Il sogno americano

Il sogno americano….

Dopo i vari articoli “roventi” su legislazione, situazione del mercato italiano, condizione dei lavoratori dello spettacolo, ci concediamo una riflessione in merito alle straordinarie possibilità che il mercato USA offrono al comparto del professional entertainment.

Beh, certo, direte voi, gli Stati Uniti sono molto più grandi della nostra piccola penisola, è il Paese del consumismo e tutto ciò incide senza dubbio ad incrementare il volume di affari del settore.

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Una delle produzioni del Cirque du Soleil a Las Vegas

Lapalissiano e chiaro come l’acqua, ma c’è dell’altro. E’ la cultura di questo popolo a far sì che in ogni angolo del Paese, in ogni giorno della settimana ci sia uno spettacolo di intrattenimento, sia un piccolo show di magia (a proposito, sapevate che vanno di moda moltissimo?) in uno sperduto paesino della provincia, sia uno sfavillante e pomposo musical a Broadway o un produzione in pianta stabile nella città del peccato, Las Vegas.

Siamo stati giusto qualche settimana fa a Las Vegas in concomitanza della fiera annuale LDI ed abbiamo avuto modo di apprezzare ancora una volta quanto ampia e qualitativamente impressionante sia l’offerta degli show nei vari casinò di Vegas.

Solo il Cirque Du Soleil ha dalle sei alle sette produzioni “in pedana” da anni, in più diversi show di magia per almeno due volte al giorno tutti i giorni, una decina di produzioni “medie” e un’altra decina almeno di produzioni “stellari”. E questo solo a Las Vegas.

Ma è ascoltando la radio che ci si rende poi conto come, artisti da noi quasi sconosciuti (sopratutto nel genere del country), calcano il palco con frequenza settimanale, portando a spasso tour che vanno – minimo – dalle trenta alle quaranta date all’anno e ben oltre, toccando bene o male ogni Stato del Paese. E poi come non ricordare le produzioni dei grandi Network? I teatri con gli sfavillanti e sempre sold out musical di Broadway, i tour nelle immense arene, ma soprattutto i migliaia di concerti nei music pub sparsi un po’ ovunque tra est coast e west coast, tra sud e nord del Paese. Altro aspetto tutto “americano” è la musica dal vivo in ambito ecclesiastico, non è difficile trovare chiese di varie religioni (per lo più protestanti e luterane) dove si suona musica dal vivo, talvolta queste stesse chiese sono dotate di veri e propri sistemi professionali per la musica dal vivo!

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Broadway

Se poi immaginiamo anche tutto l’indotto generato dal mercato dell’installazione, dall’illuminazione architetturale, digital signage, broadcast, possiamo farci una vaga idea di cosa voglia dire lavorare in questo mondo negli States.

Ed è forse per questo che da anni hanno regolamentato in maniera chiara ed inequivocabile tutto il settore? E’ per questo che l’attenzione in relazione alla sicurezza è sempre ai massimi livelli, la professionalità e la specializzazione di alcune aziende e figure professionali è qualche cosa di definibile e dimostrabile non solo a parole?

Ma quello che mi fa più riflettere ogni volta che entro a diretto contatto con questa terra è che tutto è entertainment, tutto è showbusiness e tutto è portato ai massimi livelli. Insomma, lo showbiz è cosa loro, senza alcun dubbio.

E voi, che esperienza avete in merito? Cosa abbiamo d imparare e cosa eventualmente possiamo insegnare allo Zio Sam?

Aldo Chiappini
Editor-in-Chief

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  1. …penso che abbiamo molto da imparare… ma anche qualcosa da insegnare. bell’articolo!

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