Stagione “calda” o solamente tiepida?

Certo, il titolo è un po’ sibillino ma se è indubbio che questa che versa ormai agli ultimi sgoccioli è stata una delle estati climaticamente più calde degli ultimi trent’anni, è altrettanto vero che anche a livello lavorativo la stagione dei concerti è stata “calda”. Oppure solamente tiepida?
La domanda andrebbe girata a voi lettori che avete calcato le Piazze e gli stadi dell’Italia intera allestendo palcoscenici e spettacoli per un pubblico di vacanzieri e non, che, quello sì, sembra essere leggermente aumentato.

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Noi, dal canto nostro, abbiamo riscontrato pareri differenti ma, a voler tirare una prima somma, il bilancio è sicuramente spostato sul verde. Bè, vista la penuria degli ultimi anni, non è che sia un grande traguardo direte voi. Complici anche alcuni “scossoni” nel mondo del service italiano però qualche meccanismo sembra essersi rimesso in moto.
Di sicuro, oltre ai grandi festival e i big tour estivi, sono stati tanti i concerti e i concertini sparsi per la penisola, noi stessi ne abbiamo visti un bel po’, sicuramente in numero maggiore rispetto agli ultimi anni. Ma cosa dicono i players del settore?

Gli amici e colleghi, con i quali ci sentiamo regolarmente, dicono che la stagione non è andata male e che anzi si è lavorato più che gli scorsi anni, considerando che il mese di settembre qualche cosa ancora porta in termini di lavoro. A conferma di ciò il fatto che le nostre “talpe” all’interno dei rent hanno avuto molto meno tempo per raccontarci quel che stava succedendo on the road.
Un altro aspetto, oltre alla quantità – che probabilmente non troverà d’accordo tutti – merita di essere sviscerato, ed è relativo alla maggior qualità oggettiva dei nostri “service”. Ci sentiamo di affermare che l’asticella si sia alzata e non di poco.

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Forse perché qualche “vecchia volpe” ha abbandonato il campo, per scelta o per costrizione, forse perché le sempre più selettive (anche se talvolta scriteriate) legislazioni vigenti hanno fatto un po’ di selezione e forse perché una nuova generazione di tecnici pian piano si sta facendo strada nel circuito “importante”. Fatto sta che quasi tutte le cose che abbiamo visto questa estate sono apparse di qualità più che adeguata, con l’utilizzo di tecnologie e prodotti professionali, personale preparato e coscienzioso.

Sono finiti forse i tempi delle individualità e delle gelosie tra tecnici e service? Questi anni di magra hanno forse fatto sì che collaborazione e spirito di squadra siano diventate armi vincenti e strategie necessarie? Nel panorama medio-piccolo (l’80% delle produzioni in Italia) sta avvenendo la stessa cosa?

Anche le case produttrici, dal canto loro, hanno concorso a tutto ciò, immettendo sul mercato prodotti professionali e performanti a prezzi abbordabili. Un mixer digitale dignitoso da 24 canali, più o meno, si può trovare intorno alle 3 alle 4 mila euro, un controller luci “base” magari affiancato da un buon pc a 1000 euro, ed ancora qualche buona fixture di marca, magari usata e ben tenuta, intorno ai 1000 euro cadauno…

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Forse tutto il settore si è dato una ridimensionata, ricercando nuovi assetti e inevitabilmente una professionalità che ad oggi non può più mancare, sia legalmente, sia di fatto.
Ma è sempre ed ovunque così?

Lo so, quante domande questa volta. Ma anche noi stiamo provando a leggere il momento storico nella speranza di dare qualche certezza e risposta in più. Ma come adesso abbiamo bisogno del vostro contributo e delle vostre testimonianze: forza con i commenti!

La Redazione

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  1. …è andata bene secondo me! Ho girato tra nord est e centro e diversi service che non snetivo da tempo mi hanno chiamato per delle cose… non c’è da lamentarsi dai…
    Ciao Ziooooo! Fede

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  2. Mah… forse qualche cosa di meglio della penuria degli scorsi anni. Ma cosa cambia se tanto NESSUNO paga? Devo prendere soldi di 2 anni fa e come me ne conosco molti altri. Poi la roba usata…

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  3. Una calda estate al lavoro vale bene una estate di caldo lavoro, anche se le temperature dei mesi scorsi ci hanno fatto tutti soffrire, ma sempre meglio dell’incertezza metereologica che mette a rischio tecnici, materiali e spettatori che male si adattano agli scrolloni di pioggia estivi. Meditate gente.

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  4. è vero, forse qualche cosa si è mosso. Per esempio nella mia zona ho lavorato ad un festival di due settimane intere che non veniva pù fatto dal 2011! Il mio service è piccolo, non ci muoviamo moto fuori regione non so quindi la situazione in generale speriamo buona per tanti altri.

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  5. …sul caldo non si discute, sulla quantità di lavori si discute eccome. E non mi pare siano piovuti pagamenti arretrati. Non so da dove viene tutto questo ottimismo. Contagiati anche voi da Renzi?

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  6. fan tutti i froci col culo degli altri: ti chiamano per lavorare dicendo che il mercato si è smosso e poi ti dicono che pagano a 90-120-180 (!!!!!!) giorni. Sto a casa che almeno riposo e mi diverto.

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  7. Aldo Chiappini

    Ciao enri_drum, bè, mica siamo la GdF o l’agenzia delle entrate! :-)) Scherzo, hai pienamente ragione, è un problema tutto italiano sul quale però c’è poco da indagare…Diciamo che se ci forse che dovrebbero essre i rent e i tecnici, tramite associazioni o simili, ha far valere di più i propri diretti e, di conseguenza, non sottostare a queste dinamiche di mercato tutto sballate… Grazie!

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    • Ciao.
      che dire ragazzi , che sta andando bene?? No, per me siamo ancora lontani. Il live avrà guadagnato in quantità (estate calda e stabile) ma la qualità??….Ho visto tante improvvisazioni. Certamente per teatri e festivals la stagione è decisamente tiepida. Prevedo un autunno semifreddo……….

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  8. Lavorato davvero tanto, e non mi lamento, e settembre porta ancora qualcosa…inoltre ho già in tasca 3/4 dei soldi pattuiti…il che non è male!!

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  9. Sinceramente non è andata male in zona Piemonte. Abbiamo ancora dei lavori fissati fino a fine mese e forse qualche cosetta anche ad ottobre. Da metterci la firma ogni anno! Ciao! p.s. zio perchè non fate mai articoli dal pala isozaki? perchè fa schifo? 🙂 Ditelo che fa veramente schifo. Marco

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    • Aldo Chiappini

      Ciao Marco, Torino non ci è molto comoda in generale come location, siamo tutti un po’ distanti e poi, in effetti, il PalaIsozaki è una venue infelice, decisamente infelice. In effetti acusticamente, diciamo pure le cose come stanno, si può proprio dire che fa schifo, sempre che non abbiamo fatto interventi di cui non siamo a conoscenza. Un vero peccato…

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  10. Ciao ragazzi ,
    Io quest’estate ho adottato , e mai più mollerò il metodo del pagamento anticipato o a fine serata …… E direi di essermi trovato mooolto bene anche perché io le mie attrezzature le ho pagate con il sudore e senza sconti …….e reputo di dare un servizio sempre al top!!! Quindi mi accontento di fare 10/15 date a queste condizioni che farne 20/30 con il metodo (poi vediamo……) anche perché , i tecnici e la gente che fa gavetta un po’ come tutti deve essere pagata quanto meno a fine servizio….. Anch’io che il 90% dei soldi lo investo sempre in nuove tecnologie…….
    Oggi non e possibile fare gli imprenditori in questo mestiere….

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