Ligabue Mondovisione 2014: il progetto audio

Un altro tour importante quello di Luciano Ligabue negli stadi, ben 14 date, la maggior parte delle quali sould-out.
Ancora una volta i fans del cantautore di Correggio sono accorsi numerosi, pronti a scatenare le ugole al punto di complicare in alcuni momenti il lavoro dei fonici continuamente alle prese con i limiti imposti…
Una fiducia ricambiata da produzione, management ed Artista che quando si tratta di spettacoli dal vivo lavorano sempre al fine di proporre soluzioni scenotecniche spettacolari e mai banali.

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Il palco del Mondovisione Tour visto da vicino.

In un momento in cui molti grandi artisti sembrano evitare la parola “tour” riproponendo talvolta show troppo uguali ai precendeti, la macchina produttiva di Luciano Ligabue – che storicamente partecipa in prima persona alla creazione del concept – col Mondovisione Tour 2014 allestisce un palcoscenico “atipico” dalle forme rotondeggianti e di non semplice realizzazione, avvalendosi dell’eccellenza tecnologia offerta dalle diverse aziende italiane coinvolte.

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Una visione totale dello Stadio Franchi di Firenze col palco installato.

Parlando di aspetti audio c’è una notiza che ha sucitato interesse e, per certi versi, un clamore anche eccessivo.
Dalla stessa voce del manger Claudio Maioli (intervista sotto ndr) abbiamo avuto conferma che Luciano Ligabue ha deciso in accordo col suo staff di acquistare il sistema line array RCF TT55A che diventa così dopo tanti anni in Italia l’unico tra i “big” possessore diretto di un impianto per la diffusione sonora. Un acquisto che come dice scherzosamente lo stesso Maioli “ci ha permesso di verniciare finalmente di rosso il sistema audio, che volevamo fosse parte della scena e non nascosto…”. Al di là della battuta sul colore rosso, che ha comunque una sua importanza nel contesto, questa scelta è il risultato di una stretta collaborazione – e per certi versi coraggiosa – tra persone motivate e che ha portato ad un risultato di tutto rispetto.
Una scelta che si è dimostrata essere percorribile e che forse rimescola le carte di un sistema, quello del rent italiano, che rischia spesso di fossilizzarsi su scelte collaudate ma non per questo migliori in senso assoluto.

Lo Show:

Quella di Firenze è stata una data riuscita a livello sonoro, lo stadio Artemio Franchi è una location che può essere considerata “buona” acusticamente per grandi spettacoli dal vivo nonostante il limite imposto di 96 dB. L’impianto TT55A, con al mix di sala Alberto Butturini, è sembrato ancora migliore e più naturale rispetto a quello ascoltato lo scorso anno in Arena di Verona e su di un altro livello rispetto al sistema dalle buone premesse ma più “acerbo” che ascoltammo la prima volta a San Siro nel 2011 (location decisamente “non buona” per gli show dal vivo ndr).

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Una schermata direttamente presa dal software Ease Focus.

Puntuale e senza falle la copertura audio curata da Emanuele Morlini e lo staff RCF, con un sound bilanciato ed omogeneo persino all’ultimo scalino della tribuna opposta al palco dove siamo andati appositamente durante il nostro solito giro di ascolto. Tornando al palco, nascosto dietro all’imponente LedWall curvilineo abbiamo scoperto una cosa di originale. Appeso sopra le teste dei musicisti e posto immediatamente alle loro spalle un doppio cluster per un totale di 24 Subs, installato con l’obbiettivo di ottimizzare le frequenze basse nel prato e nelle tribune a lato. Avremmo voluto apprezzare e comprendere meglio il reale apporto dei subs-in-back con prove mirate on/off, cosa impossibile da realizzare nel pomeriggio a porte chiuse a causa la solite opprimenti restrizioni acustiche. Altra peculiarità dipendente dal disegno del palco la disposizione e la funzione del Side PA (20 moduli per parte) che esssenzialmente “lavorava” alla stessa maniera del sistema principale formato da 24 moduli per lato.

Durante la serata le basse frequenze erano profonde, omogenee e vibranti complice anche uno splendido suono di batteria (con fusti in metallo!) veramente ben trattata da Alberto al mix di sala. Sulla parte media di banda risaltavano dei suoni molto “fat” e ricchi armonicamente, soprattutto in quei brani in cui l’arrangiamento valorizzava le chitarre a discapito delle parti di tastiera sempre molto presenti. La parte estrema dello spettro riprodotto, quella delle frequenze alte e medio-alte, risultava sempre ben a fuoco, con con la sensazione di una maggiore morbidezza rispetto ai precendenti ascolti fatti in situazioni analoghe e con lo stesso artista, una caratteristica timbrica che, per quanto ci riguarda, abbiamo sempre gradito.

Naturale e mai “patinato” il mix di Alberto con una voce sempre perfettamente intelligibile, ma come da tradizione un po’ troppo protagonista. Questo è richiesto – e forse a ragione – perché è bastato addentrarci leggermente nella bolgia del prato per capire come non sia così scontato far sentire bene la voce ad una folla urlante.
Parlando con Alberto del suo mix abbiamo appreso dell’uso del sommatore Dangerus da 8 bus che, probabilmente, ha contrinuito a rendere questa sensazione di morbidezza, ma anche della suite di plug-in SSL remotate in SoundGrid usati soprattutto per le batterie. Di questo ed altro parleremo nel prossimo articolo dedicato alle interviste ai fonici…

Il progetto acustico:

Ma per comprendere meglio questo progetto acustico, con qualche trovata interessante ed originale, abbiamo intervistato proprio Emanuele Morlini, System Engineer che nel video sotto ci ha svelato ogni dettaglio. A seguire invece il punto di vista di Claudio Maioli (manager di Ligabue), che ci ha raccontato com’è nata questa collaborazione…

Il Manager Claudio Maioli: 

ZioGiorgio.it: Claudio, vuoi spiegarci qualche cosa in merito alla decisione di acquistare l’impianto RCF? Qual è stata la scintilla che ha dato il via all’operazione?

Claudio Maioli: scherzosamente dico spesso che l’abbiamo acquistato perché volevamo pitturarlo di rosso, quella è la battuta. In realtà tutto è cominciato perché reputavamo interessante questa collaborazione con una azienda di Reggio, a due passi da casa nostra e dal quartier generale di Luciano. Un’azienda che io conoscevo certo, ma che ho avuto la possibilità di conoscere ed apprezzare meglio negli ultimi anni. Da tempo avevamo un team di tecnici tutti italiani e l’idea di coinvolgere RCF con un sistema italiano – ed aggiungerei reggiano – ci è sembrata subito stimolante.
Quindi abbiamo cominciato a conoscere le persone, Fabrizio Grazia, il team tecnico, per poi procedere con diverse sessioni di ascolto, fino al momento in cui decidemmo di provare il sistema in un live ufficiale in concomitanza delle due date alla Royal Albert Hall di Londra l’anno scorso. In quell’occasione tecnicamente andò tutto bene ma soprattutto ci trovammo in accordo con le persone, fin dal primo momento siamo riusciti a creare un dialogo stretto, una sinergia totale, abbiamo trovato un team pronto a sviluppare un progetto in base anche alle nostre esigenze specifiche, senza per questo che fossimo noi ad assoggettarci alle mode o ai presunti standard di mercato.
Poi ci sono state le date dello scorso anno in Arena che hanno definitivamente confermato la qualità del sistema, ma soprattutto hanno rafforzato il legamene con l’azienda e lo staff RCF. Quindi, in ultima analisi, quello che abbiamo acquistato è un sistema del quale abbiamo in parte contribuito allo sviluppo.

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Claudio Maioli – Manager di Luciano Ligabue.

ZioGiorgio.it: che idea ti sei fatto personalmente di questo impianto, perché lo avete scelto tra tante pur valide alternative? Parlo da un punto di vista squisitamente tecnico.

Claudio Maioli: beh, non sono certo la persona più adatta per darti una motivazione prettamente tecnica, anche se nel tempo mi sono informato e ho compreso la versatilità che offre. Dal mio punto di vista posso dirti che, molto semplicemente, ho sentito fin da subito la voce di Luciano più nitida e pulita. Credo che dipenda dalla grande efficenza e della intelligibilità della gamma media che il sistema offre, questo rispecchia esattamente quello di cui avevamo bisogno.

ZioGiorgio.it: come userete l’impianto adesso che è di vostra proprietà? Credi che possa essere un investimento anche dal punto di vista commerciale?

Claudio Maioli: il sistema è di proprietà dell’artista e non c’è in previsione di affittarlo ad altri o fare in qualche modo concorrenza ai rent. Non è il nostro mestiere ed anzi abbiamo bisogno di un service per gestirlo al meglio e per il momento Nuovo Service – altra azienda a pochi Km da casa – sta svolgendo in modo ottimale il proprio lavoro.
Se sarà un investimento per il futuro? Beh, dipende cosa intendiamo per investimento perché io non la vedo solo da punto di vista economico. Come ti ho già detto siamo molto soddisfatti dei risultato ottenuto, quindi in questa chiave di lettura è già un ottimo investimento. Se sarà anche un buon affare a livello economico non te lo so dire, bisogna che ne riparliamo tra qualche anno ma sicuramente le occasioni per adoperarlo prossimamente non mancheranno…

Aldo Chiappini
ZioGiorgio Staff

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  1. […] parlato degli aspetti legati all’audio di questo nuovo tour di Luciano Ligabue (link: Il progetto Audio) che, peraltro, si affida ancora una volta ad una collaudata crew di tecnici con Alberto […]

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