Live You Play 2017: ZioGiorgio Best Stage!

MIR Rimini si è appena conclusa e l’indiscusso successo di questa seconda edizione non può che essere condiviso e goduto da tutti i presenti: espositori, pubblico, organizzatori!
Torneremo ovviamente a parlare della kermesse, delle novità e delle aziende ma in questa sede, in un gioco pseudoserio, vogliamo dire la nostra su quelli che sono stati i “migliori” palchi di Live You Play, che quest’anno erano ben 9 organizzati in tre padiglioni.

LA FORMULA LIVE YOU PLAY

Live You Play contava quest’anno ben 9 palchi dislocati su tre padiglioni dove, durante la giornata, si alternavano dei Virtual Show (momenti di ascolto e lighting show pre-programmati) e Live Show, dove tre band selezionate tramite contest ed assegnate ad estrazione (ognuna ad un padiglione), si esibivano dal vivo dando la possibilità ai tecnici resident di ricreare un vero e proprio spettacolo live, esattamente come avviene nella realtà.


Nella parte Live, la band assegnata al padiglione suonava quindi per 30 minuti su di un palco per poi scendere e, con soli 5 minuti di cambio palco, si trovava a ripetere la stessa identica scaletta nel secondo palco e poi nel terzo. Anche il backline era replicato così che ogni palco poteva partire da una situazione il più possibile paritaria. Per quanto riguarda il plot luci è stato fissato un tetto “minino” di materiale utilizzabile ma non un tetto massimo, lasciando alle aziende la libertà di interpretare lo stage in termini di numero e tipologia delle fixture impiegante, anche se, come spesso accade, non è la quantità che fa la qualità…

IL PREMIO

Visto che in tanti ce lo avete chiesto tra corridoi e stand abbiamo deciso di mettere nero su bianco quelli che secondo noi sono stati i palchi migliori, nominando quindi un “Best Audio Stage” ed un “Best Lighting Stage” by ZioGiorgio.it, ossia quei palchi che hanno espresso la qualità migliore che, va detto, è comunque frutto di un pacchetto completo fatto da prodotti, performance artistiche e soprattutto personale tecnico. E siccome il fattore umano è stato determinante abbiamo scelto in rappresentanza dei palchi vincitori quelli che sono stati i “finalizzatori”, ossia fonici e lighting designer.

Si noti poi che nel “Best Audio Stage” non era necessariamente installato il miglior impianto audio in termini assoluti (se questo esiste) ma la più convincente resa sonora del lotto. Stessa cosa per il “Best Lighting Stage” dove ancora più evidente è stato l’apporto creativo del lighting designer capace di valorizzare al meglio prodotti e tecnologie.
Durante i tre giorni abbiamo quindi effettuato tre prove di ascolto complete, sia con brani preregistrati sia con musica mixata live e visionato a più riprese i lighting show – virtual e live – chiedendo poi lumi ai diretti interessati così da comprendere al meglio anche gli aspetti prettamente tecnici. Alle fine del terzo giorno tramite un consulto interno e tenendo fortemente conto dei feedback ricevuti dal pubblico intervistato, abbiamo decretato quelli che secondo ZioGiorgio.it sono stati i vincitori.

BEST AUDIO STAGE:

Per questa categoria dobbiamo propendere per un “antipatico” quanto meritato pari merito tra palco 1 padiglione A5 (Adamson/Audiosales) e palco 3 padiglione A5 (JBL/Leading Technologies).

Entrambi i palchi hanno convito per ragioni differenti ma col comune denominatore di aver espresso un suono sempre bilanciato e piacevole e soprattutto mai fastidioso.
Il palco 3 impiegava il sistema JBL con 9 VTX A12 per lato, SUB VTX G28 (8 in totale, 4 stack cardio, arc array) e Frontfills composto da moduli VTX F12. A completare il setup gli amplificatori CROWN iTech 4x3500HD, mixer Soundcraft Vi7000 con RealtimeRack e Vi2000 in mirroring, oltre ad un Soundcraft Vi3000 sul palco. Al mix era presente Valeria Barbini, col supporto del team di Leading Technologies.

In questo caso ci siamo convinti che sia stata interpretata in maniera corretta la location in oggetto, non certo acusticamente facile. Il mix ma soprattutto la prova di ascolto su brani pre-registrati sono apparsi estremamente intelligibili, equilibrati su tutta la gamma e con una pressione sonora accomodante e piacevole. Complice senza dubbio una band oggettivamente superiore alle altre due, comune peraltro al palco del secondo vincitore (sempre padiglione A5), ed una scelta di brani nella scaletta del virtual show ben strutturata e ponderata. Molto convincente la copertura a lato dello stage anche a distanza di diversi metri.
Valeria già al termine del primo giorno di sessioni live e virtual ha dichiarato: “Ho cercato di fare un mix non proprio straniero e neppure troppo italiano, tenendo sufficientemente margine per tirare fuori la voce quando necessario o la chitarra durante un assolo. Ma soprattutto JBL mi ha permesso di divertirmi, è un sistema che “parla un’altra lingua”, straordinariamente completo, tanto che all’inizio ho avuto difficoltà ad interpretare il sound visto che non ero abituato a sistemi con un’apertura di gamma così estesa.”

Il palco 1 Palco Audiosales era invece composto da: line array Adamson S10 12+12, 16 sub Adamson s119, console Avid S6L e amplificatori Powersoft. Fonico di sala Paolo “Red” Talami.
In questo palco abbiamo ascoltato un suono più potente e coinvolgente, soprattutto nella prova live, dove l’esperienza di Red ha influito in una misura sicuramente apprezzabile. Anche a molti di voi è piaciuto l’impatto sonoro sempre coeso, vibrante e molto emozionante soprattutto nel concerto live. Da rimarcare una “chicca” tecnologica dato che lo show live era trasmesso in diretta, tramite l’impianto di rete residente della fiera, allo stand Audiosales nel padiglione espositivo C7, un “trick” del quale vi sveleremo i dettagli in seguito, che ha fatto guadagnare quel punticino in più…

“Ho già utilizzato questo sistema ma in una configurazione differente, in questa occasione abbiamo notevolmente migliorato il setup aumentando il numero di moduli con un angolo di dispersione più stretto e posizionando il P.A. ad una altezza non esagerata. Il risultato è stato ottimo. Il sistema risulta reattivo su tutta la gamma di frequenze, e mi ha permesso di ‘mettere l’impianto in faccia alla gente’ anche in un luogo riverberante come questo” – ha commentato Red al termine di una delle sessioni Live.

Abbiamo ascoltato sistemi diversi certo, talvolta in termini di dimensioni ed anche differenti per tipologia costruttiva e fascia di prezzo ma comunque tutti montati e settati al fine di ottenere la miglior resa acustico possibile in una location complicata come la fiera di Rimini. In ultima analisi poi impianti audio di comprovata qualità sono stati oggettivamente penalizzati da mix non all’altezza, mentre altri sono stati dimostrati a dei volumi troppo elevati, quasi insopportabili, una strategia controproducente per quel che ci riguarda…

BEST LIGHTING STAGE:

Indiscusso e largamente condiviso il successo del palco 2 padiglione A5 (DTS) dove un abile e creativo Lighting Designer come Andrea Mantovani, coadiuvato dal programmatore Gianluca Brunelli, hanno dato vita a due show (quello virtual e quello live) ben studiati, puliti e perfettamente rappresentativi delle potenzialità dei prodotti messi in campo.

Andrea che ha uno stile estremamente pulito e lineare ha proposto un disegno basato su una serie di rettangoli sia sul roof che sul back, in una struttura a 45° sulla quale ha costruito un progetto simmetrico tramite l’utilizzo di 54 Katana, 44 Nick NRG 1401, 50 EVO, 14 Brick, 6 Wonder D e 12 FOS 100 DYN.

Riguardo il concept, Andrea ci spiega che ha voluto lavorare con un solo elemento che prendesse tutto (front, back e floor), tramite una struttura che definisce “a petto in fuori”. “È come se il palco dicesse ‘adesso ti faccio vedere cosa so fare’. Gianluca Brunelli in console è stato estremamente prezioso in quanto ha perfettamente compreso la storia che avevo intenzione di raccontare. È importante avvalersi della collaborazione di professionisti in grado di entrare in sintonia con le proprie intenzioni artistiche.” – spiega Andrea al termine della 3 giorni riminese.

COMPLIMENTI A TUTTI!

Al di là dell’esito finale dei premi – e questa è la nostra scelta del tutto arbitraria che può non coincidere con quella di altri – un vero e meritato plauso va a tutte le aziende che hanno messo in scena dei set up di assoluto pregio e livello qualitativo mettendo a disposizione del pubblico il top della tecnologia, non solo in Italia! Complimenti sinceri anche chi, con spirito di intraprendenza e coraggio, si scontrava per la prima volta con nomi e brand altisonanti, vedi per esempio Bose col “giovane” ma tosto sistema Show Match che ha fatto bella figura al padiglione A3 o FBT che, con due sistemi non certo tra i più costosi presenti sul mercato, ha tenuto testa dignitosamente a line array con tecnologie e componentistica al top! Peraltro, dobbiamo dirlo, pur ringraziando il sosia di Vasco Rossi e la sua Roxy Band, che proprio a questo padiglione è toccata la band meno “composta” e diligente musicalmente parlando…

Ci viene peraltro riferito che alcuni Lighting Designer hanno dovuto combattere con delle tempistiche strette a causa di qualche ritardo nel montaggio dei palchi e disservizi non meglio identificati e, per questo, forse non in grado di esprimere al meglio il concept tanto scrupolosamente preparato. Indubbia poi al resa cromatica, come molti di voi ci hanno fatto prontamente notare, delle fixture di alcuni top brand come Robe, Clay Paky, ma anche di alcuni prodotti più “originali” come i Led modulari YesTech proposti da Audio Effetti in un palco anch’esso spettacolare o l’alta qualità dimostrata dagli schermi Unitech.

CONCLUSIONI

La formula di Live You Play funziona, piace e mette, nel limite del possibile, tutti nella stessa condizione di partenza sgomberando di fatto il campo da eventuali speculazioni su favoritismi e vantaggi. Le location della fiera di Rimini sono acusticamente tutt’altro che perfette – anche se quest’anno qualche accorgimento in più è stato adottato – ma comunque non dissimili dalla maggior parte delle sale concerto indoor che si trovano in Italia. Ma è proprio in queste condizioni difficili che escono realmente fuori le qualità dei prodotti e soprattutto le capacità tecniche degli operatori che in questo Live You Play 2017 hanno certamente influito parecchio sul risultato finale visto ed ascoltato.

Al di là di scelte e preferenze – e noi abbiamo detto la nostra – per una volta è stato bellissimo tornare tutti a divertirci senza prenderci troppo sul serio, perché di fatto, vedere ed ascoltare i plachi del Live You Play è stata una gran goduria!

La Redazione

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