Elisa al Museo del Maxxi di Roma amplificata da Bose Room Match

Al Museo del Maxxi a Roma, in occasione della cena di gala organizzata dalla fondazione del museo al fine di raccogliere fondi in nome della cultura, abbiamo assistito all’eccezionale esibizione live di Elisa, amplificata per l’occasione dal sistema a direttività progressiva Bose Room Match.
Presenti in sala alcuni dei maggiori esponenti della politica romana, artisti noti ed esponenti della cultura, intervenuti per assistere al concerto evento di Elisa in formazione acustica.
La venue che ha ospitato il concerto è nota per essere un ambiente difficile da sonorizzare, un salone rettangolare lungo e stretto con pareti lisce e un soffitto molto alto, una tipica situazione dove la peculiarità del sistema in grado di creare lobi di dispersione ad hoc e progettato per situazioni indoor, esprime il meglio di sé.

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Ascoltando Elisa l’idea che ci siamo fatti è che l’impianto installato fosse molto lineare, riducendo le riverberazioni ed esprimendo in generale una una voce limpida e brillante che ci ha consentito di ascoltare il canto di Elisa dalla sua voce naturale senza evidenti lavorazioni o artifizi.
Marco Itta ha curato installazione e taratura di una configurazione minima ma sufficiente, formata da due coppie di diffusori con sub posizionati a terra che, e forse proprio questo è stata l’unico interrogativo che ci siamo posti, esprimeva un suono corposo ma leggermente carente di frequenze basse a fondo sala. Forse il giusto compromesso per non complicare ulteriormente la sonorizzazione della sala o, come ci spiegano i tecnici dello staff, per favorire una atmosfera ‘unplugged’ della serata.

Abbiamo chiesto alle figure chiave che hanno contribuito alla resa tecnica dell’evento che ci raccontassero qualche cosa in merito a questa esperienza, cominciando da Moreno Zampieri – product specialisti di Bose – al quale abbiamo domandato perché Bose sostiene che “Room Match sia l’impianto giusto in situazioni difficili come queste”.

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Moreno Zampieri: il sistema Room Match è espressamente stato pensato per risolvere qualsiasi tipo di installazione in ambienti con problemi di sonorizzazione, per eventi al chiuso ed in presenza di riverberanze generose. La location di oggi rientra certamente in questa casistica…
Room Match offre la possibilità di avere direttività progressiva, (Progressive Directivity Arrays), realizzata con moduli a copertura orizzontale e verticale differenti tra loro ed assimilabili in base alla copertura che vogliamo ottenere, informazioni che vengono gestite ed elaborate dal software di gestione Modeler® Sound System.
In questo senso Room Match è in grado di offrire un numero di 42 moduli di differente apertura, con una disponibilità di diffusori asimmetrici utili in particolari installazioni dove la collocazione dell’impianto deve seguire gli aspetti estetici della location.
La gestione della direttività dei lobi acustici quindi, anche in forma asimmetrica, consente di realizzare un impianto senza sovrapposizioni ed in ultima analisi il sistema configurato in Array si comporta come se fosse una unica cassa acustica con una qualità molto simile ad un impianto Hi-Fi che è quello che interessa noi, più che inseguire la gittata massima…
Inoltre Room Match al di fuori del lobo di radiazione è molto asciutto e dal punto di vista del fonico questa direttività specifica è decisamente utile, sia in sala ma anche sul palco, dove la ripresa microfonica risulta più pulita, migliorando di conseguenza il dettaglio sonoro in uscita.

Ricky Carioti segue da anni Elisa in alcune performance live e in sala di registrazione, oggi ha avuto modo di testare il sistema Bose utilizzando un mixer DiGiCo SD8 e microfoni Sennhaiser 935 serie 2000, di cui Elisa è edorser. Ecco la sua testimonianza.

Ricky Carioti: una sala particolare molto lunga e stretta come questa e con una affluenza di pubblico superiore alle aspettative non rappresenta certo la situazione ideale per lavorare, soprattutto in acustico.
Il progetto del sistema di sonorizzazione ed i grafici di previsione acustica che mi hanno presentato in fase di progettazione mi hanno convinto a provare questo sistema e devo dire che sono rimasto molto soddisfatto del risultato, l’impianto che si è comportato molto bene, e ci tengo a ripeterlo, soprattutto in funzione del luogo che non è particolarmente adatto a questo tipo di manifestazioni. Le dinamiche dei pezzi presentati da Elisa – molto diverse tra loro – rappresentavano un altro motivo di preoccupazione ma durante lo show le cose sono filate via liscie…

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Paolo D’Innocenzo è il Sales Manager Italia ed a lui abbiamo chiesto com’è nata, e perché è nata, questa collaborazione.

Paolo D’Innocenzo: il motivo per cui noi siamo qui oggi è coerente con la strategia Bose che vuole lanciare sul mercato il sistema Room Match. Dal 2012 investiamo tempo e risorse per creare visibilità e credibilità al prodotto che è mirato al mercato delle installazioni fisse, un settore dove la concorrenza non manca.
La nostra esperienza ci porta a verificare che anche per le installazioni fisse gli utilizzatori sono spesso fonici che vengono dalla esperienza del live, per cui ci troviamo a dover far capire il concetto di un sistema nuovo che non è accreditato e conosciuto dalla maggior parte di loro.
L’ambizione è quella di creare una cultura alternativa per un impianto da installazione che normalmente non può essere utilizzato in installazioni all’aperto, abbassare la diffidenza che si potrebbe creare e il pregiudizio che un sistema nuovo può portare.
Questa ci è sembrata un’ottima occasione per dare visibilità a Room Match ed a Bose, con il concerto di Elisa in una venue di pregio come il Museo del Maxxi di Roma speriamo di aver fatto un ulteriore passo in avanti. Il risultato ci ha soddisfatto in pieno.

info: worldwide.bose.com

Alberto Maria Trabucco
ZioGiorgio team

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