Lo Zio al Live Rock Festival di Acquaviva di Montepulciano

Abbiamo fatto visita alla prima serata del “Live Rock Festival” che si svolge, quest’anno per la ventesima volta, ad Acquaviva di Montepulciano, in provincia di Siena.

Si tratta di una manifestazione ormai ben consolidata ed affermata, che porta sul palco artisti provenienti da tutto il mondo. Un evento che, animato dai giovani dell’associazione Piranha organizzatrice dell’evento, oltre ad affrontare generi musicali anche fuori dagli schemi è molto sensibile alle tematiche legate all’ambiente, al riuso e riciclo dei prodotti di scarto.

Prima di passare alle interviste, devo un ringraziamento particolare all’amico Stefano Ciani, grande persona oltre che professionista vero e fonico residente della manifestazione. Mentre fervono gli ultimi preparativi, andiamo ad incontrare il Presidente dell’Associazione Piranha, Andrea Mezzanotte, con il quale scambiamo alcune impressioni sul momento e sul futuro della manifestazione.

ZioGiorgio: vent’anni di Live Rock Festival: come si è evoluta fino ad oggi la manifestazione nel corso di un periodo così lungo?

Andrea Mezzanotte: è di sicuro un traguardo importante e da celebrare. Siamo partiti nel lontano 1997, quando la manifestazione era principalmente una festa popolare dedicata al paese in cui si suonava, insieme ad un buon boccale di birra, in modo molto semplice. Poi, con volontà ed impegno, siamo cresciuti pian piano senza strafare, in base alle possibilità che ogni anno riuscivamo ad aggiungere, fino ad arrivare alla realtà in cui ci troviamo oggi.

ZioGiorgio: un presidente molto giovane per un’associazione molto dinamica: una risorsa importante per il futuro della manifestazione!!

Andrea Mezzanotte: in realtà sono solo l’espressione di tanti ragazzi che via via hanno aderito alla nostra associazione, contribuendo ad un continuo ricambio generazionale. Considera che tutto l’evento è interamente organizzato dal collettivo dell’Associazione Piranha, che conta ad oggi oltre 200 volontari in maggioranza provenienti della nostra frazione.

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Stefano Ciani e Andrea Mezzanotte

ZioGiorgio: venendo alle note un po’ più tecniche, come gestite ed affrontate le richieste di artisti molto diversi come quelli presenti nel vostro Cartellone?

Andrea Mezzanotte: iniziamo a lavorare al festival dell’anno successivo circa un mese dopo la conclusione dell’evento; il coordinatore della parte artistica, Alessio Biancucci, con tutti i suoi collaboratori, avvia un lungo lavoro di ricerca e contatti per arrivare ad avere un calendario di tre gruppi per sera, a volte anche non troppo convenzionali. Quest’ultima cosa, in particolare, è una delle caratteristiche che differenzia il nostro evento da molti altri che vengono fatti nelle vicinanze. Poi, alla fine, le varie schede tecniche e richieste vengono girate al service che provvede ad organizzare i materiali nel modo migliore.

ZioGiorgio: infine uno sguardo al futuro. Qual è la vostra idea di “Live Rock” negli anni a venire?

Andrea Mezzanotte: di sicuro la volontà è quella di proseguire nel solco dell’esperienza maturata fino ad oggi, senza sradicare la manifestazione dai suoi luoghi ma cercando di aumentare la qualità del nostro festival. Il flusso di persone che ogni sera transita nella manifestazione è già importante, quindi spostarci sarebbe solo controproducente… Cercheremo appunto di migliorarci ma senza fare il passo più lungo della gamba.

Lasciamo quindi Andrea per recarci nella postazione FOH dove troviamo Mirco Neri, supervisore e coordinatore per il service Show Professional Service di Perugia.

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ZioGiorgio: come si articola la fornitura di S.P.S. per questo evento?

Marco Neri: tutto ciò che vedi dalle barriere antipanico in poi, è di nostra proprietà. Forniamo quindi tutta la struttura compreso il palco, tutto l’audio e tutte le luci.

ZioGiorgio: come vi siete organizzati per arrivare pronti alla data di oggi?

Marco Neri: abbiamo iniziato il montaggio 4 giorni fa. Dato che abbiamo altri eventi in giro, quest’anno abbiamo impiegato un giorno in più del solito perché avevamo qualche persona in meno. Il primo giorno è stato dedicato alle strutture principali, quindi palco e layer, poi abbiamo installato tutta la struttura di copertura e messo in sicurezza con le chiusure laterali e zavorrature necessarie. Nei due giorni successivi abbiamo installato prima le luci, compreso la distribuzione a 220v, ed in ultimo la parte audio.

ZioGiorgio: come gestisci materiali e logistica delle vostre attrezzature per raccordarti con così tante richieste anche molto diverse tra loro?

Marco Neri: di sicuro occorre avere con anticipo tutte le schede tecniche per avere un quadro abbastanza preciso del materiale necessario, sia per l’audio sia per le luci. Poi ci portiamo comunque una cospicua scorta di materiali aggiuntivi che ci consentono di essere preparati un po’ a tutto, anche sulla scorta delle esperienze maturate negli scorsi anni…

Ringraziamo Marco per la disponibilità ed andiamo a disturbare Stefano (Ciani, fonico FOH residente…) che si occupa principalmente della gestione dell’audio in sala nel suo complesso, dal PA al mixaggio.

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ZioGiorgio: Stefano, raccontaci come hai impostato tutto il sistema nel suo insieme.

Stefano Ciani: come puoi vedere, a livello di “macchine” qui in sala ho una Yamaha CL5, mentre sul palco abbiamo una QL5. Ci sono inoltre due RIO32-24 ed un RSio64-D con dentro varie schede per poter gestire vari formati digitali, tra cui l’EtherSound con cui piloto i finali NEXO dell’STM. Venendo proprio al PA, la configurazione che ho installato è composta da nove teste sospese di STM M28 con tre STM B112 in testa per ogni lato, altre due M28 come front fill e 4 sub STM S118 per lato, il tutto pilotato appunto dai finali NEXO. Per quanto riguarda la gestione dei segnali, visto che alcuni tecnici ospiti non hanno molta confidenza con il nostro sistema, quest’anno abbiamo deciso di gestirli in modo completamente separato tra sala e palco, reinserendo uno splitter analogico. In questo modo la catena del canale non necessita della gestione tramite gain compensation ma viene lavorato in modo “tradizionale”. Usiamo quindi una “Rio e mezzo” per i segnali verso la sala, l’altra metà è invece utilizzata dal mixer di palco insieme ai 32 ingressi fisici già implementati dal QL5. In questo modo abbiamo un totale di 48 ingressi gestibili separatamente su ogni macchina, più che sufficienti per la gestione di un festival anche importante come questo.

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ZioGiorgio: tutti gli artisti useranno le consolle residenti?

Stefano Ciani: no, ci sono alcuni artisti in tour che porteranno la mezza produzione. Proprio per questo, ho già predisposto una doppia opzione per quanto riguarda la trasmissione dei segnali agli amplificatori. I finali Nexo mi permettono di inviare il segnale sia in formato analogico sia in formato digitale. Quindi il nostro sistema lavora completamente su piattaforma digitale, mentre per i tecnici esterni ho predisposto linee analogiche in modo tale che possano bypassare completamente i nostri mixer ed entrare direttamente sui finali con la loro strumentazione. In questo modo, a parte le tarature del sistema, potranno lavorare sul PA a loro piacimento senza alcuna interferenza.

ZioGiorgio: dopo oltre un anno di lavoro con STM, pregi e difetti di questo sistema?

Stefano Ciani: di sicuro ci ha molto semplificato la vita in termini di gestione, montaggio, taratura ed allineamento rispetto al vecchio sistema. Ha un suono molto chiaro e potente sulla parte medioalta, tant’è che a volte bisogna un po’ tenerlo a bada… Inoltre i sub sono molto performanti, ma anche questi a volte tendono ad essere un po’ esuberanti… Comunque con le giuste accortezze si sta rivelando un valore aggiunto rispetto al sistema che avevamo in passato. Poi, come tutti i line array, la mano dell’installatore ricopre un ruolo fondamentale sul risultato finale che puoi ottenere…

Lasciamo Stefano per spostarci sul palco dove troviamo Piero Razzetti, fonico di palco residente.

ZioGiorgio: Piero, Stefano ci ha raccontato il sistema nel suo insieme. Nello specifico, invece, come ti sei attrezzato per la gestione del palco?

Piero Razzetti: in primis ho impostato i vari wedge monitor in modo tale che ognuno fosse controllabile singolarmente. Nel caso in cui due monitor siano usati per lo stesso musicista, gestisco i vari abbinamenti direttamente dal routing del mixer QL5, in modo che i vari cambiamenti siano memorizzati tramite le scene del banco. Per me sono molto importanti i due side, in quanto mi permettono di dare già una buona presenza a tutti i segnali sul palco e bilanciare tutti gli strumenti, portando quelli più deboli a livello degli altri più presenti. Ho anche inserito un leggerissimo ritardo sui side per fare in modo che la parte mediobassa fosse perfettamente a fuoco nella posizione centrale (che solitamente è occupata dai cantanti…).

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ZioGiorgio: come gestisci i posizionamenti e le varie microfonazioni necessarie gruppo per gruppo?

Piero Razzetti: di base ho due set di microfoni completi, per poter riprendere in modo indipendente almeno due band. Solitamente il programma prevede le prime due band in apertura per poi passare all’artista di punta che chiude la serata. I primi due gruppi dividono buona parte della strumentazione, il terzo invece prevede sempre un settaggio dedicato. Cerco quindi di cablare il più possibile durante il sound ceck in modo tale da dover spostare il minor numero di microfoni possibile durante la serata. Comunque in back line abbiamo tre batterie ed a volte è capitato di averle anche tutte e tre montate sul palco… In quel caso uso per due batterie canali comuni ma collegati su ciabatte dotate di connettore multipolare ad innesto rapido.

ZioGiorgio: per quanto riguarda invece i vari missaggi, come ti approcci al lavoro per cercare di accontentare le varie richieste?

Piero Razzetti: di solito faccio sound ceck con questo monitor accanto a me (una PS10 come le altre sul palco), cercando di mantenere i suoni più lineari possibile. Mando poi da subito alcuni segnali che solitamente servono a tutti e, durante le prove, a seconda delle richieste adeguo ciò che serve. Diciamo che comunque con un buon lavoro di partenza sui side, diversi problemi si riescono a prevenire abbastanza bene.

ZioGiorgio: un ultima domanda: come ti approcci con l’uso dei reverberi sui monitor?

Piero Razzetti: quando possibile, specie per i cantanti, credo che siano un aiuto fondamentale. Ovvio che non possono essere trattati esattamente come in sala, ma cerco comunque di creare una situazione simile anche perché ormai molti artisti usano alcuni effetti settati in modo specifico per costruire il loro suono. Direi quindi che, con il giusto approccio, sono uno strumento da usare anche sui monitor di palco.

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Lasciamo quindi Piero e passiamo dal mondo audio a quello luci, dove troviamo ai comandi di una Vector Compulite l’L.D. Lorenzo Bonemei.

ZioGiorgio: Lorenzo, come hai impostato il lavoro per queste serate?

Lorenzo Bonemei: guarda, quest’anno la situazione è piuttosto articolata. Purtroppo non era possibile creare un unico plot per tutte le serate perché ci sono pervenute richieste molto diverse tra loro. Faremo quindi le prime due serate con il palco che vedi, poi dal terzo giorno dovremo fare alcune variazioni per adeguarci alle richieste dei vari artisti.

ZioGiorgio: quindi anche il fatto di avere pochissimo materiale a terra non è casuale?

Lorenzo Bonemei: esatto. Ci sono un paio di serate che saranno particolarmente “affollate” perché, come ti dicevano i ragazzi, alcuni artisti verranno con la mezza produzione, quindi ci sarà molto materiale da installare sul palcoscenico. Aggiungere anche delle luci avrebbe comportato ulteriori problemi di logistica, quindi abbiamo deciso di lavorare meglio con gli appendimenti in modo da semplificare le cose il più possibile. Purtroppo in queste situazioni bisogna confrontarsi con molti fattori esterni che inevitabilmente condizionano le scelte legate al plot luci.

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ZioGiorgio: quali macchine usi sul palco?

Lorenzo Bonemei: principalmente ho motorizzati Robe (MMX, Pointe, Ledwash 1200) delle strobo a led della Lightcraft, 2 macchine del fumo sempre Robe e varie incandescenze Spotlight per il bianco ed accecatori. Ho eseguito delle programmazioni di base direttamente sul posto nel pomeriggio di oggi, poi durante i vari ceck, specie se ci sono richieste particolari, vado ad affinare ciò che serve per ciascun artista.

ZioGiorgio: vedo che hai affiancato anche il sidecar con i fader aggiuntivi…

Lorenzo Bonemei: si, in queste situazioni è importante avere il maggior numero possibile di controlli direttamente a portata di mano, senza dover scorrere tra layer e finestre. Considera che uso, anche se non al 100%, due universi dmx, quindi per essere pronto a seguire velocemente quello che succede sul palco, il modo migliore è quello di avere più comandi possibili ad accesso diretto.

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Lasciamo quindi anche Lorenzo alle rifiniture prima dell’inizio del live della prima serata. In conclusione possiamo dire che l’esperienza e la qualità di uomini e macchine in campo ha permesso già dalla prima serata di godere di un risultato sia audio, sia luci, di ottimo livello. Di sicuro resta il fatto che la formula del festival musicale rimane uno dei lavori più complicati da gestire, in cui emergono giocoforza professionalità e preparazione di tutti i tecnici coinvolti nella produzione.

A maggior ragione quando il livello degli artisti coinvolti è importante come quelli che si trovano nel cartellone del Live Rock Festival.

Diego Caratelli

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