Claypaky illumina Vasco Rossi al Modena Park

Il concerto di Vasco Rossi al Modena Park è stato un evento di dimensioni eccezionali, capace di registrare il record mondiale di spettatori presenti ad un concerto dal vivo. Il live è cominciato con un sole incandescente che ha invaso il maxi schermo, che sin da subito ha scatenato il boato dei 220mila presenti sulle note di “Colpa d’Alfredo”.

I margini di errore sono molto ristretti, l’occasione richiede grande lavoro di produzione per allestire un palco esplosivo e dinamico, degli impianti tecnici e un parco luci eccezionale.
Il lighting designer Giovanni Pinna ha sviluppato un disegno luci imponente. “In questa circostanza, per la messa a punto del progetto luci è stato necessario acquisire un importante quantità di sorgenti luminose, insieme ad un numero concentrato di tipologie di proiettori: affidabili e agili da programmare. Un procedimento che garantisce qualità luminosa e tempi di programmazione ottimizzati per la realizzazione delle scene” – afferma il LD.

Il proiettore ibrido spot+beam ad altissima efficienza luminosa, con uno zoom 4°-50° Mythos di Claypaky è stato uno dei protagonisti dell’evento di Modena. 170 Mythos sono stati distribuiti uniformemente in tre zone distinte, lungo tre fasce lineari, per illuminare l’intero palco. Il fondale, ovvero il fronte posteriore in controluce, con 45 telai portanti realizzati su disegno di Giovanni Pinna, andava a creare un pattern luminoso scenografico. “E’ una zona determinante ai fini dello show, il backwall è la zona in faccia al pubblico. Su ciascun telaio è stato posizionato un Mythos per un totale di 45 unità. Mentre 60 Sharpy Wash 330 sono stati posizionati su una sporgenza ai piedi del backwall per tutta la sua lunghezza, dedicati esclusivamente ad accrescere l’impatto scenografico della scena. E quasi sempre accesi per illuminare tutto il fondale. Una scelta rivelatasi vincente”.

Presenti anche gli Sharpy Wash, scelti per la loro potenza, le dimensioni ridotte e l’estrema agilità, con cromia, resa luminosa, prestazioni grafiche e ottiche di alta qualità. Gli Sharpy Wash sono stati usati proprio come wash tradizionali, per illuminare la band e il palco.

Altri proiettori, tra cui 64 Mythos sono stati appesi sui ring di americane quadrate di 10 metri sospesi in corrispondenza delle torri automatizzate alte 26 metri. Sostanzialmente a pioggia sul palco. Il resto dei proiettori, incluso 40 Sharpy, 28 Alpha Beam 1500 e ulteriori Mythos, sono stati posizionati a terra.

Il disegno luci, che segue le caratteristiche del palco, è semplice, lineare, ma capillare, e garantisce l’illuminazione di ciascuna zona dell’enorme palcoscenico. E lo fa con grande potenza: l’impatto dei Mythos che illuminano e si muovono a distanza di due metri uno dall’ altro è decisamente notevole.

La pressione intorno all’evento, anche televisiva, è stata molto alta. Tuttavia, due giorni prima, la prova generale è andata benissimo. E’ stato tutto sorprendentemente perfetto per essere un evento unico, di una sola serata.
“Ha funzionato tutto secondo le attese della produzione e di Vasco” – dice Pinna. Il vero finale è come sempre sempre Albachiara, un saluto struggente all’orizzonte che nella notte è diventato
lunghissimo, senza fine.

Info: www.Claypaky.it

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