AVID S6L E DirectOut al Farnese di Parma con “Prometeo. Tragedia dell’ascolto”

Il Teatro Farnese di Parma ha ospitato lo scorso 26, 27 e 28 Maggio “Prometeo. Tragedia dell’ascolto”, un’opera di Luigi Nono per solisti vocali e strumentali, coro misto, quattro gruppi strumentali e live electronics, composta nel 1985 sui testi dalle opere di Erodoto, Eschilo, Euripide, Sofocle, Esiodo, Pindaro, Goethe, Hölderlin e Schönberg. La nuova edizione andata in scena a Parma è stata curata da André Richard e Marco Mazzolini.

“Mettere in scena Prometeo richiede una struttura particolare, uno spazio enorme dall’acustica perfetta, capace di accogliere suoni in movimento per avvolgere il pubblico da ogni parte” – è questo il leit-motiv dei tanti tecnici e addetti ai lavori che hanno portato in scena dopo 17 anni di assenza dai teatri italiani, il capolavoro di

La crew di Bh Audio, azienda specializzata in musica classica, jazz e contemporanea che opera nel campo dell’audio professionale dal 1979, era composta in questa occasione dai tecnici audio Andrea Carli e Matteo Duo.
“Come potete intuire dal posizionamento degli strumenti e dei diffusori installati a diversi livelli nel teatro, si tratta di una rappresentazione dove è il suono a farla da padrone” – commenta Matteo Duo.

“Abbiamo un’opera a dir poco unica e quantomeno particolare anche a livello tecnico” – spiega Andrea Carli“I punti di diffusione sono 12 satelliti e 2 subwoofer, con una catena piuttosto complessa sui formati per rispettare le apparecchiature e i processamenti utilizzati dalle figure storiche del live electronics, i registi del suono e compositori Alvise Vidolin e Nicola Bernardini”.

Le 12 mandate ausiliare che escono in analogico infatti vengono convertite da analogico ad ADAT per poi essere inviate alle schede audio collegate ai MacBook Pro, all’interno dei quali è installato il software MAX MSP, il cuore centrale del sistema con cui i registi del “live electronics” Alvise Vidolin, Nicola Bernardini e Luca Richelli pilotano tutto il progetto.
Il flusso audio esce quindi dalle schede audio in formato ADAT e viene successivamente convertito in MADI, per poi essere convertito da 48kHz a 96kHz tramite DirectOut MADI.SRC. Lo stream audio ritorna quindi alla scheda audio MADI-192 dello stage rack Avid S6L, dove i canali sono assegnati ai matrix in base alle snapshot precedentemente create, in quanto le 12 uscite ai punti di diffusione sono collegate appunto ai matrix. Le snapshot create su S6L vengono quindi richiamate direttamente tramite MIDI ed è in questo frangente che il virtual soundcheck si rivela assolutamente prezioso, come spiega Alvise Vidolin.

“Trovo Avid S6L un sistema ottimo per tecnologia e suono, e a mio modo di vedere il virtual sound check è il vero fiore all’occhiello di questo banco” – spiega Alvise Vidolin“In un’opera dove il protagonista assoluto è il suono, le configurazioni nel corso delle 2 ore di spettacolo sono circa 30 e per mettere a punto ed effettuare regolazioni su ogni singola snapshot, considerato il numero di esecutori coinvolti, sarebbe stato necessario uno sforzo collettivo ben maggiore. Per la creazione del suono utilizziamo 2 MacBook Pro sui quali abbiamo installato il software Max/MSP e diviso il carico di lavoro nello split del processamento, dedicandone uno alla gestione di ingressi ed uscite con 2 delay e 4 Harmonizer mentre all’altra è affidato il compito di gestire 4 linee di spazializzazione e 2 banchi con 48 filtri” – conclude Alvise.

“Il cuore del sistema” – prosegue Nicola Bernardini“è quindi la macchina dalla quale, tramite la matrice di Max/MSP, vengono richiamate le snapshot tramite MIDI, ovvero una playlist di snapshot che vengono attivate automaticamente al momento opportuno. Per il nostro utilizzo” – continua Nicola – “l’integrazione di Avid con un protocollo come OSC sarebbe sicuramente di grande aiuto per interfacciare ancora meglio il sistema Max/MSP con il sistema Avid.”

Dell’opera viene inoltre effettuata una registrazione multicanale sia a 96 kHz grazie alla scheda AVB della superficie sia a 48 kHz utilizzando le 2 uscite MADI dello stage rack.
Dei 2 flussi MADI a 48KHz, mentre uno inviato ad un MacBook Pro per la registrazione principale, l’altro viene ulteriormente splittato per fornire 1 flusso alla registrazione televisa e 1 una registrazione di backup, che viene prima convertita da MADI ad Adat tramite il convertitore EXBOX.ADAT di DirectOut.
Inoltre splittando il flusso MADI destinato alla registrazione TV e comprensivo di tutti gli ingressi microfonici, si rende necessario fornire anche l’elaborazione elettronica effettuata tramite il sistema del live electronics.
Per riuscire a trasmettere anche questo stream audio alla registrazione TV, le 12 uscite dei matrix che vanno ai punti di diffusione sono state assegnate anche ai primi 12 canali MADI in uscita della scheda MADI-192 dello stage rack.
Considerata infine l’esigenza di avere 12 canali in analogico, è stato utilizzato un convertitore DirectOut Andiamo 2.XT SRC.

Se dal punto di vista tecnico gli argomenti da approfondire sono stati tanti, per descrivere ciò che andato in scena i contenuti sarebbero ancora maggiori, e quindi non possiamo che affidarci alle parole di colui che l’opera l’ha creata, il maestro Luigi Nono: “Non è un’opera. Né un melodramma, né una cantata, né un oratorio, né un concerto. È una tragedia composta di suoni, con la complicità di uno spazio”.

Info: www.audiosales.it

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