Risorgi Marche

In questo articolo vi racconteremo un’esperienza un po’ diversa, un evento dove non sono tanto importanti i numeri in termini di potenza sonora o effetti visivi, dove non si descrivono grandi rig luci, immensi LEDWall o array lunghissimi e neppure dove tutto ruota intorno ad un “isterico” incasso,  ma dove piuttosto l’unico biglietto è la solidarietà, la partecipazione e i diversi km a piedi per raggiungere il palco…

Durante tutta l’estate, nella regione tristemente famosa per il terremoto di un’anno fa, uno straordinario Neri Marcorè ha dato vita a Risorgi Marche, una serie di appuntamenti dove al centro di tutto sono i luoghi e “le bellezze che delineano una regione veramente plurale“, come cita il motto del festival. Un evento che in un certo senso ha permesso di condividere valori che un terremoto non cancellerà mai, con numerosi live di noti artisti italiani in location immerse nella natura e circondati da prodotti tipici locali e da un pubblico ed una immensa schiera di volontari straordinari.

In pieno agosto, sfidando il caldo record per una giusta causa, ci siamo recati a Mecereto, su invito dell’azienda marchigiana FBT che, insieme a tante altre realtà locali, hanno contribuito gratuitamente alla fornitura di strumenti e servizi, nel nome di uno sforzo solidale senza precedenti in termini di genuinità, trasparenza e purezza. Come detto in precedenza, in un’area così vasta e con così tanto pubblico distribuito ovunque, sarebbe assurdo parlare dell’ascolto ottimale, della distribuzione degli altoparlanti o del monitoraggio ecc… La vera emozione era data da tutt’altre frequenze che inondavano tutti i partecipanti, in un momento unico e indimenticabile.

L’arrivo di Neri Marcorè

Cominciamo il giro di interviste con Bruno Tanoni, AD di FBT, presente a questo importante appuntamento.

ZioGiorgio.it: un palco insolito, uno skyline magnifico, un sistema di amplificazione di alto livello, ma c’è dell’altro…

Bruno Tanoni: esatto, vivendo a Recanati abbiamo sentito benissimo il terremoto e ci siamo subito attivati in varie maniere per dare un contributo soprattutto a Visso, paese completamente distrutto che si trova qui vicino. In occasione delle festività natalizie abbiamo realizzato ceste regalo con prodotti acquistati in queste zone e abbiamo donato generatori di corrente e altri strumenti utili nell’immediato. Successivamente siamo stati contattati dagli organizzatori del festival, che hanno voluto coinvolgere solo aziende marchigiane, per dar vita ad una esperienza veramente utile in termini di solidarietà.
L’obiettivo era quello di realizzare un evento senza palco, senza line-array imponenti o rig luci enormi, e di creare una atmosfera soft e acustica immersi nella natura ma con una partecipazione di pubblico che andava da 5000 a 10000 persone. Qualcosa di veramente utile per la popolazione. E con questo spirito Neri Marcorè ha messo in piedi qualcosa di eccezionale dimostrando che con un po’ di buona volontà e pochi soldi si può fare tutto.

lo staff tecnico di Risorgi Marche

E con questi presupposti andiamo a vedere il setup da vicino insieme a  Daniele Rossi responsabile audio di Risorgi Marche.

ZioGiorgio.it: bentrovato Daniele, raccontaci subito quale è il tuo ruolo nel festival

Daniele Rossi: nello specifico mi occupo dell’organizzazione tecnica per conto del Service CMY light di Fabio Quarchioni e ho fatto da tramite con FBT, che è uno degli sponsor tecnici della manifestazione, coinvolta in quanto azienda marchigiana. Ho composto la squadra, organizzato trasporti e logistica del materiale audio e ho provveduto a delimitare l’area palco con corde e paletti alti 50 cm per evitare un distacco eccessivo tra pubblico e artista. Quasi tutte le location hanno una conformazione ad anfiteatro, quindi con il pubblico posto più in alto rispetto al palco e sono facilmente raggiungibili dai mezzi per i trasbordi. Non è mancato l’enorme aiuto da parte del pubblico che in più occasioni ci ha dato una mano a portare cavi e materiali nell’area dove si esibivano i vari artisti.

ZioGiorgio.it: vedo un enorme entusiasmo non solo da parte del pubblico ma anche dal comparto tecnico!

Daniele Rossi: per me è stato il lavoro più bello che mi sia mai capitato. Si sono visti diversi artisti che si sono esibiti con chitarra e voce di fronte ad un pubblico mediamente composto da oltre 5000 persone e che hanno tenuto banco esibendosi a braccio, con scalette composte al momento. Sembrava di partecipare ad una serie di pomeriggi tra amici.

Con Federico Occhiodoro e Marco D’Eramo, andiamo ad analizzare nel dettaglio le scelte fatte sul palco e la configurazione del sistema di diffusione.

ZioGiorgio.it: una situazione insolita ma affascinante e ricca di sfide immagino. Come avete gestito questo particolare palco?

Federico Occhiodoro: tutto parte dall’esigenza di avere solo monitor fisici e niente radiomicrofoni o IEM per evitare disturbi col ponte radio della protezione civile. Quindi essendoci quartetto, band e un’orchestra sinfonica abbiamo scelto di installare 14 monitor su 14 linee separate con STAGEMAXX 12MA da 12″ dedicati al quartetto e alla sezione ritmica della band, quattro Ventis 108A da 8″ su piantana usati come sidefill per l’orchestra con un riferimento di ritmica per mantenere coeso il gruppo e due Ventis 115 da 15” un po’ più spinte per l’artista.
Il tutto è gestito da un banco Yamaha CL5 con cui ho molta familiarità e che ci permette di utilizzare il protocollo DANTE così da semplificare il setup e la registrazione.
Dal punto di vista tecnico sicuramente ci sono delle difficoltà in più rispetto a lavorare sulla classica piazza o in un teatro, ma il contesto ripaga tutta la fatica. Quando siamo arrivati stamane c’era già un nutrito gruppo di persone accampate che ci ha dato una mano per portare il materiale, ci hanno offerto lasagne, ciauscolo e altro ancora. Insomma un’atmosfera festosa e una sensazione stupenda!

Marco Deramo: per quanto riguarda il P.A. principale abbiamo 6 FBT Muse 210LA con 2 Sub Mitus 218SA per lato, in-fill e out-fill Vertus CLA 406A con sub CLA 118SA e VENTIS 2016A. Pur non essendo mai certi di quale fosse l’area da coprire, volta per volta abbiamo utilizzato Easy-Focus per un’idea di copertura iniziale, perfezionata poi sul campo in base a dove si posizionava il pubblico. Come vedi parecchi si mettono addirittura dietro al palco, più per partecipare all’evento in se piuttosto che per un ascolto perfetto.

ZioGiorgio.it: per quanto riguarda i microfoni, cosa avete utilizzato?

Marco Deramo: I microfoni sono quasi tutti dpa, con i 4099 con le clip per gli archi, Sennheizer 421 per i fiati dell’ultima fila e 2011 per le prime due file. L’artista utilizza invece un microfono cardioide Shure KSM8.

Raggiungiamo quindi la postazione F.O.H. attraversando l’immensa platea accampata ovunque, distratti di continuo dai profumi dei prodotti tipici locali per incontrare Cesare Bertuccioli, assistente fonico di sala e addetto alla registrazione.

ZioGiorgio.it: Cesare, ti vedo immerso tra buon cibo e bella gente. Immagino che ad ogni data non vedi l’ora di arrivare…

Cesare Bertuccioli: è un lavoro fuori da qualsiasi logica. Bello perché l’artista condivide il palco con il pubblico e da soddisfazione fare tutta questa fatica sotto un sole caldissimo con un clima di solidarietà incredibile. Siamo in una regia F.O.H. posizionata in mezzo al pubblico che ti offre da mangiare, ti da il caffè, ti aiutano a trasportare gli strumenti ecc… È la dimensione che dovrebbe avere la musica live oggi, senza distacco con l’artista. Un’intimità condivisa con tantissime persone.

ZioGiorgio.it: cosa abbiamo in regia e come hai impostato il setup?

Cesare Bertuccioli: abbiamo un Yamaha CL5 in sala e un Yamaha QL5 sul palco, collegati tramite due switch Yamaha SWP1-8MMF, uno in sala e uno sul palco collegati tramite CAT6 con protocollo Dante che gestisce un totale di 55/60 canali su due Rio da 32 canali quasi pieni. In ogni data utilizziamo la registrazione multitraccia con Tracks Live sia per il virtual soundcheck sia per mandare il concerto su Radio2. Durante le prove abbiamo registrato lo stereo su una chiavetta direttamente dal CL5 per avere un ascolto dedicato ai musicisti. Il setup è semplice, usciamo con L-R-Sub, tre matrici per andare all’impianto. Abbiamo tanti microfoni sul palco ma molta pulizia.

Chiudiamo questo splendido pomeriggio con Roberto Mataloni, Export Manager di FBT, che ci fa il punto della situazione dell’azienda marchigiana.

ZioGiorgio.it: usciamo un momento dal clima particolare di questo evento e parliamo di FBT…

Roberto Mataloni: FBT sta espandendo sempre di più il lavoro nei mercati internazionali, grazie anche alla presenza in più o meno tutte le fiere di settore internazionali. Stiamo crescendo molto in Asia, Sud America e Stati Uniti, grazie alla scelta di lavorare sulla diversificazione delle vendite senza prendere di mira alcuni paesi in particolare, ma impegnandoci su più aree per essere presenti allo stesso modo, anche con l’aiuto dei tanti distributori. Dal punto di vista produttivo stiamo investendo su nuove soluzioni e nuovi progetti che sveleremo nel corso dell’autunno.

Lo Staff di FBT

Avrete sicuramente percepito l’entusiasmo da parte di tutti, artisti, tecnici, fornitori e volontari, in questo straordinario pomeriggio immersi tra montagne e vallate. Un modo sicuramente più trasparente e funzionale al rilancio di una zona d’Italia che non merita di essere abbandonata e sulla quale, purtroppo, ripartire risulta complicato ma non impossibile.
Il nostro compito in questo caso è stato di condividere e trasmettere non solo gli aspetti puramente tecnici dell’evento, ma quel connubio di emozioni e professionalità tra aziende, addetti ai lavori, artisti, produzioni e pubblico che per questa occasione si sono interfacciati tra loro con tutt’altro registro rispetto a quanto abbiamo assistito in passato.
Pare però che l’artista di turno in questa calda giornata non fosse della stessa idea, visto che non ha permesso di realizzare foto durante la sua esibizione e quindi di testimoniare in modo ancora più forte l’importanza di questo evento.

Walter Lutzu
ZioGiorgio team

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