Prima regola: trattate bene le strutture

Le strutture, sono la parte più importante per un allestimento e rappresentano un elemento fondamentale non solo per quanto riguarda estetica e prestazioni, ma soprattutto per la qualità dei materiali, la resistenza e la manutenzione. Spesso vengono maltrattate, trascinate, trascurate ed utilizzate come semplice inutile ferraglia, senza rendersi conto che tutto ciò influisce sul rendimento e sulla solidità di uno strumento pilastro del mondo dell’entertainment.

La speranza, con questa semplice riflessione, è che da domani porterete rispetto verso gli elementi strutturali che spesso, anche a causa degli addetti ai lavori, sono la prima causa di enormi disastri, oltre al fatto che sicuramente valuterete con occhi diversi offerte di acquisto di strutture da parte di pseudo-aziende che realizzano i loro prodotti nello sgabuzzino di casa a prezzi notevolmente inferiori.

Con Fabio Prada e Luca Giubilato di Litec abbiamo esplorato l’intricato mondo delle truss sia dal punto di vista burocratico/legislativo che dal punto di vista delle prestazioni, analizzando le tipologie di certificazioni, i cicli produttivi, la corretta manutenzione, gli standard di sicurezza e molto altro.

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Le strutture, ci racconta Fabio, devono essere calcolate e certificate secondo le normative vigenti. La norma riconosciuta a livello europeo è l’EuroCodice (EC) in cui sono contenuti tutti i criteri per eseguire le relazioni di calcolo della struttura. Per quanto riguarda le truss utilizzate nel mondo dello spettacolo le normative di riferimento sono EC9 (alluminio), EC3 (acciaio)EC1 che si occupa dei carichi dovuti a vento, neve, carichi termici derivanti da un incendio, carichi nelle fasi di montaggio ecc…
Seguendo queste normative, gli ingegneri delle varie aziende produttrici, predispongono una relazione di calcolo in cui sono contenute tutte le informazioni utili all’ingegnere di produzione che dovrà progettare e certificare la struttura di un evento. Nella relazione troviamo la descrizione della struttura, i materiali impiegati con la tipologia di saldatura utilizzata, il calcolo degli elementi strutturali e le ipotesi di calcolo con varie tabelle che indicano come agiscono le varie forze in varie situazioni.

Una ulteriore garanzia di qualità è data dalla certificazione TÜV (www.tuv.it), emanata da un ente privato e non obbligatoria in Italia ma fondamentale se ci si rivolge al mercato tedesco e si punta sulla qualità. La particolarità di questa certificazione è che vengono eseguiti test di portata aumentando il carico rispetto a quanto dichiarato dall’azienda costruttrice.

Per quanto riguarda la saldatura, altro aspetto fondamentale indice di qualità del prodotto, interviene la certificazione internazionale ISO3834 (relativo alla carpenteria) che monitora e certifica il processo di saldatura.
La certificazione europea EN1090 invece regolamenta le realtà produttive che trattano acciaio ed alluminio e rilascia il famoso marchio CE obbligatorio dal 1 Luglio 2014. E’ composta da tre parti: EN1090-1 indica i requisiti per la valutazione di conformità dei componenti strutturali, EN1090-2 indica i requisiti tecnici per la realizzazione di strutture in acciaio e EN1090-3 indica i requisiti tecnici per la realizzazione di strutture in alluminio. E’ simile alla famosa ISO9001 in quanto si occupa anch’essa della rintracciabilità e reperibilità del singolo componente e dell’analisi dettagliata dei processi produttivi, ed è gestita da un ente accreditato. Possedere queste certificazioni è un grosso indice di qualità in quanto si è in grado di capire dove è stato acquistato l’alluminio, chi e come l’ha costruito e se ha seguito gli standard di qualità e sicurezza.

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Ora per lo meno sapete come e cosa cercare per poter lavorare tranquilli.
Controllate sempre che ciò che andate a montare corrisponda sempre allo schema ed alle relazioni di calcolo relative a quell’evento. Esiste un sistema per controllare le modifiche “last minute” e che permette di monitorare costantemente i carichi sulle strutture, mediante l’ausilio delle celle di carico, anche se andiamo in contrasto con il solito “non c’è budget”. In attesa che i soldi comincino a girare nuovamente e che queste tecniche di controllo diventino prassi, per ora se notate differenze tra il progetto iniziale e l’effettivo montaggio, pretendete sempre dalla produzione la modifica del progetto con il nuovo calcolo strutturale.

L’ultimo consiglio banale ma utilissimo, visto che sull’usura dei componenti in alluminio ed acciaio, come racconta Fabio Prada, c’è un vero e proprio buco nero a livello legislativo, è di eseguire sempre alcune ispezioni visive prima di procedere all’assemblaggio di una struttura. Controllate sempre la presenza di ammaccature sui montanti e sulle diagonali e guardate sempre lo stato delle saldature. Esistono dei sistemi a raggi X e chimici per la verifica delle saldature. Si sa, è un costo, ma se vi rendete conto che le vostre strutture sono in movimento da molti anni ed avete il minimo dubbio sullo stato di usura, piuttosto mettetele da parte e procedete ad un rinnovo del magazzino. Pensate a chi ci può finire sotto.

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