Adamson S10: presentazione Italiana.

Qualche giorno fa ci siamo recati a Gattatico in provincia di Reggio Emilia per assistere alla prima demo organizzata in Italia dal distributore Audiosales del nuovo sistema S10 di Adamson.
La location, un bellissimo agriturismo contornato dal verde, ed uno splendido sole primaverile hanno reso la giornata decisamente piacevole.
Abbiamo condiviso largamente tutte le scelte di Audiosales, azienda sempre attenta alla promozione ed alla divulgazione tecnica, nell’organizzare lavori e tempistiche, partendo da una ospitalità impeccabile, fino all’impostazione della demo vera e propria.
I lavori sono iniziati all’interno del casale con un momento “formativo”, curato da Jochen Sommer, Jasper Ravesteijn di Adamson e il supporto di Senio Corbini (Product Specialist Avid) che hanno introdotto quelle che sono le caratteristiche del sistema per poi passare alla prova d’ascolto vera e propria andata in scena nel prato dell’agriturismo e supportata da una band live mixata da Davide Linzi, conosciuto ed apprezzato fonico già frequentatore delle pagine dello Zio (link).


Lo stesso Davide, che ha avuto modo di utilizzare le console Venue SL6 durante i suoi recenti lavori si è ritagliato alcuni minuti poco prima della prova di ascolto al fine di condividere la sua esperienza pratica con questi mixer che peraltro venivano utilizzati per il mixaggio della band live ingaggiata per la demo. Un momento interessante e ricco di spunti utili e concreti.

Il sistema:

Adamson S10 è un mid format compatto equipaggiato con 2 driver ND10-LM LF al neodimio da 10” completamente ridisegnati ed un driver a compressione da 1,5” per le alte frequenze montato all’interno di una guida che convoglia il fronte d’onda producendo una leggera curvatura e un pattern con dispersione nominale di 110° x 10°. (foto a lato).
La caratteristica principale che rende questo sistema particolare ed unico nel suo genere è sicuramente la presenza dei woofer in kevlar che assicurano una resa sonora sempre nitida e con grande reattività ai transienti.

Il Kevlar infatti, che Adamson lavora interamente nel suo stabilimento vicino a Toronto in Canada, è molto meno soggetto a distorsioni ed assicura velocità e potenza sui transienti, questo si traduce in un sound sulle medie e medio basse frequenze corposo e “concreto”.
Molto interessante è anche il particolare shape all’interno del cabinet della guida d’onda che permette ai due mid woofer di essere montati estremamente vicini, riducendo di conseguenza la distanza dei centri acustici a tutto vantaggio di una tangibile riduzione dell’interferenza (sistema brevettato Controlled Summation Technology™ )…
Ma non ci dilungheremo oltre in questa sede sui particolari tecnici, perché materiale a sufficienza è reperibile sul sito del distributore italiano (link) oppure in un prossimo Focus On sulle nostre pagine…

Il set up:

Nel prato antistante l’agriturismo è stato montato un vero e proprio palco con PA Adamson composto da due cluster da 12 diffusori S10 per il Main PA e 16 subwoofer S119 (con una atipica misura d 19’’) ed in aggiunta due Point12, sempre Adamson, per i front fill.
Anche il montaggio che serviva la band era dell’azienda canadese e per la precisione formato fa 4 M15 e 3 monitor Adamson M12.

A completare il set per il live due console Venue S6L 24D: 1 S6L 32D con Engine E6L-192 e doppia scheda AVB in sala ed una SL6L 24D con Engine E6L-192 e doppia scheda AVB sul palco.

Interessante notare come il cestello per input e conversioni fosse comune e connesso ai due S6L in un unico anello AVB in modo tale da sfruttare l’I/O Sharing con compensazione automatica del guadagno.
Dalla postazione FOH il segnale usciva in AES/EBU, entrava dentro un Lake Lm44 e veniva indirizzato tramite Dante sui Lab.Gruppen PLM+ 12k44 del PA.
Al banco di sala Davide Linzi ha mixato la band Rudyscave che ha suonato brani di estrazione per lo più rock mentre sul palco Senio Corbini si è occupato dei monitoraggi per i musicisti.

La prova di ascolto:

Prima della performance live è stato scelto di mandare alcune tracce su supporto digitale così da ascoltare il sistema con diversi stili musicali. Curioso il fatto che nei primi 3 brani i sub fossero spenti, ed altrettanto curioso che praticamente nessuno dei presenti (tranne uno…) si fossero accorti del “trick”, segno che già i cluster da soli restituivano un suono sulla parete bassa di banda all’apparenza sufficientemente completo, tanto da non sentire la mancanza dei sub dedicati.
La prima caratteristica del sistema, che poi sarà quella più spiccata ed apprezzabile secondo noi, è l’estrema definizione e pulizia nelle frequenze medie e medio basse, merito senza dubbio del kevlar. In questo senso le voci appaiono sempre profonde e suadenti, gli strumenti a corda molto definiti e i transienti precisi, tanto che l’impressione avuta è che “lavorare” alcuni suoni come rullante, basso e chitarre possa risultare più semplice ed intuitivo del normale.
In effetti la prova live ha confermato tali sensazioni, merito anche del fonico Davide Linzi che ha prodotto un suono senza fronzoli e decisamente rock.

Girando sul prato gittata e copertura sono apparse adeguate e sicuramente comparabili, almeno ad orecchio, alle prestazioni di altri concorrenti blasonati ed affermati. Anche le alte frequenze si sono rivelate molto piacevoli e mai fastidiose, una caratteristica non così scontata nei sistemi compatti come S10, dove la riproduzione dello spettro alto di banda è affidata ad un solo driver per cabinet che, per contro, deve “spingere” forte e lontano.

I sedici sub da 19’’ hanno svolto un buon lavoro anche se, soprattutto nella prova live, il low-end non è risultato così tanto arricchito in basso come nel test senza subwoofer, visto e considerato che in effetti già l’array suonava pieno e corposo.

Il nostro modesto parere è che per ritrovare anche in situazioni live quella tipica e coinvolgente pienezza dovuta alla pressione dell’aria in movimento, risulterebbe ideale l’abbinamento con un doppio 21’’ o comunque un sub “doppio cono” che sfrutti meglio le volumetrie del cabinet, un lavoro che i compatti singoli da 19’’ di Adamson a radiazione diretta, probabilmente non riescono a svolgere fino in fondo. Chissà poi se anche con una differente configurazione di sub si sarebbe potuto ottenere un risultato diverso e ancora più “pieno”…

Conclusioni:

Adamson S10 fa il suo ingresso nel mercato puntando dichiarante ai vertici della categoria, che mai come in questo momento appare affollata e competitiva.
La prova di ascolto ha convinto ed il nuovo sistema ha tutte le carte in regola per farsi apprezzare dal pubblico italiano: vanta una tecnologia di tutto rispetto (compresa la caratteristica peculiare dell’uso del Kevlar), è potente e compatto, ed ha un rigging funzionale e ben fatto ed esprime un suono sempre molto a fuoco che da quel che abbiamo compreso risulta anche di facile gestione.
Siamo stati un po’ esigenti nel commentare lo spettro basso della gamma audio riprodotta perché il sub a radiazione diretta S119, compatto e certamente performante, in campo aperto non è così determinante soprattutto considerando il già eccellente low end che prime il modulo s10.
Per restare in casa Adamson immaginiamo che abbinando al set un paio di E219 (2 x 19”) la musica cambierebbe non poco…

Le spicciati doti di pulizia e precisione ci hanno fatto altresì ipotizzare che S10 possa rivelarsi particolarmente efficace in situazione indoor, ma non per questo non adatto anche a soluzioni open air vista anche la considerevole gittata.
A tutti quei rent e qui professionisti che soffrono della “sindrome del rider” diciamo che difficilmente un committente potrà contestare S10 ed un marchio come Adamson come “scelta alternativa” ed in questo senso, possiamo sbilanciarci, potete dormire sonni tranquilli.

Non siamo invece a conoscenza dei prezzi precisi e finali ma di certo il nuovo S10 si va a posizionare in una fascia di mercato qualitativamente alta e non certo di primo prezzo. Il distributore italiano Audiosales, che ringraziamo per l’invito, saprà darvi tutti i ragguagli del caso.

info: www.audiosales.it

Aldo Chiappini
ZioGiorgio Team

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