Clay Paky A.leda B-EYE in tour con Bocelli

Dopo le ottime impressioni raccolte a Francoforte lo scorso anno, Aldo Visentin ha scelto di inserire le fixture A.leda B-EYE di Clay Paky nel suo disegno luci in occasione del nuovo tour di Andrea Bocelli che sta raccogliendo ampi consensi in giro per gli Stati Uniti, fino all’ultimo appuntamento al Madison Square Garden “dove avevamo addosso l’attenzione di tutti” dichiara Visentin.

La prima serie di concerti illuminata dagli A.leda B-EYE è iniziata a Novembre ed è terminata prima dello scorso Natale; mentre la seconda serie di concerti ripartirà a Giugno con una pausa estiva per poi proseguire nei mesi di Novembre e Dicembre 2015.

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La produzione di serate, di uno o più concerti in continenti diversi non corrisponde all’organizzazione di un Tour di tipo tradizionale che richiede un insieme di attività organizzative, gestionali e strategiche ben determinate per quanto riguarda la fornitura dei materiali e delle risorse necessarie: non si dispone sempre dello stesso materiale al proprio seguito, esso deve essere richiesto di volta in volta localmente, consci del rischio di dover comporre il parco luci in maniera differente da quanto programmato.

In Gran Bretagna e negli Stati Uniti, dove l’organizzazione dei concerti è simile a quella di un Tour, è possibile comporre il disegno luci seconde le specifiche definite.

“Nel progetto di questo nuovo disegno luci” – racconta il lighting designer Aldo Visentin“sono partito con l’idea di implementare la quantità di luce necessaria prodotta da proiettori Wash a Led” e di rinunciare quindi ai proiettori con lampada a scarica “usati per anni nei set precedenti. L’elemento che meglio si muove nel racconto della musica di Andrea Bocelli è senza dubbio il colore”.

Dunque la scelta di arricchire il contributo luminoso dei proiettori Wash è ‘strutturale’ alla visione che Visentin ha dello show musicale di Bocelli: “Dopo una serie di ‘test’, ho deciso di introdurre nel nuovo set luci 46 A.leda B-EYE K20”. Una scelta non solo di carattere estetico, quanto piuttosto di carattere pratico. La versatilità di A.leda B-EYE, ha rispettato esattamente le necessità della produzione e del progetto di Aldo Visentin.

“Avevo bisogno di un proiettore in grado di garantirmi sempre una ‘copertura’ omogenea” sia per l’assetto variabile dello stage, da 8 a 17 metri d’altezza, sia per il palco estremamente affollato “che ospita una grande orchestra unitamente al coro: circa 130 persone da illuminare in modo corretto”.

La grande versatilità del sistema ottico di A.leda B-EYE (impressionante lo zoom da 4° a 60°) mantiene inalterata l’uniformità e la qualità dei colori dell’emissione luminosa a qualsiasi condizione di apertura o chiusura del fascio.

“Altro aspetto importante è la temperatura di colore. Il palco è ‘normalmente’ illuminato (quando l’orchestra non suona – per intenderci) con luce bianca”. A.leda B-EYE si comporta in maniera ottimale con la proiezione di sola luce bianca. Grazie all’aggiunta di un chip bianco e ai suoi algoritmi, oltre a intervenire sulla saturazione e brillantezza dei colori, regola accuratamente i parametri della temperatura colore da 2500 a 8000 gradi Kelvin ed emula il comportamento preciso di diversi tipi di lampade al tungsteno. Un algoritmo ‘stabile’ anche nelle variazioni di intensità.

“Grazie alla caratteristica di performare uniformità e omogeneità nel crossfade di colore e ancor meglio d’intensità (dimmer), posso decidere liberamente (in base ai diversi luoghi che ospitano il concerto, sale, palazzetti, ma anche luoghi di interesse storico o architetturale) cambi di scena lenti e molto lunghi, a tal punto da renderli quasi impercettibili”.

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In termini di versatilità, colore, qualità d’emissione A.leda B-EYE ideale per “poter generare quelli più adatti alla mia visione dello show. Un aspetto che mi ha attirato per il motivo descritto all’inizio: gli show di Andrea Bocelli sono sempre diversi, per svariati motivi, i paesi, i luoghi, sono diversi tra loro oltre che gli ospiti locali, gli strumentisti o i cantanti sia d’Opera che Pop. Le scalette, le atmosfere musicali, cambiano sempre anche tra uno show ed un altro anche nell’ambito dello stesso Tour”.

Aldo Visentin si avvicina al mondo della luce per lo spettacolo nel 1986. Da allora ha maturato la gran parte della sua esperienza lavorativa all’estero dove a tutt’oggi continua ad esercitare gran parte della sua professione. Nelle sue esperienze più importanti va ricordata la sua attività d’oltre manica che inizia già a metà degli anni novanta nel mondo della musica pop per approdare più tardi alle grandi produzioni (una su tutte il Festival di Vina del Mar che ha curato per 4 edizioni consecutive) oltre che altre innumerevoli produzioni musicali pop e rock sino all’estremo oriente.

Info: www.claypaky.it

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