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- Pubblicato il 30/07/2012

Concerto per l’Emilia: progetto audio

Il progetto audio allo stadio Dall'Ara col Martin MLA per la diffusione e un'intervista eslcusiva con i tecnici RAI per la diretta televisiva.

Aldo Chiappini
di - ZioGiorgio Editor
E' il responsabile editoriale di ZioGiorgio Network. Tutto inzia dalla chitarra, passa la giovinezza tra i banchi della facoltà di Scienze Naturali di Pisa e le regie FOH di festival e concerti. Si appassiona presto alla comunicazione audiovisiva ma l'incontro con i suoi attuali soci ed amici segnerà la strada: comincia la grande avventura con ZioGiorgio. Il resto è rock and roll...

Qualche settimana fa siamo andati allo stadio Dall’Ara di Bologna per osservare da vicino l’allestimento realizzato per il grande concerto di "beneficenza" a favore dei terremotati dell’Emilia.
Gli spunti, oltre a quello prettamente umanitario, erano diversi e tra questi certamente la prima importante occasione per vedere ed ascoltare dal vivo il sistema Martin Audio MLA, seguito da vicino anche dal "papà" Jason Baird che abbiamo intervistato per una prossima pubblicazione.
Sul campo abbiamo poi trovato qualche vecchia conoscenza, Paolo Red Talami alla regia FOH e l’ing. Emanuele Morlini come system engineer.
La prima persona che abbiamo intervistato è stato Roberto Buttarelli, un vero capitano di lungo corso nel nostro mestiere (da sempre segue come service i concerti dei Nomadi) che per l’occasione ha supportato l’evento insieme ad altri service che hanno fornito tutto il materiale a titolo gratuito cavalcando con entusiasmo l’idea partita da Beppe Carletti dei Nomadi.
Roberto è una persona semplice, affabile, coinvolgente ed è stato un piacere sentirlo parlare del progetto audio ma soprattutto della gente della sua terra a cui ha offerto volentieri "rinoscenza" come lui stesso afferma…

Nella seconda parte di interviste invece siamo andati nel pullman regia della RAI per parlare della diretta broadcast con i tecnici capitanati da Mauro Severoni.

ZioGiorgio.it: Roberto Buttarelli, sei in prima linea in questa avventura. Parlaci del concerto dal tuo punto di vista che è quello della Produzione.

Roberto Buttarelli: dal momento che ho letto su internet che Beppe Carletti, promotore del concerto, voleva metter in scena un concerto per sostenere le zone terremotate ho preso il telefono è ho detto: "Beppe io ci sono". Quindi abbiamo messo in moto la macchina che mai come questa volta è stata facile da gestire; ho avuto risposte affermative da chiunque!

ZioGiorgio.it: un concerto di beneficenza?

Roberto Buttarelli: guarda, a me non piace parlare di beneficenza, preferisco parlare di riconoscenza. Io ho lavorato trent’anni con i Nomadi e sopratutto nella decade degli 80′ solo d’estate si faceva una cosa come trenta concerti a stagione proprio in queste zone che sono state colpite dal terremoto. Questa gente è sempre stata affettuosa con noi e, perché nasconderlo, ci ha sempre dato i soldi per venire ai concerti ed è grazie anche a loro che i Nomadi e il sottoscritto col suo service sono cresciuti nel tempo.
A me è sembrata una cosa automatica e, quello che potevo fare, l’ho fatto insieme ad altri colleghi.

ZioGiorgio.it: ci sono le strutture, c’è il sistema Martin, c’è audio, backliner…

Roberto Buttarelli: esatto, c’è tutto quello che serve per fare un evento di questo tipo e, anche se si è cercato di non esagerare, l’impianto scenico è veramente importante. Io ho svuotato il magazzino e tutto il "ferro" che vedi l’ho portato, poi c’è All Access, società di cui faccio parte insieme a Renato Fumasoli e Amandla Production che ha fornito l’imponente sistema Martin Audio MLA. Poi c’è il backline un po’ mio un po’ di Renato come anche i banchi di mixaggio; insomma tutti noi abbiamo veramente dato tutto quanto serviva senza far nessun calcolo ed a titolo completamente gratuito.


foto sopra: Roberto Buttarelli di Electra Service.

ZioGiorgio.it: invece le luci sono un altro discorso?

Roberto Buttarelli: la RAI ha deciso di fare una diretta dell’evento e quindi ha scelto di appoggiarsi ad una struttura di Roma che ha previsto tutto l’impianto illuminotecnico.

ZioGiorgio.it: dimmi molto semplicemente come avete fatto a far quadrare i conti, perché i costi ci sono eccome in un evento del genere.

Roberto Buttarelli: intanto, come premesso, la fornitura dei materiali non ha avuto costi, trasporti compresi e già questo non è poco.
Come scelta di base c’è stata la volontà di pagare una cifra standard e uguale per chiunque venisse a lavorare a questo evento, dal più specializzato dei tecnici fino all’ultimo facchino che chiude l’ultimo baule, perché ritenevamo giusto farlo essendo persone che campano di questo. Però ti ripeto, la cifra è stata concordata e, nella maggior parte dei casi, è molto distante dalla paga normale…
Posso dire che questi costi sono del tutto ammortizzati grazie all’intervento degli sponsor e quindi in questo senso tutto torna.
Gli altri costi come affitto stadio etc non sono stati richiesti quindi posso tranquillamente affermare che tutti i soldi dei biglietti venduti (vi faccio notare che non ci sono stati accrediti stampa e omaggio di nessun tipo ndr) verranno versate per la causa dei terremotati. Ecco fatti i conti, come vedi è tutto molto limpido e non poteva essere altrimenti vista la levatura dell’evento e degli artisti partecipanti.

ZioGiorgio.it: per arrivare a discorsi un po’ meno "nobili" per quanto riguarda gli addetti ai lavori è stata anche l’occasione per ascoltare dal vivo il Martin MLA.

Roberto Buttarelli: beh certo, per noi è stato importantissimo anche perché ci è venuto a trovare il progettista di MLA che tu hai incontrato (seguirà intervista ndr) e che ha raccolto molti dati che risulteranno utili in seguito. Poi è stata anche l’occasione per farlo ascoltare a diverse persone del settore se non altro per sapere che ne pensano…

Salutiamo Roberto, che a microfoni spenti ci ha raccontanto molti aneddoti appartenti alla sua carriera e che un giorno racconteremo volentieri per passare in regia FOH dove troviamo Paolo "Red" Talami ed Emanuele Morlini.



ZioGiorgio.it:
Red, mi fai una descrizione di massima del set up e del routing dei segnali audio?

Red: intanto abbiamo fatto in modo, per comodità, di far star tutto dentro a 48 canali che vengono preamplificati sul palco da moduli di XTA. Da qui i segnali vengono mandati in analogico dentro a un sistema Optocore da cui, tramite MADI, parte un feed che va all’OB Van della RAI posto nel parcheggio a fianco dello stadio. Questo per quello che riguarda la diretta broadcast che quindi è del tutto indipendente rispetto a quello che accade dentro alla stadio.
All’interno dello stadio abbiamo due regie abbastanza simili per impostazione generale, una è sul palco e comprende due Digidesign Profile denominati A e B in configurazione monitor e un sc48, sempre Digidesign, che serve come "production console" e che raccoglie tutti i mixati delle due Profile, gli RVM, i contributi RAI, etc.
Una cosa analoga poi avviene nell’altra regia, la regia FOH, dove abbiamo ancora due Profile Digidesign che a loro volta "convergono" – per così dire – nella console di produzione che questa volta è un Midas Heritage H3000 dove arrivano in analogico anche i segnali di produzione provenienti dall’sc48 posto sul palco.
I due Profile della regia FOH invece, sempre A e B, prendono i segnali in digitale dalle Digidesign di palco tramite il trasporto proprietario. Se guardi all’immagine che ti ho dato credo che sia tutto molto meno complicato di quel che sembra…

ZioGiorgio.it: le due regie come vuole il perfetto stile festival. I tempi sono stretti?

Red: essendoci la diretta televisiva le tempistiche sono strettissime e soprattutto obbligate. Anche se sono stati fatti i soundcheck il giorno prima le due regie servono a caricare e preparare lo show successivo mentre un fonico sta ancora mixando sull’altra console…

ZioGiorgio.it: e del sistema MLA cosa puoi dirci?

Red: insieme a Vittorio "Vitty" Magro ed ad Emanuele Morlini abbiamo configurato ed ottimizzato il sistema. Per la verità, nelle due settimane precedenti ci siamo consultati tramite un fitto scambio di files, con Andy Davis e Jason Baird di Martin Audio che già avevano fatto un’installazione molto simile al Dome di Tokio. Poi, come avrai intuito dalle parole dello stesso Jason, nel Martin MLA non c’è molto margine di errore dato che, proprio per concetto di base, è il sistema stesso che tramite il raffinato software di gestione è in grado di configurare al meglio il sistema. Ogni cassa di MLA ha un amplificatore separato e un processore per ogni componente (sei ndr) e calcola da sola fase e ritardi. Quello che dobbiamo fare, dopo aver inserito tutti i vari dati nel software, è fare l’upload del file (o dei files dato che è comodo fare due oltre elaborazioni diverse con parametri leggermente cambiati ndr) e il sistema è pronto. Ci tenevo invece anche ad aggiungere che l’incarico per la progettazione e la gestione del sistema mi è stato affidato da Rolando Rivi Studio’s che mi ha chiesto la disponibilità a titolo gratuito, cosa che ho accettato volentieri visto il carattere dell’evento…

ZioGiorgio.it: quindi non c’è molto spazio per gli interventi dell’utente su MLA?

Red: su cosa vorresti intervenire quando c’è un software e un sistema che fanno milioni di calcoli al tuo posto? In alcuni casi il processo impiega anche venti minuti di elaborazione, puoi immaginare da solo che difficilmente un "umano" possa fare di meglio almeno in questa fase. Vai ad agire su un ritardo o su un allineamento di qualche ms sperando di far meglio di quello che i processori possono aver già fatto? Assolutamente no. Questo sistema è così concepito e se usato correttamente restituisce sempre il miglior risultato possibile in una data venue. Quello che si può fare è agire leggermente sul main eq, proprio per dare un tocco di personalità al sistema sempre che ciò si renda neccessario, nulla di più.

ZioGiorgio.it: Emanuele com’è composto l’impianto?

Emanuele Morlini:
partendo dal main abbiamo 22 moduli per parte di MLA più i due side mono che sono fatti con 6 Martin Longbow per parte. Per la parte frontale abbiamo optato per 2 MLD come infill appoggiati sugli stack di sub in configurazione cardiode e altri 2 MLD appoggiati sul palco che guardano l’esterno proprio per garantire copertura e intelligibilità anche in quelle zone a ridosso del palco esterno. Per i subs abbiamo 12 MLX come cluster a terra sia a R che a L in più due cluster cardiodi composti da 6 WS218X ciascuno nel front stage.

ZioGiorgio.it: cosa potete dirmi della performance del sistema? C’è anche un cluster di delay mono in fondo al prato, ma da quel che ho sentito potrebbe restare spento…

Emanuele Morlini: esatto, potrebbe rimanere spento però, sai come funziona in questi casi, meglio metterlo e far vedere che c’è ed è funzionante in modo da tranquillizzare un po’ tutti… (ride divertito ndr). Ci ho messo un po’ di tempo a prendere le misure con questo sistema ma devo dire che sono molto soddisfatto del risultato e in particolare la parte bassa è molto piene a presente anche dopo la regia FOH che è posizionata a quasi 80 mt.

Ci spostiamo sul paco dove incontriamo l’immancabile Zio Toni (Soddu).

ZioGiorgio.it: ciao Toni, sei molto preso in questo momento ma noi ti seguiamo come un’ombra. Tu mentre fai il tuo lavoro parla che noi annotiamo tutto…

Toni Soddu: come puoi vedere questo è in stile "1° maggio preistorico" come dico io. Perché è una tipica configurazione da festival con diretta televisiva ma leggermente meno complicata rispetto ai concerti del 1° maggio a Roma degli ultimi anni. Quindi abbiamo un set A e B che però rimangono fissi e non a "scomparsa" con la sola eccezione della pedena della batteria che deve essere cambiata perché abbiamo due batteristi mancini che entrano in scena. La batteria peraltro sta tutta dentro a otto canali in modo da scablare un solo "snake" e semplicemente ricablare quello nuovo, alla vecchia direi…
Poi c’è tutto il resto del backline con diversi amplificatori e tastiere ma che rimangono sempre e comunque tutti cablati ed i cui segnali entrano in toto nei due banchi di palco in modo che non si rende necessario fare patch "fisiche" di segnale.

ZioGiorgio.it: il monitoraggio?

Toni Soddu:
come vedi è praticamente tutto wedge con la sola eccezione di 4 IEM che possono essere gestiti all’evenienza. Nella console sc48 di sala dove escono tutte le linee per i monitor, sia wedge sia IEM in questo modo i monitor rimangono cablati fissi, a cambiare sono i segnali che arrivano in alternanza dalle due console.

ZioGiorgio.it: in generale sono set semplici?

Toni Soddu: diciamo che i set sono "asciugati", nel senso che qualche artista fa pezzi solo chitarra e voce o solo pianoforte ma, per contro, ci sono anche band come gli Stadio che suonano tutti e ricalcano una situazione non molto distante dal loro set solito. Si è cercato di ridurre i canali di sequenza per esempio facendo un premix stereo delle tracce dove possibile. In ogni caso le richieste sono arrivate complete, poi noi abbiamo cercato di mediare e proporre soluzioni che fossero soddisfacenti per gli artisti ma che non rendessero il lavoro dei tecnici impossibile, visto lo spirito e soprattutto le tempistiche in gioco…



Finito il nostro giro all’interno dello stadio usciamo nel parcheggio per entrare in regia broadcast dove troviamo Mauro Severoni, Mauro Negro e Stefano Benedetti.

ZioGiorgio.it: quali sono i segnali che arrivano alla vostra regia audio?

Mauro Severoni: a noi arrivano tutti i canali separati, convertiti dal palco, tramite lo splitter Optocore posto sempre sul palco e che è affidato al controllo di Luca Giaroli di Audiosales tramite gestione remota da questa regia.
Oltre a questo ci arriva uno spare in MADI proveniente dalla console Digidesign di palco con la setssa sequenza di canali ma ovviamente con dei gain diversi perché sono impostazioni proprie della console. Noi in questa regia poi abbiamo uno Studer che accetta il segnale MADI dell’Optocore e quindi siamo già perfettamente predisposti in questo senso.

ZioGiorgio.it: quanti sono i canali totali per voi e come li gestite?

Mauro Severoni: i canali totali sono 48 esattamente come tutte le altre regie poste dentro lo stadio e questi segnali "musicali" vengono gestiti da questo OB Van. Ci sono poi altri sei segnali di servizio come i parlati e altri contributi che però vengono gestiti dall’altra regia per la messa in onda posta qui a fianco e alla quale noi mandiamo il mixato stereo musicale.

ZioGiorgio.it: quali sono i maggiori accorgimenti per un mixing broadcast e come vi comportate in merito alle "esigenze artistiche"?

Mauro Severoni (e Stefano Benedetti): per quanto riguarda le esigenze artistiche, quindi funzionali alla performance dell’Artista, siamo totalmente aperti a consigli e direttive da parte dell’Artista stesso o del suo produttore, quindi lo spirito è quello della totale collaborazione. A livello di mixing bisogna fare certamente attenzione a non esasperare il panning, per garantire una certa monocompatibilità, e non esagerare con lo schiacciamento dinamico dei vari canali perché il rischio è che in televisione poi suoni tutto veramente troppo piatto e alcuni strumenti è facile che si perdano nel mix. Per il controllo dinamico c’è  un processore in uscita. Per il resto nulla di molto diverso da quello che normalmente si fa in questi casi, voglio dire, la voce si deve sentire bene ed è preferibile non perdersi troppo dietro ai dettagli che probabilmente la maggior parte del pubblico non coglierebbe. E’ vero che ci sono i soundcheck e noi memorizziamo le varie scene ma quando poi il brano parte bisogna far sì che tutto bene o male esca col giusto balance…

ZioGiorgio.it: quindi L+R che esce da questa regia voi lo "impacchettate" dinamicamente  con un processore, in che modo?

Stefano Bendetti (e Mauro Negro): usiamo un TC Electronic DBMax che è un processore di segnale che serve proprio a tale scopo. Arriviamo dentro il TC con un segnale di circa -10, -11 dB fs più o meno come riferimento per poi restituire qualche cosa in uscita. La questione, anche per le recenti leggi introdotte in termini di loudness in ambito televisivo, andrebbe molto approfondita… (e noi cogliamo la palla al balzo, stay tuned ndr)


  Foto da sx: Mauro Severoni, Mauro Negro, Stefano Benedetti.

ZioGiorgio.it: parliamo di ascolti, vedo delle Genelec di riferimento. Non usato null’altro di "esoterico"?

Stefano Bendetti: questa regia ha un sistema completo di monitoraggio 5.1 peraltro, anche se in questo caso usiamo le due main con l’apporto del sub e ci affidiamo solo a quelle. In passato abbiamo fatto esperimenti con casse, cassettine e televisori ma con risultati non sempre affidabili e veritieri. Quello che facciamo invece è cercare, magari nei primi minuti, di trovare un posto qualsiasi con un televisore acceso per capire cosa esce e come. Spesso io stesso lascio momentaneamente la regia per entrare in un bar o in un backstage dotato di televisore e, nello stesso tempo, attendo tutti i miei feedback proveniente dai vari "uomini all’Avana" come si suol dire, che sono persone fidate che magari anche tramite mail o sms mi mandano le loro considerazioni in tempo reale e alle quali cerchiamo di dare ascolto.

ZioGiorgio.it: col digitale terrestre comunque ci dovrebbe essere un riscontro a livello di segnale nelle varie zone più uniforme, in quanto le tratte analogiche facevano suonare di fatto lo stesso programma in modo differente per cause legate proprio alla trasmissione del segnale.

Mauro Severoni: per la verità lo switch al digitale non è ancora completo in tutte le regioni ma in effetti il digitale in questo senso dovrebbe darci una mano.

ZioGiorgio.it: in ogni caso la trasmissione parte dagli studi di Roma, come arrivate fino a Mamma Rai?

Mauro Severoni: noi da qualche tempo mandiamo il segnale assolutamente in digitale, o via satellite o comunque con tratte cablate preferenziali. Quindi il "problema" di cui stavamo parlando poco sopra per la messa in onda riguarda quel che ancora esiste di trasmissione alta frequenza, ossia la copertura del territorio.

Finite le interviste ci siamo presi un po’ di tempo per ascoltare, durante il sound check, il sistema a stadio vuoto.
La diffusione e la qualità oggettiva del sonoro erano decisamente buone. In particolare siamo rimasti colpiti dalla "spinta" dei bassi che arrivavano senza troppo indugiare dietro la regia FOH, posta a circa 80 metri dal palco. La gittata era tale che il piccolo cluster posto come delay immediatamente davanti alla curva opposta al palco risultava superfluo. La timbrica è apparsa meno aggressiva rispetto alla tipica "pasta sonora" Martin che eravamo abituati ad ascoltare anche se, a quanto pare, è possibile far "arrabbiare" il bestione alla bisogna…
Insomma, un ottimo sistema, originale e con grandi potenzialità, forse ancora da far percepire nella sua completezza ad un mercato distratto da troppi prodotti tutti uguali tra di loro…
La sera seguente abbiamo seguito, cartoni animati permettendo (…), la diretta RAI in una normale tv LCD posto nel salotto di casa. Alcuni artisti uscivano, guarda un po’, molto bene e con un balance tutto sommato preciso ed equilibrato anche considerando il carattere dell’evento, in altri momenti la "malgama" sembrava non arrivare se non dopo qualche minuto ed a fatica, probabilmente complici alcune esibizioni stesse sul palco di dubbia qualità…
Una menzione paritcolare alla nuova voce solista dei Nomadi Cristiano Turato, talento puro!

Aldo "Hucchio" Chiappini
ZioGiorgio Staff

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