Il “chi e che cosa” del grande mercato della musica live in Italia – parte 3

Quello che abbiamo esaminato nel precedente articolo è riferito alla realtà dei grandi concerti/eventi, ma che succede nel mondo del penultimo e ultimo gradino della piramide della musica live?

Questo è il tempo degli artisti e spettacoli “multitasking”

La riduzione sensibile di risorse economiche e del numero dei concerti estivi ha generato un nuovo modo di concepire la produzione degli spettacoli dal vivo per l’estate italiana tra coloro che fanno concerti in piazze e sagre estive.

Quando ero un giovane e promettente tecnico del suono (live), nei primi anni ottanta facevo tournée estive con 90 o 100 spettacoli in una stagione (da giugno alla fine di settembre) oggi se un artista di fama ne mette insieme 30 è un grande successo.

In un passato ormai lontano ogni artista o band facente parte di questa fascia, nel mese di aprile/maggio, organizzava la produzione del proprio spettacolo estivo scegliendo la band, costruendo piccole o medie scenografie e spettacoli luci… per poi scegliere il service più adatto alle proprie esigenze ed al costo più adeguato al cachet concordato con l’impresario di turno con il quale si firmavano contratti con minimi garantiti.

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Dal 2011 in poi, vista la crisi che ha colpito anche il settore concerti gli artisti italiani hanno cominciato a costruire i loro spettacoli dal vivo, progettandoli appunto con il metodo “multitasking” .

Che significa?

Ogni artista costruisce e propone attraverso la propria agenzia di booking tre o quattro tipi di spettacoli nella stessa stagione:

– Il primo: con la band, il proprio service tecnico etc. etc. quindi lo spettacolo completo di tutto;
– Il secondo: con una versione ridotta (anche per la durata) magari con un chitarrista ed un tastierista o pianista (unplugged), senza service che dovrà essere garantito dagli organizzatori, cosi come un eventuale back-line, magari con l’ausilio di un tecnico del suono personale e il tecnico dei monitor resident;
– Il terzo: con chitarra o con il pianoforte accompagnandosi da solo, sempre senza service che verrà trovato sempre in loco, con uno spettacolo della durata minore in termini di tempo, con tecnici resident;
– Il quarto: spesso a beneficio dei giovani artisti (con pochissimo repertorio) uscenti dai molti talent televisivi (ma desiderati e adorati dagli adolescenti), con le basi musicali e voce dal vivo. Vere proprie ospitate (chiamate in gergo marchette) inseriti magari in chiusura come “Guest” in spettacoli delle molto economiche local/cover/ tribute/ band di turno, che hanno sostituito completamente le orchestre spettacolo degli anni 80 /90/2000;

A cosa serve lavorare in questo modo?

Certamente a suonare di più (più serate) offrendo a prezzi diversi ai potenziali organizzatori e impresari locali la possibilità di ospitare l’artista o gli artisti che i propri clienti (enti locali, comitati festeggiamenti, pro-loco, parrocchie, piccoli festival) hanno scelto, senza fare saltare la trattativa per motivi economici.

“Non hai i soldi per lo spettacolo completo? Vengo unplugged a meta prezzo… o faccio un’ospitata da solo” l’importante è che si lavori.

Al diavolo la qualità, l’espressione artistica, le scelte artistiche, e la libertà di fare un percorso artistico coerente. Parola d’ordine adattarsi e arrangiarsi.

Come costruire una produzione diversa per ogni tipo di spettacolo?

Con delle robuste e ben fatte prove, curando tutti i particolari per ciascun tipo di spettacolo.

Preparando delle schede tecniche dettagliate (rider) che dovranno essere rispettate dai service in loco e dagli organizzatori, indicando microfoni, monitor, strumenti come tastiere pianoforti o amplificatori, le posizioni sul palco e le posizioni dei monitor.
Infine dare indicazioni di massima su luci e tipo di impianti audio che si vuole trovare.

Sarà bene essere preparati a trovare molte sorprese in ogni luogo, e quindi essere pronti a portarsi dietro gli strumenti personali, pedaliere, effetti , bilanciatori di segnale, trasmettitori wireless, cuffie e ear monitor personali. Ma anche un tecnico del suono e un tecnico di palco in grado di ottimizzare ciò che si trova in loco.

Sicuramente le opzioni con il service audio e luci in loco sacrificheranno gli spettacoli dal punto di vista delle luci… ma è un prezzo che si deve pagare per riuscire a lavorare.
In questo periodo è difficile guadagnarsi “la pagnotta”.

C’era anche chi aveva cominciato a sperimentare il “multitasking” mosso dalla necessità di essere originale e innovativo, e non certo perché costretto da penuria di richieste o da problemi di budget.
In particolare uno dei più grandi artisti italiani, Ligabue nel 2006 ha organizzato in grande stile un tour in 4 tranche: la prima nei club, poi nei palazzetti dello sport, quindi negli stadi d’estate, infine nei teatri in autunno, progettando nello stesso anno 4 diverse produzioni di dimensioni e caratteristiche adatte agli spazi che venivano affrontati, e anche 4 show diversi.

Comunque in attesa di tempi migliori e della possibilità che torni un poco di disponibilità economica agli enti locali (in Italia ci sono 8.092 comuni) dobbiamo però fare due calcoli e un paio di semplici riflessioni, per capire il perché della diminuzione di serate disponibili ogni anno, perché questo non dipende unicamente dalla crisi economica, ma anche da altri fattori.

In Italia sin dagli anni 60 sono nati tantissimi artisti amati dal pubblico, molti dei quali sono ancora in servizio attivo, idem gli artisti negli anni 70,80, 90 sino al 2000.

Molti di questi artisti per qualche anno hanno avuto un discreto successo, per poi cadere nell’oblio o quasi, almeno per il grande pubblico, salvo continuare a fare serate e spettacoli per vivere ed accontentare i propri fans (zoccolo duro).

E’ molto frequente andare in giro per il sud Italia in vacanza d’estate, e trovare sul muro manifesti di artisti che credevamo in pensione o a fare altri lavori, invece eccoli li pronti a cantare la sera stessa i propri due o tre successi nella piazza del paesino o della frazione limitrofa.

Inoltre negli ultimi anni si è cominciato a sfornare a ritmo annuale moltissimi artisti dai vari Talent Tv come Amici di Maria, X-Factor, The Voice of Italy, Italia’s Got Talent, che terminando l’edizione annuale si riversano per le piazze a fare serate… addirittura i bambini di “Ti lascio una Canzone” e “Io Canto” ormai sono cresciuti, e diversi sono in piena attività.

Aggiungiamo per completezza che ci sono gruppi ed artisti dei circuiti underground e indies che comunque suonano in tour con successo nei moltissimi festival che ci sono in Italia, unitamente a quelli jazz che comunque sono tanti e spesso a suonano a costi ridotti.

Il risultato di questa analisi è che ogni estate l’offerta artistica è superiore rispetto alle possibilità di ricezione del mercato, e continuerà ad aumentare nei prossimi anni a meno che molti artisti non decidano di fare gli agricoltori, gli idraulici o i falegnami.
Ma se ciò non è accaduto sino ad oggi non credo accadrà mai, e non li possiamo certo obbligare a smettere di suonare e cantare.

“Italia popolo di santi, poeti e navigatori” diceva Mussolini diversi anni fa, descrizione che oggi si è trasformata in “Italia popolo di cantanti, cantautori, band e tribute-band”

Che la musica sia sempre con voi, e per chi lo ama… Rock & Roll.

Luigi Calivà
ZioGiorgio Contributor

info: www.bancamusica.com

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