“Un’emozione senza fine”

Ultimi giorni di Agosto, sono sdraiato sotto l’ombrellone in spiaggia spendendo gli ultimi sgoccioli di vacanza e squilla il telefono. E’ il “Generale Cluster” alias Daniele Tramontani, il quale mi informa che ha una nuova “gatta da pelare”, ovvero gli è stata data la responsabilità dell’intero progetto “Un’emozione senza fine”, il concerto per il decennale della scomparsa di Luciano Pavarotti, che da lì a poco si sarebbe svolto all’Arena di Verona con tanto di diretta su Rai1.

“Quindi? Nulla di nuovo sotto il sole”, gli rispondo io, “di progetti di tale portata nei hai fatti a ‘palate” negli ultimi vent’anni”. “Vero!”, mi risponde lui, “ma mi farebbe piacere se mi potessi dare un’occhiata alla parte relativa alla distribuzione dei segnali, in particolar modo agli aspetti ridondanti…”

Potevo dire di no ad un amico e un personaggio come “il generale”? Ovviamente no.

Il generale Cluster alias Daniele Tramontani

Ed è così che mi sono “imbucato” nell’avventura che ora mi va di raccontarvi.

Partiamo dalla fine: 6 Settembre 2017, Arena di Verona gremita in ogni ordine, più di 5 milioni e mezzo di spettatori su Rai1, altre milionate di ascoltatori via RTL102.5 per una serata che si può certamente considerare un grandissimo successo.
Come hanno scritto i media sia “Luciano” che “Pavarotti” emozionano ancora, volendo significare che sia l’uomo-personaggio che l’artista hanno lasciato un segno indelebile in tutto il mondo.

Sui giornali generalisti avrete letto della presenza di tantissimi artisti del panorama sia lirico che pop, alcuni di quelli che lo fecero nelle varie edizioni del “Pavarotti & Friends” hanno duettato di nuovo con il Maestro Pavarotti “in diretta dal paradiso” regalando davvero emozioni uniche.

Io, su queste pagine, mi limito a parlare di alcuni aspetti tecnici, in particolar modo della raccolta e la distribuzione dei segnali, solo una parte del progetto completo a cura dell’italiana Agorà.

Le sorgenti

Considerando la band, l’orchestra, i cantanti solisti, i cori, i microfoni dei presentatori e dei vari ospiti, la channel list dei segnali di linea e microfonici “live” prevedeva ben 226 canali, inclusi anche “le scorte” e diversi canali liberi che devono sempre essere previsti in questi eventi, nei quali sino all’ultimo momento tutto può succedere.
A questi devono poi essere aggiunte 24 tracce di playback, in questa occasione più che mai determinanti poiché, oltre ad effetti, tappeti etc, attraverso quelle arrivava a tutti la voce del Maestro Pavarotti.

Le consoles

Per la parte live si è optato per una coppia di DiGiCo SD7 (una dedicata all’orchestra e una a Band e solisti) per FoH dove operavano Marco Monforte e Daniele Tramontani con il supporto del “mixer sitter” Francesco Passeri che ha supportato nella realizzazione fisica dei montaggi, gestito il mix parlato foh e che “si e sorbito le paturnie mie e di Monforte” come dice scherzosamente lo stesso Daniele Tramontani.
Sul palco era presente un’analoga coppia di DiGiCo SD7 per il monitoraggio presidiate da Gianluca Bertoldi e Umberto Polidori.
Per la gestione dei microfoni di presentatori e ospiti, un DiGiCo SD11 è stato aggiunto sia in FoH che per il palco.

La regia broadcast

Per il Mix di messa in onda – che è stata gestito da Maurizio Maggi e Maurizio Palafioriti – sono state impiegate due SSL L500 utilizzate in configurazione “sharing”, modalità che ha permesso ai due operatori di poter organizzare e dividere il lavoro come meglio hanno creduto, operando su due superfici distinte, ma gestendo e condividendo il medesimo progetto.
Il segnale mixato, con tanto di microfoni d’ambiente per la ripresa del pubblico, è stato inviato all’OB Van Rai e alle radio, i quali hanno poi aggiunto ciò che serviva per la gestione delle rispettive dirette (commenti, stacchi, jingle e così via).

Raccolta e distribuzione dei segnali

In figura trovate lo schema dettagliato dei principali collegamenti, per il quale è doverosa una spiegazione.

Daniele avrebbe voluto adottare in questa occasione una soluzione “full MADI”, ma un ordine arrivato “dall’alto” ha imposto l’utilizzo di splitter attivi per “isolare alla vecchia” il mondo live da quello broadcast.
E’ così che ben 226 canali di splitter hanno trovato posto sul palco e ad essi sono state collegate tutte le sorgenti di linea e microfoniche.
Il ramo “live” è stato quindi collegato “via rame” a 4 DiGiCo SD Rack da 56 input analogici ciascuno, mentre il ramo “broadcast” ha alimentato 8 stage rack SSL ML32.
Grazie al doppio anello ottico di DiGiCo, tutte le SD7 avevano pieno accesso a tutti i canali degli SD Rack, discorso diverso per le SD11 che ricevevano solo la porzione di segnali richiesti attraverso dedicate connessioni MADI coassiali.

Sfruttando le locali uscite MADI coassiali dei singoli SD Rack, che offrono uno split digitale post mic preamp, grazie all’impiego di due Madi Router M.1k2 della tedesca DirectOut in modalita “mirror”, la versione digitale (MADI) dei segnali di linea e microfonici sono stati distribuiti sia alla registrazione multitraccia (main e backup) che ai due DiGiCo SD11 che gestivano i microfoni dei presentatori.
Alle matrici Madi DirectOut M.1k2 arrivavano anche i flussi della postazione playback (come vi dirò tra poco) e da queste venivano distribuite a tutte quattro le DiGiCo SD7 e alle postazioni di multitrack recording.

I rack per la conversione MADI

Clock

Vista la presenza degli splitter attivi a monte di tutto, il mondo “live” e quello “broadcast” erano totalmente indipendenti dal punto di vista del clock, seppur entrambe i mondi abbiano lavorato a 48kHz.
Per la parte “live” il clock Master è stato l’anello ottico di DiGiCo, dal quale direttamente (gli SD Rack e le SD7) o indirettamente (via MADI) tutti gli apparati digitali, compreso i Mac utilizzati per il playback, hanno ricevuto i segnali di sincronismo.
Essendo la parte broadcast sincronizzata da una sorgente di clock differente da quella live, un paio di DirectOut Madi.SRC (sample rate converter) sono stati necessari per far arrivare ai due “concentrator SSL” i flussi MADI dei Playback (main e redundant). Stessa soluzione (un’altro Madi.SRC) per un flusso identico che la RAI ha prelevato dalla matrice M.1k2 con alcuni canali che ha preferito gestire singolarmente e altri di spare.

Ridondanze

Non ho intenzione di “tediarvi” ulteriormente con convenzioni grafiche e “livelli di ridondanza”, l’ho già fatto abbastanza nei precedenti articoli (chi proprio se li fosse persi li può andare a leggerli a questi link.), ma è certo che questo progetto contiene delle ottime soluzioni che penso valga la pena sottolineare.

Partiamo dall’analisi della postazione playback: in concerti di questo tipo non si può certo correre il rischio che un Mac (o PC), una scheda audio, un software che incontri un problema interrompa la riproduzione delle tracce che vengono mixate “live”. E’ così che due MacBookPro con relative schede audio MADI della RME sono stati impiegati in modalità “master e slave”, ovvero sincroni dal punto di vista audio (entrambe le RME ricevevano un flusso MADI dalle due distinte M.1k2 per ricavare il clock audio) ed allineati per i comandi “play” via MIDI, ovviamente entrambi con identiche sessioni di ProTools.

La PlayBack station

Così facendo, l’audio proveniente dalle due schede MADI RME risulta identico, sincrono (come audio clock) e allineato al sample, offrendo completa ridondanza della sorgente.
Sfruttando la possibilità di avere entrambe le uscite di ciascuna MADI RME funzionanti in “parallel out” e un paio di DirectOut EXBOX.BLDS si è fatto un “capolavoro”!

BLDS sta per Buffer Loop Detection System, un particolare meccanismo studiato da DirectOut per determinare istantaneamente l’interruzione audio o il deterioramento del segnale e permettere lo switch immediato sull’ingresso ridondante, il tutto nel tempo di un solo sample e senza alcuna interruzione audio. Per permettere all’apparato questa analisi in tempo reale è sufficiente “suonare” tra le altre tracce MADI un particolare file .wav (inudibile dall’orecchio umano) che si genera con un apposito software gratuito distribuito da DirectOut.

(se volete capire come funziona l’EXBOX.BLDS potete dare un occhio a questo video, magari riconoscerete pure il personaggio che parla.)

E’ così che ogni EXBOX.BLDS riceveva il MADI sia dal Mac Main che da quello Spare ed in uscita offriva in tempo reale la versione ininterrotta di quello che risultava essere funzionante.

Le due uscite dei due BLDS (gia includenti ciascuna la ridondanza dei due Mac) raggiungevano due distinti DirectOut Split.Converter che distribuivano le tracce playback sia al ramo “broadcast” (passando per due distinti Madi.SRC) che a quello “live”, diretti alle due matrici M.1k2.
Analizzando il percorso dei segnali delle tracce di playback, si può apprezzare il fatto che il malfunzionamento di qualsiasi degli apparati, anche con combinazioni di “sfighe sincrone” non avrebbe “ammutolito” il playback.

Facciamo qualche esempio: se si fosse bloccato un Mac (o un Pro Tools, o una RME) grazie all’immediato switch degli EXBOX.BLDS l’altro l’avrebbe immediatamente sopperito, perché anche se si fosse “fermato” un BLDS, ci sarebbe stato l’altro. Si sarebbe potuto rompere anche uno degli Split.Converter, ma c’era il suo gemello (al più si doveva spostare un selettore), e lo stesso discorso vale per i Madi.SRC e per le matrici M.1k2 che gestite in “mirror” avevano identici settaggi per tutti i segnali sia in ingresso che in uscita (presenti e identici in entrambe) e alimentavano distinti ingressi di tutte le consoles!
Per quanto riguarda le consoles “live”, DiGiCo offre intrinsecamente elevati livelli di ridondanza, quali il doppio anello ottico che connette sia local che stage racks e il doppio core in mirror. Noi abbiamo aggiunto un altro livello di ridondanza utilizzando non una ma due matrici MADI (in mirror), prelevando doppi flussi da ogni SD Rack e alimentando due distinte matrici, analogamente a quanto fatto per le tracce di playback.

Gli SD11 dei “parlati” ricevevano lo stesso flusso MADI sia dalla matrice M.1k2 che da un “copy to MADI” della SD7 che quei segnali prelevava dall’anello ottico direttamente dagli SD Rack.
Le postazioni di recording multitraccia Main e Spare (PC con Nuendo e schede RME) ricevevano flussi Madi distinti dalle due M.1k2 e addirittura una terza postazione è stata aggiunta accanto alle SSL di messa in onda, i cui segnali MADI derivavano dai pre SSL e dagli splitter attivi, quindi ulteriormente ridondanti (poiché totalmente indipendenti) rispetto a quelli provenienti dagli SD Rack.

Ovviamente le varie postazione di recording hanno servito le varie consoles nelle fasi di Virtual Sound Check.
Anche le due console SSL per la messa in onda erano configurate in modo tale che, grazie anche al doppio “concentrator”, nel caso una avesse malfunzionato, l’altra avrebbe potuto immediatamente sopperire gestendo integralmente la totalità dei canali.

Lo spettacolo dell’Arena di Verona

Complimenti davvero al “Generale Cluster” Daniele Tramontani per il progetto (che a sua volta ci ha tenuto a ringraziare Stevan Martinovic per il prezioso supporto ndr), al quale io ho semplicemente dato qualche piccolo consiglio “ridondante” relativamente ai segnali, ma che comprendeva ovviamente anche tutto il discorso del PA, ma questo già lo immaginavate, “che ve lo dico affa…”

Orgoglio italiano, dunque, in questa grande notte internazionale!

Alla prossima.

Luca Giaroli
ZioGiorgio Contributor

info: www.lucagiaroli.com

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