PL+S 2013 Day Two: pillole di audio

Il secondo giorno, per comodità e logistica, è dedicato all’audio.
Alle nove di mattina è iniziato il nostro viaggio tra gli stand del padiglione 8 che, a detta di molti, appare più “spazioso” rispetto agli anni passati. Non è ben chiaro se ci siano meno espositori o, più probabilmente, siano le metrature degli stand ad essere ridimensionate.
Oltre ai soliti stand più o meno sobri e ormai riconoscibili anche Outline che propone qualche cosa di originale: un vero e proprio truck con funzione di stand utilizzato come area accoglienza ed allestito per l’occasione speciale dei 40 anni della fondazione dell’azienda. Quanta storia è passata dal giorno in cui il mai dimenticato Guido Noselli iniziava l’avventura nell’audio professionale… Oggi Giorgio Biffi e i figli di Guido, Michele e Stefano Noselli, portano avanti con successo questa azienda ormai saldamente conosciuta in tutto il mondo. Bello e scenografico il truck, molto rock and roll! Auguri.

E’ il momento però di parlare di novità, di “ciccia” come si dice in Toscana, anche se per un vegetariano non è proprio un termine calzante.
Ci teniamo a sottolineare che, in questa sede, la nostra attenzione si concentra più sulle tecnologie e sull’influenza che queste stesse tecnologie potrebbero avere nel mercato degli anni a venire. In quest’ottica poco importa se trattasi di prodotti commercializzati o ancora in fase di sviluppo. Sarà il mercato poi, al solito, che deciderà le sorti delle varie proposte.
Cominciamo col parlare proprio di un prototipo, il subwoofer di Powersoft che propone un prodotto destinato a riconsiderare la tecnologia della diffusione delle frequenze basse.
Con buona approssimazione si potrebbe definire un “altoparlante rovesciato” perché a tutti gli effetti in questo sub è il magnete che si muove, mentre rimane ferma la bobina. Questo si tradurrebbe in tangibili vantaggi in termini di efficienza, reattività e resistenza.
Il campo elettrico prodotto dal finale di potenza carica le armature del condensatore interno, che può essere considerato il “motore” elettromagnetico e che permette, tramite inversioni del campo, il movimento dell’asse collegata direttamente al cono generando così la pressione sonora. Dopo questo primo e sommario racconto sono sicuro che molti di voi, come il sottoscritto, penseranno che si tratta del famoso “uovo di Colombo”, ma attenzione, si sappia che tutto ciò si è reso possibile grazie alla commistione e alla perfetta integrazione dei noti finali Classe D di Powersoft (finale appositamente sviluppato e chiamato in questo progetto M Drive) unitamente ad alcuni accorgimenti interni di M Force, il motore, vero cuore del sistema, dei quali al momento non sappiamo molto altro. M Force può pilotare altoparlanti fino a 50 pollici producendo pressioni sonore veramente impressionanti e con una distorsione bassissima. Finalmente qualche cosa di nuovo, vediamo chi tradurrà questa idea in realtà di mercato. Quando eravamo allo stand Powersoft abbiamo visto aggirarsi incuriositi alcuni personaggi molti noti nel campo dell’audio professionale…

A pochi passi sempre nel padiglione 8 del PL&S, l’azienda K-Array proponeva il primo diffusore flessibile al mondo, questa volta parliamo di un prodotto già commercializzato e pure venduto. Ebbene sì, Anakonda è a tutti gli effetti una linea di suono snodata in grado di essere curvata e posizionata con geometrie che ricordano effettivamente le posture di un serpente, da qui il nome Anakonda. Molto interessante, innovativo ed utile perché per la prima volta un diffusore acustico è in grado di liberarsi dai suoi vincoli di rigidità ed adattarsi a spazi e superfici curve. Tra le applicazioni la possibilità di essere ben nascosto nelle scenografie e funzionare perfettamente e discretamente come monitoraggio o refresh ravvicinato (fornt-fill).

anakonda_2

Come terzo prodotto selezionato, sempre in fase di sviluppo, un mixer digitale ma che si presenta in una veste un po’ inusuale rispetto a come siamo abituati a vedere e pensare un mixer digitale. Il nuovo prodotto di Montarbo, che si cimenta per la prima volta nel settore digital mixing, non ha una reale e fisicamente presente superficie di controllo e neppure un hardware specifico per la conversione I/O. E’ a tutti gli effetti un software che si appoggia su un computer embedded (ma potrebbe essere un qualsiasi PC performante) al quale è possibile collegare sia superfici di controllo sia convertitori di terze parti al fine di costruirsi un mixer “su misura” e magari usando i propri convertitori preferiti. Tramite ADAT o MADI si possono connettere diverse configurazioni di I/O per la conversione che possono poi essere organizzate su di un massimo di 26 layer.
Il controllo stesso è reso possibile sia tramite tradizionali controller hardware di terze parti – quindi con interfacce MIDI o USB – sia tramite applicazioni tablet windows based o app su iPhone. Montarbo ci informa comunque che sta anche sviluppando soluzioni proprie per la conversione I/O e per il controllo. Progetto interessante e certamente flessibile ma che dovrà per forza di cose garantire una qualità fondamentale nella musica dal vivo, l’affidabilità che probabilmente deciderà se il prodotto è rivoluzionario oppure non ancora pronto. Di certo ha attirato molti curiosi…

Nei prossimi giorni arriveranno anche i nostri ormai famosi articoli-fiume con tantissime novità dalla fiera di Francoforte.

 

Aldo “hucchio” Chiappini
Editor-in-Chief

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