Klaus Hausherr

ZioGiorgio.it: Klaus sei uno dei responsabili audio all’interno di Madema?

Klaus Hausherr: si, insieme a Beppe Andolina.

ZioGiorgio.it: da quanto collabori con Madema?

Klaus: è da pochi anni che collaboro con Madema, dopo un’esperienza pluriennale “on the road”…

ZioGiorgio.it: di cosa ti occupavi prima da entrare a far parte di questo gruppo?

Klaus: nasco come fonico di palco, un ruolo cui spesso non viene attribuita la giusta importanza (anche nell’ambiente purtroppo…), ma che invece richiede, oltre ad una grande esperienza e preparazione di tipo tecnico, anche delle doti psicologiche e diplomatiche necessarie quando si vive il palco insieme all’artista.
Invece tutti vogliono “stare giù, in sala”…

ZioGiorgio.it: veniamo a Madema: possiamo dire che si tratta di una delle prime società che ha investito sul digitale?

Klaus: sicuramente si!

ZioGiorgio.it: tu hai vissuto il passaggio al digitale all’interno di Madema?

Klaus: no, come ti dicevo prima sono pochi anni che lavoro in questa società.
Il passaggio al digitale l’ho vissuto attraverso una serie di corsi di aggiornamento sulla tecnologia digitale nel live: dopo un primo periodo vissuto nella diffidenza rispetto a questa nuova tecnologia che cambia in parte le regole del gioco, ho cominciato presto ad utilizzarla e ad apprezzarne i benefici.


Alcuni eventi in cui ha lavorato Madema.

ZioGiorgio.it: in che cosa, secondo te, il digitale ha cambiato il lavoro del fonico? Ed in che cosa l’ha migliorato?

Klaus: la differenza principale è di tipo concettuale: l’analogico richiede un certo ordine nel fare le cose e non ti consente di fare tre cose tutte insieme.
Col digitale, una volta apprese le necessarie nozioni, puoi godere di una grande tranquillità e flessibilità, che aumentano al massimo anche le tue possibilità creative: certe cose che trovi sui banchi digitali non potrai mai averle su nessun banco analogico…

ZioGiorgio.it: da anni ti occupi di un evento molto importante e complesso: il Primo Maggio. Anche lì è stato introdotto il digitale?

Klaus: è da pochi anni che si fa uso del digitale in questo evento.

Certamente, come dicevi giustamente tu, si tratta di una manifestazione molto complessa: è un festival ma anche uno spettacolo televisivo di grande tradizione e risonanza.
Ha delle logiche legate ai tempi che sono molto stretti e il digitale ha dato una mano incredibile alla gestione dei tanti eventi musicali che si susseguono: il fatto di poter fare un sound-check e memorizzare una scena da richiamare poi al momento della performance ha portato grande tranquillità ai fonici ed agli artisti…Anche se poi alla fine le dinamiche cambiano tra prove e concerto (perché un artista che suona in prova lo fa con un’intenzione diversa rispetto al concerto vero e proprio..), a livello psicologico l’artista che sa di suonare su un banco digitale non si preoccupa che possa cambiare tutto tra prove e spettacolo.


Alcuni eventi in cui ha lavorato Madema.

ZioGiorgio.it: ma a livello di suono, si può dire che ci siano delle differenze tra un digitale ed un ottimo analogico?

Klaus: io credo che sicuramente ci siano delle differenze, soprattutto a livello di dinamica: la dinamica che ti da un ottimo preamplificatore analogico non la trovi ancora sui banchi digitali.
Il mio non è un discorso “nostalgico”: è dettato dalle sensazioni nell’utilizzo dell’una e dell’altra tecnologia.

ZioGiorgio.it: costa molto, a livello di impegno, l’apprendimento del digitale?

Klaus: direi di no: chi ama questo lavoro non può fare a meno di essere affascinato dalle nuove frontiere aperte dal passaggio al digitale: per esempio io ora sono molto contento di lavorare in una trasmissione televisiva proprio perché ho la possibilità di lavorare su un PM1-D della Yamaha che sto utilizzando al 100% (96 ingressi e 48 uscite: più di questo non si può fare!): alla fine il miglior modo di imparare le cose è sempre quello di utilizzarle…

ZioGiorgio.it: avete molti PM1-D in magazzino: è una scommessa fatta su questo prodotto in particolare?

Klaus: si: nasce da una partnership con il distributore, che ha dato degli ottimi risultati, dato che si tratta di un prodotto molto valido.


Klaus Hausherr.

ZioGiorgio.it: un altro dualismo di cui spesso si parla nel settore è quello tra Point Source Array e Line array: cosa ne pensi?

Klaus: io credo che alla fine quando si parla di sound reinforcement bisogna tener conto anche di quelle che sono le “mode”: molti sono passati al Line Array perché comunque occupa poco spazio ed è più comodo e semplice da montare.

In realtà però io credo che se vuoi una certa energia hai bisogno di una grossa pressione sonora: solo se hai dei grandi diffusori capaci di spostare una grande quantità di aria puoi avere questa grande energia.
Non a caso, una volta che l’entusiasmo della nuova moda sta passando, i grupp che fanno musica rock e che vogliono “farsi sentire” (come ad esempio gli U2) stanno tornando al sistema Point Source Array.
Io spesso porto l’esempio delle tubature dell’acqua: tu puoi mettere tanti piccoli punti sottili che spruzzano acqua molto lontano, ma non avrai la stessa quantità di acqua che puoi avere utilizzando un unico punto piu’ grande dotato di una grande spinta…
Comunque è una questione di scelta che va vista anche in relazione dei vantaggi e degli svantaggi che ogni tecnologia presenta, nonché del contesto in cui l’impianto viene installato.

ZioGiorgio.it: utilizzi software di simulazione acustica?

Klaus: mai usati. Io non sono uno di quelli che ama l’esoterismo: continuo ad usare il mio orecchio finchè vorrà assistermi…anche perché credo che alla fine ci sia sempre un margine di variabilità ed errore, per quanto tu voglia utilizzare questi strumenti di ottimizzazione.

ZioGiorgio.it: ti capita mai di “farli” proprio tu gli impianti di P.A.?

Klaus: ho l’umiltà di dire che il mio know-how non mi consente di fare il P.A. man o il system engineer, anche se a volte mi occupo di tarare e fasare un impianto o di calcolare i delay, se ho con me un metro laser.
Anche in questo caso comunque non amo perdermi dietro troppi ragionamenti o dietro ai software: credo che anche la gestione del tempo sia importante nel nostro lavoro e dunque anche tante disquisizioni lasciano il tempo che trovano; con il livello qualitativo che hanno raggiunto oggi i produttori più importanti di impianti audio, non ha più senso passare tanto tempo a cercare di capire quale è meglio dell’altro: forse aveva senso molti anni fa, ma oggi…

ZioGiorgio.it: cosa pensi del trasporto del segnale audio digitale? Funziona? Può rappresentare il futuro?

Klaus: assolutamente si! Per lo stesso discorso dell’ottimizzazione dei tempi di lavoro e di ingombro degli elementi (pensiamo all’incubo della raccolta dopo uno spettacolo dei cavi multi-core…).
La prima volta che vidi questo sistema fu nel ’93 con Rod Stewart: è stato un cammino lungo perché chi fa questo lavoro è un po’ legato all’hardware, al fatto che le cose siano “massicce” e che siano resistenti anche al calpestio, etc.
Ovviamente il problema esiste perché col digitale aumenta il rischio di rottura ed in tal caso la situazione si può fare davvero problematica.
Comunque con i sistemi attuali anche questo problema volge verso la soluzione, con l’ingresso sul mercato di sistemi wireless o laser.

ZioGiorgio.it: sistemi laser?! Ce ne parli?

Klaus: certo: esiste un sistema di trasporto ottico via laser del segnale audio, per cui viene installato sul palco un trasmettitore laser che spedisce il segnale ad un ricevitore posto nella regia di sala: è chiaro che anche li ci sono molti rischi perché basta che un oggetto vada ad interrompere il segnale laser per avere seri problemi.
Comunque la tecnologia sta facendo grossi passi avanti in tal senso.

ZioGiorgio.it: Madema fa tante cose: in quale ti senti a tuo agio e ti diverti di più?

Klaus: nel fare musica: dove suonano io mi diverto sempre un po’ di più..

ZioGiorgio.it: magari in quei generi in cui c’è più “botta”…

Klaus: in realtà mi piace la musica a 360°: ascolto dalla lirica al metal.
La mia collaborazione con Madema è cominciata in situazioni in cui si fa musica legata ad un contesto jazz, raffinato ed anche soft (è un contesto che mi è rimasto molto caro..).
Nonostante io abbia lavorato molto nell’ambito della musica rock&roll (ancora oggi faccio moti festival importanti a livello europeo), negli ultimi anni in particolare sto sviluppando un certo piacere nel fare le cose più “dolci e morbide”.
Avendo passato i cinquant’anni mi sarò “intenerito”…

Aldo “hucchio” Chiappini
ZioGiorgio.it staff

Luigi Di Guida, HTML editing
ZioGiorgio.it staff

Vai alla barra degli strumenti