Cultura e confronto al primo “DTS Open Day”

In un periodo burrascoso, dove le aziende e il loro Made in Italy sono messe sotto pressione da contorti sistemi burocratici, non cedere alla tentazione di percorrere strade alternative più economiche e, al contrario, puntare alla qualità data dalle doti di intraprendenza ed inventiva presenti nel dna degli italiani, è una scelta coraggiosa che molte aziende hanno preferito seguire e che sicuramente porterà ad un valore aggiunto che l’Italia, nonostante tutto, è ancora in grado di esprimere ai massimi livelli.

DTS, come altre aziende italiane appartenenti a diversi settori industriali, ha voluto percorrere questa strada, manifestando in modo trasparente le proprie intenzioni di sviluppo durante il primo Open Day organizzato il 15 Ottobre e che ha visto una partecipazione massiccia di rental e professionisti del settore.

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Il primo DTS Open Day si è svolto presso il lago di Monte Colombo, in una incantevole struttura nell’entroterra romagnolo nata come una comunità formata da volontari di tutto il mondo, sotto la guida di Leo Amici che da sempre lo ha definito un “piccolo paese fuori dal mondo”. Oggi è divenuta una struttura ricca di servizi e svaghi, con una profonda attenzione per la cultura, con un museo e un accogliente teatro all’interno del quale è cominciata la giornata dedicata a DTS.

L’atmosfera data da questa particolare location ha permesso a DTS di focalizzare l’attenzione non solo sui propri prodotti ma, nel contempo, ha regalato molti momenti didattici e culturali con i racconti delle realizzazioni più importanti e le testimonianze puramente artistiche di direttori della fotografia e lighting designer. Una vera e propria lezione di ciò che definirei “filosofia dell’illuminazione” è stata tenuta da George Tellos oltre ad alcune dritte per luciai donate da Andrea Mantovani, reduce dall’esperienza dello stand Ferrari al salone dell’automobile di Parigi.

Lago di Monte Colombo

Non è stata quindi una giornata basata sul “compra! compra!”, ma un piacevole momento culturale e di confronto, dove comunque si è potuto dare dimostrazione della qualità dei prodotti DTS. Inoltre è stato possibile osservare in modo trasparente il ciclo produttivo dell’azienda, evidenziando gli investimenti fatti verso il settore R&D con l’adozione di stampanti 3D che hanno reso la realizzazione dei prototipi più veloce, oltre all’acquisto di importanti macchinari laser e a controllo numerico installati direttamente nel proprio stabilimento. Il tutto per permettere la realizzazione dei nuovi proiettori che hanno costituito il “Dream Team”, composto da Max, Jack, Raptor, NRG e il nuovo Wonder, con un messaggio chiaro a testimoniare la crescita e lo sviluppo in termini di qualità di una azienda fino a poco tempo fa conosciuta come “quelli dei PAR”.

Durante la sessione mattutina, è stata ripercorsa la storia recente di DTS, con alcune innovazioni come il primo wash IP65 o l’invenzione del FPR (rotazione infinita) che ha permesso a DTS di conquistare nel 2009 l’ambito premio al Plasa di Londra, fino alla costituzione di ciò che DTS ha battezzato come “Dream Team” cominciata nel 2012 con Jack e Max e la loro particolarità del 3 in 1, proseguita poi con la serie NRG e il recente Wonder, caratterizzato da 2 fasci distinti con 2 zoom indipendenti, in grado di creare effetti originali e di ottima qualità. Qualità data anche da particolari accorgimenti come l’introduzione di dissipatori sovradimensionati e sistemi di raffreddamento studiati appositamente per aumentare la durata del ciclo di vita dei LED. Gli alimentatori inoltre, sono stati posizionati in punti accessibili separati dalle sorgenti di luce, quest’ultime sviluppate grazie ad una partnership con Philips e Osram.

Luca di Donato, responsabile vendite per l’Italia ha invece illustrato la presenza dei corpi illuminanti DTS all’interno delle produzioni televisive italiane a partire dalle esperienze nel 2012 e 2013 con X-Factor e la testimonianza di Marcello Jazzetti e Marco de Nardi che hanno evidenziato le doti dello zoom degli NRG 1201 e la luminosità di Raptor e Jack, Che Tempo Che Fa con Carlo Stagnoli che ha descritto l’originalità dei gobos e la potenza dei Jack, Made in Sud con Sandro Carotenuto che ha apprezzato la particolarità del prisma 8 facet che non disturba le riprese delle telecamere, Stefano Sandoli che ha sperimentato l’utilizzo dei Jack in una situazione più teatrale come Sostiene Bollani, apprezzandone l’ottima resa e le dimensioni compatte che lo rendono poco visibile. Esperienze televisive alle quali si sono aggiunte quest’anno trasmissioni come Miss Italia, Masterpiece e la riconferma di X-Factor nel quale il 50% del parco luci è composto da prodotti DTS.

Non sono mancate poi le testimonianze per quanto riguarda il live, con Ligabue, Giorgia e Brignano per l’Italia ed artisti del calibro di Paul McCartney, Jennifer Lopez, Robert Plant, Red Hot Chili Pepper, George Benson all’estero, fino alla descrizione della partecipazione di DTS in eventi come Wonderland, Chateau de Versailes e ai giochi olimpici invernali di Sochi.

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George Tellos

Per quest’ultima esperienza è salito sul palco il LD George Tellos che ha voluto dare un punto di vista indipendente spostando il suo intervento su una vera e propria lezione di illuminotecnica, raccontando ciò che per lui è il significato della luce, della possibilità di trasformare emozioni in estetica utilizzando la luce per dare forma all’ambiente tenendo ben presente che non esiste arte senza tecnica e che la luce non è un qualcosa di misurabile dal punto di vista artistico. Concludendo poi con una interessante analisi dei primi live di massa di fine anni 60 dove l’illuminazione quasi non esisteva, passando per i live dei Genesis nel 1974 con i primi flight case, strutture, bilici, staff e proiettori, fino all’introduzione delle prime teste mobili agli inizi degli anni 80 fino ai giorni nostri, momento in cui la luce contribuiva a creare quell’illusione che, come sostiene George in modo ironico, prima era data solo ed esclusivamente dall’utilizzo di stupefacenti. “Investire sulla qualità del prodotto è come investire su noi stessi” ha poi dichiarato George Tellos al termine del suo intervento durante la consegna del premio testimonial Osram a lui dedicato.

La giornata è continuata poi con una visita presso gli stabilimenti di produzione di DTS, dove abbiamo potuto assistere al funzionamento dei macchinari innovativi descritti durante la mattinata, rimanendo però paradossalmente affascinati ed ipnotizzati dalla realizzazione forse più semplice e meno complessa di tutto lo stabilimento, lo storico PAR CAN. Una volta fatto ritorno al teatro abbiamo assistito ad una demo globale dei prodotti DTS programmata dal LD Andrea Mantovani, che ha prima raccontato le sue esperienze con i prodotti DTS durante X-Factor e l’utilizzo degli stessi al salone dell’auto di Parigi, presso lo stand Ferrari.

In definitiva è un po difficile trovare qualcosa che non va se si associano i termini “qualità” e “Made in Italy”. Sembra che DTS sia in grado, per ciò a cui abbiamo potuto assistere, di mantenere questa tradizione nostrana, già in parte confermata dall’utilizzo dei propri prodotti in settori come quello televisivo dove errore, approssimazione e scarsa qualità non vengono assolutamente contemplati.

Walter Lutzu
ZioGiorgio team

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