Modena Park: l’audio sul palco e le Radiofrequenze!

In questo secondo appuntamento continuiamo ad occuparci degli aspetti legati all’audio. Questa volta ci trasferiamo sul palco, l’enorme palco presidiato e controllato dallo Stage Manager Diego Spagnoli ed il team di backliner, mentre sotto il palco, in “cantina” abbiamo trovato Federico “Deddy” Servadei al mixing monitor per la band e per il Komandante e Gianluca Bertoldi in veste di RF manager che si è districato in un progetto non certo semplice.

Partiamo proprio da Diego che abbiamo intercettato – con delle forbici in mano (Sigh!!!) – in uno dei rari momenti di calma, appena prima di mettere in ordine definitivamente e minuziosamente con gaffa e nastro colorato, la pedana della batteria…

Diego Spagnoli: stage manager, da sempre un riferimento sia palco di Vasco…

ZioGiorgio.it: Diego, questo è un evento particolare che ha bisogno di “strategie” particolari. Ma cosa è cambiato praticamente rispetto ai precedenti lavori con Vasco?

Diego Spagnoli: è cambiato che essendo un evento unico non c’è la possibilità di “rodare la macchia” nelle prime date come spesso accade in tour. Qui il giorno del concerto – ma anche oggi che è la data zero – bisogna essere pronti e perfetti in ogni particolare. E’ cambiato perciò il tempo che abbiamo dedicato alla preparazione, già le prove musicali hanno avuto una durata maggiore.
Come immagino ti avranno detto in regia FoH un po’ tutti è stato deciso di “raddoppiare” praticamente ogni cosa: consolle audio e luci, trasporti dei segnali, UPS e stasera c’è anche una sorta di “spare” della serata! (ride ndr) Di unico ed inimitabile c’è praticamente solo Vasco, che peraltro è in forma strepitosa!

ZioGiorgio.it: segui Vasco Rossi da anni e nella Produzioni sei un riferimento un po’ per tutti. C’è una componente emozionale “diversa” per questo Modena Park?

Diego Spagnoli: al momento ti posso dire che la componente emozionale c’è eccome ed è data dal fatto che è molto tempo che stiamo preparando lo show ed adesso c’è una grandissima voglia di andare in scena, vogliamo finalmente vedere cosa succederà e viverci questo momento. C’è poi la consapevolezza che sarà un evento unico e probabilmente irripetibile, la consapevolezza che stiamo facendo la storia e la tensione, nonostante i molti anni di palco, si fa sentire…

ZioGiorgio.it: in effetti, oltre a curare anche tutti gli aspetti tecnici, tu sei una sorta di “guida” per tutti i ragazzi che lavorano alla produzione ed in particolare sul palco. Come sei riuscito a tenere la concentrazione e l’armonia nel gruppo durante tutte queste settimane, ed in particolare in questi ultimi giorni?

Diego Spagnoli: la squadra, questa squadra, è fatta di professionisti che lavorano insieme ormai da qualche anno ed alcuni meccanismi sono dati per assodati, certo la concentrazione ed il rendimento devono essere sempre al top, visto che siamo ai massimi livelli! Ormai le persone mi conoscono, sono un po’ il Sergente Maggiore, un po’ come quel tipico personaggio che vedi in certi film di guerra, la “testa di cavolo”, quello “incazzoso”, che magari anche alza voce, ma se lo fa, lo fa per farsi capire bene… Io qui sono il riferimento dell’Artista e, come tale, devo fare in modo che le mie esigenze – che poi sono le esigenze dell’Artista – vengano rispettate. Quando Vasco arriva sul palco deve avere una situazione di partenza che già lo metta a suo agio, non possiamo certo perdere tempo in quei momenti, ed è per questo che devo essere intransigente e far in modo che tutto venga fatto come dico io.
Devo anche aggiungere che tutti quanti stanno facendo un lavoro egregio, sono molto soddisfatto del gruppo.

ZioGiorgio.it: qualche cambiamento particolare nell’organizzazione di palco?

Diego Spagnoli: direi di no, sostanzialmente è tutto come sempre. Il cambiamento maggiore riguarda l’area tastiere, quella del tastierista Rocchetti, poiché da un sistema totalmente analogico e più “manuale” siamo passati ad una gestione completamente via MIDI e molto più precisa ed efficiente, proprio per prevenire qualsiasi rischio anche in questo aspetto. Qui a Modena c’è una persona dedicata che gestisce tutte le macchine e i segnali di Rocchetti con una postazione dedicata.

ZioGiorgio.it: il palco così grande invece complica il vostro lavoro?

Diego Spagnoli: mah, sinceramente lo sarà più per il Cantante, che dovrà fare avanti e indietro per tutto lo stage e per oltre 3 ore di concerto! In questo senso abbiamo cercato di prevedere meglio spostamenti e posizioni ma poi, come al solito, lo show sarà appunto show e Vasco darà il massimo!

Deddy tra le due DiGiCo: da sostenitore dell’analogico si è trovato tra due digitali!

Scendendo le scale per arrivare al sottopalco ci siamo imbattuti in una doppia regia in stile “Star Trek” con le due DiGiCo SD7 affidate a Deddy Servadei che si è occupato di tutti i monitoraggi di palco e delle comunicazioni “talkback” di backliner e musicisti.

ZioGiorgio.it: ciao Deddy, sei “cantinato” anche quest’anno, una soluzione che non ti piace molto se non erro…

Federico “Deddy” Servadei: per come intendo io il mio ruolo non nego che mi sarebbe piaciuto di più stare sul palco, così da avere la possibilità di guardare i musicisti e l’Artista, però dopo quindici anni di Vasco conosco abbastanza bene i meccanismi e soprattutto questa era la soluzione migliore in generale, quindi mi adeguo volentieri. Durante le prove ho dovuto fare un po’ più di attenzione nel seguire i soli e gli interventi, proprio per evitare di partire leggermente in ritardo, però una volta studiata bene la scaletta non vedo grossi problemi.
Ho però insistito per avere comunicazione diretta con tutti i backliner e i musicisti, così che chi sta sopra possa avvertirmi tempestivamente per qualsiasi esigenza.

ZioGiorgio.it: hai un monitor video vedo…

Federico “Deddy” Servadei: un monitor che mi hanno messo giusto ieri (il 28, giorno prima della data zero) e che non so ancora bene se e quanto mi servirà.

ZioGiorgio.it: da fautore dell’analogico quasi ad oltranza quest’anno hai ben due mixer digitali!

Federico “Deddy” Servadei: e già, me ne hanno date ben due e sono DiGiCo SD7 ed anche in questo caso sono il full mirror, consolle gemelle a tutti gli effetti.

ZioGiorgio.it: e poco outboard se non nulla.

Federico “Deddy” Servadei: un paio di “giochini” e poi tutto interno. Non mi serviva nulla che non fosse già onboard alle DiGiCo…

ZioGiorgio.it: Deddy, parlaci di canali, mandate, gruppi e tutto quel che c’è da sapere per questo concerto.

Federico “Deddy” Servadei: quest’anno come sai abbiamo alcuni guest ed  il numero di canali è aumentato leggermente, ma alla fine, contando scorte etc. arriviamo giusto ad una ottantina di canali. Come mandate sto lavorando su 32 stereo e 20 mono. Le mandate stereo in particolare sono tutti gli IEM qualche wedge posto qua e là sul palco e i canali da mandare al sistema di personal mixing M48 della Roland che ho adottato quest’anno.

Ok gli IEM, ma un po’ di side-fill non fa mai male…

ZioGiorgio.it: il personal mixing è una bella invenzione, ma c’è sempre il terrore che qualcuno possa far “casino”…

Federico “Deddy” Servadei: i musicisti in questione sono abbastanza disciplinati e sono dei professionisti però è vero, c’è questo spauracchio. Infatti ho previsto qui in regia, proprio a portata di mano, un M48 in remoto – oltre al software di controllo a distanza – che mi permette di agire sugli stessi controlli che hanno i musicisti.

ZioGiorgio.it: diretta video, riprese etc. etc. Come siete messi col volume di palco?

Federico “Deddy” Servadei: la tendenza, già da qualche anno, è quella di addomesticare un pochino i volumi di palco, non c’è più quella “volumata” che c’era cinque o sei anni fa, ma anche se tutti sono in IEM un po’ di spinta c’è, diciamo che non fa mai male. Come vedi ci sono un paio di side-fill L-Acoustics e alcuni wedge della Clair Bros che con Vasco usiamo ormai da anni…

ZioGiorgio.it: come gestisci la questione “ambienti” in cuffia ai musicisti, proprio per rendergli partecipi dell’atmosfera live che altrimenti forse non dovrebbero per intero…

Federico “Deddy” Servadei: ho posizionato dei microfoni di ambiente proprio per far ascoltare il pubblico sia a Vasco sia ai musicisti. All’Artista in particolare piace molto questa cosa ed io ho imparato ad aprire ed alzare gli ambienti in momenti particolari, così da farlo “gasare” e fargli sentire il calore del pubblico. Anzi, forse con un espediente non proprio da “puristi”, spesso alzo anche parecchio i microfoni di ambiente e questo può produrre uno “sfocando” del mix in cuffia ma certamente restituisce un “calore” ed una partecipazione che per lui sono essenziali.
Nel tempo ho avuto la riprova che questa cosa funziona perché ho potuto notare la sua faccia in questi momenti, e ti assicuro che gode proprio del suo pubblico.

ZioGiorgio.it: come tratti le mandate, compressioni, multibanda, cos’altro?

Federico “Deddy” Servadei: in verità nulla di così complicato. Se uso delle dinamiche sono per addomesticare un po’ il suono e sono tutte dinamiche interne al banco che vanno benone per questo scopo. Anche nel mio caso, un po’ come ti avranno già detto i miei colleghi, era fondamentale non complicare le cose, al fine di essere concreti e soprattutto fare in modo che tutto funzionasse per bene!

ZioGiorgio.it: cosa ascolti nei tuoi IEM durante la serata?

Federico “Deddy” Servadei: il mix dell’artista ed in più tutti i talkback, sempre aperti, dei backliners e di Diego (Spagnoli, stage manager ndr). Ovviamente i microfoni hanno un switch ON/OFF che i ragazzi devono tenere normalmente chiuso, ed ho anche chiesto di ridurre al minimo le conversazioni evitando qualsiasi cosa che sia superflua. Anche se così ho altri segnali da seguire questa soluzione mi fa sentire più tranquillo e mi permette un contatto diretto col palco.

ZioGiorgio.it: ti ha chiesto qualche cosa di particolare Vasco per questo concerto?

Federico “Deddy” Servadei: nulla di particolare che già non sapessi. Come ti ho detto sopra a lui piace essere molto coinvolto durante il live ed oltre al pubblico vuole sentire forte e chiaro i vari assolo di chitarra tastiere e poi, come tradizione, un bel mix “rock”. Devo fare molta attenzione a seguire in perfetto “timing” ogni sfumatura sull’arrangiamento perché è molto attento ai particolari…

ZioGiorgio.it: quindi cosa ha dal tuo punto vi vista un evento come questo di eccezionale?

Federico “Deddy” Servadei: parlando del mio lavoro non è che sia cambiato poi tanto rispetto ad altri concerti che abbiamo fatto in passato, il palco ed i musicisti sono grossomodo gli stessi, una formazione che conosco bene visto che Matt (Laug) alla batteria è rientrato ma è stato con noi tanto in passato. Una cosa differente è che questo show ha una durata di oltre le 3 ore ed io, quindi, devo stare concentrato per un tempo decisamente maggiore, né più né meno di quello che fanno anche i musicisti del resto.
La tensione? La tensione è innegabile che che si fa sentire, è un appuntamento epocale, farà la storia e come ormai è chiaro fuori ci sarà una vera e propria marea di gente.

Nelle immediate vicinanze della postazione stage mixing c’era Gianluca Bertoldi, RF Manager, che ha svolto un lavoro tutt’altro che semplice e che ci ha fornito  con molta puntualità e professionalità dettagli importantissimi al fine di capire meglio il complicato sistema che prevedeva circa 70 canali di radiofrequenze!

Gianluca Bertoldi, in tenuta “Ghostbusters” pronto ad andare a caccia di radiofrequenze non autorizzate…

ZioGiorgio.it: RF coordinator o RF manager, nella pratica devi gestire le radiofrequenze in questo evento. di cosa stiamo parlando? …

Gianluca Bertoldi: esatto, questo è il mio ruolo. Stiamo parlando di una sessantina di radiofrequenze (quasi 50 per lo show sul palco, il resto per la RAI) in un ambiente difficile ed un fronte palco di 125 metri da coprire completamente sia in trasmissione che in ricezione (IEMs e Radiomics/radiojacks).

ZioGiorgio.it: vedendo la schermata del software di scan mi facevi notare che c’è di tutto! Devi fare lo slalom tra i picchi di segnale…

Gianluca Bertoldi: non so se sia questa zona di Modena in particolare, ma ho trovato un sacco di canali TV – in digitale terrestre – che occupano moltissimo spettro e per questo ho cercato di infilarmi nei pochi buchi disponibili.

ZioGiorgio.it: come sei partito per costruire il set-up?

Gianluca Bertoldi: abbiamo fatto prima un set alla sala prove con tutte le macchine accese, poi, intorno al 6 giugno, con ancora il palco in allestimento sono venuto qui in avanscoperta e mi sono fatto uno storico di vari scan, così da capire meglio la situazione e già , con le TV locali, la situazione era piuttosto complicata. Abbiamo quindi deciso, in accordo con l’azienda che fornisce le macchine (Agorà) e con il reparto audio (in quanto abbiamo dovuto cambiare anche il microfono del cantante), di spostare alcune frequenze su range più sicuri e da li sono ripartito.

ZioGiorgio.it: che software hai utilizzato per svolgere al meglio il tuo lavoro?

Gianluca Bertoldi: diversi, sto usando WorkBench col suo scanner della Axient AXT600, un Win Radio indipendente da qualsiasi altro sistema per cui posso fare il piccolo spettro ed un analizzatore portatile.
Poi i software di gestione e di monitoring remoto della Shure che comunica i parametri in ricezione e in uscita tramite un sistema Wi-Fi anch’esso gestito tramite due antenne in configurazione spare ed anche il software WSM della Sennheiser per remotare gli IEMs.

ZioGiorgio.it: che macchine stai utilizzando?

Lo schema del sistema che ci ha gentilmente fornito lo stesso Gianluca…

Gianluca Bertoldi: microfoni e radio-jack sono tutti Shure ed in particolare sui segnali più importanti stiamo usando un sisteva di ultima generazione chiamato Axient (sempre di Shure) che è molto performante ed addirittura consente di variare la frequenza mentre stanno cantando con un cambio che è pressoché impercettibile. Su Vasco abbiamo due frequenze main e due frequenze “spare”, quindi in realtà ho 4 canali da poter commutare…
Gli IEMs, che in questo momento sono 18, sono Sennheiser SR2050 IEM ed è stato utilizzato un sistema di antenna molto direzionale, montato su una torre a stage left. Viste le dimensioni in gioco abbiamo adottato anche un amplificatore antenna e un grossissimo aiuto in questo lo ho avuto dal collega Andrea Tesini, che è rimasto un paio di giorni per aiutarmi in questo setup.

ZioGiorgio.it: puoi dirci come hai disegnato e previsto il sistema?

Gianluca Bertoldi: le uscite antenna di ogni singolo IEM confluivano in 3 Antenna combiners AC3200 Sennheiser.
Le uscite di ciascun combiner passavano poi per un riduttore di potenza a step, il tutto infine arrivava in uno splitter/combiner Wisycom, che dava la somma dei segnali ad un analizzatore e allo switcher MAIN/SPARE collegato ai 2 amplificatori RF.
Le uscite due amplificatori, infine, erano collegate (con cavi di quasi 100mt ciascuno) a 2 antenne direttive, appese sulla torre delay stage left, orientate verso la lunghissima passerella/palco (124mt).
Il sistema di Autoswitch e gli amplificatori RF sono custom, tutte cose acquistate e fatte costruire per le varie manifestazioni olimpiche affrontate da Agorà, su specifiche di Andrea Tesini, che mi ha aiutato in questo “non proprio standard” setup. Il sistema è concepito in maniera che in caso di rottura dell’amplificatore RF MAIN, entri in funzione automaticamente quello SPARE.

ZioGiorgio.it: proprio adesso stavi facendo il tuo solito giro con questa antenna tipo “Ghostbusters”! Cosa ti sei inventato?

Gianluca Bertoldi: ho montato questa antenna direzionale su asta collegato al mio piccolo scanner RF Explorer, così che posso andare in giro per la venue e controllare cosa stanno facendo i vari giornalisti che spesso accendono e spengono i loro sistemi wireless per le interviste a piacimento creando non pochi disagi.
Purtroppo li devo “beccare” io singolarmente per poi dirgli che dalle 20:00 in poi ci deve essere assolutamente tutto “OFF”.

Aldo Chiappini
ZioGiorgio Staff

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