PACELIVETOUR2017 Fabrizio Moro

Ventisettemaggio-duemiladiciassette- ore-diciassette, all’ingresso tribune del Palalottomatica di Roma si assiepa una folla eterogenea, sono i fan romani di un artista emergente che poi tanto emergente non è, Fabrizio Moro, di genitori calabresi, sta vivendo la sua seconda giovinezza alla tenera età di quarantadue anni, e oggi raccoglie con merito il successo nella sua città.

Roma capitale lo accoglie con una seconda data sold-out, dodicimila spettatori sono un successone, dopo i periodi meno fortunati vissuti in un recente passato; “Non sempre ho suonato davanti a platee così importanti, è capitato anche di suonare per cento persone, e quello che sta succedendo oggi lo devo solo al pubblico”, dichiara durante il concerto. Il riconoscimento arriva dopo il successo di Sanremo edizione 2017, con il testo della canzone “Portami via” scritto per la figlia di tre anni.

Le donne sembrano essere il leit-motiv che segna la carriera di Fabrizio, che ci accoglie sul palco del palazzetto più importante d’Italia durante la estenuante sessione di sound-ceck. Un motivo in più per ringraziarlo e ringraziare tutta la produzione e lo staff tecnico di AmplificandoLive, diretta da Antimo Acciardo e Maria Patrizia de Felice.

Senza nascondersi all’occhio della nostra macchina da ripresa fotografica, Fabrizio, i musicisti e tutti i professionisti impegnati nel tour, fermano le prove per realizzare la storica foto di gruppo che li rappresenta. Un cast impareggiabile al servizio di un musicista che “non ha perso il contatto con il mondo e da grande professionista prova e riprova per dare la perfezione al suo pubblico, senza mai dimenticare il rispetto per i suoi collaboratori”.

Mancano poche ore alla importante serata e nel back stage si respira aria di normalità, qui incontriamo inizialmente Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno di Venti Dieci e Massimo Bonelli di iCompany, coloro i quali, con coraggio, hanno prodotto il tour di Moro approntando una collaborazione tra agenzie per il bene della musica. Con loro anche Daniele Teodorani, direttore di produzione del PaceLiveTour2017.

Daniele Teodorani: partiremo con il set-up estivo all’aperto tra pochi giorni, un tour importante che coprirà tutto il territorio nazionale, dalla liguria alla sicilia, compreso date back to back importanti e difficili come Loano to Lecce, ma questo è normale e inevitabile. Parliamo di trenta data in gran parte a pagamento, organizzate da Ventidieci e iCompany, e siamo già ad un 80% di prevendita effettuata.

ZioGiorgio.it: come si organizzano trenta date in Italia oggi?

Vincenzo Berti: è facile quando un artista funziona come in questo momento Fabrizio, che è molto richiesto dal mercato. Noi con lui lavoriamo già da due anni, ma dopo l’esposizione a Sanremo e successivamente al concerto del 1° Maggio sta avendo quello che si meritava, una grande credibilità. Il Palalottomatica dello scorso anno, il 28 Aprile, e due milioni di visualizzazioni su Youtube hanno sancito il salto di qualità e la trasformazione da artista di nicchia a musicista popolare. Le date sono quasi tutte auto prodotte da noi, in teatri con capienze superiori alle mille cinquecento persone e le prevendite ci stanno dando soddisfazione, con l’ottanta percento di prenotazioni già effettuate. Oggi, se consideriamo il panorama dei musicisti nazionali, dopo i grandi big come Tiziano Ferro o Vasco Rossi, il nostro Fabrizio è quello che si colloca nella posizione più alta, come artista molto richiesto. Il successo per noi è sancito dal fatto che Fabrizio passa da essere un artista scritturato per eventi gratuiti di piazza, ad essere un artista che incassa perché seguito da un pubblico selezionato che vuole andare ad ascoltarlo dal vivo.

ZioGiorgio.it: come ripartite il badget per l’organizzazione di un tour come questo?

Vincenzo Berti: noi lavoriamo principalmente sul marketing e la pubblicità dell’artista, il web, la comunicazione outdoor dinamica e fissa, sono tutte importanti. Almeno il 25% del budget è dedicato in pubblicità, anche su Roma abbiamo fatto un grosso investimento, è un connubio tra comunicazione forte e artista forte. Poi da considerare che almeno un 15% è destinato a spese di viaggi e rappresentanza. Tutto il resto va nella produzione e nella segreteria organizzativa, che assorbe il restante 60%.

ZioGiorgio.it: non siete una multinazionale, come vi inserite nel mercato musicale?

Vincenzo Berti: è vero, siamo una società indipendente che crea prodotti di qualità e cerca di portare avanti le proprie idee. Lavoriamo anche con Live Nation e Vivo Concerti come promoter, poi però abbiamo i nostri tour come organizzatori. Siamo l’unica azienda in Italia che agisce su due fronti, da una parte compriamo prodotti dalle multinazionali e dall’altra produciamo eventi nostri.

Gianluca Bonanno: devo innanzitutto ringraziare Fabrizio, noi abbiamo contribuito nel suo percorso nell’ultimo anno, e grazie a Ventidieci con cui abbiamo prodotto il tour 2017 di abbiamo raggiunto numeri importanti. A Roma la prima data è stata aperta a gennaio e già a Marzo abbiamo raggiunto il sold-out che ci ha spinto ad aprire la seconda data di oggi. Questo è un evento che impiega 80/90 persone, differente certo da un 1° Maggio che ne impiega 700, ma che è comunque di rilievo. La difficoltà maggiore per noi organizzatori è quella di fare arrivare un numero importante di persone ad ascoltare il concerto, e quando questo avviene c’è una grande soddisfazione.

ZioGiorgio.it: per concludere?

Vincenzo Berti: beh, ritengo che la comunicazione sia il perno centrale su cui investire, perché siamo convinti che questa sia il veicolo che porta al pubblico l’immagine del nostro artista.

Mirco Cascio e Luigi Vargiolu sono i fonici Foh e di palco che stanno seguendo il tour di Fabrizio Moro. L’impianto progettato da Luigi Vargiolu per suonare in date estive prevalentemente all’aperto, si trova oggi al chiuso in una delle location più difficili da amplificare, il Palalottomatica di Roma.

Luigi Vargiolu: adattare l’impianto L-Acoustics al Palalottomatica è stato abbastanza semplice, frutto di un lavoro di progettazione che faccio quotidianamente, grazie anche alla conoscenza del palazzetto in cui ho lavorato già diverse volte. Per Fabrizio oggi ho aggiunto semplicemente un main K2 a quello che normalmente abbiamo in tour, che è il Kara. Non ho avuto necessità di grandi regolazioni o adattamenti dell’impianto, salvo la disposizione a lobo dei sub, che ci ha consentito di non disperdere il suono e di concentrarlo solo in direzione della platea, escludendo la zona centrale del palco che ha una passerella protesa verso il pubblico.

Mirco Cascio: l’impianto preparato da Luigi suona bene. (il suono è asciutto e la voce di Fabrizio, tipicamente graffiante, offre una completa intelligibilità dei testi – ndr). In aiuto a tutto questo i due Mixer Digico SD12, messi a disposizione da Amplificando Live per il tour e l’ottima resa della capsula KSM9 di Shure, si sono rivelati un mix perfetto.

Luigi Vargiolu: inoltre, come oramai consuetudine in tutti i concerti, sul palco compaiono pochissimi disturbi dati dalla monitoria, l’ascolto sul palco è tutto in cuffia. Oltre a due monitor spare che usiamo per Fabrizio, (e che Fabrizio sembra amare più per salirci sopra che per ascoltare i musicisti – ndr) e ad un Front Fill di riempimento, il resto è nascosto e ininfluente dal punto di vista sonoro. Siamo riusciti a spostare sotto al palco anche gli amplificatori dei musicisti, e ad oggi ritengo che siamo arrivati a regime in tempi brevissimi ad un set-up ottimale del palco.

L’esperienza sonora, confermata anche dal pubblico e da ZioGiorgio che ha assistito al concerto, si completa con l’esperienza visuale, preparata da Roberto Andreotti – Light Designer on Tour.

ZioGiorgio.it: un set-up triplo rispetto alla configurazione del tour, Roma è la tappa più importante per Fabrizio, che è un artista romano. Ci racconti come hai pensato e realizzato le luci, e come gestisci la componente video del concerto?

Roberto Andreotti: il progetto è nato con Fabrizio, con cui lavoro da alcuni anni e con il quale abbiamo pensato al risultato che ci sarebbe piaciuto ottenere. Oltre alla realizzazione del disegno luci ho progettato la disposizione del palco con la passerella centrale e la disposizione delle pedane dei musicisti e il montaggio del LEDwall. Tutto è orientato in modo tridimensionale, le pedane disegnano la M di Moro e il LED non è installato piatto ma viene montato a colonne fuori asse orientate a 45° rispetto la visione centrale. I filmati, realizzati sotto il controllo diretto di Fabrizio, sono prodotti da media server Arkaos e sincronizzati in time code con le sequenze musicali. Tutto il plot luminoso è piccolo e veloce, un parco luci interamente Robe, con Robin 100, Robin 300 e Pointe. Settanta motorizzati sono installati sul layer che sostiene il led, un impegno in fase di montaggio e smontaggio non indifferente. Il fumo e gli effetti sono poi affidati alle macchine Hazer, alle strobo Atomic e alle barre LED di Lightcraft.

ZioGiorgio.it: come hai preparato lo show, hai fatto una programmazione in pre-produzione?

Roberto Andreotti: in particolare per il set qui a Roma, dove per esigenze di produzione il plot luci ha visto un incremento sostanziale del materiale a disposizione tre volte superiore allo standard, si è reso necessario adattare le sequenze. Per farlo ho utilizzato Capture in una tre giorni virtuale in studio.

Reso celebre dalla canzone “Pensa”, Fabrizio Moro ci coglie sorprendentemente in modo favorevole nella sua esibizione live al Palalottomatica di Roma, per un artista che fa dei testi il core business della sua musica, in un mix Rock di piacevole impatto per una platea gremita, risulta fondamentale un sofisticato e perfettamente intelleggibile suono corposo e brillante. L’aspetto visual rapisce l’attenzione e le luci misurate e mai invasive interagiscono con la musica di Fabrizio esaltando i toni rochi della sua anima rocchettara.

Alberto M. Trabucco

www.fabriziomoro.net
www.ventidieci.it
www.icompany.it

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