L’entertainment va in prescrizione

Era il 5 marzo di cinque anni fa quando Matteo Armellini, un giovane e conosciuto rigger romano, fu ucciso dal crollo del palco che stava allestendo in occasione del concerto di Laura Pausini a Reggio Calabria.

Un anno fa giudice e PM sono stati trasferiti favorendo di fatto un allungamento del processo in cui sono imputate sette persone per omicidio colposo aggravato dal mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro e disastro colposo aggravato dall’evento. Il rischio evidente è quello della prescrizione che, dopo cinque anni, si fa sempre più concreto.

Inutili i tanti appelli, raccolte firme, lettere a presidenti della repubblica e ministri vari che nel corso dei cinque anni si sono susseguiti. Personaggi — votati da noi e che giustamente ci rappresentano in tutto e per tutto — che con tutta evidenza considerano più utili le problematiche inventate dei rapporti civili o sono impegnati a creare nuove scissioni cambiando di continuo per non cambiare nulla, che intervengono solamente nel momento in cui il gioco vale la candela, a vantaggio dei propri interessi.

Facendo una ricerca su Google, le uniche due testate che fanno il punto sulla vicenda giudiziaria sono Il Corriere della Calabria e il sito web rassegna.it oltre a qualche post sui social da parte di vari colleghi.

Una soluzione? Service, rental, tecnici professionisti, facchini, lighting designer, fonici, backliner, elettricisti, scenografi, operatori e tecnici video, RIGGER e tutte le altre maestranze dell’entertainment, perchè non cominciamo a dire NO a convention politiche e iniziative legate ad amministrazioni, partiti ed enti statali vari?

Walter Lutzu
ZioGiorgio team

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  1. Bell’articolo, da anni che non realizzo nessun tipo di evento per i comuni,
    Motivo? Pagamenti con tempistiche bibliche, tutti gli spettacoli e tutto l’occorrente anticipato dalle mie tasche, ma le tasse a.. si quelle subito, altrimenti cartella.
    Impariamo ad avere dignità.
    Saluti

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  2. Mi sembra un’ottima idea condividiamo, facciamo girare e diamo risalto a questo nostro rifiuto.
    Ciao
    Vittorio

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  3. Un tempo c’era un buon giro d’affari, ma negli ultimi (forse 7-8) le nuove “trovate burocratiche” di cui il Mepa, la fatturazione digitale, i lunghi pagamenti, hanno fatto si d’interrompere il servizio e cercare altri servizi o clienti. Come già detto nell’articolo, le pubbliche amministrazioni compresi chi le compone, si prodigano solo se il gioco vale la candela per loro interesse o pubblicità.

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  4. di questi tempi si trovera’ sempre chi fara’ lo gnorri. chi rinuncerebbe al lavoro quando le scadenze e cartelle ti mangiano vivo’>??
    sicuramente il mepa ha dimostrato la sua assoluta inefficenza o vulnerabilita’ ( pilotata), cosi come e’ stato per chi e’ riuscito a far scomparire debiti con equitalia ( ci sono state indagini e condanne)….diciamo che oggi le commesse sono diventate sempre di meno per via dei tagli e le ditte e dittarelle sempre di più. questo genera dei problemi indefinibili e soprattutto la cui durata potrebbe essere infinita e decretare la cancellazione di alcune attivita’.
    oggi basta un nulla perché equilibri di decenni volino via in un mese. personalmente in casi estremi ho avuto la faccia tosta di prendere di petto amministratori saccenti e di sinistra soprattutto ( si di sinistra) perché se mi vieni a proporre un lavoro di 14 gg continuativo con notturni e guardiania..facendo il solo calcolo di quanto dovuto al personale assunto e da assumere in termini di esposizione temporale non copriva nemmeno la meta’ di quanto in budget. oggi vanno a budget..fanno i cavoli loro e se resta qualcosa si da ai poveracci del service. mi sono sempre battuto affinche’ ci fosse un minimo di rispetto e serieta’ nei ns confronti..ma arriva sempre la risposta puntuale…ma gli altri a cui mi sono sempre rivolto non hanno mai fatto storie. si…chiudiamo i rubinetti dei servizi. come facciamo a chiuderli tutti<?=
    auguri a tutti quelli che lavorano.

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