PL+S 2017: Editoriale

Il PL+S 2017 ha da poco chiuso i battenti e la nostra nutrita delegazione torna a casa da questa edizione con tantissimo entusiasmo ed un sacco di cose da raccontare.
La fiera di Francoforte è da sempre anche tempo di bilanci quindi, per una volta all’anno, concedeteci un piccola parentesi al fine di condividere con voi il grande successo che ha riscosso il nostro nuovo network internazionale Light Sound Journal e condividere qualche pensiero a voce alta.

Siccome non amiamo i discorsi “autoreferenziali” chiediamo piuttosto a tutti voi lettori, alle aziende e ai big players del settore di prestare la giusta attenzione a quello che è stato il nostro cammino in questo ultimo periodo.
Il 2017 è stato un anno intenso, il cosiddetto anno della svolta. Abbiamo cominciato con la riorganizzazione del team di lavoro, arricchito in numero ed in qualità, per poi introdurre molti nuovi servizi adesso racchiusi in maniera ancora più chiara e funzionale nei nostri MediaKit (link) che offrono una serie di possibilità di promozione e visibilità per le aziende realmente funzionali e quanto mai attuali.
Ma soprattutto, con una scelta alquanto coraggiosa, abbiamo operato un cambio per noi “epocale”, trasformando ZioGiorgio Network nel nuovo e rinnovato Light Sound Journal, già on-line in ben sei lingue, rafforzando così un progetto editoriale già unico nel settore che può contare adesso su nuove forze e nuove professionalità. Light Sound Journal ha quindi già sostituito a tutti gli effetti il marchio ZioGiorgio nel mondo con la sola eccezione di ZioGiorgio.it, che rimarrà nella “storica” versione italiana.

Vorremmo sottolineare poi il nostro costante impegno, in termini di tempo e denaro, nel visitare la gran parte delle più importanti manifestazioni fieristiche nel mondo (Plasa, LDI Las Vegas, JTSE Paris, ISE Amsterdam, NAMM, PL+S Shangai, PL+S Guangzhou…) al fine di offrire un’informazione diretta, ampia e realmente consapevole nel settore del Professional Entertainment mondiale.
Ed ovviamente grazie anche a tutti voi che ci leggete con passione e costanza sperando che da oggi possiate godere anche della nuova – e ricca di contenuti – App di LSJ, scaricabile gratuitamente su App Store e Google Play (cercate semplicemente Light Sound Journal).

Torniamo adesso alla fiera di Francoforte che, dopo alcuni importanti cambiamenti introdotti lo scorso anno in termini di logistica ed organizzazione – unitamente a qualche sofferenza più o meno manifestata – era certamente molto attesa.
L’impressione è che l’atmosfera meno concitata e più b2b che già si era vista lo scorso anno – complice anche la mancata affluenza di pubblico dei visitatori di Musik Messe – ha accompagnato anche questa edizione ma non senza qualche ulteriore chiaro segnale che dovrà essere valutato e affrontato dall’organizzazione, peraltro sempre molto attenta ad ascoltare pubblico ed espositori.
La sensazione è che PL+S, pur non facendo registrare le folle oceaniche degli anni passati (non abbiamo i dati ufficiali alla mano ma di certo il colpo d’occhio non mente…), rimane una kermesse di riferimento per gran parte del settore ma senza di fatto essere quell’appuntamento “irrinunciabile” che era fino a qualche anno fa.

In questo senso non possiamo non registrare defezioni importanti quali ad esempio quelle di Shure, Sennheiser, Meyer Sound, Music Group (con Midas, Lab.Gruppen, Klark Teknik, Beheringer…) nel comparto audio che, comunque la si voglia vedere, hanno avuto un loro peso.
Meglio, in generale, il mondo del lighting, riunito nei padiglioni 3.0 e 4.0, che hanno visto la presenza quasi completa delle maggiori aziende del settore e con una “vivacità” apparentemente migliore rispetto alle hall dedicate al mondo dell’Audio Pro. Di Musik Messe ci siamo potuti occupare poco ma la situazione non è certamente delle più rosee…

Volendo andare oltre questa prima analisi potremmo ipotizzare che, secondo noi, anche PL+S soffre di una sindrome per lo più comune a questa tipologia di eventi “imponenti”, sempre più dispendiosi, complicati e soprattutto sempre meno originali, che ricalcano una formula, quella dell’esposizione tradizionale, che il pubblico ha già visto e rivisto e che sembra trovare meno “emozionante”.
Se per contro la kermesse Francoforte rimane ancora un punto di riferimento per molti questo è grazie ad una organizzazione impeccabile e ad un appeal internazionale ancora forte su pubblico ed espositori.
Spesso si è detto e ripetuto che e le manifestazioni fieristiche sono importanti per visitare persone e stringere alleanze ed è altrettanto importante presentarsi – almeno quando si decide di farlo – con stand curati che possano concorrere ad arricchire la brand perception e la “salute”, almeno apparente, di un’azienda.

da sx.: Stephan Kurzawski, Michael Biwer, Wolfgang Lücke, Christopher Sparkes, Bin Thomas Source – © Messe Frankfurt Exhibition GmbH / Pietro Sutera

Ma in un’epoca dove la comunicazione passa per canali quanto mai diversificati e non sempre così definiti – con un’importante componente “virtuale” – un investimento in termini di costi e personale così oneroso potrebbe non giustificare tutto questo “sbattimento”. Ed ecco che appuntamenti con spazi più dimensionati, meno dispendiosi e che soprattutto privilegiano tecnologie e prodotti sembrano riscuotere più successo, risultando allo stesso tempo più “congeniali” alle azienda sempre più interessate a costruire rapporti specifici e selezionati che non attirare grandi masse.

A tal proposito si ricordi che tra un mese esatto in Italia ci sarà MIR Rimini dove andrà in scena Live You Play che, guarda caso, nel suo format originario va proprio a mettere i prodotti al centro della manifestazione senza per questo rinunciare alla zona espositiva e PR’s…

Per quanto riguarda noi concludiamo con un accorato appello! Ci piacerebbe che il pubblico di ZioGiorgio.it, con un piccolo sforzo linguistico e lasciando da parte quella tipica pigrizia che purtroppo a volte contraddistingue noi italici, si dedicasse anche alla lettura del Light Sound Journal, un progetto fatto e costruito grazie alle esperienze ed ai punti di vista di tutti i nostri editors sparsi per il mondo e che offre una visione realmente globale del business del Pro Entertainment, evitando cos’ di fare i conti solo e solamente con quello che succede nel nostro bel Paese che, sia detto per inciso, non poi gran cosa…

Nei prossimi giorni i nostri editors realizzeranno gli articoli con tutte le novità – non molte e nemmeno troppo eccitanti a dire la verità – dal PL+S 2017. Stay tuned!

Aldo Chiappini
Editor-In-Chief 

© 2001 – 2017 NRG30 srl. All rights reserved

Leggi altre notizie con:
  1. Complimenti per il nuovo sito web, già me lo sono letto stamani! Anche se sono pigro…
    Io quest’anno sono andato solo il primo giorno e i padiglioni erano semivuoti! Spero che gli altri giorni sono andati meglio perchè altrimenti la vedo dura. verrò anche a Rimini , ci vediamo al vostor stand come lo scorso anno. M.

    Reply
  2. Il Musik Messe era un pianto..ultima volta che vado a Francoforte. Me ne sto a casa e leggo in vostri report! Ma come mai non parlate MAI di Midas?? Vi fanno schifo!?!??!

    Reply
    • Aldo Chiappini

      Ciao Renato, grazie di leggerci sempre! Però leggi bene 🙂 Non abbiamo parlato di Midas perchè tutta Music Group (quindi anche Midas) non esponeva al PL+S quest’anno!!! Per ilr esto hai voglia se parliamo di Midas, fai una ricerca sul sito e te ne rendi conto da solo. Ci mancherebbe non informare i lettori su un marchio così importante. E no, non ci fanno schifo…ANZI!!!!! Io stesso ai tempi mi ci sono divertit non poco…quanti ricordi :-((((

      Reply
  3. Ormai le fiere servono solo per chi deve comprare ed incontrare i produttori e meno per i curiosi che vogliono essere aggiornati sulle novità tecnologiche. Se poi spariscono tutti questi brand internazionali allora c’è qualcosa che non va. Probabilmente funzionano meglio le showroom o il marketing via web,

    Reply
    • Sono d’accordo in parte Pino. Al PL+S ho seguito tutta la parte luci/video e devo dirti che ho notato una maggiore attenzione verso l’utente finale, con molte migliorie incredibilmente semplici ma molto funzionali. Ovvio che negli ultimi anni siamo stati abituati a visitare le fiere di settore per vedere chi spara più luce o chi fa più effetti senza considerare le piccole e utili chicche che invece quest’anno molti hanno proposto, apprezzate dai visitatori professionisti e snobbate da tutti gli altri. E tutti gli altri sono tanti LL … 😉

      Reply
  4. mezzo articolo per dire di lightsoundjournal l’altra metà per non dì un cazzo de nulla! A ZIO la fiera era n’a chiavica!!!! Fottim

    Reply

Rispondi a LL Annulla Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Vai alla barra degli strumenti