Play-out o Media-Server?

In televisione, nel live, nelle convention, in discoteca, nell’architetturale, è sempre più diffuso l’utilizzo di apparati di visione scenografica; LED-wall, proiezioni, video-wall, strip-LED, in pochi anni si sono diffusi a macchia d’olio.

Grandi superfici di tutte le forme, progettate dagli scenografi e dai creativi dell’immagine, che hanno cambiato il modo di fare scenografia e luce nello spettacolo. Quanto il loro utilizzo abbia dato, modificato, o tolto a concerti e televisione, non è compito nostro stabilire, l’aspetto prettamente tecnologico è quello che più ci interessa, anche se una riflessione in merito la dobbiamo fare.

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Dovendo misurarci quotidianamente con il mondo degli effetti luce, non possiamo esimerci dal farci una domanda che tanti Ld si sono già posti: “ma questi LED-wall sono così indispensabili ?”.
Certo si facesse oggi uno spettacolo televisivo o un concerto senza di essi, potremmo recensire l’allestimento con aggettivi di altri tempi e ci parrebbe di vedere uno spettacolo vecchio, forse vintage o altrimenti incompleto.
Gioie e dolori, amori e dissapori, un led è una fonte luminosa e bisogna saperla usare, dosare, e a volte si dovrebbe avere il coraggio di saperla spegnere, magari un po’ più spesso di quanto non si faccia.

I prezzi di queste apparecchiature, un tempo molto alti, complici naturalmente i produttori cinesi, si sono abbassati notevolmente. Difficile, anzi impossibile, vedere oggi installazioni di led-wall con marchi occidentali, queste apparecchiature sono confinate a nicchie di installazioni di qualità.
Oggi qualsiasi prodotto tecnologico vede al suo interno componentistica orientale, e a questo siamo oramai abituati.
Non possiamo quindi solamente criticare, e l’esperienza ci ha dimostrato che i sistemi cinesi oltre a costare poco, funzionano.

Allora dove nascono le difficoltà?
Nei sistemi di cablaggio e trasmissione dei segnali di fattura economica, nella gestione dei software che hanno funzionalità critiche e poco intuitive, nel reperimento dei materiali di consumo, nelle sommarie istruzioni di funzionamento e nella assistenza post vendita.

Media Server Catalyst

Media Server Catalyst

Aumentano le definizioni video, aumentano le superfici, aumentano le richieste di qualità, velocità ed affidabilità dei generatori di segnali. I media-server, parola in uso per identificare apparecchiature elettroniche dotate di software specifici, capaci di fornire segnali video diversi, in contemporanea, per più schermi o porzioni di schermo.
Un media-server può gestire in contemporanea più segnali video in acquisizione e diversi file con immagini o filmati immagazzinati negli hard-disk del sistema. Sono svariate le piattaforme a disposizione, ne esistono oggi veramente tante e le distinzioni tra loro sono spesso notevoli.

Alcune case propongono release di software con caratteristiche molto differenti tra loro e utilizzabili su qualsiasi hardware, purché compatibili con le specifiche indicate.
Alcuni prodotti vengono invece commercializzati con hardware dedicati con versioni di media-server affidabili, ma non sempre preferite dall’utenza che predilige poter “castomizzare” in proprio gli hardware, senza ricorrere alla assistenza della casa madre.

Resolume Arena, Provideo Player, Modul8, sono alcuni dei software che mettono a disposizione dell’utente una GUI di tipo “play-out” per una gestione rapida delle fonti esterne e dei contenuti multimediali caricati sull’hardware della macchina.
Questi software utilizzano una finestra principale con caratteristiche plug-play per il caricamento dei file che possono essere messi in onda con un semplice clic, hanno in comune la possibilità di gestire i parametri fisici dell’immagine, spostamento sugli assi, dimensione, trasparenza, componenti del colore, velocità di riproduzione, ma differiscono nel modo di gestione e di funzionamento.

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Media Server Arkaos

Per usi in ambienti dove necessitano alte prestazioni – in televisione, per la musica dal vivo, nei grandi eventi spettacolari o per l’arte del video-mapping – le produzioni utilizzano apparecchiature sempre più potenti e costose con media-server che raggiungono prestazioni oggi incredibili e che utilizzano hardware molto potenti e disponibilità di utilizzo e protocolli di funzionamento molto diversi tra loro, ma due possono essere le macro categorie definite in base al criterio di programmazione.

La prima comprende i software funzionanti con programmazione in time-line orizzontale, sulla quale l’utilizzatore agisce direttamente per la realizzazione dello show e la programmazione dell’evento familiarizza con i più noti sistemi di montaggio video. Questi media-server sono molto utilizzati per gli eventi dal vivo e per il video-mapping.
Altri invece demandano le funzionalità di programmazione a software esterni, a mixer luci o a apparecchiature midi.
Queste versioni vedono oggi il loro grande utilizzo in ambiente televisivo. Inoltre questi software si sono diffusi anche come gestori di reti art-net, per la fornitura di segnali per i LED-wall, le streep-LED, le barre LED.

Oltre alla conversione del segnale video in segnale art-net, si aggiunge la necessità di posizionamento delle fixture nello spazio fisico. Per fare questo ci troviamo di fronte ad una griglia definita sulla quale inserire i simboli delle apparecchiature usate, affinché rispettino il loro reale montaggio sulla scena.
Alcuni software dispongono anche della possibilità di rotazione delle fixture sul piano, in modo da consentire la ricostruzione tridimensionale dell’impianto scenografico. Non sono di facile uso, spesso sono complessi e macchinosi, ma una volta programmati sono di reale impatto e suggestione.
Esistono dei limiti di cui bisogna tenere conto: il numero di universi dmx su protocollo art-net che i sistemi possono controllare, la potenza dell’hardware installato e la velocità della rete di trasmissione.

Modul8

Modul8

Quale software?
Troviamo oggi in commercio software per la produzione di segnali Art-Net a costi limitati, interamente configurabili, che consentono la costruzione di fixture dedicate per la mappatura di qualsiasi fonte luminosa.
La reale differenza tra loro è la facilità di programmazione, che solo in alcuni casi si riscontra essere rapida e completa.
Nella mappatura di una sequenza di pixel led installati scenograficamente in forma regolare, nasce in alcuni casi la necessità di dover spaziare tra loro i segnali e di posizionarli virtualmente in direzioni diverse, solo alcuni di questi software consentono il posizionamento della fixture con dimensionamento e rotazioni diverse rispetto all’immagine.

Affidabilità dei sistemi: meglio Pc o Mac?
Non possiamo rispondere generalizzando, va pesato il contenuto con cui le due piattaforme si devono misurare.
Il vero ago della bilancia è dato dal software, in primis, e dalla qualità dell’hardware in seconda istanza.
Un buon software offre ottime prestazioni in ambedue i sistemi, con una ovvia predominanza sulle piattaforme di Cupertino, ma solo ed esclusivamente perché meno variabili e castomizzabili dall’utente. Le stesse prestazioni si possono ottenere però con una analoga risorsa Pc.

La centralina del LED-Wall va posizionata in regia o sul palco?
Questa è una questione importante, la risposta rientra nelle disponibilità tecniche di chi installa. L’argomento si rivolge alla trasmissione dei segnali video e dei segnali digitali.
Meglio stendere una fibra ottica, un extender video con cavo Cat 5 o Cat 6, o utilizzare direttamente il cavo ethernet dalla centralina? Quale risposta dare alla evidente diversità di trasporto dei segnali, con rapporti di compressione, delay e disturbo in gioco, tutti di tipo diverso tra loro?
Una buona fibra ottica risolve sicuramente meglio degli altri sistemi oggi esistenti come il potenziale problema di disturbi, interferenze o sganciamenti del segnale, ma questo è vero in alcune situazioni, con distanze superiori ai 60/70 metri e con presenza di una molteplicità di impianti audio, luci e video, che possono dare interferenza tra loro.
In ogni caso è sempre meglio premunirsi e rendere disponibile al sistema possibilità diverse, in funzione delle necessità della location, del tipo di spettacolo, delle aspettative richieste.

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Per mappare strip-LED RGB ho bisogno di un media-server o mi basta un software di conversione del segnale?
Ovviamente la risposta è semplice, dipende da quello che abbiamo bisogno di fare tenendo presente i costi, le performance e le attrezzature che abbiamo a disposizione. In genere oggi tutti i media-server sono in grado di fornire un sistema di mappatura dinamica per produrre una uscita dmx/art-net.

Quali sono i valori, le capacità e i limiti dei vari software in commercio?
Il problema si riscontra nei tempi di programmazione della mappatura, nella facilità ed intuitività di utilizzo, nella facilità e rapidità di gestione, costruzione e posizionamento delle fixture.

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Avolites Sapphire Media

Perché non tutti i media server hanno avuto la stessa diffusione in Italia?
Catalyst, 7th Sense, Arkaos, Watchout, AI, Pandoras box, Green Hippo, Resolume Arena, Ai, Modul8 sono solo alcune delle piattaforme che troviamo in commercio oggi in Italia, alcuni di loro hanno avuto maggiore diffusione per facilità di utilizzo, altri perché meglio commercializzati dalle aziende produttrici e distributrici e altri ancora perché hanno una valida rete di assistenza o perché sono arrivati prima, perché meglio si adattano nell’ambiente di uso, perché costano poco, etc… etc…

Quale scegliere?
Dipende dall’utilizzo che ne dobbiamo fare.
Innanzitutto alcuni clienti richiedono espressamente uno specifico media-server, per il semplice fatto che già lo conoscono, sanno come funziona, sanno che è affidabile e ne conoscono i limiti. Poi vanno considerate le potenzialità e il modo di funzionamento, che si differenzia parecchio nelle sue tre tipologie essenziali:

  • mediaserver controllati da remoto con mixer luci
  • mediaserver con time-line
  • mediaserver play-out

Oltre a suddividere con queste tre categorie i media-server possiamo considerare le attitudini di controllo e il loro modo di gestione delle uscite, che si differenziano tra loro e li rendono fondamentalmente diversi:

  • media-server adatti per mappature di videoproiezione
  • media-server adatti per emissione su led-wall
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Coolux Pandoras Box

Oriente o occidente?
Non ce ne vogliano i distributori di apparecchiature orientali, e non ce ne vogliano i produttori dell’occidente, ma è difficile prendere parte a questa diatriba senza scontentare nessuno.
Da una parte ci sono le ragioni di chi produce prodotti di qualità e che vede vanificato il proprio lavoro da ondate di copie imperfette immesse sul mercato a costi altamente concorrenziali, dall’altra c’è l’opportunismo di chi riproduce e distribuisce in tutto il mondo prodotti economici e, a volte, scadenti.
In mezzo ci sono i consumatori, agenzie, produzioni, gruppi musicali, service e tecnici, che si scontrano con problemi di budget ed inefficienze tecnologiche.
Da che parte sta la ragione? Forse da nessuna, ma è in via di definizione.

Alberto Maria Trabucco
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