Lo Zio al Drugstore Gallery – Roma

Dopo la scorpacciata di novità tecnologiche, a poche settimane dal PL+S 2015 vorremmo riportarvi in una dimensione “classica” all’interno del Drugstore Gallery con un’installazione molto particolare quanto semplice e di effetto, realizzata di recente a Roma, all’interno della necropoli romana del primo secolo DC. La location di circa 100 mq, oggi sotto la direzione della Dottoressa Laura Cianfriglia, appartenente alla Soprintendenza Speciale dei Beni Archeologici di Roma, fu scoperta nel 1966 durante gli scavi per la realizzazione delle fondamenta di un palazzo in via Portuense e si compone di una serie di tombe appartenenti a persone di alto rango sociale, per questo molto dettagliate e curate.

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Test luci al Drugstore – Roma

In questo particolare sito abbiamo incontrato il regista teatrale Luciano Meldolesi insieme ai due lighting designer Mirco Maria ColettiFlavio Paragona che hanno ideato e progettato l’installazione.

ZioGiorgio.it: Luciano, raccontaci come è avvenuto l’ingaggio e qual è il concept di questa installazione

Luciano Meldolesi: da molti anni lavoro nello spettacolo ricoprendo diversi ruoli, da regista teatrale fino allo sceneggiatore e organizzatore. Il gruppo di archeologi a cui è stata affidata la gestione del sito mi ha contattato proponendomi di realizzare un progetto illuminotecnico che non si limitasse a mettere in risalto le opere come un insieme di roba vecchia e rotta, ma che fosse in grado di dimostrare che questi oggetti fanno effettivamente parte del nostro passato e vivono tutt’ora con noi. Desideravano quindi una illuminazione al di fuori dello standard, di tipo “teatrale”, che fosse in grado di evidenziare le opere donando loro un fascino particolare, come una sorta di spettacolo ed in grado quindi, attraverso un movimento della luce, di creare un vero e proprio racconto visivo.
Proposi quindi di realizzare con la luce una visione del sito come immaginavo fosse nel primo secolo quando si utilizzavano lucerne e torce con una temperatura colore estremamente calda ed in movimento.

ZioGiorgio.it: quali tecnologie avete scelto di utilizzare per realizzare questa visione?

Luciano Meldolesi: l’idea di utilizzare il LED è stata proposta da Mirco Coletti ed offre molti vantaggi come la possibilità di controllare ogni singolo corpo illuminante non solo per quanto riguarda accensione e spegnimento, una notevole riduzione del consumo energetico visto che i watt a disposizione sono pochi, abbiamo evitato di danneggiare le opere con raggi UV o IR e, non ci vergogniamo ad ammetterlo, un po’ anche per moda.
Oltretutto, la possibilità di applicare questa tecnologia ad un’opera classica crea un certo interesse in quanto si entra nel campo della sperimentazione vera e propria e ci da la possibilità di espandere questa esperienza in molti altri siti archeologici nella capitale e non solo.

ZioGiorgio.it: immagino ci siano stati momenti di confronto tra tutti e tre…

Luciano Meldolesi: è stata dura! Parlando di arte ed illuminotecnica ognuno di noi ha una propria sensibilità a riguardo. Partiamo però dal presupposto che non esiste la luce giusta e che il colore non è una proprietà della materia ma della luce. Se un’opera è stata realizzata sotto la luce di una lampada a olio, l’obiettivo è quello di rappresentarla ai giorni nostri così come è stata concepita dall’artista. La luce può raccontare, non solo illuminare e se “in movimento” può dare un valore aggiunto molto importante. Ad esempio una statua esposta in una galleria con una illuminazione statica ed artificiale e realizzata in passato per stare in una piazza, non potrà donare l’effetto voluto dall’artista. L’opera ha visto la luce dell’alba, del mezzogiorno e del tramonto e facilmente è stata realizzata per rappresentare più cose a seconda della luce. Questo, a nostro avviso è un modo stimolante di vedere musei opere d’arte, aree archeologiche ecc…

Dopo questa bellissima lezione di filosofia dell’illuminotecnica, con i LD Mirco Coletti e Flavio Paragona andiamo ad analizzare nel dettaglio quali illuminatori sono stati utilizzati.

ZioGiorgio.it: Mirco e Flavio, andiamo nel dettaglio. Che materiale avete utilizzato?

Flavio Paragona: per tutti i punti specifici in cui volevamo dare il giusto accento drammatico (nicchie, affreschi, etc.) si è deciso di utilizzare 32 corpi illuminanti PinSpot LED RGBW da 10W a raggio stretto (circa 8°) con temperatura colore gestibile tra i 2800 e i 6000°K e controllabili singolarmente via DMX. Essendo però la distanza tra soggetti e sorgenti luminose mediamente compresa tra i 7 e gli 8 metri e volendo rifinire i dettagli, abbiamo avuto la necessità di intervenire con dei gobo modellati su ogni particolare trasformando di fatto i proiettori in veri e propri mini sagomatori e raddoppiandoli dove necessario.
Per i totali abbiamo utilizzato 11 LED Wash RGBW da 70W, anch’essi gestibili singolarmente con protocollo DMX, mentre per l’interno dei sarcofaghi, la colombaia, l’interno delle olle ed il muro reticolato sottostante e posteriore, abbiamo installato delle 20 metri di Strip LED RGB, suddivisi in 6 accensioni.
Infine, abbiamo dedicato al mosaico di Licurgo un sagomatore LED RGBW da 150W, nonché una superlucciola F1 da 75W ad incandescenza puntata esclusivamente sul particolare di Licurgo stesso.
Tutto viene gestito da un registratore DMX situato in un rack in prossimità del sito dove convergono tutti i cavi di segnale dei vari apparecchi e dei dimmer, mentre la programmazione è stata effettuata con una Console Chamsys. Le guide, in maniera user friendly, potranno selezionare la sequenza di scene che preferiranno, tra le dodici sequenze disponibili sulla SD del DMX recorder, potranno velocizzarle, rallentarle o metterle in pausa a piacimento e contestualmente al racconto di cosa accadeva diciannove secoli fa, facendone rivivere immagini atmosfere odori e sapori.

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Mirco Maria Coletti, Luciano Meldolesi e Flavio Paragona

ZioGiorgio.it: so che siete andati oltre l’acquisto e l’installazione, realizzando un vero e proprio laboratorio per la costumizzazione.

Mirco Coletti: i corpi illuminanti, così come li vedete, non esistono in commercio. Le capacità, le cognizioni e le competenze tecniche di ognuno, con l’aggiunta di un innato senso di “artigianalità”, ha reso possibile non solo individuare sul mercato il prodotto giusto economicamente, ma di intuirne le esatte potenzialità di customizzazione. Quello che vedete è il frutto di quaranta giorni di lavoro effettivo di due, saltuariamente tre, persone sul cantiere. Abbiamo fatto tutto: rilievi e misurazioni, ottimizzazione dei traguardi, installazione dell’impianto elettrico e distribuzione dei segnali di controllo, preparazione e montaggio delle staffe di supporto di tutti i proiettori, posa in opera delle stripled nei vari alloggi a loro dedicati, tagli, saldature, limature e tutto ciò che era necessario per condurre in porto il “nostro” progetto…

ZioGiorgio.it: vorrei soffermarmi sul mini-sagomatore custom. Come è stato realizzato?

Flavio Paragona: vista la dimensione minuta del posto, sul mercato globale non abbiamo trovato un prodotto che soddisfacesse le caratteristiche di ingombro, potenza e versatilità cromatica consone al disegno e alla location, a meno di non inventare.
Il nostro gruppo, ha quindi considerato prima l’ipotesi, in seguito attuato un piano di ricerca e sviluppo, giungendo ad applicare a un prodotto, proveniente da un settore impensabile all’inizio dell’impresa, e cioè la discoteca, le opportune customizzazioni per ottenere il minisagomatore che ci occorreva.
Il risultato di questo processo, iniziato lo scorso giugno, è stato un minisagomatore DMX di ingombro 140x155x85 mm con un’ottica da 7° che monta un PowerLED Cree RGBW da 10W, fiore all’occhiello di questa installazione.

ZioGiorgio.it: avete riscontrato problematiche nella fase di installazione?

Mirco Coletti: la disposizione spaziale di tutti questi corpi illuminanti è ovviamente vincolata agli allineamenti prospettici del sito stesso ed è stata nostra cura evitarne il più possibile la visibilità all’occhio del visitatore in collaborazione con la restauratrice in forza al sito. Stesso dicasi per tutto ciò che concerne il passaggio dei cavi e/o la dislocazione dell’hardware necessario al funzionamento di tutto il sistema.

Un atto vandalico di grave entità ha recentemente danneggiato l’esterno del sito, ritardando di fatto l’inaugurazione dello stesso. Su facebook è presente una pagina dedicata dove verrà presto comunicata la data di apertura al pubblico del Drugstore Gallery.

Considerando il budget limitato che ha portato alla scelta di brand meno noti per quanto riguarda gli illuminatori, comunque abbiamo assistito in anteprima ad un lavoro unico nel suo genere, realizzato da un team di professionisti in grado di tirare fuori il meglio dalle fixture a disposizione grazie alla propria esperienza e conoscenza della luce.
Tutto ciò non sarebbe stato realizzabile se all’origine non ci fosse stato il ”sogno” di altre persone che hanno accolto ed ascoltato, magari inizialmente non capendo molto, le molte idee da “teatranti” di Luciano Meldolesi, Mirco Maria ColettiFlavio Paragona.
Non ci resta che attendere l’inaugurazione ufficiale per vedere il progetto all’opera nel suo insieme.

Walter Lutzu
ZioGiorgio Staff

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