Peripezie di un luciaio

Le peripezie di un Luciaio.

Cari lettori,
riprendo un percorso iniziato un paio di anni fa per ZioGiorgio.it: una sorta di resoconto della vita di chi lavora come me con la luce e, soprattutto, di quanto ti può capitare! Questo lavoro è affascinante e chi lo fa lo sa bene, ma non solo per la tipologia.
Sono tanti gli incontri e tanti gli episodi, piacevoli e meno, che accadono girando il mondo per illuminar…
Da lavorare in Qatar, avendo fra il pubblico il “vecchio” George H. W. Bush e la principessa del Qatar, fino al Marocco per un piccolissimo festival di teatro, da Ginevra per la Maserati a Monaco per la ruspa di James Bond…

Mi impegno a tenere un diario di viaggio da condividere con voi, sperando che sia di vostro gradimento e che incuriosisca i più giovani che si avvicinano a questo lavoro.
Ho deciso di intitolarlo “Peripezie di un Luciao” proprio per suggerire un aspetto frivolo dell’argomento, non pedestre e spero non banale.
Un diario allegro e socievole, fatto più di incontri e amicizie che non scontri e battaglie (che quasi sempre ci sono).
Deve essere un divertimento per me che scrivo e specialmente per voi che leggerete.
Quando scrissi sulla tournèe di Gigi Proietti ricevetti molti complimenti dai protagonisti: non posso che augurarmi le stesse risposte entusiastiche anche in futuro da parte di chi si “ritroverà” citato, ma soprattutto, da chi leggerà delle mie peripezie…

Devo anche dire che gli episodi spiacevoli saranno puntualmente “reportati” ma senza riferimenti a nomi e cognomi; purtroppo nel passato qualcuno se le presa molto male e quindi non ricadrò nell’errore!

Che dire di più? Niente, spero veramente che leggiate questi miei e che mi facciate sapere il vostro pensiero a riguardo… sono pronto a qualsiasi critica e/o complimento.

Grazie per l’attenzione, buona lettura e buon tutto.

Luca Baraldo

Un Luciaio a Parigi.

Vi è mai capitato di non poter vedere l’oggetto che dovreste illuminare?
O meglio, che vi pregassero di uscire perché dovevano portarlo sul palco?
Curiosi eh? E vabbè, lo sveleremo subito, sono curioso anch’io e vi capisco…

Siamo a Parigi a fine settembre e l’oggetto in questione è un’autovettura!!

Si, una Maserati non proprio un’utilitaria…Ma quando sono arrivate le guardie del corpo della macchina (guardie della carrozzeria?) chiedendoci, con piglio da forze dell’ordine, di uscire subito tutti dalla sala perché dovevano scaricare la macchina dall’elevatore, ci siamo guardati increduli! A nessuno di noi era mai capitata una cosa del genere e automobili, nel nostro lavoro e soprattutto se abiti in Torino, ne vedi tante…

Io me ne sono uscito perché non avevo voglia di “scontrarmi” verbalmente con le due guardie (e sarebbe stato un grave errore, poi spiegherò il perché) mentre alcuni degli altri colleghi hanno protestato ed è andata a finire che l’hanno infilata in sala coperta!
Il mistero è presto svelato: l’autovettura è ancora un modello non definitivo e nessuno poteva fotografarlo per problemi di spionaggio industriale.

I due “guardiani”, Gennaro e Francesco avrebbero perso il posto se fosse uscita qualche foto da Parigi, quindi hanno fatto puntualmente la guardia tutto il giorno dandosi i turni dalla mattina fino all’ora in cui tutti non fossero usciti dal Tapis Rouge (il nome del posto dove si svolgeva la manifestazione). Alla fine, i due, chiamiamoli “car guard”, si sono rivelate simpaticissime persone con le quali abbiamo passato piacevoli e divertenti giornate imitando Totò a Milano (sono di Napoli e non parlano una parola di francese N.d.R.)

Chiudiamo l’aneddoto e passiamo a cose più inerenti al nostro lavoro.

La convention era divisa in due location: una al Hotel Monceau e l’altra al Tapis Rouge (dove c’era il coupè nuovo di cui sopra).

All’Hotel si sarebbe svolto il convegno dove gli addetti (concessionari e saloni) avrebbero seguito le solite slide i filmati e dove gli oratori sarebbero stati pronti ai infondere tanta fiducia e sicurezza agli astanti parlando del prestigioso marchio.

Dietro le quinte, per la preparazione di tutti i supporti multimediali, c’erano persone come Cyrus Khanide e Alessandro Manforte della “d’code Srl”, le quali hanno lavorato veramente giorno e notte, instancabilmente, per assecondare il cliente ai vari cambiamenti di scritte, immagini, filmati etc. Veramente un impegno eccezionale. Da me arriva tutta l’ammirazione possibile per la pazienza e la resistenza!


Cyrus Khanide e Alessandro Manforte.

Solo una cosa ancora da dire sull’hotel: l’allacciamento della corrente era in condizioni da Italia del Sud ma negli anni ’70: indescrivibile. Come traduttore ufficiale (il mio francese per quanto io lo reputi mediocre, era l’unica lingua che permetteva la comunicazione tra noi e i responsabili dell’hotel e dell’agenzia di Parigi N.d.R.), mi trovavo a tradurre cose come: “C’è da fare l’allacciamento, c’è da collegare l’ADSL, c’e da sistemare le cabine di traduzione etc”, cioè tutto!

Ma come Direttore della Fotografia – questa era la mia funzione – e con una rental company (Arpate con sede a Nizza e Parigi) con materiale ottimo e ragazzi preparatissimi non mi sono occupato dell’allacciamento, non mi competeva proprio!
Ma ad un certo punto è arrivata la domanda: ”Luca puoi chiedere se hanno allacciato la corrente all’audio e video?”, “Certo, chiedo subito”risposi io. Dopo avere fatto la domanda a Thomas ricevevo risposta positiva e… apriti cielo!
Collegano il rack dell’audio e la ciabatta video e dopo un po’ sento la frase: “Ah, c’è anche la macchina del fumo”

Macchina del fumo?! Io non avevo in dotazione nessuna macchina del fumo!
Insomma mi giro e attorno al rack audio c’era una nuvola di fumo denso, quello che, quando lo vedi ti si rizzano i capelli in testa e l’aria si riempie di quell’ odore acre che sa di ”oddiosièbruciatotuttoooo”. Corro al rack e stacco tutto; che casino – penso – e mi sento, mio malgrado, responsabile per quella risposta affermativa.
Cos’era successo?
L’elettricista dell’hotel non si trovava e siccome avevamo fretta l’allacciamento l’ha fatto “le plomber” cioè l’idraulico (sigh!), il quale (d’altronde non è il suo mestiere. ri-sigh!) non sapeva di quella storiella di fase/neutro e così ha collegato la nostra power box monofase a due fasi buttando dentro tutto il rack la 380!
Per la fortuna che aiuta i tecnici di buona volontà, talvolta succede, l’unica cosa accesa era il monitor del computer dell’audio e solo quello si è bruciato; un monitor da un centinaio di euro! Poteva essere un disastro, era sabato e tutto il materiale audio e video arrivava dall’Italia (Euphon per la precisione).
Comunque da lì in poi tutto si è svolto nella più assoluta tranquillità.

Al Tapis Rouge invece saliva la tensione per il coupè che stava arrivando e nel mentre si preparavano le varie situazioni: presentazione nuova “Quattroporte”, allestimento merchandasing, l’immancabile sala ristorante e il “reveal” del coupè ovvero il piatto forte della serata).
Tutto in questa bella struttura a tre piani che ricorda un po’ le nostre case di ballatoio ma mooolto più elegante.
Lo scalone si trasformava in balconi che giravano attorno al salone principale e la gente si poteva sporgere da tre livelli: mi immaginavo questi condomini elegantissimi che si parlavano da una sponda all’altra (in verità li ho immaginati anche stendere i panni… Diavolo di fantasie!).
Piccolo inciso: il lavoro così come il disegno luci fatto in fretta e senza sopralluogo perché le luci non ci dovevano essere, me lo ha passato Marco De Nardi (Made), serio professionista e caro amico, ma naturalmente la sala per la quale il disegno era stato fatto non era disponibile perciò tutti noi (arredatori, fonici e luciai) ci siamo dovuti inventare una nuova cosa, e se siete del mestiere saprete che qualche volta succede (qualche maligno dice “sempre”…).


Momenti dell’allestimento.

Il reveal, cioè la parte più “spettacolare” del tutto consisteva nel creare suspense per gli ospiti che, ad un certo punto della cena, sarebbero stati portati nella sala sotterranea dove finalmente avrebbero svelato “The Ultimate Coupè”.
Avevo a disposizione un po’ di Pixelpar della Thomas ed altro materiale, elencato in fondo all’articolo, per creare l’aspettativa ed infine il “botto” di luce per il “denudamento” della vettura.
C’era poi questo muro “giallino merdino”, la prima cosa che si vedeva entrando nella sala, da “magnificare” con la luce.

Questo muro, per quanto cercassi di renderlo piacevole con “strisciate” di luce o “bolli”, faceva sempre pietà ma…ecco l’illuminazione! Ho provato a stilizzare il “Tridente”, il marchio Maserati, con i Par ETC (i pixelPar erano finiti tutti sul palco) e sommando gelatine su gelatine, sono riuscito anche ad ottenere un colore in nuance con il resto (che era bianchissimo). Insomma alla fine è piaciuto…


A sinistra il “Tridente”. A destra “il coupè mascherato”

Il trindente si accendeva in corrispondenza delle “accelerate” registrate su una musica da “Suspiria” (il tecnico audio si chiama Marco Astolfi che saluto) che sentivamo per almeno 6 ore al giorno: un incubo!

La gente arrivava e dopo un po’ di accelerate e strobo con i led si scopriva la Maserati con relativi Blinder in controluce a terra, ma la foto non c’è, spiacente. Anzi, giuro che non ne ho fatta neanche una, figuriamoci se rischio che Gennaro e Francesco perdano il posto per una foto!
Alla fine tutto è andato tutto per il meglio, il cliente era contento ed i partecipanti anche, io sono riuscito a fare un giretto per Parigi con una mia cara amica (Cristina Baù) che, dulcis in fundo, sarebbe arrivata il secondo giorno per fare l’aiuto regista della convention.


Io e Cri alla Defence

Io non lo sapevo e la sorpresa è stata grande anzi come dice un amico “Graaandine!”

Buona Luce a tutti.

Luca Baraldo

Lights:

– 24 Par ETC 575 watt
– 04 Par MSR 575
– 12 PixelPar led 90 Thomas
– 04 Moving head led
– 06 Fresnel 1kw
– 03 Blinder 4 lamps 650 watt
– 01 Controller Whole Hog 1000
– 24 Dimmer channels 2,5Kw

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