Tutti al circo sotto al sole del Quebec

Che cosa è successo all’Expo 2015? Perché lo spettacolo è stato affidato ad una compagnia straniera? Gli artisti Italiani recriminano, ma all’Expo 2015 l’intrattenimento per le migliaia di persone che arriveranno a Milano da tutto il mondo sarà gestito dal “Cirque du Soleil”, una azienda d’oltre oceano, una equipe di creativi del Quebec.

Nato nel 1982, a Baie-Saint-Paul, il circo del sole prende vita da un gruppo di artisti di strada membri del “Club des Talons Haut”, i quali soll’onda del successo organizzano un Festival a Foraine e successivamente danno vita alla compagnia che oggi conosciamo.

02_Strillo_Open_Air_Theatre_500x320_OKLe rappresentazioni si terranno nel nuovissimo Open Air Theatre, una struttura tutta da scoprire da 12.000 posti di cui 4.500 a sedere e 7.500 in piedi. Centodieci saranno i giorni utili di programmazione, dal 6 maggio a 23 agosto; trentacinque euro il prezzo medio del biglietto; cinquanta gli artisti italiani coinvolti; ottomilioni-quattrocento-mila gli euro stanziati per il progetto.

AllaVita” è il titolo dello show che il “Cirque du Soleil”, produrrà con i soldi dei contribuenti italiani per “Expo Milano 2015”. Lo spettacolo sarà un invito a nutrire le nostre vite di piacere, entusiasmo e passione, un evento importante per l’Italia e per il mondo, una produzione mai vista prima che riproporrà il tema di Expo Milano 2015 con uno stile divertente e stimolante.

Il Cirque du Soleil si prefigge di evocare costantemente l’irreale, richiamare i sensi e suscitare le emozioni di persone provenienti da tutto il mondo, utilizzando i linguaggi universali fruibili da chiunque. Yasmine Khalil, regista e coreografa dell’evento, racconta che lo spettacolo è stato pensato per la distrazione e il divertimento di migliaia di spettatori, e utilizzerà le competenze di alta qualità disponibili in Italia, che saranno di grande beneficio per il team.

Ci elogia quindi e lo fa con benemerenza nei nostri confronti, in quanto cittadini custodi della grande cultura italiana, un prodotto richiesto nel mondo. Noi siamo il paese del “made in italy” ma forse oggi le iniziali vanno scritte con lettere minuscole, qualcosa fa pensare che stiamo perdendo una leadership planetaria, e questo sta avvenendo anche nel mondo dello spettacolo.

Cirque_du_Soleil__T_160395a

Ci sentiamo un po’ colonizzati dal gruppo di persone provenienti dal Quebec, una azienda che produce eventi all’avanguardia, con sistemi e metodi di produzione moderni. Abbiamo una cultura e una storia invidiabile e ne siamo consapevoli, ma non siamo stati capaci con gli anni, con la globalizzazione, con la modernizzazione, di rendere la nostra cultura un business, e lo vediamo cominciando dai nostri musei, dai nostri siti archeologici, fino ad arrivare purtroppo ai nostri teatri.

Le nostre radici affondano nell’opera lirica, Rossini, Puccini, Verdi, abbiamo un passato di successo, siamo la culla della cultura moderna, siamo l’Italia della antica Roma, siamo gli inventori del Diritto Romano, ma non lo abbiamo fatto noi oggi, lo hanno fatto i nostri predecessori, i nostri avi e abbiamo vissuto per troppi anni crogiolandoci sugli allori.

Che lo show dell’Expo 2015 non sia un prodotto tutto italiano non ci stupisce ma ci rammarica, il fallimento del “genio” italiano vede troppo pochi spettacoli valicare le Alpi e fare il giro del mondo. Un po’ ci solleva la dichiarazione di Yasmine Khalil, quando sostiene che utilizzeranno le professionalità italiane, perché è vero, noi abbiamo delle eccellenze, che prima o poi però scompariranno, se non riusciamo a preservarle, e preservare una eccellenza significa essere eccellenti in quello che si fa, perché l’eccellenza non è qualcosa di astratto ma è il frutto del lavoro. Alcuni nostri artisti sono riconosciuti a livello internazionale, ma questo non è stato sufficiente per affidargli il progetto dell’Expo 2015, i nostri creativi sono elementi singoli sparsi sul territorio, non collaborano tra loro e non hanno proposto un progetto imprenditoriale vincente, la gara è stata vinta dal Cirque du Soleil che ci ha soffiato la piazza. Ultimamente abbiamo visto proprio a Las Vegas durante l’ultima edizione di LDI un loro spettacolo, “KÀ”, sono bravissimi.

Viviamo in una Italia difficile, che sicuramente non ci semplifica le cose, una nazione che non ci consente più di essere geni e inventori, ma che ci vuole manager e fiscalisti, questa può essere una grande opportunità, se riusciamo a sopravvivere in un ambiente così ostile, immaginiamo quanto sarebbe facile per noi andare in giro per il mondo.

Ka

Ringrazio Yasmine Khalil per le sue parole, e spero che terrà fede a quello che ha detto, spero di vedere i nostri cinquanta e più artisti sul palcoscenico, spero che questi sfruttino questa occasione per imparare qualcosa di importante da una esperienza con “Le Cirque Du Soleil” da cui abbiamo tanto da imparare e che ci sarà utile a prepararci per il futuro.

Oggi parliamo di Expo 2015, ma se domani arrivassero le Olimpiadi a Roma, saremmo in grado di produrre una cerimonia per l’inaugurazione tutta italiana? Dipende solo da noi. Saremo capaci di pensare ad un futuro imprenditoriale dello spettacolo, con la musica classica, l’opera, la danza, la prosa, il teatro d’autore, in grado di rigenerarsi e di creare un indotto di appartenenza, un indotto economico basato sulla cultura e sulla professionalità, ma soprattutto sul business?

Non sono sostantivi romantici, “business” e “marketing”, ma sono ciò che oggi il mondo richiede, e anche noi lavoratori dello spettacolo ci dobbiamo aggiornare, dobbiamo uscire da questo inverno italiano che non finisce più e ritrovare la nostra primavera.

Alberto Maria Trabucco
ZioGiorgio Network

© 2001 – 2015 NRG30 srl. All rights reserved

  1. Ciao Alberto, come sai condivido… Molti lo pensano, pochi lo dicono…

    Reply

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Vai alla barra degli strumenti