Al MEDIMEX 2017 di Bari

Oggi parleremo del Medimex 2017, un’esperienza in cui sono stato coinvolto direttamente come operatore luci del secondo palco, e che vale la pena descrivere per svariati motivi: in primis la splendida location (ci troviamo nel pieno centro di Bari), in secondo luogo la tecnica impiegata di altissima qualità e, non ultimo, uno staff altamente professionale con personaggi conosciuti e stimati come Tony Soddu, Carlo Pastore, Luigi Vargiolu, Mimmo Rosa, Dario Cappanera, Eugenio Giuffrida e tanti altri. Il tutto è stato diretto da una realtà, quella di International Sound, che ha saputo gestire al meglio e con tanta passione  l’edizione 2017 di Medimex, che è stata molto impegnativa sotto tanti punti di vista…

Cominciamo proprio con International Sound. Franco Firulli, che con i 2 fratelli Paolo e Gianni, e Massimo Galitelli gestisce da anni questa realtà, ci ha introdotto la propria struttura e ha fatto una panoramica sull’esperienza Medimex.

ZioGiorgio.it: prima di affrontare il Medimex nello specifico, raccontaci la realtà di International Sound.

Franco Firulli: International Sound è nata nel 1988 e siamo passati in breve tempo da una copertura paesana a regionale e nazionale. Nasciamo come discoteca mobile e ci siamo evoluti a service. Siamo 3 fratelli più colui che consideriamo un fratello aggiunto, Massimo Galitelli. Siamo tutti appassionati del settore e da anni assidui frequentatori di fiere a livello internazionale. Ci accomuna la voglia di investire di continuo in nuove tecnologie e il fatto di essere attenti osservatori dell’evoluzione del mercato, sia dal punto di vista audio che luci e video. Non siamo una mega-rental ma ci consideriamo artigiani che lavorano sempre in prima linea, prima di tutto per una vera e propria soddisfazione personale. Siamo i primi ad entrare nei cantieri e gli ultimi ad uscire, e curiamo tutti i nostri collaboratori come parte della nostra famiglia e quindi della nostra realtà.

ZioGiorgio.it: parlaci della vostra presenza al Medimex

Franco Firulli: abbiamo realizzato due palchi. Nel principale abbiamo fornito come da capitolato, banchi Digidesign con PA L’Acoustics K2, sub SB-28 e frontfill Kara. Il tutto è stato curato da Luigi Vargiolu, PA Man e referente tecnico audio dell’azienda. Per le luci abbiamo Robe, DTS e vari convenzionali ETC messi a disposizione di Carlo Pastore che ha realizzato i due disegni luci del Main Stage e del palco di Viale Giannella.

ZioGiorgio.it: uno staff di professionisti navigati, meglio essere tranquilli?

Franco Firulli: visto che ci piace investire anche nelle persone, abbiamo voluto affiancare ai nostri tecnici locali, professionisti di caratura nazionale come Soddu, Cappanera, Pastore ecc… Abbiamo realizzato un vero e proprio mix in modo da aprirci a tutti e di dare un servizio al massimo della qualità.

ZioGiorgio.it: siamo al secondo giorno di festival. Hai già dei feeback sulla serata di ieri?

Franco Firulli: in entrambi i palchi non abbiamo avuto alcun problema. Sono stati apprezzati entrambi i disegni luci realizzati da Carlo Pastore. Abbiamo terminato gli allestimenti in anticipo rispetto a quanto previsto, i cambi palco sono stati iper-veloci e l’impatto audio è stato di alta qualità. Quando nessuno dice nulla, tutto va bene, anche se dobbiamo ancora affrontare la giornata di oggi che vede protagonista Iggy Pop e altri artisti noti. Sono le 10.20 del mattino, Tony mi ha appena comunicato che tutto è pronto e a posto, quindi non posso stare che tranquillo!
Ultima nota di colore è che quest’anno sono presenti tre sardi nello staff e devo dire che l’apporto in termini non solo di qualità ma anche di rapporti è estremamente positivo. Luigi è una persona disponibile, brava e competente, su Tony non devo aggiungere altro e abbiamo avuto modo di collaborare direttamente con te per quanto riguarda il palco due, dove anche Mimmo Rosa ha curato l’audio in maniera impeccabile. Siamo a buon punto e non abbiamo sbagliato nulla.

Al termine del festival abbiamo intervistato Luigi Vargiolu, professionista di lunga esperienza, scelto per affrontare il difficile compito di amplificare una piazza ricca di ostacoli come alberi e palazzi che possono compromettere l’acustica.

ZioGiorgio.it: bentrovato Luigi, una location di eccellenza per un evento di tutto rispetto. Puoi dirci qualcosa sulle qualità audio di questa piazza, eventuali criticità, difficoltà e da dove sei partito per dimensionare, equilizzare e gestire correttamente la parte audio?

Luigi Vargiolu: ciao Walter, è sempre un piacere ritrovarci! Ho vissuto questa esperienza come un evento di eccellenza in una location particolare. Evento d’eccellenza che è culminato con l’esibizione di Iggy Pop e location particolare poiché alla fine altro non era che un lungo viale in città e questo significa ovviamente alberi, mura e palazzi che delimitano la location. Gli alberi stavano da un solo lato del viale e costringevano il pubblico a posizionarsi più lontano sul lato opposto, un po’ perché mascheravano l’audio ma sopratutto perché impedivano una visuale corretta. I palazzi lungo il viale ovviamente aggiungono una forte componente di riflessioni audio che per fortuna ho potuto limitare grazie ad un P.A. che mi ha permesso di regolare la dispersione orizzontale così da evitare il rimbalzo di alcune frequenze sulle pareti.

ZioGiorgio.it: puoi descriverci il PA?

Luigi Vargiolu: a Bari avevamo a disposizione la serie K di L-Acoustics, composto da 24 K2 come main, 24 Sub SB28 in arc-delay cardioide e 24 Kara per il near in\front\out-fill. Il tutto è gestito da 7 La-rack, per un totale di 21 finali LA8.
Credo che il sistema non ha bisogno di particolari presentazioni. Da quando il K2 è apparso sul mercato come sostituto del V-Dosc, è divenuto in breve tempo uno standard di riferimento in tutti i live di una certa dimensione.

ZioGiorgio.it: avevi previsto una affluenza tale da riempire la piazza anche oltre la regia? come ti sei comportato?

Luigi Vargiolu: a dir la verità le mie aspettative erano per una affluenza ancora più alta, tanto che avevo temuto la possibile scelta di eliminare le torri di delay. Ho cercato di fare il possibile col main penalizzando il meno possibile la parte di pubblico fino alla regia e alla fine ce la siamo cavata benissimo.

ZioGiorgio.it: che strumento di misurazione hai utilizzato?

Luigi Vargiolu: ogni volta che mi si fa questa domanda mi sento sempre un po’ in imbarazzo, non tanto per la risposta che onestamente devo dare ma più che altro ho il timore di deludere chi me la pone (n.d.r. ride!). Chi ti fa una domanda del genere spesso si aspetta tu abbia usato uno Smaart piuttosto che un simulatore, strumenti di cui, a mio avviso, si fa un forte abuso.
Quindi devo risponderti che gli unici strumenti che ho usato per impostare l’impianto sono stati le orecchie e la logica, oltre ad una profonda conoscenza del sistema e dal gusto personale di come un P.A. come quello dovrebbe suonare. Detto questo ho sempre a portata di mano un sistema Smaart pronto ad aiutarmi a comprendere e risolvere eventuali problematiche, ma che nel caso specifico di questo evento è servito solamente a monitorare i livelli dal F.O.H.

ZioGiorgio.it: passiamo alla regia. Vuoi descriverci banchi e sistemi di trasmissione verso il palco?

Luigi Vargiolu: per tutte le esibizioni, compresa quella di Iggy Pop, abbiamo messo a disposizione un doppio set di consolle sia sul palco che in F.O.H., composto da una coppia di Digidesign Profile interconnesse fra di loro in Madi, e un secondo set composto da un mixer Yamaha PM5D on stage e un Digidesign Profile in F.O.H., col box remotato in cat5 e segnali splittati analogicamente.

ZioGiorgio.it: Hai “ospitato” il regia il fonico di Iggy Pop. Puoi darci una tua impressione sul suo approccio al sistema, come si è trovato e se ti ha fatto richieste particolari?

Luigi Vargiolu: ho avuto a che fare con un professionista molto preparato e molto disponibile. Nessuna richiesta particolare se non quelle che ci si aspetta in questo tipo di situazioni, ovvero la possibilità di non condividere i convertitori con la consolle sul palco. Richiesta esaudita senza difficoltà, avendo a disposizione due set di banchi. Altra esigenza è stata quella di avere mandate dirette dal suo banco alle diverse sezioni del P.A., ovvero Main Fill e Sub, ma dopo un ascolto del sistema, avendolo trovato equilibrato e di proprio gusto, ha optato per pilotare il tutto direttamente con un master LR.

Alle prese con gli ultimi ritocchi abbiamo raggiunto la mattina del secondo giorno di festival Tony Soddu, con il quale abbiamo discusso sulle differenze pratiche nella gestione di diverse tipologie di festival.

ZioGiorgio.it: Tony, siamo abituati a vederti in situazioni molto più grandi e complesse, mentre qui abbiamo “solo” tre band per serata. L’approccio è sempre identico?

Tony Soddu: siamo in una situazione in cui l’unica differenza è che ci sono meno pedane con le ruote. Abbiamo tre band, alcune già organizzate che sono arrivati con tutte le loro cose, e soprattutto con le idee chiare su come devono affrontare questa situazione. Il materiale è ben organizzato e pensato proprio per il festival, con tre di tutto: tre set di cavi, tre set di microfoni, tre set di ciabatte, tre set di aste ecc… È fondamentale avere materiale a sufficienza per allestire tre band alla volta in modo che la roba entra già pronta.

ZioGiorgio.it: chi sono i tuoi collaboratori? 

Tony Soddu: tutta gente che lavora con me da tanto tempo come Dario Cappanera e Laura Vecchio con cui lavoro da anni e condivido grossi eventi come Gods of Metal e Primo Maggio. Sono professionisti che hanno una chiara metodologia di lavoro e con cui siamo in grado di allestire il tutto a regola d’arte e in tempi rapidi.

ZioGiorgio.it: quali sono le criticità legate a questo evento e a questa location insolita?

Tony Soddu: siamo al centro della città e quindi le uniche criticità si chiamano prefettura, polizia, comune (n.d.r. ride). Quando fai qualcosa al centro della città devi considerare il volume, gli orari e i permessi vari. Sono situazioni inevitabili che devi affrontare più dal punto di vista burocratico. Problematiche che non riguardano invece la stragrande maggioranza dei festival che spesso vengono organizzati in spazi aperti, lontani da zone abitate.

ZioGiorgio.it: infine puoi darci un tuo punto di vista sulle scelte tecniche?

Tony Soddu: abbiamo strumentazioni e soprattutto banchi all’altezza, come Digidesign e Yamaha. Vengono spesso utilizzati nei festival, per la loro qualità, l’architettura semplice e per il fatto che sono strumenti che bene o male conoscono tutti. Sono semplici, intuitivi e comodi soprattutto quando arrivano band che non girano con il proprio materiale ed hanno bisogno di un banco che conoscono dove spesso caricano il proprio show e via.

Passiamo all’aspetto illuminotecnico con Carlo Pastore, che ha avuto l’occasione non solo di mettere a disposizione la propria creatività per questa particolare esperienza all’interno della sua città, ma che è stato protagonista di uno speech sul Lighting Design, parte delle tante iniziative culturali e formative che gravitavano intorno al festival.

ZioGiorgio.it: bentrovato Carlo, siamo in una situazione particolare per quanto riguarda la location oltre al fatto che giochi in casa. Al di la degli aspetti tecnici, vuoi prima di tutto raccontarci dal tuo punto di vista le emozioni e le soddisfazioni di questa esperienza?

Carlo Pastore: quest’anno il Medimex ha assunto un aspetto differente dagli altri anni, dato dalla nuova direzione di Cesare Veronico. In passato si sviluppava negli spazi della fiera del Levante, quest’anno invece ha letteralmente invaso l’ambiente cittadino, portando anche noi a sentirci più a casa del solito.
È il secondo anno consecutivo in cui vengo coinvolto in questo evento speciale. Mi hanno affidato i disegni luci relativi alla Discoteca presso Torre Quetta, il Palco di Largo Giannella e il Paco di Piazza Prefettura.
Sono sempre disponibile a lavorare per la mia città, lo faccio perché ho sempre denunciato la mancanza di canali, qui c’è una sorta di gelosia con la quale il mediocre difende il suo microcosmo. Perdona le parole un po’ forti ma parlo del mio territorio che ad oggi, al di fuori di qualche sporadico evento, è lontano dall’offrire stabilità e continuità lavorativa ai professionisti del mio settore.
Bene, il Medimex sta cercando di costruire questi canali, e lo fa creando una continuità, una fidelizzazione a questo appuntamento. Sai, i professionisti si riconoscono tra di loro e vengono riconosciuti da chi ne ha bisogno, quindi seminare la cultura e la passione che costituiscono questa splendida professione non fa altro che fortificare quella trama di quello che potrà essere un tessuto lavorativo fatto di idee. Lo so, è un giro di parole, di visioni, orizzonti…Ma i percorsi iniziano così. Sono fiducioso, devo esserlo per forza.
L’emozione di poter FARE qualcosa di concreto, la soddisfazione di riuscirci e l’esperienza di continuare ad imparare soprattutto da chi ti osserva con ammirazione. Bisogna vestirsi di umiltà, di condivisione. Dobbiamo letteralmente regalare quello che avremmo voluto in regalo, quello che abbiamo conquistato nel buio con un pizzico di fortuna.
Per questo ho accettato un altro incarico in occasione del Medimex, il ruolo di tutor per quanto riguarda i palchi e le luci: il Musicarium.

ZioGiorgio.it: vuoi descriverci meglio cos’è il Musicarium?

Carlo Pastore: il Musicarium è una delle nuove idee del Medimex 2017. Consiste nel creare una scuola dei mestieri che compongono lo show-biz. Dal fonico, al tecnico luci, al produttore…
È un’iniziativa che ha riscosso un ottimo successo durante il suo banco di prova, e verrà ripetuta in versione più specifica con lezioni di 2 ore anziché di 40 minuti, in occasione della fiera del levante dal 9 al 17 settembre.
Non ti nascondo che l’emozione è stata la stessa che ho provato in occasione del mio primo spettacolo alle luci! È stato bello notare la presenza di partecipanti prettamente femminile, giovane ed eterogeneo.
Parlare del mondo delle luci e dei palchi avendo a disposizione 40 min è un’impresa impossibile, infatti la prima lezione è durata quasi 2 ore parlando solo del ruolo del lighting designer, ma è pur sempre qualcosa.

ZioGiorgio.it: passiamo al pratico, vuoi descriverci il concept di questo show e da quali basi sei partito per realizzare il progetto luci?

Carlo Pastore: non c’è un concept o un ‘idea, c’è la consapevolezza di essere in un festival e quindi la prima cosa che devi fare è prendere visione di tutte le richieste e i rider degli artisti e cercare di metterle insieme nel modo più armonico possibile. Fortunatamente dall’altro lato c’era la stessa consapevolezza, perciò: americane dritte e floor che non sia da intralcio alle movimentazioni del backline.
Sembra un gioco da ragazzi ma qui devi entrare a gamba tesa sugli esecutivi dei progetti: scale e accessi al palco laterali e non da upstage, truss black finish, scatola nera e roof nero, tante hazer… Sono quegli elementi che, seppur semplici, insieme fanno la differenza. Immagina lo stesso palco bianco, con truss silver, trasparenza della scena e poco fumo…

ZioGiorgio.it:  è il momento di fare qualche numero. Quantità di fixture, tipologia e utilizzo

Carlo Pastore: sul main stage avevo a disposizione Wash LED 1401, Raptor Beam 330 e Nick 600 di DTS, oltre ai ParLED AT10 di Litecraft, Martin Atomic 300, Blinder,  Fresnel, Haze e Smoke, oltre a ETC Source4 in torretta di regia.
Innanzitutto adoro i tagli, ti risolvono tante situazioni, creano pulizia al disegno in quanto ti danno la possibilità di creare delle scene che abbiano dei look prettamente scenografici senza però perdere l’illuminazione sul palco. Per questo ho utilizzato dei semplicissimi par LED, non serve una potenza importante per questo fine. Ho posizionato i 16 Nick 600 sul fondale, riempiendo il back truss, aggiungendo la classica alternanza tra spot (DTS Evo) e wash LED.
Per quanto riguarda il secondo stage che conosci benissimo visto che sei stato l’operatore, ho seguito lo stesso principio impiegando però DL7S Profile LED, Robin LED WASH 1200 e Robin LED WASH 600 della Robe, Litecraft AT10, Atomic 3000, blinder, smoke e haze.

ZioGiorgio.it: utilizzi una MA2. Come hai deciso di impostare il banco e come sei connesso con il parco luci?

Carlo Pastore: dico sempre la stessa cosa: il mixer migliore è quello che conosci meglio. Ma poi spezzo sempre una lancia a favore della GrandMa2… Si tratta di una macchina infinita, scopro sempre delle cose nuove che mi facilitano il mestiere. L’impostazione è quella da festival che solo chi ha usato Avolites può capire. L’unica differenza è che con Ma2 ti viene ancora meglio. Per il trasporto abbiamo utilizzato il classico sistema in Art-net con “Multicore” in Cat5.

ZioGiorgio.it: infine come hai vissuto il rapporto con il rental?

Carlo Pastore: mi sento di ringraziare il fornitore nonché service International Sound, una realtà pugliese fatta di tanta passione e attenzione nella scelta del materiale. Con loro ringrazio anche tutti i tecnici veramente a prova di errore, non c’è stato il minimo problema e ogni emergenza o la classica richiesta fuori scheda o dell’ultimo minuto è stata esaurita all’istante. Esemplari!

Chiudiamo questo redazionale con una visita al secondo palco, posizionato sul lungomare di Bari, insieme ad Eugenio Giuffrida alle prese con un P.A. RCF.

ZioGiorgio.it: uno stage B meno complesso da gestire visto che ci troviamo in uno spazio ampio. Vuoi descriverci il setup?

Eugenio Giuffrida: qui abbiamo un sistema RCF TTL55 con 12 moduli per lato, due out-fill TTL33 composti da 5 moduli per lato e 12 sub TT56 in configurazione cardioide. A chiudere due Front-Fill Meyer Melody posizionati al centro del palco. Con questo sistema siamo riusciti a coprire una distanza pari a 80 metri, mentre con i sub ho realizzato un arco digitale a 120° per coprire tutta la piazza e devo dire che il risultato è ottimo.
Conosco molto bene questo sistema RCF; la presenza di RDNet on board sul TTL55 mi ha permesso di realizzare configurazioni ed equilizzazioni in totale tranquillità dal F.O.H.

ZioGiorgio.it: invece cosa abbiamo nel F.O.H.?

Eugenio Giuffrida: qui abbiamo un Di.Gi.Co. SD10 mentre sul palco un SD9 e un Galileo utilizzato come matrice dove entro in analogico. Tramite il software Shape Designer ho effettuato le varie regolazioni, mentre con EASE Focus 3 ho realizzato le varie previsioni acustiche.
Nessuno dei fonici a seguito dei vari artisti ha chiesto correzioni al PA, la pressione sonora è risultata ottima, come del resto la distribuzione.

Walter Lutzu
ZioGiorgio team

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