Il gobos come non lo avete mai visto con Goboservice

Per molti il gobos è un oggetto fatto e finito che si trova dentro una testa mobile e permette di creare fasci sagomati in diversi modi. Ma quanti di voi conoscono l’essenza di questo particolare strumento, le tecniche di realizzazione delle cromature e i materiali? Per un Lighting Designer a cui viene affidata l’ideazione di un concept illuminotecnico spesso risulta fondamentale conoscere alcune nozioni base per potersi meglio interfacciare con fornitori e clienti nel caso debba provvedere anche alla creazione di particolari effetti con i gobos, e per questo motivo abbiamo voluto realizzare questo approfondimento avvalendoci dell’esperienza e della professionalità di una delle eccellenze mondiali, specializzata nella creazione di questi particolari accessori, Goboservice.

Goboservice si occupa principalmente della produzione di gobos personalizzati dicroici in vetro e in metallo con le tecniche più avanzate. È nata nel profondo sud, a Reggio Calabria e ad oggi ha sedi in Italia, Francia e Stati Uniti. L’esperienza pluriennale e la collaborazione con le più importanti aziende dell’entertainement, ha permesso a Goboservice di mettere a punto processi e materiali innovativi per realizzare gobos resistenti a temperature di oltre 450°C e idonei all’utilizzo anche nei nuovissimi proiettori con lampade ad arco corto di note aziende come Clay Paky, DTS, Martin e altre.
Tra le offerte troviamo inoltre un’ampia gamma di proiettori pubblicitari da esterno (sempre per la proiezione di gobo) e proiettori per proiezioni natalizie da interno ed esterno progettati per la massima resa luminosa, facilità d’uso e risparmio energetico.

Per l’occasione abbiamo incontrato Giorgio Gatto Costantino, responsabile comunicazione e social media di Goboservice, che, oltre a darci una panoramica di questo settore di nicchia attraverso i 15 anni di esperienza dell’azienda, ci ha illustrato in dettaglio il processo di creazione dei gobos.

ZioGiorgio.it: bentrovato Giorgio, cominciamo parlando di questa realtà. Vuoi sintetizzarci la storia di Goboservice ripercorrendo le tappe più importanti e i momenti più significativi?

Giorgio Gatto: è una storia che parte nel 2002 quando i soci fondatori, dopo aver maturato un’esperienza significativa in un’azienda del settore, in tre hanno deciso di scommettere sulla terra d’origine e sono tornati in Calabria per impegnarsi direttamente nella produzione e vendita di gobos dicroici, acquistando le prime macchine ed iniziando la produzione in uno spazio operativo che non arrivava a 50 metri quadrati. Quel servizio continua tutt’oggi nella nuova sede – la terza – inaugurata da pochi mesi e dotata di linee di produzione a ciclo continuo che impegnano l’azienda praticamente 24 ore al giorno e con sedi commerciali satellite come quella di Brugherio, in provincia di Monza-Brianza o le strutture estere in Francia e negli Stati Uniti.
La principale sfida che ogni giorno lanciamo a noi stessi sta nel mantenere livelli massimi di affidabilità e reputazione che sottoponiamo al giudizio di appositi enti terzi come “Ekomi” e “Trusted Shops”. L’impegno dell’azienda inoltre è volto a mantenere un equilibrio di sintesi fra processi industriali standardizzati e creatività artigianale.
Ciascun gobo che esce dai nostri laboratori di produzione potrebbe essere marchiato come “fatto a mano” per il meticoloso processo di verifica manuale e validazione a cui viene sottoposto. Siamo convinti però che questa attenzione al prodotto non debba andare a discapito dei tempi di consegna attesi dai clienti. Per questo ci siamo organizzati per consegnare in 24 ore il prodotto su tutto il territorio europeo ed in gran parte di quello americano con risultati prestigiosi conosciuti solo dagli addetti ai lavori.
In quindici anni di attività abbiamo “seminato” migliaia di gobos in tutti e 5 i continenti. Basti pensare che uno dei nostri dischi è stato utilizzato anche nella campagna elettorale di Obama e un altro è alla Nasa. Poche aziende come la Goboservice possono consapevolmente definirsi “Glocal”. Dall’estrema punta del meridione d’Europa, Reggio Calabria, abbiamo l’ambizione di traguardare il mondo con gli occhi di giovani professionisti – l’età media non supera i 35 anni – seri e motivati, consapevoli di poter costruire il proprio personale futuro lavorativo in collaborazione reciproca e generando valore aggiunto per l’azienda e il territorio.

ZioGiorgio.it: Quante persone sono impegnate in Goboservice?

Giorgio Gatto: siamo circa 30 persone considerando anche le due sedi estere (Saint Maur in Francia e Scotts Valley in California.

ZioGiorgio.it: i gobos risultano per molti come dei semplici accessori che, al contrario, sono frutto di ricerche, stress test, eccetera, alla pari di una qualunque fixture luci di qualità. Puoi descriverci il processo di creazione di questo accessorio, partendo dalla lavorazione del materiale grezzo?

Giorgio Gatto: i gobos in vetro vedono due fasi realizzative, entrambe con alto contenuto tecnologico. Prima vi è la deposizione del coating sul vetro che avviene in impianti ad “alto vuoto” simili a quelle utilizzate nell’industria elettronica per la creazione dei wafer di silicio. Poi c’è la rimozione selettiva del coating che consente di creare il disegno. Questa rimozione può avvenire con la fotoincisione chimica o con l’ablazione laser. Noi, tra le aziende che operano in questo settore di nicchia, siamo quella con la maggior esperienza mondiale sulla tecnica laser avendo cominciato 15 anni fa con la prima macchina (oggi siamo a 14). Il laser ha il pregio di essere molto più “green” rispetto all’uso di reagenti chimici necessari per la fotoincisione. Col tempo anche altri player se ne sono resi conto convertendosi all’utilizzo di questa tecnica.

ZioGiorgio.it: avete da poco lanciato sul mercato il nuovo gobos platinium. Cosa differenzia questo prodotto dalle serie precedenti e quali vantaggi offre?

Giorgio Gatto: il “Platinum” risolve un problema che per molte aziende del settore potrebbe risultare bloccante. Quando Claypaky ha messo sul mercato il nuovo proiettore Myhtos, si è subito presentato l’inconveniente dei gobos posizionati nel piano in cui si realizza la massima concentrazione del fascio luminoso. Qualsiasi materiale si scioglieva o danneggiava dopo pochi secondi. Sono stati provati gobos in vari metalli così come quelli in vetro già esistenti, ma nulla… Il danneggiamento era immediato. Altre aziende produttrici di fari simili, con lampade ad arco corto, hanno aggirato il problema programmando il dimmeraggio della lampada al momento dell’inserimento dei gobos.
La nostra caparbietà, unita alla lunga esperienza nel settore, ci ha però spinto a individuare una soluzione reale e più efficiente, grazie ad un coating ideato appositamente per questa applicazione. Il substrato è costituito da un vetro borosilicato con alte capacità di resistenza al calore su cui è deposto un coating particolarissimo (su cui manteniamo un comprensibile riserbo) e che è in grado di reggere anche quando la lampada lavora alla sua massima potenza.

ZioGiorgio.it: ci sono leghe particolari con le quali si costruisce un gobo? Specie il Platinum?

Giorgio Gatto: i gobos sono composti da un vetro sui cui si depone un coating metallico (ad esempio cromo od alluminio). Qualcosa di simile avviene ovviamente anche con i Platinum ma il mix dei componenti è la nostra ricetta segreta che custodiamo con gelosia.

ZioGiorgio.it: parliamo ora di creatività. Chi si occupa dell’ideazione di una forma o del disegno? Avete un team interno di creativi?

Giorgio Gatto: fino a qualche hanno fa la creatività non è stata mai richiesta, nel senso che dovevamo solo riprodurre (nel più breve tempo possibile e con la massima fedeltà all’originale) loghi e disegni inviati dai clienti. Nel tempo però abbiamo cominciato a ricevere input e richieste anche sul versante creativo. Abbiamo così definito un nostro catalogo di gobos standard, e soprattutto per il periodo natalizio, creiamo e rilasciamo nuove immagini per scenografie natalizie originali. Abbiamo 4 grafici al nostro interno impegnati sia nella elaborazione delle immagini forniteci, che nella creazione di quelle nuove.

Sicuramente ora sappiamo qualcosa di più su questo affascinante accessorio e Goboservice ha saputo dimostrare la propria professionalità attraverso innumerevoli applicazioni, alcune delle quali documentate nelle pagine di ZioGiorgio: dalle proiezioni 3D, fino alle immagini che hanno animato il San Gottardo, passando per la “Ripley Transformers Night” di Santiago e la nuova release del proiettore Golux che di recente ha fatto il suo debutto sulla scena internazionale a Parigi, proiettando gobos su opere architettoniche come La Tour Eiffel, la cupola “des Invalides”, l’Arco di Trionfo e la Biblioteca Nazionale.

Info: www.goboservice.com

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