PL+S Guangzhou: il gioco dei prezzi!

Ed eccoci alla nuova ZioArea, con un articolo meno”politically correct” ma che riteniamo comunque interessante.
Un gioco semi-serio, un esercizio di stile, utile a comprendere un po’ meglio quali prezzi girino in questo eterogeneo mercato Cinese. Siccome il rigging ed il trussing sono strettamente legati alla sicurezza, più che “luce e suono”, abbiamo deciso di mantenerli fuori dal nostro balletto di cifre e prezzi. Sul resto, fuoco alle polveri.

fiera soundpower

Partiamo dall’audio. E dove se non nel mirabolante mondo del line array! Credeteci sulla parola, c’e veramente da diventare matti. Lasciando per ovvi motivi da parte i discorsi legati al suono, abbiamo osservato per lo più il rigging, esaminato il layout di progetto (almeno quello che ci viene detto…), assemblaggio, materiali ed infine chiesto il prezzo.
La fascia palesemente bassa non è stata oggetto di esame in quanto sarebbe veramente difficile pensare ad un utilizzo professionale (o presunto tale) di certi prodotti visti. Abbiamo anche cercato di fare lo slalom e scansare volutamente quei sistemi che sono, purtroppo, palesemente ispirati – e talvolta copiati – a marchi ben più noti, quindi la ricerca si è ristretta parecchio.

Il sistema proposto dall’azienda ERIC aveva un suo perché. Rigging decente, finiture adeguate, componenti di nota marca italiana. Due top attivi che ne pilotano altri due passivi (2×8 con guida d’onda), due subs da 15’’ di cui uno attivo e uno passivo per un totale di 4000 euro. Sistema completo a 8000 euro. Software per rigging ed ottimizzazione, controllo remoto etc., non pervenuti.

Con qualche informazione preventiva siamo andati poi a trovare un’azienda in particolare. ZSound è stata scelta per la sonorizzazione del padiglione cinese al recente Expò di Milano, questo ci ha fatto presagire che, quantomeno in patria, sia considerate una azienda apprezzata. Il loro sistema passivo VCM non copia nessuno e rimanda una certa qualità percepita. Il rigging è ben progettato e funzionale ed anche l’immagine aziendale appare curata e  “occidentalizzata”. Molte cose che ci hanno decantato sul sistema tornano, il materiale informativo è ben fatto ed esplicativo, ma i prezzi non ci vengono comunicati ufficialmente. La gentile persona che ci accoglie, dopo un rapido consulto, ci dice che “il capo in persona desidera comunicarci prezzi”, ed anzi ci invita per il giorno seguente per una visita al loro headquarter che si trova proprio vicino a Guangzhou. Forse non aveva ben capito che noi non comperiamo nulla…Scopriamo solo da vie non ufficiali il giorno seguente che i prezzi non sono poi così vantaggiosi. Forse è vero che la qualità si paga, anche qui?

IMG_3679Arriviamo poi davanti ad mixerino digitale da 16 canali, con effetti, schermo touch screen, USB e qualche altro giochino più o meno utile. Channel strip con EQ 3 bande (senza shelf…) qualche riverbero, delay, compressioni, insomma, di quello che c’e non manca nulla. Prezzo? Inizialmente circa 800 euro che poi diventano 450 dollari a detta di un superiore che arriva a supporto del college in evidente affanno. Magari altri 10 minuti e si “strappava” a 400$!Anyway, abbiamo scelto questo modello perché era tra i pochi che non somigliava in maniera eclatante a qualche modello già esistente sul mercato.

Ultimo tuffo nell’audio per parlare di un microfono. Poteva mancare l’immancabile pseudo SM57? O meglio, il “sosia” dell’originale Shure. Figuriamoci, in tutte le varie declinazioni e colori e e con prezzi che partono da poche decine di euro. L’originale Shure è pressoché immortale ed indistruttibile, di questi si potrà dire la stessa cosa?

Secondo piano quasi interamente dedicato al mondo della luce, ed è qui che ci spostiamo.

Cari “luciai”, sappiate che qui è il delirio totale, per quantità di prodotti, di aziende e di offerta qualitativa. Si parte da prodotti infimi, che stanno insieme quasi per scommessa fino ad arrivare ad altri di qualità alta o appartenente tale. Tra la moltitudine di brand presenti (molti dei quali non hanno un nome visibile in inglese) abbiamo necessariamente dovuto sceglierne alcuni.

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GTD è tra i main sponsors della fiera e sembra essere accreditato come uno dei più interessanti del mercato interno. LM60 è un effetto luce di impatto, una specie di “pallina” velocissima in grado di ruotare con un tilt di 360 gradi e realizzato con una finitura, anche se in plastica, adeguata. La responsabile della comunicazione era molto preparata e ci ha riportato alcune considerazioni interessanti dalle quali emerge che GTD è una azienda con ambizione e progettualità. Prezzi anche in questo caso non cosi competitività.

IMG_3684Un paio di prodotti divertenti li abbiamo poi trovati allo stand di Big Dipper, azienda di base a Shenzhen. LM091 è un crawler che crea un effetto intrigante e costa la bellezza di 139 dollari…
Il laser IP65, oggettino teoricamente utile, ha un coso di 13 dollari per un ordine minimo di 1000 unita. Qualità percepita bassa, prezzo irrisorio. Se me ne avesse venduto uno lo avrei piazzato nel mio salotto!

Ci siamo poi fermati allo stand Hi Lite, da non confondere con highlite, perché attirati dal demo show che diffondeva musica rock anni 80 a palla! Alla fine scopriamo che il 3 in 1 wash, beam, spot alogeno con lampada da 330 Watt costa 800 dollari, un prezzo che reputiamo non cosi conveniente vista l’aspetto e la qualità del prodotto.

E sui LED screen? In questo caso si possono trovare prodotti decisamente performanti, e non è mistero per nessuno che praticamente tutti i grandi brand facciano la spesa da queste parti…Certo che la differenza sta nella meccanica e nelle schede di controllo, quindi, nella pratica, la domanda è: quando durano questi schermi senza autodistruggersi? A voi il test finale, se volete rischiare.
Ma c’è anche chi progetta delle bellissime ed utilissime fontane con zampilli multicolore illuminati dai LED, che siamo sicuri faranno la felicità di qualche magnate russo alla ricerca di arredi per le ville. Non ce ne vogliano i magnati russi, assidui lettori di ZioGiorgio che salutiamo simpaticamente…

fiera fontane

uno stand di fontane luminose…

Vogliamo in conclusione parlare di cavi? Vengono venduti al chilo, più che a numero. La nostra scelta e ricaduta su questi proposti DT Audio, forse non i migliori, ma nemmeno i peggiori, e sopratutto il personale che ci ha accolto (una giovane marketing manager) ha argomentato con chiarezza e professionalità e soprattutto parlava inglese. Prima domanda, che pongono tutti è “quante unità vuoi?”. Certo perché deve essere chiaro fin da subito che i prezzi cambiano drasticamente, soprattutto nella “minuteria”. Comunque, per 100 cavi da 5 mt con connettore jack o canon indistintamente circa 200 euro. Ma il prezzo si abbassa ulteriormente per quantitativi maggiori. Funzioneranno? Per quanto? Boh…

Cosa abbiamo risolto con questa indagine? Nulla, se non confermare che chi cerca qualche cosa di affidabile e performante deve continuare a guardarsi intorno ponderando bene le proprie scelte e, guarda un po’, provando. Ma sarebbe superficiale ridurre tutto in farsetto perché, va detto, che nella selva sterminata di produttori e prodotti c’è chi sa emergere e chi ha potenzialmente le carte in regola per competere nel mercato globale. Oltre all’ancora irrisolto problema dei brevetti – ne abbiamo parlato ampiamente nel primo articolo – le molte aziende con ambizione e capacità dovranno dimostrare la loro affidabilità nel tempo, garantendo dei servizi post vendita adeguati e sviluppare un’immagine e una comunicazione in grado di competere con le aziende leader del settore.
D’altro canto, ci si conceda l’unica riflessione seria di tutto il testo, sarebbe auspicabile che le aziende occidentali cominciassero a guadare a questo mercato come ad un …mercato, e non ha un supermercato dove andar a far razzia di componenti e mano d’opera a basso costo.

Aldo Chiappini
Editor-In-Chief

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