La diffusione dell’audio nel 2043?

Esatto, il titolo è provocatorio, pensato ad hoc per suscitare maldestramente un po’ di curiosità e per ad avventurasi nel “giornalismo sensazionalistico”.
La verità è che mi sono chiedo spesso negli ultimi tempi quale sarà realmente il futuro della diffusione sonora, professionale e non.

line array V-Dosc

line array V-Dosc

Ai più attenti non sarà sfuggito che nel 2043 saranno esattamente 50 anni dall’introduzione nel 1993 del primo sistema Line Array che, a prescindere dalle teorie più o meno credibili sulla reale comparsa, fu introdotto con tanto di brevetto dal Doc. Christian Heil padre del famoso V-Dosc di L-Acoustics.

Può sembrare riduttivo considerare questa data come una data “storica” nel settore – nei primi anni 50′ Harry F. Olson introdusse il concetto di Line Source Box – ma bisogna fare i conti con la realtà dei fatti in quanto da quel momento, con l’apparizione del V-Dosc e la sua guida d’onda, questa tipologia di sistemi sono stati di gran lunga i più impiegati nelle situazioni in cui si rendevano necessarie una considerevole gittata, una direttività il più possibile accurata, unitamente ad una più semplice e veloce messa in opera del sistema. Che poi questo ultimo aspetto non sempre possa essere considerato vero a priori è altro discorso.
Insomma, ad oggi, nel 2015 in quasi tutti i concerti che ascolto nell’arco di un anno, almeno il 95% dei sistemi impiegati sono Line Array.
Migliorati nella progettazione, ottimizzati nelle performance, resi spesso più compatti e leggeri, ma alla fine della fiera la solfa è sempre quella.

Anzi, volendo essere ancora più generici e generalisti si potrebbe dire che quello che sostanzialmente emette suono è sempre un insieme di altoparlanti che, tramite movimento meccanico, generano onde di pressione che il nostro orecchio percepisce ed elabora come suono.
Certo, non è così banale come sembra, ma stiamo ancora facendo affidamento su di una tecnologia che, in questo senso, è vecchia di oltre 100 anni (anche in questo la cronostoria attribuscie l’invenzione a Peter Jensen circa cent’anni orsono ndr).

Line_Array_Calculator10

JBL VerTec Line Array Calculator

Per esprimere meglio il concetto faccio sempre volentieri il paragone col motore a scoppio, migliorato e molto più complicato ai giorni nostri rispetto a quello che inventarono Eugenio Barsanti e Felice Matteuci (e già due progettisti Italiani e c’è tanto di brevetto a testimonianza!) ma pur sempre ancorato ad una tecnologia che prevede l’utilizzo di un combustibile – spesso inquinante – e con una resa energetica molto bassa rispetto ad altri motori nel campo della meccanica! Come dire, non certo qualche cosa di così innovativo, almeno ai giorni nostri.
Come nella propulsione delle autovetture anche nell’audio ci sono state sperimentazioni interessanti, anche se non sempre – spesso – hanno avuto successo nel mercato. Come mai? Possibile che siamo tutti vittime delle mode e del marketing?

elipson

diffusore Elipson

Non credo che questa possa essere un’ipotesi plausibile. Per continuare il parallelismo si pensi al motore rotativo Wankel, molto superiore in qunto a prestazioni rispetto ad un motore a scoppio “tradizionale”, con il grosso limite di essere molto delicato e soggetto a guasti. E nell’audio? Si è parlato – e si parla ancora ad oggi talvolta – dei diffusori Elipson di Pierre Cochereau, spesso impropriamente chiamati “paraboloidi”. Sapete una cosa? Io non ne ho mai visto uno in contesti professionali e anche quando ne ho ascoltato un esemplare mi sono fatto l’idea che difficilmente possa essere impiegato nel nostro settore. Magari sbagliando, chissà.
Si potrebbe anche ricordare i diffusori planari da parete (rinominati da qualcuno quadri sonori), anche in questo caso con delle caratteristiche difficilmente sfruttabili in situazioni di diffusione di musica dal vivo all’aperto data la scarsa efficienza rispetto alle potenze applicate.

In questo scenario non vedo un futuro, almeno prossimo, molto diverso da quello che vediamo adesso ogni giorno. Certo, qualche azienda che ricerca e propone sistemi interessanti c’è, ma spesso ci troviamo di fronte a migliorie, anche sostanziali, della tecnologia comunque riferibile al concetto di altoparlante, non certo di una vera e propria rivoluzione tecnologica. Insomma, aspettando l’auto ad idrogeno, perfetta sulla carta, aspettiamo una nuova e brillante invenzione anche nel campo della diffusione sonora.
Le linee guida però sono tracciate e devono soddisfare le richieste di un mercato che deve fare i conti con costi, ingombri, pesi e…potenza. Quindi in questa sede io proporrei: “Diffusore puntiforme full-range in grado di erogare 100 dB ad un metro di distanza con potenza di 1 Watt applicata!”. Ecco cosa servirebbe, forza datevi da fare!

E vabbé, suvvia, adesso mica verrete a dire che non è possibile…

E voi, cosa pensate in merito alla questione?

Alla prossima

Aldo Chiappini
Editor-in-Chief

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  1. bè, secondo me non c’è da trascurare il point source che fa il suo lavoro egregiamente nelle situazioni più piccole, e non solo! In effetti novità non se ne vedono…possibile che nessuno ha ancora costruito il doffusore puntiforme!!?!?!? Val.

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  2. Mi pare che un po’ di evoluzione sostanziale nel concetto di line array ci sia in giro… Penso a EAW col suo Anya, ma anche alle varie “colonnine” che stanno diventando sempre più potenti…

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  3. Io penso che il futuro sarà basato sull’interazione dell’elettronica con il trasduttore come i sistemi devialet, già in dominio digitale o equipaggiati con convertitore.

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  4. In effetti non si può fare a meno dell’altoparlante che io sappia. Ma del resto per muovere aria un altoparlante ci vuole. Non riesco a pensare ad un modo per creare una pressione senza movimento meccanico… Se qualcuno sa qualche cosa lo dica! B.

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  5. Sarebbe interessante un articolo sulla storia e l’eveluzione dell’audio! Io credo che in generale gli impianti siano troppo grandi. Bisognerebbe trovare soluzioni per avere le stesse potenze in molto meno spazio e peso. Nelle luci si è arrivato a questo concetto da anni. Ciao

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  6. Beh penso ad innovazioni tipo il motore M-force sviluppato da Powersoft, sono convinto che cambiarà il mercato della diffusione sonora..ora è solo per i bassi ma speriamo creino qualcosa di simile anche per le medio-alte!!
    E speriamo di tornare ad usare i “point source” perchè il line array non è la soluzione definitiva ed è diventata una moda che, per quanto utile ed insostituibile in certe situazioni, spesso fa si che si usino questi impianti in posti od in modi che li rendono pressochè inutili se non dannosi!!!!

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  7. Già 30 anni fa c’erano i sub woofer a motore della Servodrive. Ho potuto provare gli SDL5 (se la memoria non inganna) ed erano davvero dei generatori di terremoto dai 16 ai 120Hz… Mangiavano decine di migliaia di pregiatissimi Watt Crown e 4 sub si accoppiavano a 32 S4 Clair Bros. Spariti…. Chi se li ricorda?

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