Il tecnico invernale

2016, anno della ripresa della crisi o dalla crisi, per alcuni mai cominciata, per altri mai finita, per altri ancora mai ripresi. Come ogni inverno c’è chi sopravvive, chi comincia a progettare l’estate, chi pensa all’estero, chi all’estero c’è già, chi si re-inventa, chi ne approfitta per seguire qualche corso di formazione, chi va in vacanza e chi attende ancora il pagamento delle fatture relative scorsa estate.

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Da un lato persiste un calo sia a livello di compensi che per quanto riguarda la quantità di lavoro in produzioni teatrali invernali e live nei club o nei palazzetti, mentre sono in aumento festival EDM, eventi corporate e privati.
Sembra però che lo spirito con cui iniziò il 2015, con un CCNL per i lavoratori dello spettacolo in cooperativa, una serie di promesse “per la cultura” provenienti dalle istituzioni e una sana attenzione verso le problematiche date dal lavoro sommerso, non abbiano dato i frutti sperati. Il confronto avviene sempre tra gli stessi livelli, le lamentele sono sempre le stesse, le istituzioni sembra non abbiano ancora ben chiaro di cosa si stia parlando e i principali protagonisti, i lavoratori, continuano a campare in un limbo di rassegnazione, menefreghismo ed opportunismo.

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E il tecnico invernale del 2016 che fa? Beh, pare che molti si stiano avventurando verso situazioni dove il merito viene premiato e i pagamenti sono puntuali e preferiscono esperienze medio-lunghe all’estero dove spesso ottengono riconoscimenti e crescite importanti. Alcuni esempi che riguardano il mercato del medio-oriente sono Technopro o Eclipse, giusto per citarne un paio, sempre alla ricerca di personale con attenzione verso i professionisti provenienti dall’Europa. Esistono inoltre forum internazionali come il noto Blue-Room, all’interno del quale ci sono delle aree dedicate a chi cerca e offre lavoro, con occasioni provenienti da ogni parte del mondo.

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Esiste poi la categoria del “tengo famiglia“, quello che a 50 euro al giorno, magari in nero, lavora 200 giorni l’anno e se ne vanta. Non vive solamente nel sommerso, ma spesso lo vediamo all’interno di produzioni medio/piccole dove magari regala progetti, render e simulazioni con software crackati e non si preoccupa minimamente del danno che reca ad una serie di categorie lavorative che meritano il giusto compenso per la propria professionalità ottenuta dopo anni di sacrifici ed investimenti.

Insomma c’è chi resta e incrocia le dita per una situazione migliore, chi si chiude nel limbo dell’indifferenza oppure chi vende cara la pelle chiedendo ed ottenendo il giusto compenso − anche se spesso con sacrifici e malumori che portano ad esercitare la propria professionalità con un sempre minor entusiasmo e sempre maggior difficoltà.

Altre soluzioni da proporre? Proviamo a fare rete e vediamo che succede…

Walter Lutzu
ZioGiorgio team

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  1. Ciao, è la prima volta che scrivo, e ho deciso di provare a fare rete 😉
    Mi chiamo Luca ho 23 anni e ho intrapreso la strada del tecnico luci e programmatore (e tutta la gavetta del caso) circa da 4 anni, sono un novellino confronto a tutti voi di questo forum, però penso che un tecnico non si faccia da se, ci vuole dedizione, impegno, un certo grado di logica nel pensare le cose e una passione per questo lavoro!
    Perché non è un lavoro che si sceglie se si vuole una vita con orari stabili o tornare sempre a casa per cena, lo si fà per la soddisfazione immensa che si prova! Almeno secondo me! 🙂

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  2. Altre soluzioni da proporre? Apriamo un’enoteca.

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  3. Ciao, ho delle grandi perplessità quando si parla dei tecnici di spettacolo in generale. Il mercato del intrattenimento sta affrontando una grande crisi ed è più o meno evidente in base alla fascia di mercato e tipologia di evento di cui si parla. Gli investimenti sono fermi, sia nella progettazione che nel acquisto. Io ritengo che sia un settore molto malato, non ritiro fuori i soliti discorsi che a mio avviso non hanno senso, però vorrei riflettere su alcuni punti? E credo che possono essere rilette in molte realtà.

    1) Il mercato:
    a) poco offerta di lavoro e molta domanda, permette di abbassare il costo del lavoro (o vieni a questo prezzo o stai a casa)
    2) La preparazione
    a) Per legge non è richiesta una preparazione tecnica specifica, come per molti altri lavori, quindi è un lavoro a porte spalancate ed entrano tutti
    b) La preparazione tecnica del tecnico spesso è discutibile
    3) Concorrenza fra tecnici
    a) Proprio per il punto 2 spesso i professionisti rimangono a casa per eventi minori, e quelli incapaci giustamente chiedono 4 spicci
    4) Per passione
    a) Cazzata fotonica che sento spesso dire……. Tutti i lavori possono essere fatti per passione, l’idraulico, il medico, il pompiere, il veterinario, l’infermiera, il camionista, ecc
    b) Se lavoravi per passione davi un valore al tuo lavoro e investivi nel tuo lavoro, facendo corsi con i soldi che guadagnavi, investendo nella tua persona come tecnico.
    5) Il cliente (in questo caso il service)
    a) Siccome il service prende poco ha solo questo budget…… ma saranno cazzi del service se non ha budget, ma se uno ha un euro compra ½ chilo di pane invece che 1. Quindi se un service esce a meno saranno problemi suoi e scelte di mercato suoi e non del tecnico.
    6) Se non vado a questi soldi sto fermo
    a) ….. Cambia mestiere…. Ci sono una marea di Ingegneri che fanno i giardinieri….. Ma è più probabile che non ti fanno fare il giardiniere ecco perché Ti sei messo a fare il tecnico…..
    b) Se stai fermo fatti una domanda…..
    7) I doppi lavoristi
    a) I service che lo fanno per divertimento e i tecnici che lo fanno per arrotondare, perché hanno già un lavoro
    b) Per quanto concerne i orchestrali che fanno anche i service…… non apro neanche l’argomento (userei il napalm)

    In aggiunta a questa spesso non viene richiesto una competenza o il materiale adeguato, ma più tosto il minimo indispensabile per avere un introito maggiore in produzione con la vendita dei biglietti tanto lo spettatore a limite fischia, ma non richiede i soldi se la luce non è il massimo o se c’è qualche larsen, o non si sente proprio bene

    Ma se lo stesso stato non investe nella scuole (il nostro future e i nostri bambini), come pretendi che investa nella cultura……. sarebbe emancipazione.

    Non si può pretendere che poi i privati investano in cultura se poi la struttura lavorativa, dalla produzione attraverso il service per finire al tecnico è messo così a terra, “investiresti???” io no!

    Preventivi fatto a peso, fornitori non pagati, intestazioni che cambiano ogni 2-3 anni, materiale che casca a pezzi, materiale obsoleta, normative non rispettate, modus operandi naif, mezzi di trasporto di 4 mano, magazzini nel garage di casa o sul camion, con l’ufficio al bar…… Come fa un settore in queste condizioni prendere il volo??
    Infine le cooperative….. sciacallaggio del lavoro delle persone. Io non li posso vedere, Vi racconto un episodio,
    “una di queste cooperative molto presente nel settore, una volta mi mando un fonico per un convegno nazionale in una chiesa, lo stesso tecnico si vantava delle sue facoltà lavorative e chi lo conosceva. Il materiale viene montato e il tecnico ha a disposizione 4 ore e 2 tecnici per mettere appunto un sistema audio per la diffusione del suono nella chiesa e per tarare 4 radiomicrofoni a spilla. Si va in diretta e le spille vanno in larsen continuo, fortuna uno dei tecnici aveva preparato 4 gelati e il lavoro si è portato a termine. Il cliente non mi ha pagato il lavoro ho perso una lavoro successivo da 11.000,00 euro e un probabile futuro lavorativo, non mi hanno mai più chiamato. Avevo deciso di non fare nessuna denuncia, il tecnico come molti tecnici non era assicurato contro certi disastri, quindi mai e poi mai avrebbe potuto pagare i danni morali ed economici, ed io decisi di non pagargli le 2 giornate.
    A breve mi arrivo la fattura, io spiegai alla cooperativa che non avrei pagato ed esposto la problematica, di cui non erano neanche al corrente e li finisce……. dopo parecchi mese mi arrivo il sollecito del avvocato,….. poi cazzi e mazzi, e alla fine ho dovuto pagare la fatture e le spese accessorie. La … cooperative mi ha detto che non sanno che preparazione tecnica hanno i loro tecnici e che lo dobbiamo verificare noi. Gli ho risposto che forse dovevano lasciare stare il settore del intrattenimento e mettersi a fare le pulizie, dove forse erano più adeguati.
    Cosa simile mi è successo con le luci con una altro pirla ben conosciuto.

    Saluti
    Stephan Lüthi

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  4. Luciano Lettieri 21 gennaio 2016, 10:10 pm

    Salve, ho 40 anni con famiglia. Ho un misero service audio e luci, e sono un tecnico del suono titolato, riesco a fare 45/50 serate all’anno, se mi và bene e se scendo a compromessi. Faccio fatica a pagare le tasse e non posso permettermi un tecnico fisso. Il grosso viene svolto da service abusivi: associazioni musicali, proloco allargate, parrocchie intraprendenti e noleggiatori che sono passati alla realizzazione. Sono agli sgoccioli, con un amico legale, abbiamo redatto un esposto, i colleghi limitrofi sono restii a sottoscriverlo. Ora ho due opzioni, faccio l’uomo nero apportando benefici ai colleghi che non vogliono interessarsi o mollo tutto e scompaio. Ho scritto diversi post in merito, non chiedetemi in quanti hanno mostrato interesse.

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    • che titolo di fonico hai, ..per saperlo.

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      • Luciano Lettieri 19 febbraio 2016, 11:51 pm

        Per “titolato”, mi riferisco alle abilitazioni 37/08 che ti qualificano quando allestisco un evento (service audio e luci), mentre mi riferisco agli studi fatti in conservatorio (triennio di tecnico del suono) per quanto riguarda la fonia.

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        • Caro Luciano, non voglio in alcun modo mancarti di rispetto ma; la 37/08, ex 46/90 non è un titolo, ma un’abilitazione che le ditte operanti nell’ambito elettrico e di conseguenza elettroacustico, devono necessariamente possedere, diversamente non sarebbero in regola la legge. Per quanto riguarda il Conservatorio (perdonami, ma nella mia immensa ignoranza ho sempre inteso il Conservatorio come una scuola dove si insegna musica e non tecnica) Tu hai un diploma di stato o scuola professionale dove c’è scritto che sei un “fonico” o no? Perché tecnico del suono e fonico sono due cose diverse. O forse hai un diploma in elettroacustica? che forse forse di questi tempi non sarebbe male. Ciao! ….Ma di dove sei? …..Scusa se mi permetto! Ma come cazzo fai a campare con 50 date in un anno! Ma quanto guadagni € 20.000,00 a data?

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  5. Non ci sono “altre soluzioni” caro Zio. Bisognerebbe solamente dare un inquadramento a questo settore, con regole il più possibile delineate, chiare e soprattutto fatte ad hoc. Dopo c’è poco margine per i furbetti…sempre che i controlli vengano fatti. Forse ci siamo vicini, forse no. Sono stao in questo settore per 30 anni, anche in un paio di grosse aziende di distribuzione e in 30 anni non ho oisto cambiare quasi nulla su questo terreno…

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    • Ciao, Caro Alessandro sono Lucio, anch’io da 30 anni bazzigo su questo settore e l’unica cosa che è cambiata e che i service improvvisati, amici dei vari Sindaci o assessori si sono centuplicati, controlli, nemmeno l’ombra eppure dovrebbe esserci qualche ufficio che dovrebbe mandare i controlli, perché se chiami i Vigili per farli intervenire e fare notare loro che manca la messa a terra nel palco nemmeno ti cagano, se lo dici al Sindaco altrettanto. E da altrettanti anni che mi presento nelle varie riunioni tenutisi in varie sedi per discutere su come unirci quelli abilitati e combattere il fenomeno degli “abusivi”, su decine di ditte quelli presenti eravamo 5-6. e non si è arrivati a concludere un bel niente. Allora ?? che facciamo ?? Scriverei decine e decine di pagine per denunciare un declassamento del settore inimmaginabile fino ad un ventennio addietro, eppure ci sono riusciti, le varie amministrazioni e le varie agenzie di spettacolo culo e camicia con le varie cariche istituzionali. un abbraccio

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  6. Per quello che mi riguarda ho abbandonato l’Italia da due anni, e da un po’ anche il lavoro di tecnico, che mi faceva male la schiena e non solo. Su suggerimento dello stimato autore segnalo che per tentare la via del Medio Oriente (e non solo) consiglio Showforce, agenzia di recruitment con varie sedi in giro per il mondo.
    Nota a margine: l’attitudine al lamento che vedo in rete tra i miei ex-colleghi non credo sia proprio vincente, ne in italia ne altrove.

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  7. Buon giorno, mi permetto intervenire in questo blog, anche se il settore in cui ho operato è il teatro e non il live, anche se qualcosa ho fatto anche nel live. Sposo in “TOTO” parola per parola, quanto detto da Acousticlight, e dico a Luca, di cambiare mestiere adesso che è ancora in tempo. A tutti quelli che lagnano invece dico che: I prezzi li fa il mercato e se non vi sta bene fate solo i lavori dove ritenete che il compenso pattuito sia adeguato al “servizio”. Oppure cambiate mestiere! Io penso che non ci sia stato nessun medico che vi abbia prescritto di dover fare per forza questo mestiere. Il mercato libero è fatto di contrattazione; se non ti sta bene la paga che ti propongono, Ti alzi e te ne vai! Ma se accetti quello che secondo te è un declassamento della tua professionalità, allora non lagnarti! Anni di lavoro in questo mestiere, mi hanno fatto capire che il valore professionale di un tecnico è direttamente proporzionale alla sua paga. Cioé; “Tu e la tua Professionalità” Tecnico, LightDesign, SoundDesign, DirettoreTecnico, ecc, ecc, VALI ESATTAMENTE QUANTO SEI PAGATO. Quindi; se la tua paga è di € 300,00 al giorno ( attenzione al giorno, non a data) allora la tua professionalità vale € 300,00. Ma se; con tutta la tua prosopopea accetti un lavoro a € 70,00 o, addirittura € 50,00 al giorno o, a data come accade già da molti anni. Allora la tua ” PROFESSIONALITA’ ” se fai bene i conti, vale ancora meno.

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  8. Guidare, scaricare, allestire, seguire lo spettacolo come fonico, smontare, caricare e guidare fino al magazzino. Di media ci vogliono 15/16 ore e ai 160€/170€ che ti danno devi togliere le tasse. L’alternativa??? Cambiare mestiere è facile solo a dirsi, mi sembra più giusto parlare di sfruttamento. Chi crede che tutto questo sia giusto appartiene a una categoria di imbecilli che sta rovinando silenziosamente un mestiere bellissimo.

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