Nicola Trapassi, nuovo collaboratore dello Zio!

Lo so, si dice sempre così, ma questa volta è veramente con immenso piacere che annuncio la collaborazione come “editors” di Nicola Trappassi con lo Zio! Sono contento perché Nicola è prima di tutto un amico, oltre che uno stimato professionista. Ci conosciamo da diverso tempo e insieme ne abbiamo “combinate” qualcuna…, tra palchi, magazzini e qualche avventura in terra d’Oltralpe!
Nicola da che io ricordi è sempre stato una specie di “Mr Wolf”, un “risolutore di problemi”. Quando c’era qualche cosa che non andava, un cavo, un microfono, una patch o una qualsiasi altro imprevisto c’era sempre un solo modo per risolvere: “Nicoooooo, aiutoooo!”, lui arrivava, faceva due magheggi dei suoi e con quell’aria sorniona metteva  a posto tutto.
Adesso Nicola, dopo anni di frequentazione di questo mondo, è uno dei backliner più quotati e ricercati del settore e vanta collaborazioni con artisti quali Vasco Rossi, Ligabue, Fiorella Mannoia, Gianna Nannini, Negramaro, Festival di San Remo solo per citarne alcuni.
Un po’ per scherzo e un po’ per reale esigenza abbiamo deciso che poteva essere interessante scrivere sulle pagine dello Zio proprio in merito a questa affascinante – ed importantissima – professione che è quella del backliner. Con Nicola scopriremo cosa fa un backliner, di cosa si occupa e soprattutto analizzeremo nelle prossime puntate alcuni importanti trucchi ed espedienti per “portarla sempre e comunque a casa”…

Conosciamo meglio Nicola in questa prima intervista e, fin da subito, sentitevi liberi di mandarci domani, idee e suggerimenti per le prossime puntate di questa nuova ed avvincente rubrica!

ZioGiorgio.it: ciao Nicola bentrovato! Allora, cosa fai di lavoro nella vita?

Nicola Trapassi: Ciao Zio! Da più di 10 anni ho deciso che da grande farò il backliner!

ZioGiorgio.it: ed allora partiamo proprio da capo, che cos’è e cosa fa un backliner?

Nicola Trapassi: il backliner è una figura professionale del mondo dello spettacolo e, come suggerisce la traduzione, è la persona che sta in seconda linea, è il primo punto di riferimento per i musicisti durante lo show.
Il backliner è colui che si prende cura della manutenzione, del montaggio, della pulizia e dell’accordatura degli strumenti che fanno parte di uno spettacolo ma è anche colui che dal soundcheck alla fine dello show segue e si preoccupa delle esigenze degli artisti e dei musicisti.
Volendo ironizzare si può definire il backliner come “il cameriere del palco”.
È un ruolo di grande responsabilità perché spesso si ha a che fare con strumenti delicati e importanti sia per il valore economico sia per quello affettivo da parte del musicista.
Il backliner è parte integrante dello show, deve conoscere i tempi, i movimenti e deve fare ingressi e uscite sul palco (es. cambi chitarra) mantenendo comunque la massima discrezione e rasentando l’invisibilità, motivo per il quale il black dress è sempre buona regola…

ZioGiorgio.it: come hai capito che quello che ti interessava maggiormente era questo aspetto del mondo tecnico?

Nicola Trapassi: si dice che i backliner siano musicisti “falliti”. Non so se questa affermazione sia vera ma credo comunque che la musica debba essere alla base della vita di chi fa questo lavoro, questo di sicuro.
Mi sono affacciato in questo mondo da ragazzo (a circa 15/16 anni) iniziando come “fonichetto” per alcuni Service locali della mia zona. Ovviamente all’inizio è tutto più difficile, non hai un ruolo preciso e i budget degli spettacoli di provincia prevedono non più di due persone che facciano tutto il lavoro: partivo la mattina dal magazzino del Service dove preparavo e caricavo il materiale, guidavo il furgone (questo ovviamente dopo i 18 anni) scaricavo e montavo l’impianto audio, la regia, stendevo il multicord (analogico) e preparavo cablaggio, monitoraggio e microfonatura in attesa dei musicisti.
Poi a seguire, soundcheck, serata e tutto in rewind fino al rientro in magazzino!
Capite che solo tanti soldi o una grande passione possono spingerti ad affrontare giornate come queste e vi garantisco che lo stimolo non erano i soldi…
Ho capito ben presto che se volevo rimanere in questo ambito dovevo allargare le mie vedute e propormi per lavori in tournèe dove un minimo di continuità era garantita,
Non mi vergogno a dire che il primo passo l’ho fatto partendo dal basso, infatti, per capire come funzionasse questo mondo, ho iniziato lavorando come facchino nei palazzetti di Livorno e Firenze, una bella faticaccia, ma è proprio in questi ambiti che ho conosciuto persone che mi hanno dato le giuste dritte, ma soprattutto ho imparato a rispettare il ruolo e il lavoro dei facchini in tour.
Il tempo passava e tra l’Università fuori corso e i “trovati un lavoro” dei miei genitori, piano piano sono riuscito ad arrivare (con un po’ di fortuna che non guasta mai) al mio primo tour come PA-man con Fiorello.
Allargando il giro si allargano anche le conoscenze e ho fatto altri tour da PA-man e assistente di sala.
Mi piaceva e mi divertivo ma qualcosa mi diceva che questo non era il mio posto allora ho iniziato ad ambire a qualcosa di più.
Ho fatto il fonico di sala e poi di palco per artisti come Karima e Anna Oxa ma c’era ancora qualcosa che non mi convinceva.., poiché la mia attenzione era ricolta al palco!
Il primissimo tour da backliner è stato con la Vanoni grazie al quale ho iniziato a capire il ruolo e le dinamiche di questa figura è da quel momento non ho più smesso.

ZioGiorgio.it: quali sono le caratteristiche più importanti che secondo te un backliner deve avere?

Nicola Trapassi: sicuramente la calma e la freddezza sono due dei fattori principali per svolgere questo lavoro.
Va sempre tutto bene ma ci sono momenti in cui, in pochissimi secondi, devi prendere decisioni, risolvere problemi e affrontare situazioni delicate.
È vero, non salviamo il mondo ma facciamo di tutto perché lo show possa andare avanti senza intoppi e senza che, chi paga il biglietto, si accorga dei problemi.
Siamo considerati i “Principini” di questo lavoro perché dopo i fonici siamo gli ultimi ad arrivare e i primi ad andarcene ma siamo anche quelli che sentono di più la tensione dello spettacolo, siamo quelli che dobbiamo vivere e condividere i problemi degli artisti e dei musicisti, e in questo senso anche un minimo di sensibilità e “psicologia” non guasta.

ZioGiorgio.it: tra il personale tecnico il backliner ha spesso un rapporto diretto con l’artista che affida a voi strumenti anche molto costosi e di valore. Insomma, ci deve essere fiducia completa…

Nicola Trapassi: la fiducia e il rispetto reciproco sono alla base di tutto.
Con i Negramaro ad esempio seguo Ermanno che è un collezionista di bassi vintage e ho il piacere di maneggiare strumenti che di media costano dagli 8000 ai 10000 euro e che, in alcuni casi, sono pezzi unici.
In tour si crea sempre un clima familiare ed è inevitabile che stando insieme tanti giorni ci siano momenti allegri e momenti di tensione ma tutto deve andare oltre al lavoro e spesso un sorriso aiuta più di tante parole.

ZioGiorgio.it: come è organizzato la tua work bag? Cosa non manca mai?

Nicola Trapassi: fin dal primo tour ho sentito la necessità di avere un mio work-case che poi ho sviluppato e migliorato negli anni.
Il mio, nello specifico, è un baule a cassetti con anche 8 unità rack che nel corso degli anni ho customizzato per renderlo più efficiente nel minor spazio possibile.
È la tua casa viaggiante e sicuramente non devono mai mancare un accordatore (io uso un TU-2 Boss e un Polytune), pinze multiuso Leatherman, torcia, saldatore (si usa più di quanto non si possa pensare…), tester per cavi (io ho un Behringer CT100), avvitatore (con inserti per chitarra e batteria), chiavette batteria e pezzi di ricambio, olio, polish e cleaner di vario tipo, set di cacciaviti e attrezzi vari, velcro, nastro isolante e gaffa e… amaca (non si può sempre lavorare)
ZioGiorgio.it: ti va di raccontarci qualche un episodio divertente che ti è successo ed un altro che ha seminato il panico sul palco!?

Nicola Trapassi: come insegnano a “Fight Club” quello che succede sul palco rimane sul palco perciò non si tende mai a raccontare i retroscena degli spettacoli. Però posso dire che ricordo con il sorriso sulle labbra i tour con Gianna Nannini nei quali ci capitava di rincorrerla per recuperarla quando, durante il concerto, si arrampicava sulle torri Layer o si buttava in mezzo al pubblico! Rocker vera!
L’episodio di panico invece è stato l’anno scorso quando a Will Hunt, batterista di Vasco, è venuto che in mente che il solo di batteria lo avrebbe fatto con le bacchette infuocate! Avete capito bene…infuocate! Ovviamente in quel caso il panico era tutto mio che avevo il compito di aiutarlo in questa pazzia.
Era tutto studiato nei tempi e nei modi ma, come dice il detto, “non si scherza con il fuoco” e in quei momenti la tensione saliva a livelli incredibili soprattutto perché alla fine del solo, Will mi lanciava le bacchette ancora infuocate che io dovevo prontamente prendere e spegnere con un asciugamano umido…

ZioGiorgio.it: dove e con chi sarai impegnato nei prossimi mesi?

Nicola Trapassi: i prossimi mesi saranno mesi di fuoco per me, per fortuna.
Ho appena finito il tour con Fiorella Mannoia e poi passerò alle prove di Modena Park con Vasco Rossi e da luglio di nuovo con Fiorella per un tour che ci farà girare l’Italia in lungo e in largo con la chiusura all’Arena di Verona il 17 settembre!

ZioGiorgio.it: e veniamo alla tua collaborazione con lo Zio. Cosa leggeremo nella tua nuova rubrica su ZioGiorgio?

Nicola Trapassi: mi piacerebbe creare una rubrica di tip&tricks del mio lavoro.
Una rubrica col giusto approccio professionale ma allo stesso tempo, di semplice comprensione, aperta a tutti (professionisti e non) dove si possa affrontare argomenti specifico, scambiarci consigli e perché no ascoltare il parere dei lettori per domande e suggerimenti, un po’ come da sempre leggo su ZioGiorgio.it!
Negli sviluppi di cui abbiamo parlato tra di noi poi mi piacerebbe riuscire a fare in modo di rispondere alle domande dei lettori in tempo reale o quasi (per quanto il lavoro me lo permetterà) e poi i seminari on-line! Ops, non vorrei aver detto troppo…

Aldo Chiappini
ZioGiorgio Team

Leggi altre notizie con:
Vai alla barra degli strumenti