La valigia del tecnico

A seguito delle spiacevoli vicende che hanno scosso il panorama dell’entertainment italiano, vorremmo dare ai nostri lettori una ventata di freschezza con un articolo leggero ed utile in una estate che, a parte tutto, sembra dare piccoli segnali di ripartenza, accendendo gli entusiasmi dei nostalgici da tour: vere e proprie carovane che si trasformano spesso in piccole famiglie che condividono interi periodi di convivenza forzata che per molti si rivelano esperienze indimenticabili di condivisione e di crescita professionale.

E chi meglio dello Zio, che da sempre cerca di rendervi la vita più semplice con molti consigli utili, può darvi qualche dritta su come organizzare le lunghe trasferte?

La valigia:

Partiamo da questa cosa utile quanto fastidiosa che siamo costretti a portarci insieme al fido trolley/zaino numero 2 che contiene invece tutta la vostra vita tra notebook e strumenti di lavoro. Qui gli opinion leader si dividono in due: tanti indumenti perchè non c’è tempo e si suda molto, oppure poco vestiario e la possibilità di rinfrescare ed asciugare in hotel il tutto.
Per i primi buon per voi, sarete l’incubo degli addetti alla logistica dei porta bagagli delle auto o dei colleghi con bagaglio a mano che vi aspettano impazienti in aeroporto in attesa della vostra valigia.
Coloro che scelgono di viaggiare leggeri invece hanno bisogno di alcune piccoli tools per gestire al meglio il lava asciuga.

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  • Flaconcino di detersivo per lavaggi a mano (chiedete alla vostra mamma quale prendere che qui si scrive di tecnologia dello spettacolo, mica si fanno tutorial per casalinghi!);
  • Filo per stendere. Potete comodamente legarlo a due estremità della stanza di albergo o nel bagno, oppure potere sfruttare il sotto-palco durante l’allestimento;
  • Mollette, nel caso avete la fortuna di trovare un balcone;
  • Phon per asciugatura rapida in caso di necessità. Ormai si trova in tutti gli alberghi, ma non si sa mai;

Il più delle volte si tratta di levare via il sudore, quindi un lavaggio a mano rapido sfruttando lavandini o vasche e qualche ora ad asciugare sono più che sufficienti. Piccolo consiglio: se avete la possibilità di mettere ad asciugare i capi all’esterno e la temperatura è alta, non strizzate gli indumenti e stendeteli belli dritti, sembreranno appena stirati.
Per finire i soliti DPI, un anti-pioggia che non si sa mai e, mi raccomando, suolette di ricambio di qualità per le scarpe antinfortunistica. Fatelo per la gioia di chi condivide la stanza con voi.

Gli attrezzi:

$_35Sempre meglio organizzare i vari attrezzi in un’unica cassetta comune a tutti con cacciaviti, pinze, saldatori ecc… che può tranquillamente viaggiare nei mezzi del service. Tenete per voi ciò che negli ultimi anni sono i tools immancabili del bravo tecnico, ovvero il nastro isolante, la leatherman (o simili), il martello layher (che in realtà si chiama martello da carpentiere tedesco), la chiave multiuso per Aliscaff, Omega Bracket e Dadi e l’insostituibile sempre indispensabile e risolutore di mille problemi nastro americano (o più comunemente detto “gaffa”). Non dimenticate cordino e moschettone per attaccarli ai vostri pantaloni, ve lo dice uno che ne ha persi diversi in giro e che ha visto chiavi inglesi scendere insieme ai motorizzati durante lo smontaggio. Per gli operatori in regia, non dimenticate pennello e prodotti per la pulizia di schermi e plastiche. Una postazione di lavoro ben pulita combatte l’usura e da anche un’immagine ed una professionalità elevate. Sappiate inoltre che il nastro carta ormai non serve quasi più, ne ai fonici ne ai LD.
E tra gli attrezzi non deve mancare assolutamente un oggetto senza il quale nessuna produzione può andare avanti: l’amaca. Importante tool utile per un recupero ottimale nella frescura del sotto palco.

amaca palco

Il comportamento:

Nonnismo, capi e capetti non appartengono più a questa epoca. Ormai si è arrivati alla consapevolezza che fare squadra, creare un gruppo che si auto-aiuta, forte, solido, coeso e composto da persone educate che si guardano le spalle l’uno con l’altro, si aiutano, si coprono e si aspettano, è fondamentale per affrontare giornate spesso interminabili, dove si corre avanti e indietro con temperature da allarme meteo in bilico su corde di violino che sono costantemente sul punto di rottura. Calma, umiltà, collaborazione e molti sorrisi, ve lo assicuro, rendono piacevoli le peggiori esperienze e le peggiori situazioni in termini di fatica e stress.
Per quanto riguarda la disciplina da tenere all’interno del cantiere, due raccomandazioni importanti: l’acqua bevetela tutta e non lasciate in giro bottigliette mezzo piene e sappiate che per evitare di trovarsi quantità enormi di nastro isolante sotto le scarpe è sufficiente non gettatelo a terra!

Detto questo, avanti, the show must go on!

Walter Lutzu
ZioGiorgio team

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  1. E non buttate il nastro in terra! Vi ritornerà sotto forma di incubo… Lo attaccate ai calzoni e quando ne avete un bel malloppo lo buttate. Ecco fatto… Tanto mica indossate i calzoni di D&G…Emoticon smile

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  2. …il capitolo “Il comportamento:” è da Oscar !!!… anche se ad alcuni non è ancora entrato in testa, sopratutto in certe grandi aziende dove un settore si odia con l’altro e l’azienda non fà nulla per correggere quest’atteggiamento… 😉

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  3. Son daccordo su tutto tranne che sul nastro sotto le scarpe. Certe tradizioni van mantenute non dimenticate.
    E poi a fine mese per contare le ore lavorate, conto la quantitá di nastro sotto gli stivali. Se non ci fosse come farei?

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  4. Non sono daccordo per il nastro di carta, ci siamo anche noi, del video, a rompere, lo so, e facciamo uso di nastro carta per “pecettare” i cavi video. A ognuno il suo accessorio. P.S. Da non dimenticare: set di pennarelli indelebili punta fine. 🙂

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