ZioGiorgio a ESC 2016

Lo Zio è stato ospite di Osram in occasione della recente edizione dell’Eurovision Song Contest di Stoccolma, un evento considerato la massima espressione del lighting in termini di qualità e soprattutto per quanto riguarda l’enorme quantità di fixture. Vi diciamo subito che nelle due calde giornate nordiche abbiamo avuto modo di toccare da vicino quelli che sono gli aspetti tecnici di una produzione così immensa, ma soprattutto la professionalità e la perfetta coordinazione dei soggetti coinvolti nella realizzazione di questo evento. Purtroppo, e come è giusto che sia, l’evento era blindatissimo. Durante il tour in platea, a pochi minuti dall’inizio della semifinale, è stato impossibile ad esempio soffermarsi nell’area regia F.O.H. per vedere da vicino l’operato del comparto tecnico e catturare i momenti di messa a punto finale. Inoltre durante la diretta i giornalisti non potevano introdurre all’interno dell’arena macchine fotografiche o altri strumenti di ripresa.

La novità di questa edizione che ha permesso una partecipazione attiva dell’amministrazione comunale di Stoccolma è un sistema di Architainment per mezzo di un voto online tramite l’app Osram Lightfy che, sulla base del principio per cui il colore è emozione,  consentiva allo spettatore di valutare l’esibizione selezionando un colore da un color picker. La “media” dei voti veniva espressa da una tonalità che inondava nel vero senso della parola sette landmarks di Stoccolma che, come ha dichiarato in conferenza stampa il referente dell’amministrazione comunale Jasper Ackinger, “rappresentano l’essenza della città, in un evento che ha coinvolto i cittadini e ha permesso di connettere con la luce l’intero centro storico attraverso una cooperazione tra musica, amministrazione e cittadini”. Le sette location erano la TV Tower, City Hall, Strumsborg, Kungsteds garden, Hugtorg, Gronauld e la Globe Arena dove si svolgeva il contest.

Ma il processo di City Beautification, come è stato definito da Pio Nahum, CEO di Clay Paky in conferenza stampa, è solo una piccola parte dell’enorme struttura illuminotecnica che ha caratterizzato l’edizione 2016 di ESC. Parlando di numeri erano presenti circa 1500 fixture di cui 1000 teste mobili, in gran parte Clay Paky con 308 Sharpy, 166 Sharpy Wash, 58 Scenius, 5 Stormy e 120 Mythos. Erano presenti inoltre teste mobili Martin con 173 Mac Aura e 105 Atomic 3000 LED, 40 Vari-Light VL3500 Wash, 200 SGM P5, 90 Magic Dot di Ayrton,  64 lightsky acquabeam, 102 Hes uno, 88 BMFL Blade, 6 BMFL Spot e 8 Follow Spot Robert Juliat Lancelot.

Una simpatica allusione a Ikea presa dalla rete

Una simpatica allusione a Ikea presa dalla rete

Se ancora non vi basta, il comparto tecnico ci ha fornito altri numeri che dimostrano ancora una volta l’ordine di grandezza dell’evento: 143 Km di cablaggi, 15 Km di Powerlock, 1.397 metri di truss, 25.300 canali luce totali distribuiti su 140 universi, 4.64 MW di corrente con 10 generatori e oltre 7 milioni di pixel su 900 m2 di LED per quanto riguarda il video. In F.O.H. erano presenti 10 GrandMA Light, 3 Full Size, 14 MPU per le luci, 1 per il video e 28 Port Node. Il Lighting Designer Fredrik Jonsson ha utilizzato Wysiwyg e MA3D per lo sviluppo del progetto, oltre alla collaborazione di quattro programmatori che spesso lavoravano in contemporanea per la realizzazione di circa 3000 cue in 8 settimane di programmazione.

Abbiamo avuto la possibilità di incontrare il LD svedese Fredrik Jonsson in conferenza stampa all’interno dell’albergo a pochi metri dalla Globe Arena la mattina successiva alle semifinali. La particolarità che ci ha affascinato è la calma, forse apparente, la precisione e la capacità di gestire una squadra di LD e operatori professionisti che Fredrik ha messo in campo, a partire dalla gestione dei vari artisti e delegazioni con una meticolosa organizzazione della comunicazione e una capacità di parlare ed ascoltare più da psicologo che da LD.
Per la realizzazione delle 42 performance, Fredrik ha utilizzato un approccio “Look and Feel”, tradotto poi in un documento dedicato per ogni brano all’interno del quale erano presenti le info dettagliate su luci, video ed inquadrature. Questo si che è lavorare bene!

Osram_ESC_Mythos beleuchtet Globe_Mythos enlightens Globe

Per quanto riguarda il concept alla base del disegno luce, Fredrik ha applicato una impostazione rock’n’roll simmetrica traendo ispirazione dai tour degli anni 90 con gruppi di fixture lineari da quattro, sei o otto pezzi. Una delle difficoltà è data dalle dimensioni dell’arena – la più grande costruzione sferica al mondo – la cui cupola è stata illuminata con 200 fixture LED posizionate con precisione per evitare riverberi, in grado di dare la totale percezione di grandezza della struttura.

Insomma, un’esperienza espressione degli alti livelli di tecnologia e di capacità di tradurre emozioni in luce e video. Paese nordico: precisione e tranquillità nei modi e perfezione per quanto riguarda il risultato. Alzi la mano chi, durante la lettura, non ha pensato almeno una volta ad un confronto con casa nostra. Saremmo in grado di gestire una situazione così complessa con altrettanta professionalità, passione e fermezza? Dove si potrebbe ospitare in Italia un evento del genere? Sarebbe un’ottima occasione per mostrare al mondo come sappiamo esprimere bellezza ed armonia? Come dice Corrado Guzzanti “La risposta è dentro di te e però è sbagliata!”.

Walter Lutzu
ZioGiorgio Team

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