Showlight 2017

Lo scorso Maggio ci siamo recati a Firenze per assistere alla decima edizione di Showlight, che ha fatto tappa per la prima volta in Italia. Per quattro giorni l’evento dedicato al mondo del lighting, che dal 1981 si svolge ogni quattro anni in una città diversa, ha trasformato il capoluogo toscano nel punto di incontro dei professionisti del settore.
Showlight si è svolto interamente all’interno del Centro Congressi di Firenze, dove le giornate si sono sviluppate su tre differenti aree: una dedicata alle conferenze, una all’area espositiva e una alle visite guidate nel centro cittadino e nei dintorni.

credit photos to David Clarke, Courtesy of Showlight

Focus dell’iniziativa era principalmente quello di favorire l’incontro e la condivisione tra professionisti, molto più rispetto alla classica fiera di settore. Gli speech hanno avuto un grosso impatto e un buon riscontro da parte del pubblico (in gran parte straniero), visto che a prendere parte alle conferenze sono stati alcuni degli esponenti più di rilievo del lighting mondiale. La possibilità di incontrare, ascoltare ed apprendere da personaggi come Martin Kempton, Durham MarenghiAl Gurdon, Jeff Ravitz, Marco Filibeck, Aldo VisentinMartin Kempton o Vinicio Keli, per citarne alcuni, non capita tutti i giorni.

Italia ben rappresentata sul palco ma poco presente tra il pubblico. All’interno dell’auditorium era realmente possibile imparare dagli oratori che con i loro interventi non si vantavano delle proprie imprese limitandosi a descriverne il successo, ma al contrario davano delle vere e proprie “dritte” che andavano dal tecnico avanzato, fino a nozioni riguardanti la sfera comportamentale e organizzativa.

Un esempio su tutti è stato l’intervento di Aldo Visentin che da più di dieci anni segue il Maestro Andrea Bocelli. Un compito tanto importante quanto delicato quello del nostro connazionale, che ha trasmesso ai partecipanti le responsabilità e le particolarità nel lavorare con un artista cieco e il suo spirito di adattamento nel superare questa “barriera” al fine di rendere il suo lavoro adatto allo show e al pensiero artistico del maestro Bocelli.

credit photos to David Clarke, Courtesy of Showlight

A pochi giorni dall’esperienza Visentin ha dichiarato: “Ho vissuto Showlight-2017 come l’incontro senza precedenti con altri professionisti della luce di tutto il mondo. La combinazione tra l’altissimo spessore delle esperienze condivise e un clima paritario di semplicità e umiltà di professionisti e partecipanti, determina quella che ritengo essere la chiave unica di Showlight. Confesso, una cosa del tutto inaspettata. Le domande che mi sono state poste, dopo aver raccontato la mia esperienza lavorativa ad una platea così importante, hanno rivelato l’interesse suscitato negli ascoltatori, un interesse che con mia sorpresa, ho riscontrato a mia volta durante tutti gli interventi dei presenti. Ascoltare i dietro le quinte in “spirito e materia” di tante esperienze diverse, porta a riflettere sul proprio ruolo, ovvero di quanto importante questo possa apparire e, contemporaneamente, quanto sia una piccola goccia nell’oceano degli eventi. Se dovessi sintetizzare direi che Showlight è un momento di scambio puro. Un’occasione importante la cui unica nota mancante è stata la quasi totale assenza di colleghi italiani.

Showlight è stato anche un momento sociale e di “relax”, e questo è un aspetto particolarmente importante della manifestazione e non solo un’occasione irripetibile di aggiornamento e arricchimento professionale, che raccoglie il meglio delle competenze del settore del Light Design.
In questa circostanza particolare si poteva respirare tra i vari partecipanti una forte passione e il desiderio di condividere le proprie esperienze, in un clima di distesa cordialità, con una grande attenzione rivolta ai lighting designer e agli appassionati giovani ed emergenti.

credit photos to David Clarke, Courtesy of Showlight

Tra i personaggi di spicco segnaliamo l’intervento di Al Gurdon che ha condotto uno speech dal titolo “Grease Live in L.A. – Combining All The Disciplines”. Il vincitore di quattro Prime Time Emmy Awards ha raccontato questa particolare produzione che combina diverse discipline come dramma, teatro e intrattenimento dal vivo. Durham Marenghi con il suo intervento dal titolo “The Greatest Busk on Earth” ha invece descritto nel dettaglio il processo di creazione della cerimonia di chiusura delle olimpiadi di Rio, mentre Luc Peumans con “The Importance of Collaboration” ha espresso alcune considerazioni sulla realizzazione della parte visuale di uno show, focalizzando il suo intervento sull’importanza di far comunicare e interagire luci, media e scenari mobili, sottolineando quindi l’importanza di lavorare in team e di mettere insieme differenti tecnologie visive.

Il nostro Marco Filibeck è salito in cattedra con un intervento dal titolo “In Another Light”, con il quale ha analizzato l’evoluzione del linguaggio della luce nell’opera, attraverso alcuni esempi che vanno da Zeffirelli a Strehelr passando per La Fura dels Baus.

Interessante anche il contributo di Martin Kempton con il suo paper “Lighting The Television Situation Comedy”. Martin ha fatto entrare il pubblico in un ambiente ibrido, una via di mezzo tra teatro e televisione, dove fondamentale è l’utilizzo della multicamera che permette di registrare una puntata in due/tre ore utilizzando cinque telecamere e 4 booms. Un caso, quello della sitcom, dove è necessario sapersi muovere tra le diverse tecnologie di illuminazione dei film, teatro e TV.

credit photos to David Clarke, Courtesy of Showlight

Infine Vinicio Chelli con il suo intervento “Lights On – where the old school meets the future” ha analizzato molti dei cambiamenti avvenuti dalla fine degli anni 70 ad oggi, dove il proiettore da teatro ha subito notevoli modifiche strutturali e richieste dalle diverse applicazioni, con un processo di scoperta giorno dopo giorno di nuove soluzioni sulla base delle diverse necessità.

L’italianissima Claypaky è stato il main sponsor dell’evento che negli ultimi quattro anni si è occupata della logistica. Come ci hanno comunicato poche settimane più tardi, Showlight è stato in termini di partecipazione il migliore di sempre, con circa 450 persone. Presenti nell’area espositiva tutti i principali player del settore illuminotecnico, con ben 45 aziende provenienti da tutto il mondo.

Pio Nahum, CEO di Claypaky ha dichiarato: “Sono anni che desideravamo ospitare Showlight in Italia e siamo orgogliosi del risultato. E’ stato un onore avere nel nostro paese Lighting Designer internazionali di alto livello, e di mostrare loro la nostra caratteristica ospitalità, oltre all’opportunità di passare un po’ di tempo insieme. Inoltre sono stato molto impressionato dalla qualità dei diversi speech. Di certo ognuno qui è un esperto della luce, ma ci sono sempre nuove cose da imparare dagli altri in un evento come questo! Showlight è stata una magnifica opportunità per Claypaky per rafforzare i rapporti con molte altre persone appartenenti al mondo del lighting.”

credit photos to David Clarke, Courtesy of Showlight

Alla fine dei giochi, a parte la scarsa presenza di pubblico italiano, Showlight si è dimostrato un evento nuovo, con alla base un desiderio di condividere e imparare. Una possibilità di vera e propria crescita professionale con all’interno molti  giovani emergenti provenienti da tutto il mondo che, grazie al confronto con veri professionisti internazionali, faranno sicuramente tesoro di un’esperienza che vale molto per la propria professionalità.

La Redazione

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