SKY TV

Il mondo del "televisivo" per varie ragioni non ha mai goduto dello spazio che merita all’interno di ZioGiorgio (e non solo) per diversi motivi.
Quello che comunemente – e forse erroneamente – viene definito Broadcast spazia in divesi campi di azione, ma spesso viene identificato con tutto ciò che è produzione in ambito televivo.
Per contro è inutile dirvi quanto questo settore sia incisivo nell’indotto complessivo del professional entertainment. In questo contesto SKY certamente rappresenta certamente una realtà particolarmente importante.
Qualche tempo addietro abbiamo avuto la possibilità di recarci alla nuova sede di SKY Italia che da Cologno si è trasferita nel nuovo complesso di Milano Santa Giulia.
Qui abbiamo conoscito e intervistato due figure tecniche di riferimento: Flavio Russo, direttore della fotografia e Alessandro Piasentà, referente audio.
Ecco una delle nostre prime testimonianze dal meraviglioso mondo della televisione dove, si dice, che i tenici lavorino comodi e al caldo delle regie di controllo. Ma sarà tutto così semplice? E le dirette?
Cominciamo da Flavio Russo.

ZioGiorgio: Flavio parlaci del tuo lavoro a SKY, come si svolge una tipica giornata lavorativa? Di cosa ti occupi nello specifico?

Flavio Russo:
sono il direttore della fotografia. Insieme ad un team di quattro persone gestisco i cinque studi  e le numerose produzioni televisive presenti nel nuovo centro di produzione di Milano Santa Giulia. Quest’estate Sky si è trasferita a Milano Santa Giulia aprendo un centro completamente nuovo e moderno. Prendere parte a questa relocation è stata un’esperienza importante e unica che mi ha e mi sta ancora appagando. E’ stato faticoso ma ha accresciuto il bagaglio professionale di ognuno di noi. Ora sto continuando nella gestione di questa fase di transizione che si prospetta ancora lunga ed impegnativa.

ZioGiorgio: che tipo di luce si richiede in uno studio televisivo? 

Flavio Russo: beh la domanda non è certo semplice, ti posso raccontare che tipo di illuminazione ho scelto per i nostri studi. Un mix tra luci bianche e proiettori motorizzati a scarica.

ZioGiorgio: bene, come gestisci la luce bianca e di quali prodotti ti servi?

Flavio Russo: per come lavoro io,la luce bianca è la più importante. E’ alla base di una corretta illuminazione dei talent e della maggior parte della scenografia. I motorizzati li uso come complemento a tutto ciò.
Abbiamo produzioni diverse tra loro e quindi anche il tipo d’illuminazione, soprattutto dei frontali, è molto diversa.
Ad esempio per SKYSPORT24, che è in diretta per molte ore consecutive, ho preferito dei neon che non scaldano,s ono affidabili nella durata e non disturbano la lettura del pronter ai conduttori.
Per SKYCALCIOSHOW ho scelto delle luci a incandescenza (Leonardo da 2Kw e da 1Kw). Per le nostre rubriche che hanno degli holoscreen all’interno della scena, ho preferito utilizzare dei sagomatori per evitare di mandare la luce in giro per lo studio e annullarne l’effetto scenico.

ZioGiorgio: notavo che i corpi illuminanti in uno studio di ripresa televisiva sono appesi e “riggerati” con sistemi e hardware particolare. Ci vuoi spiegare meglio?

Flavio Russo: in genere negli studi televisivi vengono allestite più scene e, per questo motivo, anche Sky ha adottato un sistema di pantografi motorizzati con comando a palo della Desisti con numerosi canali dimmer.
Questi strumenti consentono di velocizzare i tempi di allestimento e di spostare un pantografo che monta luci molto più rapidamente rispetto ad avere un grigliato di tubi americane.

ZioGiorgio: come ti muovi invece a livello di gestione e programmazione delle luci sulle centraline?

Flavio Russo: le centraline sono le Congo e le Congo jr della ETC e vengono gestite da cinque operatori diversi che le devono  utilizzarle a turno per le stesse trasmissioni.
Cerchiamo di semplificare il più possibile le procedure per fare in modo che tutti possano utilizzarle al meglio, riducendo la possibilità di errore.
 In genere le trasmissioni sono le stesse e quindi una buona programmazione a inizio stagione rimane tale sino al termine della stessa.

ZioGiorgio: cosa pensi che potremo vedere di nuovo in ambito televisivo da qui ai prossimi anni a livello illuminotecnico?

Flavio Russo: il futuro dovrebbe essere la luce a LED. Dati per buoni i vantaggi, per adesso la tecnologia sviluppata intorno a questo tipo di prodotti non consente un utilizzo affidabile dei proiettori.
Senza entrare in un discorso troppo  tecnico ti posso dire che la somma dei 3 colori base non consente di avere per adesso un “bianco vero” e non avendo lente di fressnel non si può direzionare il fascio luminoso. Comunque non passa giorno che su questi prodotti non legga una novità.
Abbiamo già testato sia proiettori sia prototipi e stiamo continuamente monitorando l’evolversi della tecnologia…

La parola adesso passa al referente audio delle regie SKY, Alessandro Piasentà.


ZioGiorgio: Alessandro di cosa si occupa un fonico che lavora per la televisione?

Alessandro Piasentà: l’operazione principale svolta dal mixer audio, nel contesto di una regia televisiva, consiste nella miscelazione di tutte le sorgenti audio presenti in uno studio televisivo. Quindi la componente audio degli apparati, audio e video, presenti nella regia video e i segnali provenienti dall’esterno.

ZioGiorgio: parlaci di come tratti i canali nella console. Immagino che userai filtri, eq. e forse qualche processore di dinamica.

Alessandro Piasentà: i segnali sui quali operiamo maggiormente sono quelli ripresi nello studio tramite microfoni.
Questi transitano sempre da equalizzatori con i quali si operano quelle correzioni necessarie, soprattutto, a contenere il segnale in quelle bande di frequenza maggiormente critiche per la messa in onda televisiva.
Ovviamente trattandosi per la maggior parte degli eventi di riprese audio di dialoghi si cerca di evitare le "esse" sibilanti e, in casi estremi, si opera sulla dinamica con de-esser. Altro nodo critico è legato alla esaltazioni delle "p" sulle basse frequenze.
Importante contenere anche la dinamica al fine di ottenere dialoghi sempre intellegibili rispetto alle altre fonti audio che hanno subito processi di post produzione (contributi filmati con audio, sigle…).

ZioGiorgio: domanda da un milione di dollari allora. Come fare una voce intelligibili e che sia ben bilanciata nei diffusorini della maggior parte delle degli apparecchi televisivi in commercio?

Alessandro Piasentà: utilizzando il cosiddetto ascolto nearfield con casse, solitamente bass reflex, con piccoli woofer. Questa soluzione permette di avere un ascolto di alta qualità ma che consente di percepire eventuali problemi audio del segnale in uscita dal mixer.
L’utilizzo di casse di maggiore dimensioni permette di riprodurre basse frequenze ma che non sono udibili negli apparati casalinghi, o almeno nella stragrande maggioranza dei casi.     

ZioGiorgio: parlaci dei microfoni utilizzati nei vostri studi e del percorso del segnale dalla sala ripresa alla regia.

Alessandro Piasentà: trattandosi di studi televisivi in cui si svolgono prevalentemente programmi di contenuto giornalistico i microfoni adatti alla ripresa sono i levalier, spesso collegati a dei radiotrasmettitori e, in alcuni casi, microfoni a cavo come PZM, utilizzati come riserve, o mezzi fucile per la ripresa dell’ambiente.
Tutti i microfoni sono preamplificati il più vicino possibile agli stessi. Questa operazione ci permette di trasformare il segnale analogico in digitale, nella maggior parte dei casi, a pochi metri dalla sorgente.  

ZioGiorgio: che approccio e che metodologia di lavoro hai durante le dirette? Come vengono sistemati i microfoni?

Alessandro Piasentà: usiamo molto i PZM come spare in quanto possono essere ospitati sui piani di appoggio, che troviamo nelle scenografie, e possono essere occultati meglio di microfoni costruiti con altre tecnologie.

ZioGiorgio: la domanda è retorica, ormai il digitale ha completamente surclassato l’analogico almeno in un contesto come quello televisivo e broadcast. Ma che novità vedi all’orizzonte in fatto di tecnologie audio per il tuo lavoro?

Alessandro Piasentà: credo che la tecnologia Dolby Digital e l’audio multicanale in generale, potrà essere sviluppata nel settore televisivo nell’immediato futuro.

Aldo "hucchio" Chiappini
ZioGiorgio Network

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