego al Festival di San Remo riguarda dapprima la realizzazione dell’impianto di ripresa audio della manifestazione stessa, il montaggio e poi in seguito la sicurezza di funzionamento, i controlli e la risoluzione di eventuali problemi e/o guasti.
Inoltre gestisco il routing dei segnali condivisi e di scambio tra i vari mixer.
Vengo coadiuvato da una squadra di quattro tecnici molto esperti e soprattutto con un eccezionale affiatamento tra loro.


I tecnici del Festival al lavoro

ZioGiorgio: come avviene la conversione del segnale una volta arrivati agli stage box?

Claudio: gli stage box utilizzati per l’ingresso dei segnali dal palco sono parte integrante dei vari mixer Cantus, ogni ingresso analogico ha il suo convertitore.
Vorrei puntualizzare che i convertitori microfonici della Stage Tec non hanno preamplificatore analogico, sono convertitori a 28 bit, accettano livelli in ingresso da pochi microvolt a 100 volt senza aggiustamenti di guadagno.

La regolazione fine viene effettuata direttamente dopo la conversione in digitale.

ZioGiorgio: come vengono distribuiti i segnali in entrata dal palco a tutte e postazioni di regia?

Claudio: i segnali, digitalizzati e normalizzati nel livello, acquisiti dai tre mixer vengono messi a disposizione su una o più uscite MADI indirizzate a ad una matrice Stage Tec Nexus Star, che li distribuisce agli altri Mixer, della quale io sono il gestore e supervisore.

ZioGiorgio: tra musicale e parlato di quanti segnali stiamo parlando per una manifestazione così importante come il festival di San Remo?

Claudio: se consideriamo i soli segnali provenienti dal teatro, senza contributi e servizi, possiamo dire di arrivare a circa 160 segnali.

ZioGiorgio: adottate qualche accorgimento particolare sull’uso degli “spare”?

Claudio: cosa si intende secondo te per “spare”? Linee disponibili per eventuali esigenze non calcolabili o vere e proprie riserve? In questo secondo caso sempre in digitale e sempre tramite Nexus Star possiamo gestire ad esempio il missaggio di sala come riserva totale del mixer di ripresa musicale, il mixer del parlato in sala come eventuale riserva dell’Ob Van per il resto della trasmissione ad esclusione dei contributi esterni, il mixato del musicale può essere dirottato per la diffusione di sala etc.
Nel primo caso ci teniamo in tasca delle linee dedicate per ogni esigenza.


A sinista, una vista “da dietro” di parte della strumentazione.
A destra, ancora momenti di lavoro dei tecnici di San Remo

ZioGiorgio: Claudio il suo è un lavoro di grande responsabilità. Capita mai, malauguratamente, di dover intervenire al “volo” su qualche trasporto che fa le bizze?

Claudio: se parliamo dei trasporti in fibra ottica siamo sempre ridondati e non è mai successo dopo 10 anni di digitale di dover intervenire per una fibra che creava problemi.

Se parliamo dei cavi dal palco può succedere di trovarne qualcuno guasto o con falsi contatti, ma difficilmente accade che si guastino nel corso della manifestazione, piuttosto in fase di posa e connessione.

ZioGiorgio: quanto tempo prima lavorate sul progetto del cablaggio?

Claudio: dal momento in cui si conosce la composizione dell’orchestra fino all’inizio delle prove con i cantanti.

Con il prossimo e ultimo intervento la parola passa a Federico Capozzi della sezione RAI grandi eventi.
Federico e il suo team si occupano di preparare i segnali per l’indirizzamento ai ponti di trasmissione radio.

Aldo “hucchio” Chiappini
ZioGiorgio.it staff

Luigi Di Guida, HTML editing
ZioGiorgio.it staff

Vai alla barra degli strumenti