Jerry Roberto Romani: dalla progettazione all’esecuzione

Dopo aver ricevuto la mail dallo “Spring Awakenings 2017 Dancing Astronaut” di Chicago il mio compito è stato quello scaricare dal Drop Box i file che mi potevano interessare per capire il progetto illuminotecnico e scenografico.
I files che mi hanno spedito erano molto dettagliati e sono riuscito a capire dov’era posizionato il palco in base al pubblico e ad orientarmi anche senza essere mai stato in questa venue.

Oltre alle informazioni della planimetria mi hanno mandato anche quelle sulla possibilità di evacuazione del pubblico in caso di maltempo. L’organizzazione ha pensato veramente a tutto.

Mi è stato allegato poi il progetto in 3D da caricare sul computer e ovviamente il file dello show sulla Console che normalmente viene usata nei festival statunitensi. Con la versione del software disponibile ho caricato i file dal mio Drop Box su una Usb, dopo sono andato nel mio ufficio così da preparare la consolle e il Pc. Quando non posso avere il banco uso Pc su Pc: una fatica bestiale!

Di solito, dopo queste operazioni, com’è successo anche in questo caso, inizio la PRE programmazione del mio artista. Allo Spring Awakenings ho seguito un DJ internazionale e il set musicale era di genere elettronico ma per il set up della console non aveva importanza. In questi casi devo essere pronto a qualsiasi evenienza quindi prevedere sugli Executor e Botton qualsiasi intervento manuale perché non posso sapere se durante la serata interviene un ospite o la scaletta viene modificata. Ovviamente prima di tutto mi viene spedita una cartella con i possibili brani musicali che vengono usati nel periodo del tour. Quando ho in ballo un nuovo spettacolo per una settimana indosso quasi sempre gli auricolari e cerco di stamparmi nel cervello tutte le battute e gli stop musicali, insomma, cerco la precisione tanto che sembra che la consolle sia collegata con l’SMPTE, ma questa è una cosa di cui parleremo nel prossimo articolo…

Inizio poi a creare le CUE con i relativi effetti di movimento e colori che mi potrebbero servire per lo spettacolo. La cosa importante è che cerco di distinguermi e che il mio show, anche cambiando la location quindi le luci e la loro posizione, per me è sempre uguale, le solite musiche che l’artista propone hanno per me un colore e un movimento ben preciso. Questo è normale anche fra alcuni dei miei colleghi italiani. Personalmente cerco di essere pignolo e ripetitivo, voglio dare un’impronta all’artista e penso che le luci siano abbastanza importanti per poterlo evidenziare, non importa si tratta du un DJ o altro, per me è un artista allo stesso modo se sul palco ci fosse una famosa band! La cosa che mi facilita è data dal fatto che lui è solo quindi non mi devo preoccupare di illuminare il batterista se c’è una “rullata”a oppure una chitarra in assolo, spesso (anzi sempre) faccio uno show di luci ed ovviamente cerco di tenere un mio gusto ordinato, niente pizzeria (gergo usato quando uno arrivato alla fine non sa più che cosa fare) e provo ad estrarre dalle luci che trovo nelle varie location il meglio possibile, anche se ho a disposizione dei prodotti scadenti.

Mi sono costruito un metodo per preparare la console e questo mi è stato sempre di aiuto anche nei festival o nei club con svariati artisti nel settore televisivo. Mi è capitato di preparare la consolle anche in viaggio tra una data ed un’altra. Quando la notte prima arriva la mail con l’allegato dello show succede spesso che in aereo apro il Pc, carico il file e cerco di sistemare al meglio il mio spettacolo così da arrivare sulla location più preparato possibile. Solitamente il tempo che mi viene concesso varia dall’ora alle 2 ore ma se pensate che spesso mi trovo con 400 – 600 motorizzati da programmare allora capite bene che non sono molte, ed è qui che risulta utile la mia tecnica che fino ad oggi devo dire ha funzionato egregiamente.

Comunque, alla fine si parte per il tour, quindi salvo lo show su una memoria Usb (quella che uso sempre SURVIVOR), preparo i pochi attrezzi che mi potranno servire durante il tour, scendo le scale del mio ufficio con un piccolo trolley e con i vestiti necessari mi dirigo verso l’aeroporto. Sono molti anni che faccio questa vita, ho girato il mondo e fatto centinaia di spettacoli dai più piccoli a ad alcuni veramente enormi ma ogni volta è sempre un’emozione pazzesca essere in regia lì, in mezzo migliaia di persone urlanti. Riescono a darti un’adrenalina naturale che non si riesce a spiegare, bisogna provarla per poterla capire ed apprezzare. E nelle prossime puntate proverò a raccontarvi anche questi aspetti, che sono la vera “libidine” del nostro mestiere…

Jerry Roberto Romani 
ZioGiorgio Contributor

  1. Domenico Miele 29 giugno 2017, 7:44 pm

    Oltre agli aspetti tecnici e personalizzazioni varie… penso che se questo lavoro non ti emoziona meglio lasciar perdere. specialmente quando si è in giro per il mondo e lavorare per questo tipo di spettacoli è veramente emozionante ed adrenalinico. Sono anni che giro per l europa a fare Hardcore.. techno. Diciamo che testiamo anche l’udito oltre le emozioni. saluti

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    • Jerry Roberto Romani 30 giugno 2017, 12:18 am

      Infatti Domenico io uso i tappi dal 1988 , da quando lavoro giornalmente nel settore musicale con volumi abbastanza elevati, mi sono fatto fare il calco ed essendo trasparenti non si notano, non mi vergogno a dirlo che li uso ma certe volte il volume è veramente assordante specialmente nei locali che hanno un impianto sonoro di scarsa qualità. Ciao

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      • CARLO MARCHIORI 6 luglio 2017, 12:58 pm

        Gent.mo Jerry,
        che tappi utilizzi?
        Saluti
        Carlo Marchiori

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        • Azz scusa il ritardo ma mi era scappata la tua mail.
          I tappi che uso non hanno marca sono andato in un centro specialzzato mi hanno fatto il calco e stampato questi tappi con la forma delle mie orecchie, sarebbero gli Air Monitor uguali a quelli dei musicisti che si fanno costruire mai miei sono completamente chiusi, alcuni DJ li hanno ma con dei filtri per poter ascoltare alcune frequenze.
          Ciao Carlo

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