Emma in tour con Claypaky

Il recente Adesso Tour 2016 di Emma Marrone è andato in scena all’interno dei principali Palasport italiani accompagnato da un impianto scenico estremamente dinamico ed un parco luci ideato dal lighting designer Mamo Pozzoli che ha scelto di utilizzare i proiettori Claypaky A.leda B Eye K20 in diverse modalità: Wash, Beam e generatore di Effetti Grafici.

“Ho utilizzato gli A.leda B Eye K20 in modo massivo; diciamo che recitano una delle parti principali dell’effettistica dello show di Emma, interamente prodotto da lei insieme a Luca Mattioni.” Struttura dinamica del set e dei piani scenici, superfici video in movimento, contenuti video e grafici, musica e coreografie, studio della illuminazione “sono una prerogativa delle ricerche visive dello spettacolo: tagli, dettagli illuminati, silhouette, zone bruciate dalla luce e zone d’ombra, chiari scuri, controluce”. Tutti elementi diventati materia viva per la regia e il tuo studio delle luci.

Partendo dalle basi del lighting plot, incluse le tipologie di proiettori in base alle funzioni primarie da realizzare, key light per l’illuminazione frontale dei protagonisti sul palco, del pubblico, piuttosto che luci diffuse, d’atmosfera e traccianti, “in questo progetto, ho voluto proiettori che mi garantissero una maggior spinta sul versante effettistica, ed ho puntato su gli A.leda B Eye K20 di Clay Paky per avere un prodotto che in realtà mi offrisse più varianti”.

Gli A.leda B Eye K20 sono stati concepiti come Wash LED potenti e versatili, utilizzati soprattutto come controluce, come bagno di colore, come base per gli ambienti, le scene e lo sfondo colorati, proprio per le caratteristiche del gruppo ottico, con uno zoom che varia da 4° a 60°, degli strumenti di correzione della temperatura colore, di regolazione del colore e di controllo individuale di ogni LED in tutti i suoi parametri luminosi.

“Dispongono di una matrice elettronica per la creazione di effetti grafici dinamici molto spettacolari che è la ragione della fortuna di questo proiettore. Matrice che però va studiata e dosata. Come sanno tutti i miei colleghi che usano gli A.leda B Eye K20, ci si può anche perdere nelle centinaia di effetti a disposizione”.

Infatti ogni parametro di ogni pixel LED può essere controllato, mentre la lente frontale può essere ruotata dando vita a tante piccole tessiture luminose. Aggiungendo il colore e le grafiche dinamiche, B-EYE si trasforma in un effetto luce originale, capace di generare innumerevoli effetti grafici.

“Ho dovuto fare delle scelte di tipo estetico. Ho capito quale potesse essere l’utilizzo all’interno della mia idea di show ed ho spinto moltissimo in quella direzione. Creare del morphing, delle strutture animate all’interno dei singoli led di cui il proiettore dispone, giocando con lo zoom, giocando con l’alternanza del doppio colore possibile su questa macchina, quindi colore di master e di backgrouond, per generare tutta una serie di effetti che in qualche modo, nella mia testa, potessero rappresentare una prosecuzione del mondo visual”.

Con gli A.leda B Eye K20 Mamo Pozzoli ha generato effetti grafici che avessero dinamiche del tutto coerenti con quelle generate dai video in quello stesso momento, proprio per rappresentare un unico mondo a livello di colori, dinamiche e di forme. Una operazione generalmente molto complessa, riuscita particolarmente bene grazie ai 24 B Eye K20 presenti nel plot.

“La loro disposizione più classica è di controluce, 6 proiettori erano in fondo al palco. Ma una parte dei proiettori li ho usati di taglio, disposti sul piano inclinato, usati spesso come key-light, come frontali, anche se di taglio, sui soggetti che occupavano quella particolare porzione di piano inclinato (ballerini e spesso su Emma)”.

Usare i B Eye K20 è stata una bella sfida. “Mi è piaciuto molto indagare questa modalità effettistica legata all’utilizzo dei B Eye come key light: ravvicinatissimi alle persone in scena, grazie all’uso delle intensità e dell’uso parziale dei moduli LED con le forme in movimento, molti dei quadri coreografici sono stati illuminati con luci di taglio. Un approccio molto teatrale, inusuale… è difficile vedere i potenti B Eye K20 illuminare i dettagli della scena o di un movimento con piccoli e selettivi fasci di luce”.

Il concerto si apre proprio con un B Eye K20 che illumina Emma dietro un tulle: un singolo pixel di un B Eye K20 in movimento! Una scelta estrema, per nulla televisiva, da questo punto di vista!

Info: www.claypaky.it

Vai alla barra degli strumenti