Elisa On Tour

Elisa è stata la protagonista di uno show sicuramente originale in un tour ricco di date, a testimonianza di una piccola ripresa sia in termini quantitativi che qualitativi del mercato live in Italia. Abbiamo assistito ad una carrellata dei suoi più grandi successi oltre ad alcuni brani estratti dal suo ultimo disco “ON”, tra cui No Hero, canzone più suonata dalle radio nel primo semestre del 2016. “ON” è un album dal sound potente e moderno, ricco di note soul, che non disdegna l’elettronica e con molti richiami anni ’80, dove emozione, ritmo ed energia sono ben presenti e necessitano di un comparto tecnico in grado di tradurre perfettamente in termini sonori e visivi ciò che l’artista vuole comunicare.

Partiamo quindi dall’audio. A Pescara abbiamo incontrato Hugo Tempesta, professionista d’eccellenza nell’ambito live che ha portato la sua esperienza all’interno di questa imponente produzione, confrontandosi direttamente con un’artista molto preparato e che sa cosa vuole.

ZioGiorgio: bentrovato Hugo, parlaci prima di tutto della tua esperienza con i banchi ProX

Hugo Tempesta: è da un paio d’anni che utilizzo prettamente banchi Midas ed era da un po’ che cercavo un certo tipo di sonorità su banchi digitali. Ho fatto un paio di tour con SSL e mi sono trovato benissimo, ho voluto poi provare Midas che non è da meno e non l’ho più abbandonato. Abbiamo avuto la possibilità di testare le nuove ProX per questo tour e, visto che mi piace sperimentare sistemi nuovi, cerco sempre di portarmeli in tour per conoscerli al meglio e capire il vero valore del sistema. Si tratta di un banco che da molte soddisfazioni, ha un suono strepitoso. Facendo la sala non soffro dei problemi dei fonici di palco che magari hanno bisogno di avere a livello software un affiancamento notevole dovendo fare parecchi mix. Occupandomi di un solo mix lo gestisco molto più facilmente visto che, al contrario di molti altri setup, per un utilizzo da palco questo banco ha una gestione ancora complessa per quanto riguarda le snapshot. In compenso ho la possibilità di manipolare il suono completamente on board con la gestione di pre-amplificazione, equilizzazione e dinamica direttamente sul banco.
Col tempo ho affinato un mio modo di operare su questa regia lavorando perennemente a stem in uscita, quindi tutti i canali sono girati sui loro stem con i loro riverberi e colori vari mentre tutto il processing degli stem viene gestito tramite Waves Soundgrid, collegando il tutto via midi timecode così da evitare problematiche nella gestione manuale dei vari effetti in un palco come questo con circa 70 canali totali.
L’artista chiede delle movimentazioni precise, puntuali ed estreme a livello di manipolazione sonora. Richieste elaborate in sala prove tramite l’utilizzo dei plugin in automazione dinamica così da potermi concentrare solamente sul mix durante il tour.

ZioGiorgio: outboard e unità esterne?

Hugo Tempesta: utilizzo un processore Manley Elop per quanto riguarda la prima compressione della voce. Lo utilizzo in manuale, è completamente analogico ed è svincolato da qualunque cosa e mi serve per assecondare le esigenze dell’artista in tour, visto che stanchezza e altri fattori intervengono sulla voce ad ogni data. Appena comincia lo show correggo subito l’impatto della voce a monte del processing.
Poi ho due Distressor di Empirica Labs, uno sul rullante ed uno sul basso. Li utilizzo esclusivamente per dare colore nei diversi pezzi. Come vedi non c’è altro se non un computer per il multitraccia e il convertitore di formato per il MADI. Il tutto è ridotto al minimo anche per affrontare al meglio e velocemente eventuali problematiche e per accelerare il setup.

ZioGiorgio: com’è lavorare con Elisa?

Hugo Tempesta: l’artista in questo caso è estremamente preparato sia tecnicamente che musicalmente, sa esattamente quello che vuole ed è una cosa bellissima per noi che facciamo questo lavoro per loro. Abbiamo passato molto tempo insieme durante le prove accanto al banco per arrivare a quello che Elisa aveva in testa ed è piacevole interfacciarsi con un’artista così capace e che tecnicamente sa quello di cui stiamo parlando e che conosce limiti e fattibilità di un’esibizione live assolutamente non paragonabili ad una situazione in studio.

ZioGiorgio: per quanto riguarda la scelta dei microfoni, come ti trovi con Sennheiser?

Hugo Tempesta: Elisa gode di un endorsement Sennheiser che condivido in pieno perché anche in assenza di questo supporto avrei comunque scelto il microfono serie 5000 wireless con capsula MD5235 e ricevitore 3732. Per quanto riguarda il resto della microfonazione è presente un Neumann KM 184 per strumenti come il flauto e Sennheiser EM 500g3 per le chitarre, oltre ad una dotazione standard per la batteria.

Passiamo quindi a Luca Nobilini, P.A. Manager in tour che ci parla del sistema audio e la particolare configurazione data dal palco a semicerchio.

ZioGiorgio: ciao Luca, un palco insolito che ha richiesto degli accorgimenti particolari?

Luca Nobilini: in questo tour abbiamo un sistema composto da K1, K2 e sub SB28, delle Arcs e 8XT che utilizziamo come front-fill. Trovandoci in presenza di un palco tondo e di una passerella frontale a semicerchio volevamo ottimizzare al meglio la diffusione incastrando nel palco queste piccole coassiali 2 vie da 8”, ottenendo così una funzionalità sia acustica che estetica, senza intralciare l’artista mentre cammina sulla passerella larga solamente 60cm. Questa soluzione ha permesso inoltre di evitare il posizionamento di sub e front-fill tra il palco e le antipanico, molto vicini tra loro in base all’esigenza di contatto con il pubblico da parte dell’artista.
Col K1 abbiamo fatto a meno dei delay anche in spazi più ampi come a Milano e Torino. Considera che utilizziamo al massimo 14 K1 più 6 K2 come main, 10 K2 come side e 24 sub totali, quattro incastrati sotto il palco e tre stack da 3 sub per lato.

ZioGiorgio: anche i Sub seguono la configurazione del palco?

Luca Nobilini: in presenza del semicerchio, il progetto iniziale era quello di creare un arco naturale seguendo l’andamento del palco. In allestimento per soli quattro centimetri non siamo riusciti ad incastrare i sub sotto la passerella e siamo tornati ad una configurazione più classica con left right e centrale.

ZioGiorgio: come controlli e gestisci il tutto?

Luca Nobilini: utilizzo LA-Manager diretto dai finali e ho 4 Lake, due in sala e due sul palco che utilizzo come matrice per le rifiniture di equilizzazione. Per il resto, EQ, delay ecc… utilizzo tutta la parte software di L-Acoustics. Infine tramite questo particolare tablet Motion Computing dotato di una scheda di rete estremamente potente, comando il Lake e sono in grado di remotare l’intero sistema.
Per quanto riguarda i trasporti siamo ancora in analogico con il classico rame, ma in futuro opteremo per portare tutto su Dante per dare una maggiore stabilità e flessibilità al sistema. Quindi collegamento sala palco analogico e Lake sul palco utilizzati come convertitori analogico/digitale con possibilità di switch in qualsiasi momento.

Lasciamo momentaneamente il F.O.H. e incontriamo Ricky Carioti che, insieme a Luca Morson ha avuto il compito di gestire l’audio di Elisa e della sua band sul palco.

ZioGiorgio: ciao Ricky, regia essenziale ma funzionale. Raccontaci un po’…

Ricky Carioti: quest’anno abbiamo scelto un banco Midas ProX con doppio preamp in modo da essere indipendenti per quanto riguarda il guadagno sia sulla sala sia sul palco. Il banco suona molto bene già con effettistica e dinamiche interne, consentendoci quindi di rinunciare a qualsiasi tipologia di outboard con conseguente risparmio di tempo, di peso e di numero di cablaggi. Abbiamo poi tre stagebox local che ci permettono di cablare sia le trasmissioni che le ricezioni con gli in-ear tutti della serie 2000 di Sennheiser.

ZioGiorgio: monitoraggio totalmente in-ear?

Ricky Carioti: si, il monitoraggio è completamente in-ear, nessun side e nessun altro tipo di monitor a parte un sub per la batteria tenuto ad un volume più che accettabile. Un palco quasi completamente muto che permette una gestione pulita dei suoni.

ZioGiorgio: chiedo anche a te com’è lavorare con un artista così preparata come Elisa?

Ricky Carioti: Elisa è superlativa e preparatissima. La preparazione dello show è stata curata per intero da Luca Morson con un dettaglio elevato voluto da un’artista che si è dimostrata estremamente precisa e che cerca di ottenere sempre il massimo da tutte le cose. Quindi un enorme piacere lavorare con persone così. Sono stimoli che spingono a fare sempre meglio.

Chiudiamo il giro di interviste con Francesco De Cave, che ha curato la parte visiva dello show.

ZioGiorgio: bentrovato Francesco. Raccontaci il concept dello show

Francesco De Cave: il concept è nato dal nome del disco, “ON”. Insieme allo scenografo Igor Ronchesi e al direttore artistico Mario Simionato, abbiamo rispettato un po’ la circolarità della “O” iniziale con i tre cerchi che vedi sul fondale con alle spalle 3 video LED con passo 9mm e un telo tulle all’interno di essi sul quale proietto per ottenere un effetto diverso dal solito LED e per lavorarci sopra con le luci appese intorno al cerchio. Come vedi nel progetto ho mantenuto anche io la stessa circolarità.

ZioGiorgio: quali fixture stai utilizzando?

Francesco De Cave: non sono presenti beam puri nell’allestimento ma molti prodotti ibridi. Abbiamo dei nuovissimi VariLite VL4000 Wash/Beam/Spot, gli EVO della DTS che utilizzo sia come spot sia come beam, delle Air6Pix della ProLights con i sei LED mappabili e pan/tilt a 360° e i nuovi Spiider della Robe con un originale effetto flower centrale dato dal LED a 60W.
Non sono presenti fari alogeni e ho preferito utilizzare al posto dei classici blinder le Q7 di SGM, una bellissima alternativa anche utilizzate verso la sala in quanto riesco a colorarla nei momenti più intimi senza innondare il pubblico con il bianco ma con un compromesso accettabile rispetto al classico filamento delle incandescenze. Infine ho posizionato alcuni MAC Aura a terra per “allargare” la visuale del palco tramite una raggiera bassa. Lungo tutto il palco e sui contorni dei tre cerchi ho scelto di utilizzare del tubo flessibile LED RGB.

ZioGiorgio: sono presenti anche delle movimentazioni?

Francesco De Cave: si, è presente un sistema di movimentazione con motori a velocità variabile gestiti direttamente dalla console per animare le cinque scritte “ON” che vado a posizionare come desidero durante lo show o in base al timecode. All’interno della scritta “ON” è presente del LED dinamico che gestisco sempre da Hog tramite pixel mapping con il quale creo degli effetti mentre le scritte sono in movimento. Inoltre le lettere “O” hanno al loro interno un rivestimento identico al tulle posizionato sui tre cerchi per le proiezioni. E’ presente inoltre un sipario frontale utilizzato su 5 brani per alcuni filmati che arrivano dai videoproiettori da 20.000 posti sul F.O.H.

ZioGiorgio: abbiamo visto un’artista molto preparata per quanto riguarda l’audio. Com’è lavorare con Elisa dal punto di vista illuminotecnico?

Francesco De Cave: è il mio primo tour con Elisa, ed è stato richiesto un cambiamento come succede con tanti artisti. Mi sono interfacciato molto con Mario Simionato con il quale abbiamo fatto delle scelte volute anche dall’artista dalla quale sono arrivate poche richieste ma ben chiare.

ZioGiorgio: essendo la tua prima esperienza con Elisa puoi già fare un bilancio?

Francesco De Cave: ho avuto dei feedback super positivi da Elisa, dalla produzione, dal direttore artistico, da qualsiasi giornalista sia passato qui a intervistarmi e soprattutto dal pubblico. Mi confronto molto con i fan, soprattutto quelli più vicini a lei chiedendo se volessero vedere qualcosa di più, se manca qualcosa ecc… I nostro principale confronto è proprio con loro, che conoscono l’artista e gli show. Dai fan ho avuto riscontri più che positivi.

Walter Lutzu – ZioGiorgio Editor
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